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25 luglio 2012

TAV, sì o no? Pro e contro della vicenda che divide l’Italia

Categorie: Viaggi

Esagerazioni verbali, toni esasperati, rivolte, accenni di guerriglia, politici che cercano di cavalcare ora uno ora l’altro fronte. La TAV, pensata per unire l’Europa, nasce dividendo l’Italia. Poiché impatta sull’ambiente e incide sul turismo, due ambiti di interesse di Latitudes, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, con calma e obbiettività senza pretesa di essere esaustivi.




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Cosa è la TAV

T.A.V. è  l’acronimo di treno ad alta velocità,  che indica una linea ferroviaria cosiddetta  AV/AC (alta velocità/alta capacità) su cui i treni raggiungono  velocità molto elevate,  riducendo drasticamente i tempi di viaggio. E’ un tentativo di rendere il treno competitivo con l’aereo collegando grandi città in tempi brevi, da centro a centro e in modo molto più ecologico, poiché il treno consuma molto meno dell’aereo a parità di passeggeri trasportati.






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Percorsi

La UE ha identificato dieci Corridoi multimodali, solo quattro dei quali interessano l’Italia:

Corridoio 1: Berlino – Palermo (in cui è compreso il ponte sullo stretto di Messina)

Corridoio 5: Lisbona – Kiev (Ucraina)

Corridoio 7: Bari – Varna (Bulgaria)

Corridoio dei Due Mari: Rotterdam – Genova.

Quello di cui si parla a proposito di TAV / NO TAV è il corridoio 5 che nel tratto Torino – Lione attraversa la Val di Susa.




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Parti in causa


Da una parte i governi che si sono succeduti e che hanno classificato la Torino – Lione come opera strategica e sono intenzionati a portarla a termine. Dall’altra una dozzina di Comuni della Val di Susa (all’incirca 30.000 abitanti) che si oppongono tenacemente alla sua realizzazione. Al netto delle esasperazioni cerchiamo di comprendere i rispettivi argomenti.








sitav 300x288 TAV, sì o no? Pro e contro della vicenda che divide lItaliaSì perché

  • Si tratta di infrastrutture destinate a favorire il mercato unico facilitando la circolazione di persone e merci. Saranno eliminate le strozzature, ammodernate le infrastrutture e snellite le operazioni transfrontaliere.
  • Sarà convertita la tratta di valico (con pendenze inadatte al passaggio di alcuni treni merci e gallerie obsolete) in linea di pianura ad elevati standard di qualità e sicurezza, con miglioramento della logistica. Il progetto ha un costo totale  14 mld complessivi, 9.38 dei quali a carico dell’Italia, finanziati al 40% da UE. Cioè 3,75 mld di costo effettivo.
  • Ha una rilevante importanza economica. Su questo asse l’interscambio commerciale è pari al 34.4% del totale tra Italia e UE. Quello con la Francia è cresciuto dell’8,4 % nei primi 11 mesi del 2011. C’è poi da considerare che è baricentrico per la macroregione europea Alp-Med (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Rhone Alpes e Paca) dalle straordinarie potenzialità (Pil  di 500 mld/anno).
  • L’opera è stata concertata con il territorio. Lo dimostrano l’abbandono del progetto sul lato sinistro della Dora, le 183 sessioni di lavoro settimanale e le 300 audizioni. Il Governo per l’intesa con la Regione Piemonte ha stanziato 300 mln oltre a 135 mln di opere compensative sul territorio.
  • Si dimezzeranno i tempi di percorrenza per passeggeri (Parigi – Milano da 7 a 4 ore) e raddoppieranno i quantitativi di merce trasportata (da 1050 a 2030 tonn. ) con treni lunghi fino a 750 metri e ci saranno 600.000 camion in meno all’anno sulle strade. L’attuale linea intercetta solo il 7% del traffico di merci perché è fuori mercato: i treni raggiungono 1250 metri di quota con costi esorbitanti. Una nuova linea convoglierà più merci su ferro.
  • Promuove una favorevole ricaduta occupazionale: 2000 direttamente nell’opera e 4000 nell’indotto.
  • E’ energeticamente sostenibile con una riduzione annuale di emissioni di gas serra pari a quella di una città di 300.000 abitanti.
  • Non ci sono problemi di sostenibilità ambientale Il progetto complessivo si sviluppa in gran parte in galleria. Degli 81 km in territorio italiano (su 270 complessivi)  solo 10 km sono fuori galleria. Il consumo del suolo è molto inferiore a quello dei comuni della Val di Susa tra il 2000 e il 2006.
  • Non ci sono problemi geologici né di radioattività, come confermano 220 sondaggi. Per la sporadica presenza di amianto sono previste specifiche misure di sicurezza già adottate con successo in analoghi trafori in Svizzera. Il materiale di scavo verrà in gran parte riutilizzato con trasporto su ferrovia.
  • Il dissenso è limitato. Il progetto interessa 112 comuni tra Francia e Italia. Gli 87 francesi e la grande maggioranza di quelli italiani non si sono opposti all’opera. I comuni contrari sono una dozzina e tra essi solo 2 interessati dalla realizzazione di tratti in superficie.




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No perché

I comitati NO TAV rispondono con 150 brevi ragioni tecniche e repliche ai punti governativi. Una grande massa di informazioni che cercherò di riassumere schematicamente.

