2 settembre 2011

Kenya. I rossi elefanti di Tsavo

Categorie: Africa - Reportages
Tour nel Continente Nero alla ricerca dei “Big Five”: elefante, leone, bufalo, rinoceronte, leopardo. Ma anche ippopotami e coccodrilli, per un safari indimenticabile, emozionante, ed attivo…benvenuti in Kenya !!!
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Tsavo East National Park, Kenya.

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African Buffalo (Syncerus caffer), Lualenyi Game Reserve, Kenya.

Quaranta chilometri quadrati di pura area selvaggia dove è difficile incontrare un altro automezzo. Un’area selvaggia interamente a disposizione degli ospiti del Lualenyi Camp. Più che essere ospiti del Lualenyi Camp sarebbe però più corretto dire di essere ospiti di Davide. Qui ormai è casa sua, coccola lui personalmente gli ospiti delle sole sei tende del campo. Davide Gremmo ha deciso alcuni anni fa di vivere stabilmente in Kenya, nel campo di proprietà della sua famiglia posto al confine con il Parco Nazionale di Tsavo, lasciandosi alle spalle la quotidianità della sua Torino. Niente più traffico per arrivare in ufficio, adesso il traffico è quello dei numerosi elefanti che fanno i pendolari tra Tsavo Est e Tsavo Ovest. Il suo giornale quotidiano è diventato quello letto ogni mattino da Cambi, il tracciatore. Sul terreno c’è scritto tutto: chi è passato, quanti erano, dove si sono diretti, cosa è successo, quando è successo. Cambi è di poche parole: osserva il terreno dal tetto del fuoristrada, dirige Davide e ogni tanto chiede di fermarsi.
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Tsavo East National Park, Kenya.

Salta giù dalla macchina, da solo, disarmato, cammina a testa bassa apparentemente senza meta, sparisce nel bush. Poi torna e, finalmente, parla: “le impronte parlano chiaro, stanotte è passato di qui un grosso branco di bufali ed alcune giraffe. Erano seguite da tre leonesse e un grosso maschio, probabilmente si sono dirette a nord, verso il laghetto sotto la Lion Rock”. Lion Rock è un luogo magico, una collinetta rocciosa che sembra sia stata fatta cadere lì dal cielo solo per spezzare la monotonia di una piatta savana. Dalla cima una vista mozzafiato sullo Tsavo che spazia a trecentosessanta gradi, dal confine con la Tanzania alle Taita Hills, luogo-mito descritto in “La mia Africa” dove perse la vita schiantandosi con il suo aeroplano Dennis Finch-Hutton. Un luogo tanto magico la Lion Rock da ispirare gli sceneggiatori del film Disney “Il Re Leone”.
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Lualenyi Game Reserve, Kenya.

Ormai è tardi però, ci sono poche probabilità di riuscire a scovare il branco. Sono le otto del mattino e la temperatura inizia ad essere troppo calda per i leoni, che ormai saranno ben nascosti all’ombra di qualche pianta, dove rimarranno sino al tramonto. Il Re Leone, lui si che dorme sino a venti ore al giorno… Inutile cercarlo adesso, tempo perso. Si riprendono le ricerche nel pomeriggio. Cambi dirige Davide, poi scende, controlla l’area circostante e sparisce ancora nel bush. Per poi tornare con le informazioni di ciò che è successo nel pomeriggio: “del branco di leoni per ora niente impronte, ma probabilmente sono ancora sotto una pianta a fare il riposino quotidiano. Il branco di bufali invece ha continuato in direzione del laghetto di Lion Rock. Troviamo i bufali e troveremo anche i leoni”.
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Hippopotamus (Hippopotamus amphibius), Tsavo East National Park, Kenya.

