Gang of Los Angeles

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Giovane capo gang della Geraghty Loma

Giovane capo gang della Geraghty Loma

Walter Leonardi fotoreporter inviato di Latitudes espone alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia le fotografie realizzate a Los Angeles all’interno della mostra Gang City. La mostra fotografica allestita nello spazio Thetis dell’Arsenale Nord curata da Anna Zemella ha come autori oltre al nostro Leonardi altri grandi fotografi del panorama italiano, come Letizia Battaglia e Francesco Cito. Ecco la sua testimonianza.

“Nel 1991 andai a Los Angeles per fotografare i grandi attori di Hollywood e ci rimasi per un anno intero. Riuscii a ritrarre star del calibro di Rod Steiger, Oliver Stone, Schwarzenegger, Mickey Rourke, Glen Ford, Susan Sarandon e tanti altri, entrando nelle loro favolose ville; fu allora che mi ritornarono in mente le immagini dei quartieri più degradati, che avevo intravisto passando con l’auto e che nascondevano una realtà del tutto diversa. Mi nacque così il desiderio di esplorare quei luoghi e di dar loro visibilità attraverso le mie immagini. Ero consapevole che in quei quartieri c’erano le più pericolose gang d’America – quando esposi il mio progetto a un conoscente lui mi disse: “Se ti capita di bucare le quattro ruote in East Los Angeles, non ti fermare e continua il tuo viaggio sui cerchioni” – e tuttavia non desistetti dall’idea: riuscii a trovare un contatto per entrare in East Los Angeles e fotografai la gang chiamata Geraghty Loma, una tra le bande più antiche e violente, in una zona nota come Alpi Messicane (Geraghty è il nome di una strada e loma in messicano significa collina).

Proprio quell’anno il regista Edward James Olmos aveva girato a East Los Angeles un film sulle gang divenuto molto famoso “American me”, che aveva coinvolto molti componenti delle gang. Io conobbi uno dei capobanda consulente al film, il quale mi presentò a un altro giovane capobanda a cui chiesi di mostrarmi la vita dei suoi compagni e di entrare nelle loro case. Tra tanto girare, ebbi la possibilità di fotografare cose molto significative: la loro gestualità rituale, le armi e le ferite sui corpi, i murales e i tatuaggi dei giovani, la colla sniffata come droga, i bambini, molto amati ma con un futuro segnato, la “Eddie Heredia Boxing Club“, famosa palestra di box che rappresentava e rappresenta ancor oggi una delle poche chance per i ragazzini di togliersi dalla strada. Tempo dopo seppi che tre dei consulenti di “American me” furono assassinati dalla mafia messicana che non aveva gradito il film.”

Mostra fotografica, 28 maggio–27 novembre 2016, Spazio Thetis

Artisti: Letizia Battaglia, Francesco Cito, Donna De Cesare, Salvatore Esposito, Walter Leonardi, Valerio Polici
www.gangcity.it

Fotografia

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