  • E’ un’opera inutile non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri. Il segmento Italia – Francia esiste già ed è costituito dall’autostrada del Frejus (A32),  più la ferrovia Torino-Modane ammodernata nel dicembre 2010. Due infrastrutture con ampie capacità di trasporto ancora non sfruttate interamente.
  • I TGV per Parigi viaggiano sulla Linea Storica. Per Lione c’è un traffico passeggeri così basso che ha portato nel 2004 alla soppressione dei treni. Le quantità di merci scambiate attraverso i valichi alpini è in costante calo, secondo i monitoraggi  del Dipartimento Federale dei Trasporti svizzero. Le previsioni di aumento del traffico merci sono poco più di una speranza, smentita dai dati annuali che dal 2004 registrano viceversa una continua diminuzione.
  • E’ illusorio pensare di spostare i TIR su treno, sia perché anche via TIR diminuiscono gli interscambi, sia perché l’unico esempio di successo è quello svizzero ottenuto tassando pesantemente i camion in transito.
  • I costi di costruzioni sono esorbitanti e in Italia molto superiori che all’estero. Senza contare che lievitano molto dal preventivo al consuntivo, anche a causa della catena di subappalti. Il rapporto costi-benefici sarebbe in passivo per molti anni (40 secondo uno studio francese). La linea non sarebbe in grado non solo di ripagare l’investimento , ma neppure di sostenere gli oneri di esercizio, in quanto presenterebbe introiti molto minori rispetto ai costi di gestione e manutenzione.
  • Un simile investimento si rivelerebbe un affare colossale per pochi grandi imprenditori e banche, con finanziamenti ai partiti compiacenti e rischio di infiltrazioni mafiose.
  • L’impatto ambientale in Val di Susa sarebbe devastante.  Perché nei conti governativi della sostenibilità ambientale ed energetica non sono considerati  consumi e inquinamenti  prodotti durante la costruzione.
  • L’impatto sul territorio attraversato sarebbe altrettanto devastante, dato che la TAV si aggiungerebbe alle infrastrutture che già percorrono la valle (l’autostrada del Frejus (A32), la ferrovia internazionale storica, le statali verso i valichi del Monginevro e del Moncenisio) portando alla scomparsa delle poche zone pianeggianti. Tunnel ed interramenti andrebbero ad intaccare l’equilibrio idro-geologico con danni irreversibili alle sorgenti, alle colture e ai boschi. Altri danni sarebbero arrecati dai cantieri che rimarrebbero insediati sul territorio ben oltre i 10 anni previsti.




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Negli  altri Paesi

Complice la crisi globale, il progetto  TAV rischia di perdere i pezzi per strada. Il  Portogallo impegnato nella  riduzione del suo debito pubblico ha rinunciato. Il corridoio 5 quindi non raggiungerà le sponde dell’Atlantico. Stesso problema al terminale opposto dove l’ Ucraina si è sfilata per mancanza di risorse . I nuovi capolinea sarebbero Algeciras in Spagna e Miskolc in Ungheria. Anche in Spagna però si deve affrontare il dissenso delle popolazioni interessate, i problemi legati alla staticità di opere come la Sagrada Familla (sul percorso) e soprattutto le disastrose condizioni economiche attuali. La Slovenia, rallentata nel progetto per difficoltà procedurali interne e si concentra sul raddoppio ferroviario Capodistria-Divaccia. Anche per il ministro del bilancio francese, secondo quanto riporta Le Figaro, «Lo Stato ha previsto una serie di progetti senza averne fissato i finanziamenti. Il governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcune opzioni». Tra le quali è’ in forse anche la Torino Lione, a causa del costo elevato (12 miliardi la parte francese) e del calo del traffico merci.



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Cosa ne pensiamo

Sul già difficile ed esasperato confronto tra due parti antagoniste si è innestata la profonda crisi economica a complicare ancora di più la situazione. A noi pare che la sostenibilità economica dell’opera non sia per nulla assicurata. Il governo è convinto che un miglioramento della qualità dell’offerta di trasporto di merci su ferro riesca a strappare traffico al trasporto su gomma e ad accrescere l’interscambio commerciale con la Francia. I NO TAV assicurano che non sarà così adducendo il suo progressivo, storico calo dal 1997 ad oggi, variabile indipendente rispetto al miglioramento dell’offerta. Nessuno ha la sfera di cristallo e basta una congiuntura sfavorevole per invalidare tutti i conti. Sicuramente, però,  dovendo decidere dell’allocazione di risorse scarse, e in questo periodo scarsissime, ci pare che la TAV, potenzialmente utile,  non sia una priorità. Prima vengono per esempio: la messa in sicurezza delle urbanizzazioni secondo criteri antisismici (Emilia e Aquila insegnano) , la sistemazione dello spaventoso dissesto idrogeologico, che trasforma  in emergenza ogni pioggia appena più violenta del solito, la riparazione degli acquedotti, che specie in sud Italia perdono fino al 70% dell’acqua e, per restare in tema, il raddoppio e l’elettrificazione di alcune linee ferroviarie in sud Italia, ferme ad epoca borbonica. Tutti questi interventi alternativi avrebbero anche ricadute occupazionali maggiori della TAV. Chiaramente si tratta di investimenti molto superiori, ma se mai si iniziano queste opere mai si completeranno e continueremo a pagare in termini di danni e di perdita di vite umane il salato prezzo delle emergenze.
Voi cosa ne pensate?

Testo di Federico Klausner

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46 commenti

  1. klement scrive:

    La crisi non impedisce la demenziale idrovia Locarno-Venezia, spacciata per ecologica solo perché i battelli vanno di moda tra gli pseudoambientalisti. Ci si vogliono collegare pure i navigli di Milano, da riaprire buttando all’aria la città con un referendum popolare. Tornare alla città d’acqua è lo stesso delirio con cui Pol Pot voleva rifare l’antico impero Khmer. Invece di scimmiottare Amsterdam, potrebbero ricordare che Vienna ha costruito la Ringstrasse demolendo i bastioni