Li troviamo, i bufali. Un branco infinito di bufali, centinaia di bufali che si dirigono verso il laghetto, come previsto da Cambi. Li anticipiamo per aspettarli dal lato opposto. E per seguire le tracce dei leoni che, non si capisce proprio come, Cambi scova in una zona di erba alta. Questa volta di scendere a piedi non se ne parla proprio, i leoni potrebbero essere nascosti ovunque. Decidiamo di avvicinarci al laghetto ed aspettare gli eventi ma con grande sorpresa vediamo avvicinarsi un branco di oltre quaranta elefanti avvolti in una nube di terra rossa infuocata dalla luce del tramonto.
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Nile Crocodile (Crocodylus niloticus), Tsavo East National Park, Kenya.

Massimo Vallarin, la nostra guida ci dirige, con mille cautele, in un punto in cui gli elefanti non possano essere disturbati dalla nostra presenza. Da una collinetta ammiriamo questo fantastico spettacolo: grandi e piccoli che bevono, i cuccioli che si rotolano nell’acqua, le matriarche che controllano che nelle vicinanze non ci siano predatori, tutt’intorno al branco di elefanti centinaia di bufali di cui abbiamo seguito le tracce da questa mattina. Poi, silenziosamente come al loro arrivo, riprendono il loro cammino verso la prossima pozza d’acqua. Tutto un tratto questo momento di tranquillità del branco viene brutalmente interrotto. I bufali scappano in tutte le direzioni. Una elefantessa ritorna verso il laghetto al galoppo, barrendo, scuotendo la testa, una vera carica. Ma contro chi? Il caos è totale, il laghetto è avvolto da una nube di polvere, arrivano anche gli altri elefanti del branco. Probabilmente i leoni che cercavamo, con tutta probabilità hanno attaccato un cucciolo di elefante.
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La Lualenyi Game Reserve, vicino allo Tsavo National Park, Kenya.

Troppo pericoloso andare a controllare da vicino e ormai è troppo buio per vedere con i nostri binocoli. Si fa ritorno verso il Lualenyi, domani si attraversa il confine, si entra a Tsavo Est. Le sorprese non finiscono mai, a poche decine di metri dal nostro campo quattro leonesse camminano nel buio, un incontro di pochi istanti, poi spariscono nelle tenebre alla ricerca di prede. Lualenyi costeggia il confine con il parco nazionale di Tsavo, un confine regolarmente attraversato da migliaia di elefanti alla perenne ricerca di acqua, seguendo il loro olfatto così sviluppato da sentirne l’odore da decine di chilometri. Migliaia di elefanti che da sempre, di pozza in pozza, percorrono centinaia di chilometri lungo invisibili piste.
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Elephants (Loxodonta africana), Lualenyi Game Reserve, Kenya.

In una di queste pozze assistiamo ad una situazione tragica: un elefantino di alcuni mesi è rimasto intrappolato nel fango e, solo dopo mezz’ora di disperati tentativi, la mamma aiutata da altri membri del branco riesce a spingerlo fuori. Questa è la dura legge della savana: se non fosse stato liberato in tempo i predatori dell’area si sarebbero immediatamente avventati sul piccolo. Tsavo non è un posto tranquillo come la riserva privata di Lualenyi, è meta, oltre che di safari organizzati nei minimi dettagli da guide professioniste, di tour in minibus organizzati in giornata dalla non lontana Malindi. Tour mordi e fuggi alla ricerca spasmodica dei Big Five: elefante, leone, bufalo, rinoceronte, leopardo. Elefanti a Tsavo ce ne sono ovunque, i famosi elefanti rossi, chiamati così a causa della colorazione data alla pelle dalla terra di quest’area. Bufali, in abbondanza. Ma i i felini bisogna sudarseli e non è con un mordi e fuggi di un giorno che si può sperare di riempire le schede di memoria con le tanto agognate foto.
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Kudu Camp, Tsavo East National Park, Kenya.

