25 novembre 2011

Amsterdam è una farfalla. Incontro con Marino Magliani

Categorie: Lifestyle - libri&musica

Lo scrittore Marino Magliani, intervistato da Andrea B. Nardi ci parla del suo nuovo libro Amsterdam è una farfalla (Ediciclo editore)

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Marino Magliani è davvero uomo dalle molte Latitudes. Nato sul 43° parallelo di una Liguria stretta e scoscesa, da parecchi decenni vive sui 52 gradi di IJmuiden, città portuale dell’Olanda Settentrionale, ma ci è arrivato passando per i subequatoriali paralleli del Sudamerica, e per chissà quali altre odissee. Tanti luoghi, tante lingue, Magliani è oggi uno dei più sensibili traduttori dallo spagnolo, merito certo del suo essere prima di tutto un intenso scrittore.

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Partiamo da qui: che effetto fa lavorare sul romanzo di un altro autore?
È una sensazione strana, è un continuo mettere i piedi su impronte altrui. L’ultima mia traduzione, che ho fatto assieme a Giovanni Agnoloni, è una raccolta di saggi su Bolaño, che uscirà a fine novembre per Senzapatria; ora sto lavorando sul romanzo di un cubano. Sono linguaggi diversi, lo spagnolo del Conosur e lo spagnolo dei Caraibi. Paralleli diversi, per restare in tema.


Torniamo all’Olanda. Le differenze fra quelle discese sassose a picco sul Mar Ligure e gli orizzonti sabbiosi dei Paesi Bassi sono solo geografiche, oppure la tua fantasia, le tue ispirazioni – anche professionali – cambiano a seconda dei paesaggi, ne vengono forse assorbite?
Per me è sempre quel giorno tra orizzontalità e verticalità. Scaglie e pietre di muri a secco, e mulattiere da una parte, e sabbia dall’altra. Finora, tuttavia, non avevo mai scritto molto di “olandese” a parte qualche racconto che mi avevano commissionato case olandesi, e brani di romanzo, pezzi di Olanda che si incastravano nella Liguria.


DSC00060R 300x197 Amsterdam è una farfalla. Incontro con Marino MaglianiDopo tante emozioni regalateci dai tuoi romanzi, densi di “liguritudine” non solo per gli scenari, ora finalmente ci proponi una bella storia olandese: Amsterdam è una farfalla (Ediciclo Editore). Vuoi parlarci di come è nata e come l’hai vissuta?
Ediciclo ha una collana che si chiama Ciclopolis. Sono città (Bologna, Firenze, Berlino, e faranno credo Parigi) raccontate dal punto di vista della sella della bicicletta. A me è stato chiesto di raccontare Amsterdam e l’ho fatto in compagnia di Roland Fagel, editore e traduttore che ama come pochi altri la città-mondo costruita sulle paludi.
Diciamo che in tre/quattro mesi è successo tutto, dall’indagine sul posto andando rigorosamente in bici, a conoscere anche le campagne, i polmoni verdi della città, alla stesura del romanzo, lavorando anche su molto materiale raccolto da Fagel.

DSC00004R 300x200 Amsterdam è una farfalla. Incontro con Marino MaglianiAllora parlaci di questa tua personale Amsterdam.
Si dice che Amsterdam abbia la forma di una ragnatela. Effettivamente se si prende la mappa i quattro canali principali fanno un giro a semicerchio, dallo IJ, il bacino di acque e isole e penisole, al fiume Amstel. L’impressione, per uno come me che misura tutto a terra e terrazze, è: con tutti i posti che c’erano, sono andati a costruire una città proprio sul fango? Io l’ho conosciuta sulla bicicletta, naturalmente, ho girato non solo i posti famosi, ma anche i canali minori, quelli senza turisti, i canali scomparsi, riempiti il secolo scorso, le piazze, le isole, sono salito e sceso dai ponti a dorso d’asino e ho intervistato la gente. Una cosa mi è chiara: Amsterdam è una città che ha una passione e una fede: stupire. Non mi interessava la città nel suo aspetto folkloristico, intendo hascisc e vetrine, ma le cose che pochi sanno, i traumi, la distruzione del quartiere ebraico per farci passare una metropolitana, le lotte religiose tra cattolici e calvinisti, nei secoli passati, e le chiese segrete che ancora esistono come musei.

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Lo scrittore Marino Magliani

Aver rotto il ghiaccio del Mare del Nord ti farà ancora scrivere sulla tua Olanda, o ritornerai alle tue coste imperiesi?
Vorrei scrivere un romanzo popolare sul porto di IJmuiden, che è all’imboccatura del Noordzeekanaal, il canale che porta le navi nel porto di Amsterdam. IJmuiden è la città fradicia dove risiedo ormai da più di vent’anni. Dalla vetrata del mio studio vedo le dune e un pezzo di porto, i moli dove attraccano i pescherecci con le stive piene di aringhe. Un romanzo epico che racconti questo mare e la fatica dei porti, l’odore delle aringhe sui banchi, nel ghiaccio, e l’odore del pesce guasto che i gabbiani si dividono sul mattonato, ma anche i caffè, l’alcool, i canti dei marinai, e l’odore di Jenever e della birra e del salso, le banchine piene di ferrame, di ancore e catene enormi arrugginite, di reti stese, e la città di ferro, l’acciaieria, di là del canale, che rantola. Forse scrivere un libro su Amsterdam era inteso come avvicinamento al romanzo popolare sul Mare del Nord.


Intervista di:  Andrea B. Nardi Foto di:  B.Bokslag


Amsterdam è una farfalla. Marino Magliani, Edicicloeditore novembre 2011, pagg.224, €13

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