  2. Eugeniio scrive:

    Scusate se mi intrometto, cercherò di parlare a chi ha intenzione di ascoltare un punto di vista come tanti e magari diverso, espresso nel rispetto delle opinioni di chi legge e che chiede solo lo stesso trattamento.Trovo notevole da parte di questo magazine il sentire la necessità di aprire un dibattito e assolutamente meritorio l’offrire un’occasione di confronto e di informazione su un tema tanto strumentalizzato come lo è la TAV. La cosa davvero importante è che non cali il livello d’attenzione e che i cittadini non si accontentino di ricevere notizie preconfezionate da credere a scatola chiusa. Da qualunque fonte esse vengano. Una decisione così importante, per alcuni addirittura strategica, in un Paese che si dice civile non può essere presa sulla testa dei cittadini e dico tutti i cittadini italiani, non solo di quelli (e sono ben più di quelli enumerati nella scheda e vessati in modo ben peggiore di quanto sembri sui tiggì) che da venti anni (non da ieri) si oppongono alla costruzione dell’opera. Ne faccio una questione anzitutto di democrazia, che non è un fatto di conta aritmetica, come si fosse ad una riunione condominiale; la nostra democrazia, lo ricordo a tutti, sancisce il rispetto e la tutela delle minoranze, che si sa, sono fatte da cittadini e magari qualcuno un domani può scoprire di essere diventato una minoranza tentando di tutelare i propri diritti. Qualcuno si è posto il problema che a scendere in piazza a fianco dei propri concittadini ci sono ormai anche i sindaci? Non è “solo” una questione ahimè di ordine pubblico, è una questione di conflitto istituzionale, vera per la TAV come per i minatori sardi o per i pescatori marchigiani e veneti…minoranze. Ecco, se si cominciano a chiamare le persone con etichette, diventa subito più facile tutto. C’è il vecchio adagio secondo cui il saggio indica la luna ma lo stolto guarda il dito, e questo in democrazia è il legittimo rischio che si corre quando l’informazione distoglie l’attenzione dal contenuto dei problemi e trascura dati e cifre, e si è costretti per formare la propria opinione ad inseguire gli slogan o gli editti. Vorrei proporre l’eversivo brivido del dubbio: e se quello che mi dicono non fosse tutto vero? E se volessi informarmi e formarmi un’opinione e chiedessi che questa venisse rispettata e quello che non approvo non venisse fatto nel mio nome?
    Non fornirò qui i dati delle due parti, che chiunque può facilmente approfondire ad es. sul sito lavoce.it curato dal prof. Boeri della Bocconi, non dal centro Leoncavallo. Mi preme invece esprimere la mia paura per l’opinione sia di chi crede allo sviluppo ma non al progresso come sola via per il “bene comune” , sia di chi al contrario fa finta di non essere nel tempo che ci tocca vivere e propugna un pauperismo retrogrado. Credo nel confronto delle idee basate sulla corretta esposizione dei dati e nel rispetto delle regole. Alla fine l’informazione offerta è stato lo “spettacolo” delle marce, della protesta pacifica e violenta della Valle, mentre quello che non è stato offerto ai cittadini italiani (tutti) è un dibattito pubblico, che altro non è che questo: se qualcuno magari competente e responsabile in materia mi convince che per quest’opera il vantaggio per la comunità tutta è maggiore dei costi, in una prospettiva di tempi verosimile, allora l’opera è giusto che si faccia, ma se accade che il progetto non ha avuto per anni una misurazione di impatto ambientale, ha cambiato dimensione e utilizzo, ha tanti anni che è già diventato di dubbia economicità, non si accetta il confronto con appelli e studi anche internazionali della comunità scientifica che offre dati diversi da quelli ufficiali, ha avuto come solo esempio di raffronto la costruzione dell’Alta Velocità, beh, qualche pretesa di trasparenza in più io come “bonus pater familias” la vorrei.

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Caro Eugeniio – Fabio. Ti ringrazio per il tuo pacato, profondo e prezioso intervento. Sono esattamente queste le risposte che mi sarebbe piaciuto ricevere alla domanda finale dell’articolo. Ma non tutti abbiamo lo stesso carattere e qualcuno, magari come dici tu complici i mezzi di informazione che preferiscono il titolo d’effetto alla riflessione ponderata, molto meno intrigante, si è fatto un po’ prendere la mano. Nulla di male perché, anche attraverso uno scambio di email private, ci si è rappacificati, come è giusto che sia tra persone intelligenti. Detto questo personalmente sposo in toto le tue parole.

  3. Un bel articolo, semplice ed equilibrato. Uno stimolo anche per chi come me da mesi segue l’argomento a distanza ma con curiosità, cercando di capire le ragioni degli uni e degli altri. Purtroppo i mezzi di informazione preferiscono al solito semplificare il tutto e raccontare invece la guerra tra gli indiani e i cowboys. Senza rendersi conto però che lo fanno ignorando gli ultimi quarant’anni di cinema americano, gli indiani sono ancora Brutti e Cattivi mentre i Bianchi sono portatori di civiltà. Al contrario, quelli come me che tendono a simpatizzare per le cause perse si riconoscono fatalmente nel Avatar di turno, in questo modo ci sentiamo piu Puri gratificando così la nostra buona coscienza. Questa contrapposizione non aiuta il dibattito.

    Io vorrei invece che ci fossero delle autorità, libere da condizionamenti, che siano leciti e ben che`meno illeciti dopo aver ascoltato il parere di tutti: tecnici, scienziati, associazioni di cittadini, sindacati, imprenditori, istituzioni locali e dopo aver fatto tutte le valutazioni di opportunità prendono una decisione finalmente in nome del Bene Comune. Vale in questa circostanza come in tante altre.

  4. Elena Olga Maria Soldani Benzi Bolis scrive:

    Caro Federico,
    di argomentazione su perchè è necessaria la TAV ce ne sono infinite e molto più valide di quelle dei NO TAV.
    Oltre al fatto che, come dice giustamente Luciano Antonelli, “democraticamente è stato deciso di realizzarla, per cui ora si tratta di ordine pubblico!”.
    La TAV è un progetto di adeguamento al nostro sistema ferroviario, che finalmente dopo 40 anni di battaglie fatte anche dalle FEDERAZIONI NAZIONALI DEI TRASPORTATORI, si possono realizzare.
    L’Italia ha presentato un progetto alla Comunità Europea ed è stato accolto e finanziato.
    Ti rendo noto che la TAV collega la parte nord dell’Italia, dove abbiamo gran parte delle aziende che sostengono l’Italia e molti prodotti vengono esportati all’estero.
    L’italia ha il grosso problema della viabilità per la sua conformazione e morfologia territoriale, una TAV alleggerirebbe il traffico su gomma sulle autostrade, nei tunnel di confine con la Francia, portando un minor inquinamento, minor stress per chi guida, minori code sugli anelli delle tangenziali di Venezia, Milano e Torino, ecc.
    Certo i NO TAV che sostengono l’Ambiente come fanno a non capire che minor inquinamento giova alla natura?
    A cantieri finiti si possono sistemare le parti deturpate per la realizzazione dell’opera, con un intervento paesaggistico.
    In Italia esistono architetti che si occupano solo di quello; la nostra categoria di architetti e ingegneri è tra le più considerate al mondo, se non al primo posto mondiale.
    Giustamente GRISOSTOMO dice : ” I No Tav, sono una microscopica minoranza rispetto al popolo italiano, tutte le procedure democratiche per acquisire le loro opinioni contrarie sono state ascoltate e dove possibile accettate. I No Tav hanno però adottato una tattica nuova e destabilizzante: ogni volta che si è raggiunto un punto di mediazione lo smentivano e lo disattendevano il giorno dopo”.
    E’ VERO!!!
    Molti Italiani, come me, siamo stufi di vedere un Italia che potrebbe avere potenzialità e numeri per riscattarsi e far vedere quanto vale, ma poi viene sempre vincolata e ostacolata dall’ottusità di persone che non vedono oltre e non ha un occhio attento allo sviluppo e alla tecnologia d’avanguardia.
    Amano solo contestare per partito preso, non pensando che una TAV potrebbe portare sviluppo e lavoro, anche a chi ci lavora per la realizzazione ( vedi commento Elena che vede solo l’arricchimento dell’imprese e non ai posti di lavoro che si creano- mia omonima ma con idee opposte)
    Vendiamo i nostri progetti all’estero, tanto qui in italia c’è sempre il gruppo di contestazione che frena ogni iniziativa, così facciamo arricchire i paesi stranieri e noi rimaniamo fermi nella mediocrità per via dell’invidia che la massa ha verso la classe imprenditoriale.
    Riguardo al fatto di contestare il tuo atteggiamento, che non è certo da moderatore, ma anzi, di uno che non accetta critiche se non sono della stessa opinione ideologica, APPOGGIO pienamente i commenti e le critiche che ti hanno fatto Enrico, Renato e Grisostomo.
    Vedi Federico, tu non sai fare il moderatore, sei troppo intriso di ideologie e la tentazione di esprimerle è troppo forte, e cadi a fare il SANTORO della testata.
    Ti ricordo che non tutti la pensano come te, c’è chi è contro le tue ideologie.
    Nel rispetto della TESTATA LATITUDESLIFE, che oltretutto non parla di politica ma di turismo, viaggi ed emozioni, tu dovresti essere neutrale se vuoi fare il moderatore….
    Le opinioni di ognuno vanno rispettate e non contestate come fanno i tuoi amici NO TAV.
    Se uno ti viene contro e esprime lo sua opinione, tu la contesti e la ritieni fuori dalle righe, forse quello fuori dalle righe sei tu.
    Concludo comunque sostenendo la TAV come tutti i progetti che stanno realizzando a Milano per EXPO 2015.
    Finalmente avremo una CITTA’ EUROPEA all’altezza di chi ci lavora e fatica per sostenere il nostro tricolore.
    e con la TAV saremo un paese all’avanguardia con l’EUROPA.