Mi viene proposto di andare in un’ansa del fiume a fotografare gli ippopotami. Massimo Vallarin, la guida, sa il fatto suo: è uno spirito libero, sente la necessità di essere parte di questa splendida natura. Da anni risiede in Kenya e dopo difficili studi ha preso il brevetto di Kenya Professional Safari Guide. Con cautela controlla che l’area non abbia impronte fresche di predatori, che nessun ippopotamo sia fuori dall’acqua, poi con prudenza ci appostiamo su delle rocce a pochi metri dalla riva. Pochi clic ed ecco arrivare tre minibus carichi di turisti, fatti scendere di corsa per ammirare gli ippopotami. Esterrefatto li guardo scendere da soli dal crinale e piazzarsi lungo la riva del fiume. Nessuno, tanto meno gli accompagnatori del tour – ovviamente non guide professioniste – che se ne stanno all’ombra di un albero, li ha avvisati della estrema pericolosità dell’ippopotamo.
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Masai Giraffe (Giraffa camelopardalis), Lualenyi Game Reserve, Kenya.

Il sole inizia a scaldare parecchio e ci avviamo verso il Kudu Camp, a pochi chilometri dall’ingresso del parco. Kudu Camp ha una splendida veranda con vista sul fiume, un luogo perfetto per un momento di relax. Relax che però dura poco: dalla foresta dall’altro lato del fiume ecco uscire un primo elefante, poi un secondo seguito da un piccolo, poi il resto del branco. Poi un secondo branco. Poi un terzo. Attraversano il fiume, si avvicinano a mangiare le piante a poca distanza da noi, alcuni si avvicinano a pochi metri dalla veranda, ci scrutano, ci studiano, ci guardano dritti negli occhi, lanciandoci uno sguardo come per ringraziarci per aver dedicato un viaggio esclusivamente ai rossi elefanti di Tsavo.
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Bufali africani (Syncerus caffer) ed Elefanti (Loxodonta africana), Lualenyi Game Reserve, Kenya.

L’ AIEA a salvaguardia della natura africana
Si chiama AIEA (Associazione Italiana Esperti d’Africa) l’associazione senza scopo di lucro che riunisce un gruppo di persone con la comune passione per l’Africa e attivamente impegnate nella conservazione delle specie a rischio di estinzione. Gli Expert e gli Specialist members sono tutte persone con un legame molto concreto con l’Africa, chi perché ci vive, chi perché ci viaggia spesso per lavoro: ranger, esperti di turismo, presentatori televisivi, scrittori, fotografi, giornalisti, registi, antropologi, zoologi, tutte persone con un curriculum molto importante. Persone note nel loro settore ma anche personaggi noti al grande pubblico televisivo, come Benedetta Mazzini e Vincenzo Venuto.
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Zebra di Grant (Equus quagga boehmi), Lualenyi Game Reserve, Kenya.

AIEA condivide le proprie esperienze e fornisce informazioni su questo continente, supporta associazioni e Onlus sia italiane sia africane impegnate in progetti di conservazione della fauna africana. Le operazioni sul campo svolte sono innumerevoli. Durante le Eco-mission, alle quali chiunque può partecipare supportando il finanziamento di queste operazioni per il monitoraggio degli animali, sono stati applicati collari GPS a leoni ed elefanti, inseriti microchip nel corno di rinoceronti, rilasciati in natura piccoli e grandi felini. L’AIEA si occupa anche della formazione di safari guides italiane, svolgendo corsi ed organizzando esami per il rilascio di brevetti di vari livelli, riconosciuti da molti tour operator africani, tra cui il prestigioso Wilderness Safaris. Tutte attività che hanno fatto giungere importanti riconoscimenti dai principali uffici del turismo e governi africani.

Testo e foto di Sergio Pitamitz - www.pitamitz.com

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2 commenti

  1. francesco malguzzi scrive:

    E’ già da tempo che volevo scrivervi. Per una semplicissima cosa; bravi per il vostro “giornale”. E’ sempre un piacere leggervi.

  2. Simona scrive:

    Complimenti per il servizio: sono una delle persone che è stata in vacanza proprio nella riserva di Gremmo (all’epoca era ancora gestita dal padre che faceva la spola tra il loro negozio a Malindi e la riserva): è descritto esattamente tutto come allora, chissà se c’è ancora il cuoco che cucina agnolotti alla piemontese …
    Il brunk nella savana è stata un’esperienza unica ed organizzata in maniera veramente professionale
    Bravi!

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