novembre 23, 2009
IL PAESE DEI DIARI

“I diari (…) sono parole scritte che passano attraverso soldati e generali, casalinghe e operai, emigranti e disoccupati, analfabeti e matti. Storie effimere nelle quali Mario Perrotta s’è fatto un giro raccontandoci che senza i ricordi personali l’effimero della memoria non transita da nessuna parte” (dalla prefazione di Ascanio Celestini).
Un imperdibile romanzo – verità ambientato in un luogo magico e unico in Italia, “Città del diario”: questa denominazione è valsa a Pieve Santo Stefano (Arezzo) perché custode delle storie di migliaia di italiani. Il protagonista Mario resta chiuso una notte nell’archivio diaristico della città, qui intraprende un viaggio che lo porterà a incontrare stanza dopo stanza gli autori dei diari, che ogni notte tornano in vita per raccontare la propria storia.
Storie comuni e straordinarie: la contadina Clelia Marchi, che scrisse tutta la sua vita su un lenzuolo a due piazze; il cantoniere siciliano Vincenzo Rabito, semianalfabeta, che si chiuse in una stanza per imparare a usare la macchina da scrivere raccontandosi in oltre mille pagine poi diventate un romanzo; e i messaggi clandestini di Orlando Orlandi Posti, scritti dal carcere prima di essere fucilato alle Fosse Ardeatine.
L’archivio contenente 6.000 tra diari, epistolari e memorie di persone comuni raccolte in più di vent’anni in tutte le Regioni italiane venne fondato nel 1984 dal giornalista Saverio Tutino.
Un libro di Mario Perrotta, con una prefazione di Ascanio Celestini, Terre di mezzo Editore.