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Cara Elena, ho letto con attenzione la tua lunga replica i cui punti trovano , come tutti quelli espressi civilmente, ampio diritto di cittadinanza. Vorrei puntualizzare solo un paio di cose: 1) io rispetto e accetto assolutamente tutte le opinioni, non ne ritengo nessuna fuori dalle righe e infatti le pubblico tutte. Se ti riferisci a quanto scritto da Grisostomo, non ne ho MAI confutato le idee. Ma il modo di esprimerle. Ritengo la violenza dell’espressione, l’attacco personale e l’insulto fuori dalle righe, questi sì, come qualunque persona che considera il dialogo importante. Non mi piacciono le risse e riibadisco che non pubblicherò mai più commenti che ne contengano. 2) Ho riletto l’articolo e non ho trovato nessuna posizione ideologica. Ti invito a fare altrettanto. Soprattutto l’ultimo paragrafo. Forse ti sfugge la differenza tra IDEOLOGIA (preconcetta) e IDEA (relativizzata). La mia è UNA OPINIONE, molto moderata, che chiunque non accecato dall’ideologia (appunto) legge come tale, con cui naturalmente può o meno essere d’accordo. 3) Ribadisco, e ti sfido a trovarne traccia, di non avere mai parlato di politica-partitica ma di Politica nel senso che ho già detto. 4) Non conosco un NO TAV (sfortunatamente, lo avrei intervistato subito, lasciando uguale spazio a un SI’ TAV) ed è assolutamente gratuito insinuarlo. E comunque, anche se fosse, non è come conoscere un criminale di guerra nazista. Ci sono NO TAV che non tirano candelotti ed esprimono civilmente il proprio dissenso, come ci sono tra i SI’ TAV. 5) Latitudes è una testata che non si è mai interessata di politica-partitica e di politica-ideologica. E questo è ampiamente riconosciuto da tutti i nostri partner che si fidano completamente di noi, anche se alcuni si trovano tra loro su posizioni antitetiche. Latitudes parla sì di viaggi, turismo ed emozioni, ma anche di ambiente e sostenibiltà. Si vede che non lo leggi spesso. Su quelli che sono i nostri campi di interesse, decidiamo noi e non accettiamo lezioni proprio da nessuno. 6) Detto questo, credo di avere, come tutti qui, la libertà di sostenere pacatamente la mia opinione. Tu dici che il Nord è pieno di aziende che esportano, spina dorsale dell’Italia. In questo momento però le aziende faticano a esportare, per mancanza di denaro, che colpisce in ugual modo chi ha necessità di accedere al credito per sostenere la produzione e il consumatore finale, per la perdita del suo potere di acquisto. FIAT nei primi tre mesi dell’anno, per dire, ha perso quote di mercato, arrivando in Europa al 6,3%. Ecco. Tu pensi che, a parità di situazione economica, se in questo momento la TAV fosse già stata realizzata la FIAT invaderebbe il mercato francese con le sue auto? Io no e questa è una opinione. Lo dico una volta per tutte: non giustifico le frange violente dei NO TAV, i cui metodi non condivido, né la violenza verbale e la cecità dei SI’ TAV. Io preferisco usare la testa invece che la rabbia e contestualizzare il problema. Se leggessi l’articolo con calma fino alla fine, NON dico che in assoluto la TAV non si debba costruire. Dico che IN QUESTO MOMENTO, NON E’ LA PRIORITA’ (le 5 Terre e l’Emilia insegnano). Questa mia opinione è condivisa poi dai leader di Portogallo, Spagna, Slovenia, Ungheria, Ucraina e in parte anche Francia. Ci sarà un motivo o liquidi come estremisti NO TAV anche loro?

      • Grisostomo scrive:

        Proviamo a ridare una bussola e un’ancora a chi si è perso deitro gli idola fori. Cara Elena, complimenti per la tua lucidità e chiarezza. Ma credo che questo signore , tutto opinioni e niente fatti a dispetto del suo ruolo qui dentro (giornalista? alleluja! bne mancano come lui …..), non abbia ancora capito il nocciolo della questione. Posiamo la bacchetta, tiriamo un respiro profondo e vediamo se questa volta capisce.
        Cominciamo dal fondo, dal commovente grido di dolore “Dico che IN QUESTO MOMENTO, NON E’ LA PRIORITA’”. Si è subito chiarito, in uno dei primi interventi, che questo è l’argomento più debole portato avanti da questa cricca di controrivoluzionari. Le scelte, gli stanziamenti, i criteri, le priorità sono già state valutate e decise con i metodi democratici di cui il Paese dispone: discussioni a livelo progettuale, discussioni politiche, discussioni di fattibilità pratica eccetera eccetera. La somma e l’effetto del processo democratico è che quando le cose vengono decise, o all’unanimità o a maggioranza, si chiude il capitolo e si passa ad altro. Non è logicamente possibile riaprire la discussione su punti già passati, solo per far piacere ad una infima minoranza. Tanto più quando questa minoranza, invece di prendere atto, si allea a forze terroristiche per farsi sentire. E’ contrario alla democrazia e, se non fossimo in Italia, e se non avessimo la pazienza frutto della nostra lunghissima storia, questi qui da un pezzo avrebbero finito di divertirsi. Qui nessuno può venire a dire che ci sono altre priorità. Certo che ce ne sono, ma noi che abbiamo due braccia, due gambe e alle volte un cervello, non possiamo fisicamente occuparci di tutte le priorità. E’ un cappio demoniaco: si può fare tutto meglio, non c’è limite al meglio – e proprio per questo, nel fare e nel pensare, il meglio è il nemico del bene. Il più famoso personaggio che fece un discorso come quello di Federico-tutto-chiacchiere-e-distintivo è stato Giuda Iscariota. Un giorno, poco prima della Passione, la Maddalena (sì, proprio la prostituta pentita) aprì un prezioso vaso di alabastro e prese a ungere con unguenti preziosi il Capo di Gesù: Giuda, che era il cassiere degli Apostoli, rimproverò duramente la Maddalena dicendo che era un peccato sprecare tanto unguento per Gesù, mentre avrebbero potuto venderlo e dare il ricavato ai poveri. Le diaboliche priorità della gente in malafede: Giuda non aveva pensato, intanto, a dare quello che già aveva in cassa per i poveri. Ma Gesù lo mise a posto: “I poveri (le priorità….) le avrete sempre, me no. Lascia che la donna mi unga di olio profumato”. E direi basta con questo argomento, che è la cosa veramente più cretina dell’armamentario NoTav e fa solo sprecare tempo. Oleum et opera perdidi. Ciao Elena!

        Il resto della lettera è uno sciocchezzaio autoreferente in cui il giornalista spreca il suo tempo a giustificarsi.

        • Federico Latitudeslife scrive:

          Caro Grisostomo,
          questo signore, per correttezza, si firma con nome e cognome, cosa che tu, per esempio, non ritieni di fare. Perseveri poi nel tuo linguaggio aggressivo e insolente verso chi espone le proprie opinioni ragionando e speri così di trascinarlo in una rissa, dove gli insulti nascondano le idee. Ma purtroppo per te non ci riesci. Io non mi giustifico di nulla: tento di chiarire il mio pensiero a chi non lo capisce. Vedo poi che opportunamente hai evitato di commentare la frase finale della mia risposta a Elena su cui invece mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Assisto a una cosa curiosa e divertente: per quello che ho scritto qui subisco gli attacchi dei SI’ TAV, su twitter dei NO TAV. Il che mi convince una volta in più di avere steso un articolo equilibrato, che evidentemente urta la sensibilità di chi ha sposato ideologicamente una causa.
          P.S. Un tuo commento è stato cancellato non per censura, ma perché nella foga ne hai mandati due identici a 12 secondi di distanza e non mi pare il caso…ho pubblicato l’ultimo (questo) perché tutti abbiano chiaro chi inveisce e insulta.
          Ciao!

  5. Sono per il SI alla TAV.
    A parte il fatto che, democraticamente, è stato deciso di realizzarla, per cui ora si tratta di ordine pubblico!

  6. grisostomo scrive:

    Insomma, torno qui dopo un giorno e vedo che Latitudes ha sposato effettivamente la linea NoTav (quella sponsorizxzata dai terroristi anarchici), con un trucco che una volta si chiamava “truffa all’americana”. La truffa del pacchetto da consegnare contrassegno, non so se ricordate: si va al mercato con un pacchetto e con l’aria trafelata, si adocchia un pollo e gli si racconta che si deve consegnare un importante pacchetto al rinomato notaio xy. Alla consegna il notaio consegnerà una sommetta. Ma il notaio non c’è e l truffatore ha fretta: cederebbe volentieri la commissione per mezzo premio di consegna. Così il pollo si impietosisce (o si interessa alla sommetta da ritiriare) e si offre di ritirarla lui.
    E cosa trova alla fine? Trova che un articolo apparentemente equilibrato, contenente le tesi del Sì, quelle del No e il parere finale della rivista, normalissimo, ma che nella gestione del moderatore diventa, riletto ed interpretato bene -soprattutto alla luce delle spiegazioni e delle censure che il moderatore fa con micidiale efficienza, un puro e semplice soffietto NoTav.
    Leggi qua: http://www.cronacaqui.it/editoriali/il-borghese/26464_tav-a-chi-fa-comodo-la-battaglia.html
    te la allego perchè è di questa mattina. La gente ha sgamato, non vi sopporta più. Piantatela lì e lasciateci vivere.
    Basta leggersi le risposte date a Enrico, a Renato e a me.
    Allora, Federico Latitudeslife, giù la maschera ed il pacchetto: non c’è nessun notaio e tu non mi freghi. Tu sei un attivista NoTav, che utilizza le informazioni più becere dei No Tav allo scopo di fare il tagliaerba sotto i piedi dei malcapitati che volebvano solo intervenire e dire una parola di buon senso sull’infame e terroristica parola d’ordine dei NoTav.
    Sono 20 anni che ci triturate sadicamente i didimi. Sarà ora di finirla? E piantala anche tu, opinione separata da ogni fatto. Ti ripeterò quello che citai per una ragazzina ingenua cui voi avete succhiato l’anima:
    Va, va, povero untorello; non sarai tu quello che spianti Milano (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. 34)

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Caro Grisostomo, vedo che nonostante il “…Tenetevi il vostro forum….” sei tornato e mi fa piacere: significa che in qualche modo ritieni valido il nostro dibattito. Il moderatore ti sfida a trovare UNA censura. Ha ammonito che non saranno più tollerati insulti e attacchi personali e lo ribadisce. Ma ha una infinita pazienza e per ora non ha censurato proprio nessuno, Te per primo. Il resto del tuo intervento non merita commento alcuno: attivista NO TAV io? ridicolo. Ma succede a chi è cieco di non riuscire a leggere. La mia opinione è sotto gli occhi di tutti, a mio parere equilibrata e non camuffata. Ti voglio ripetere una cosa però: la tua rabbia e la tua violenza verbale rischiano di favorire proprio quelli cui tu legittimamente ti opponi e rendono un pessimo servizio alle tesi che vorresti supportare e a un sereno dibattito tra persone civili.

      • Grisostomo scrive:

        Ma quale arrabbiato, ma quale violento? Prima di tutto io mi sto divertendo assai, mentre sto facendo il mio dovere, e cioè smascherare il giochetto tuo e di Latitudes di ammantare sotto un pallio di obiettività la vostra posizione NoTav. Con me non ha funzionato e con altri neppure. Adesso basta davvero. Non canimus surdis.

        • Federico Latitudeslife scrive:

          Sono felice che tu di diverta, anche se qui noi tutti stiamo invece cercando di discutere seriamente. Certamente non lo si può fare con tutti: per esempio non con chi rifiuta il dialogo. Se tu ritieni un tuo dovere dimostrare che a volte l’isterismo SI’ TAV può creare danni uguali e contrari all’estremismo NO TAV, ci sei riuscito alla perfezione. Deo non dante, nil valet labor.

  7. Enrico scrive:

    Caro Federico, le dimensioni delle attuali gallerie di valico e e la eventuale necessità di aumentare il numero delle motrici per superare i dislivelli, sono FATTI non OPINIONI. Fatti non spiegati ( da parte dei NO TAV) che contribuiscono a formare opinioni sbagliate.

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Caro Enrico, questi argomenti sono stati riportati nella posizione Sì TAV. Se nella posizione NO TAV non sono citati significa che non sono stati adeguatamente confutati. Ognuno ne può trarre le sue conclusioni. Tieni presente, comunque, che il migliorare o, come dici tu, rendere possibile una viabilità che ora non lo è, non significa automaticamente la crescita dell’interscambio. Se le merci non ci sono perché le aziende non le producono per mancanza di domanda, tu puoi costruire la ferrovia più all’avanguardia del mondo, ma non ci sono lo stesso. Questo è ovviamente il mio pensiero personale

  8. Roberto scrive:

    Penso che siamo tutti fuori target. Il problema qui è una questione di metodo. Fintanto che in questa parte dell’Europa non ci si convincerà che una decisione – anche se sbagliata – una volta presa è presa e che rivangare all’infinito per mille ragioni più o meno presentabili è solo uno spreco di tempo, risorse ed energie, non si andrò da nesuna parte. Lo dimostrano centinaia di opere iniziate e poi piantate a metà, rifatte o annullate come la Darsena di Milano che da anni è uno scempio… Se si decide quaclosa, bene si va, avanti il prossimo…
    In questo è vero influisce una classe politica inetta e corrotta, ma tutti possono constatare che le classi politiche in democrazia non sono altro che la caricatura – nel bene e nel male – delle società che le esprimono. Secoli di furbesca sudditanza e la catastrofica (in questo) influenza del cattolicesimo non si cancellano se non con altri secoli di “rieducazione” … Personalmente sono ottimista, ma per i nipoti dei nipoti dei nostri nipoti….. In fondo basta ricordarsi che viiviamo in una parte d’Europa che fino all’atro ieri aveva un tasso di anafabetismo da terzo mondo e che ora è una discreta – malgrado tutto – potenza industriale !!!

  9. Enrico scrive:

    NO Perchè : Le prime due argomentazioni contro la TAV ( le uniche , a mio avviso, apparentemente oggettive e non inficiate da opinioni e previsioni di parte) dicono che : ” è un’opera inutile non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico” ; ” la quantità di merci scambiate attraverso i valichi alpini è in costante calo” …vedi dati svizzeri . Ma non é che gli svizzeri ( unico esempio di successo !! ma lo scambio attraverso i valichi alpini non era in costante calo?) temono una concorrenza che li penalizza e li marginalizza? E’ vero il transito merci in val di Susa è in calo . Ma PERCHE’ ? Non si dice che le attuali gallerie, realizzate un secolo fa, hanno un’altezza e un diametro inferiore a quello degli attuali TIR e dei container sistemati sui vagoni merci : E’ ovvia la diminuzione del traffico… i mezzi non possono transitare !! Inoltre anche se le gallerie fossero sufficientemente grandi, il fatto che i valichi si trovino a 1250 metri di quota costringerebbe i treni ad aggiungere al convoglio altre motrici, con un ulteriore aggravio dei costi di trasporto, di inquinamento e di emissioni di gas serra : E’ ovvia la diminuzione del traffico….se tutto resta come è ora.
    Penso poi che Latitudeslife dovrebbe solo aprire e gestire il dibattito ……senza prendere posizione .

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Caro Enrico, tutti gli argomenti che tu citi sono stati riportati nell’articolo. Non li abbiamo confutati, né è stato riportato il “Ma PERCHÉ’?”, poiché avrebbe significato prendere posizione nel corso di un’esposizione, a mio parere gravemente scorretto, in quanto avrebbe manipolato il formarsi di una opinione. I fatti separati dalle opinioni, come ho detto, è il nostro credo. Opinioni che però ci sono e che Latitudes può esprimere come chiunque, in modo chiaro e non surrettizio, ben specificando che si tratta delle nostre opinioni .

  10. renato scrive:

    caro federico, ho letto con attenzione l’articolo sulla TAV e vedo che non si parla delle componenti del fronte NO TAV. E’ risaputo che hanno partecipato agli scontri bande di no global, facinorosi e picchiatori dei centri sociali venuti da tutta italia quindi assolutamente estranei ai problemi della zona ma solo interessati allo scontro con la polizia.si evince che la “protesta” assuma un colore politico ben dichiarato che perde immediatamente credibilita’ agli occhi della pubblica opinione. Se fossimo in un’ altra nazione questo non avverrebbe in quanto non sarebbe permesso ad una esigua minoranza di condizionare la maggioranza. Ma siamo in italia con una giustizia politicamente schierata e quelli non sono delinquenti ma compagni che sbagliano.

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Caro Renato, volutamente non se ne parla perché le componenti che tu citi sono considerate in maniera opposta a seconda di chi parla. La mia intenzione era invece di proporre il tema dando voce ai diversi punti di vista in modo asettico e riportando la mia opinione solo alla fine, staccata dal contesto, per correttezza verso il lettore.

  11. Emilio Cornelio scrive:

    Io personalmente sono per la realizzazione delll’opera perchè l’uomo deve sempre cercare di migliorare le proprie condizioni di vita Vorrei portare un contributo al discussione su chi sono in realtà i no tav. I no tav sono persone che vanno in Val di Susa ad esercitarsi alla guerriglia urbana e quando tornano giù dalla vale lo mettono in pratica. Un esempio è l’atto di lancio dei pomodori in faccia a Oscar Giannino ad un convegno organizzato alla statale di Milano .

  12. fabio scrive:

    Ciao, solo poche parole, un opera assurda, che non serve a nessuno, in un momento di crisi a livello mondiale…..sono ben altre le opere da fare….investiamo sull’energia ecologica, e togliamoci una volta per tutte….dalla dipendenza energetica estera !
    questo è il vero sviluppo !

  13. Pietro tarallo scrive:

    La devastazione ambientale che la TAV porta con se è sotto gli occhi di tutti. Come pure le possibili infiltrazioni mafiose negli appalti. Ormai la mafia e la camorra sono ovunque dalle mozzarelle al cemento. Come in Liguria. Dove assistiamo al saccheggio delle coste con porticcioli inutili. L’esempio di Imperia e il carcere per Caltagiorne insegnano. Bene ha fatto Latitudes ad affrontare il problema. Vi aspetto in Liguria. Ne scoprirete delle belle.

    • grisostomo scrive:

      Vorrei chiedere una cosina sola all’illustre Tarallo: per il timore delle infiltrazioni mafiose dobbiamo smettere di fare lavori pubblici? Ma non c’è la polizia, i carabinieri, giudici solerti come gli acchiappa-mafia di Palermo? Cioè, come la vedete voi: arrestiamo preventivamente tutti quelli che hanno vinto un appalto? Oppure tutti quelli che hanno solo presentato offerta? O tutti gli appaltatori italiani? O tutti i laureati in ingegneria civile (con aggravanti se, per esempio, uno si è specializzato in cemento armato)? Oppure tutti gli studenti di ingegneria, con i loro genitori in qualità di complici perchè li hanno avviati ad una carriera sospetta di infiltrazioni mafiose? O tutti i liceali? O tagliamo il pisello a tutti gli italiani così non fanno figli nè maschi nè femmine nè ingegneri esperti di cemento armato?
      Pare talora che i sinistri, tranne Tarallo beninteso, abbiano dei seri disturbi della personalità per il problema della mafia. Poveretti, come soffrono!

      • Federico Latitudeslife scrive:

        Qui nessuno parla di sinistra e di destra. Nell’articolo si citano “i governi che si sono succeduti” proprio per non dare alibi a nessuno per una gazzarra partitica, che non porta a nulla e non ci interessa. Vogliamo parlare di Politica con la P maiuscola che per noi è l’arte di governare la società, allocando in modo equo risorse scarse, a seconda delle priorità scelte. Ed è questa scelta su cui vogliamo discutere, niente altro

        • Grisostomo scrive:

          Qui nessuno parla di sinistra e di destra.
          Il suo punto di vista lo vorrebbe imparziale, ma di fatto coincide con quello dei NoTav. Lei vorrebbe “allocare in modo equo risorse scarse” – ma questa è la filosofia della decrescita e dell’impoverimento che è la base filosofica dei branchi NoTav (si parva licet componere magnis). Cosa fa, prende in giro i suoi lettori? La Gazzarra con la G maiuscola l’hanno fatta per 20 anni i No Tav facendoci buttar via un sacco di soldi e di tempo, e un’altra ne promettono nei prossimi giorni,e Lei viene a censurare me?
          ….. miiiii….. ma che è, il Grande Fratello (Orwell, 1984)? Tenetevi il vostro forum.

          • Federico Latitudeslife scrive:

            Buongiorno Grisostomo. Questa”Pare talora che i sinistri, tranne Tarallo beninteso, abbiano dei seri disturbi della personalità per il problema della mafia. Poveretti, come soffrono!” è una sua frase e lei è l’unico ad aver parlato di sinistra, nessun altro. Il mio punto di vista è tenere i fatti separati dalle opinioni, come qualunque buon giornalista dovrebbe fare. Infatti i punti esposti derivano da un lungo lavoro di lettura e sintesi sia dei documenti governativi, che di quelli dei NO TAV. La mia opinione – come tutti anche io ne ho una – è stata messa alla fine, ben separata dall’enunciazione dei fatti per non influenzare nessuno con il mio punto di vista. Io non censuro lei, come vede. Censuro il suo linguaggio, quando questo diviene inaccettabile ed offensivo. Se lei non intende partecipare a un civile dibattito è una sua libera scelta. In genere però chi si ritrae non ha argomenti convincenti e rende un pessimo servizio a coloro che vorrebbe supportare.

  14. Mimmo scrive:

    Sono per il si, ritengo che sia pretestuosa la polemica, troppo spesso violenta, che gli anti tav portano avanti. Anche gli acquedotti romani, quando sono stati costruiti potevano apparire di forte impatto ambientale…….

  15. ADRIANO RAMELLO scrive:

    SIAMO IN TREMENDO RITARDO PER POCHI SCRITERIATI E MOLTI PREZZOLATI CHE SI SONO OPPOSTI ALLA REALIZZAZIONE DI UNA OPERA CHE CI DOVEVA METTERE IN COMPETIZIONE CON I PAESI VICINI PER IL TRASPORTO DELLE MERCI E PER TUTTO L’INDOTTO CHE NE DERIVA.
    I VALSUSINI SI SONO OPPOSTI A TUTTE LE REALIZZAZIONI ID TRANSITI ATTRAVERSO LA VALLE
    GIA’ NELL’800 I SAVOIA HAN DOVUTO PROTEGGERE GLI ADDETTI ALLA COSTRUZIONE DELLE STRADE DI TRANSITO PER LE ALPI CON I SOLDATI
    E’ INCREDIBILE CHE POCHI FACINOROSI DANNEGGINO TUTTA L’ITALIA OPPONENDOSI A LEGITTIME OPERE

  16. Elena scrive:

    Perfettamente d’accordo con la conclusione dell’articolo.
    La TAV nasce in seno a un modello economico che ha già dimostrato il suo pieno fallimento, si basa sul concetto di globalizzazione dei consumi che non è altro che una marcia sfrenata e scellerata verso la distruzione dell’ecosistema mondiale, volta all’accumulo di ricchezze per pochi, senza un vero ritorno in termini di qualità della vita delle popolazioni. Se i collegamenti in Italia sono una questione strategica, allora le risorse economiche e umane andrebbero indirizzate verso il consolidamento di ciò che già esiste, ma funziona male per malagestione, disinteresse degli amministratori, perseguimento di interessi economici dei privati.
    La TAV arricchisce i costruttori, ma non favorisce la ricchezza del Paese, e incide sulla salute di tutti. Gli italiani contrari alla TAV non sono solo in Val di Susa ma sono tanti e sparsi in tutto lo stivale…altro che minoranza!

    • Grisostomo scrive:

      Per piacere, per fare un discorso costruttivo bisogna essere padroni delle cose che si dicono. Modello economico che ha già dimostrato il suo pieno fallimento? Facciamo finta che sia vero: ce n’è un altro? Quando l’avrai trovato fai un fischio. Globalizzazione dei consumi …. marcia sfrenata e scellerata … distruzione nell’ecosistema mondiale… manca solo la bomba atomica e il perfido berluska poi il quadro è completo. Peccato però che in questi ultimi 15 anni nel mondo il livello dei consumi è cresciuto, la gente muore meno di fame, la mortalità infantile è diminuita, alcune malattie sono quasi debellate ….. ho sbagliato pianeta? No: controlla anche tu, basta fare un giro su google.
      Perseguimento di interessi economici dei privati? E dov’è il problema? Tu lavori? Se sì, perchè lo fai -per la Patria o per perseguire un tuo interesse economico? Se non lavori per cosa pensi che lavori la gente? Per fare un fioretto alla Madonna? I costruttori dovrebbero costruire la TAV e impoverirsi? La TAV non favorisce la ricchezza del paese? Per forza, se ai privati è proibito perseguire i propri interessi economici ….. Gli italiani contrari alla TAV sono un circolo pickwick di poveri sbandati senza speranza e senza obiettivi che non siano l’impoverimento globale. Non dare aria ai denti, non usare paroloni che non conosci, studia storia soprattutto, ma poi anche economia, geografia, sociologia ….. Va, va, povero untorella; non sarai tu quella che spianti Milano (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. 34)

      • Federico Latitudeslife scrive:

        Caro Grisostomo, abbiamo messo questo spazio a disposizione di tutti per dibattere un tema attuale su cui regna ancora molta confusione, Siamo convinti che argomentazioni chiare, anche appassionate, aiutino a formarsi una opinione. Ma non sono mai permessi attacchi personali. Qui si parla di idee. Frasi come “Gli italiani contrari alla TAV sono un circolo pickwick di poveri sbandati senza speranza e senza obiettivi che non siano l’impoverimento globale. Non dare aria ai denti, non usare paroloni che non conosci, studia storia soprattutto, ma poi anche economia, geografia, sociologia” non saranno più tollerate e il commento che le contiene cestinato, senza nè preavvisi, nè spiegazioni ulteriori.

        • grisostomo scrive:

          Io non ho offeso nessuno. Voi siete un po’ sopra le righe.

          • Federico Latitudeslife scrive:

            Quelli che ti ho indicato li riteniamo attacchi personali offensivi. Se vuoi partecipare alla discussione sei il benvenuto. Devi però seguirne le regole di etichetta altrimenti ti escludi da solo. Ovviamente vale come regola per tutti

      • Elena scrive:

        Ho studiato, e proprio per questo conosco altri modelli economici possibili, che puntano alla qualità della vita, prima ancora che all’accumulo di ricchezza. Vedo invece che la tua visione è molto limitata a una piccola parte di mondo, e probabilmente vivi nella convinzione che sia l’unico possibile. Questa limitatezza di pensiero è ciò che invece io chiamo “ignoranza”. Ma più che dispiacermi che posso fare?

        • grisostomo scrive:

          Esempi, esempi! Quale sistema? Lo scambio mogli-merce in qualche sperduta landa siberiana, o il baratto in Polinesia? Quale sistema? Giù la maschera: avrai mica in mente il comunismo? Tempo scaduto.

          • Federico Latitudeslife scrive:

            Fuori tema. E’ la seconda volta che cerchi di buttarla in rissa partitica ideologica. Su questo terreno, come vedi e grazie a dio, non ti segue nessuno.

  17. Grisostomo scrive:

    Non si può dire che l’opera oggi non sia una priorità: sono più di 20 anni che se ne parla, l’opera è in gran parte già finanziata (cioè i soldi sono disponibili per fare quest’opera, e non per altro). Nell’economia italiana i collegamenti sono una questione strategica e fondamentale. Proprio mentre il Piemonte e l’Italia perdono la Fiat, la realizzazione di questo collegamento è vitale. I No Tav, inoltre, sono una microscopica minoranza rispetto al popolo italiano, tutte le procedure democratiche per acquisire le loro opinioni contrarie sono state ascoltate e dove possibile accettate. I No Tav hanno però adottato una tattica nuova e destabilizzante: ogni volta che si è raggiunto un punto di mediazione, lo smentivano e lo disattendevano il giorno dopo. A questo onestamente non eravamo preparati e, del resto, il popolo italiano ha una sterminata pazienza. Questo senza voler mettere in conto la strutturale alleanza con puri terroristi come gli anarchici e i no global. Mi pare che sia ora di finirla e di assumere tutti i provvedimenti necessari, anche i più severi. Non esiste che 15.000 persone (30.000 mi pare esagerato) tengano i scacco 65 milioni di italiani. E ora non si venga a dire che di 65 milioni di italiani ci sarà una percentuale che non è d’accordo. Principio base della democrazia è che, quando il processo democratico per l’acquisizione del consenso è assicurato, la maggioranza parla per tutti.

    • Federico Latitudeslife scrive:

      D’accordo. Il tuo punto di vista è ben motivato. Ma tu ritieni che si debba procedere ugualmente anche in una condizione economica critica come la nostra, che nessuno qualche anno fa poteva prevedere? E po,i secondo te, dovendo scegliere tra alcune delle possibili priorità elencate in fondo all’articolo è questa la prima?

      • Grisostomo scrive:

        Anche in questa situazione, e soprattutto perchè l’opera è già finanziata. E’ una questione che non si pone, anzi essendo la realizzazione dell’opera anticiclica rispetto al momentaccio che stiamo vivendo, cioè tende a contrastare alcune negatività della crisi in atto (posti di lavoro, denaro che circola, opere pubbliche di compensazione), dobbiamo in tutti i momenti ringraziare Dio che ci ha conservato un’opportunità come questa.
        Sulle altre priorità rispondo che dovrebbero prima di tutto essere priorità nello stesso panorama della TAV, altrimenti è un argomento illogico e capzioso: c’è sempre qualcosa di meglio, al meglio non c’è mai limite. E allora, come sempre nella vita, il meglio è nemico del bene. Facciamo la TAV, e faremo anche il resto. Non facciamo la TAV e non faremo nulla.

  18. Remigio scrive:

    Non ci sono dubbi: sono per il SI!

    • Federico Latitudeslife scrive:

      Grazie Remigio. Vuoi spiegare a noi e a tutti i lettori le tue motivazioni? Ogni opinione espressa in modo civile e ogni argomentazione pacata arricchiscono il dibattito e aiutano tutti a prendere una posizione.

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