Cento ‘Federici’, per 100 Libertas Dicendi

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Sono sempre stato molto contento di chiamarmi Federico. Quando sono nato io era nome non molto diffuso (oggi è un po’ inflazionato, anche al femminile); ad essere sincero avrei dovuto chiamarmi Luigi come il nonno paterno, ma i miei hanno scelto Federico perché era il nome del nonno materno, scomparso prima di Luigi. Sono grato a entrambi.Ma parliamo di altri ‘Federici’ che, a vario titolo, hanno lasciato una traccia indelebile nella storia del mondo. Siccome quello pubblicato oggi è il centesimo articolo settimanale di Libertas Dicendi, mi è sembrato sufficientemente auto celebrativo inserire in questa pagina una raccolta, senza dubbio incompleta, dei vari personaggi a nome Federico che sono stati ricordati per le loro gesta o per la fama universale acquisita nel corso della loro esistenza. Scelta non facile perché i personaggi sono molti e tutti di grande spessore. A cominciare da Federico I detto il ‘Barbarossa’(Waiblingen 1123-fiume Salef, Cilicia, odierna Turchia, 1190). Un imperatore (fra gli anni 1152 e quello della morte) fra i più famosi della storia, Federico. Peccato sia morto in maniera quasi ‘ridicola’, nel corso della III Crociata, annegando miseramente nelle acque di un fiume che, a detta dello storico arabo Ibn al-Athir, ‘a malapena arrivavano ai suoi fianchi’. Forse un’improvvisa corrente, forse la pesantezza delle armature; sta di fatto che dopo un’intensa vita trascorsa fra intrighi di potere e numerose battaglie, abbia subito l’onta di una fine così miserevole. Federico Barbarossa è famoso anche per aver contrastato i Comuni italiani (a proposito di ‘piccole patrie’, nessuno ci batte) dopo essere stato incoronato re d’Italia a Pavia e imperatore a Roma da Papa Adriano IV.Federico è sceso più volte in Italia, radendo al suolo Crema (1160), Milano (1162) finché la Lega dei comuni lombardi lo sconfigge nella famosa battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Da qui, la pace di Venezia col papato del 1177 e quella di Costanza del 1183 con i Comuni italiani. Una vita ‘piena’, senza dubbio, all’altezza di un personaggio divenuto storicamente ‘mitico’.

Altro Federico passato alla storia è stato l’imperatore (1220-1250) Federico II di Svevia, nato a Jesi (Ancona) nel 1194 e morto a Castel Fiorentino (Foggia) nel 1250, senza dubbio uno dei grandi sovrani dell’epoca per vivacità intellettuale, larghezza di orizzonti culturali e religiosi, indiscussa capacità di governo. È il sovrano che il poeta Aleardo Aleardi ha così ricordato: ‘era biondo, era bianco, era beato, sotto l’arco d’un tempio era sepolto’; reminiscenze scolastiche che permangono nella memoria, a riprova dell’importanza storica del personaggio. A questo punto voglio essere sincero. A voler ricordare in queste brevi note i vari Federici della storia, finirei per scrivere un trattato sui molti regnanti a nome Federico che la Germania e la Prussia hanno prodotto; e non mi sembra il caso. Però almeno un altro va citato; si tratta di Federico il Grande (Berlino, 1712-Potsdam 1786) re di Prussia dal 1740 al 1786. Cresciuto dal padre con rigida disciplina, fu ottimo amministratore e perfetto militare. Uomo di grande ingegno e sincero estimatore della cultura francese, invitò a corte il signore di Voltaire con il quale, tra alti e bassi umorali (da entrambe le parti) intrattenne per anni un rapporto di amicizia.

Esaurita la linea dinastica dei regnanti tedeschi e prussiani, eccoci ad altri Federici. Alcuni militari e politici: Federico Gonzaga, condottiero mantovano; Federico da Montefeltro, capitano di ventura e famosissimo signore rinascimentale, il cui celebre ritratto di profilo mette in evidenzail naso adunco del quale era dotato. Famoso, per la sua intransigente e profonda fede è il Cardinale Federico Borromeo (Milano, 1617-Roma, 1673); poi c’è (come escluderlo?) Federico Chopin, per gli europei ‘Sciopèn’ alla francese, mentre i polacchi lo chiamano ‘Ciòpin’. È la volta del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca (1898-1936) morto nel corso della guerra civile. Siamo quasi alla fine dei Federici. Merita un ricordo Federico Confalonieri, patriota e buon pittore, grande oppositore del regime napoleonico prima e di quello austriaco dopo. Come non citare poi il grande Federico Fellini, regista di fama mondiale e romagnolo purosangue, insieme al letterato e critico Federico Zeri (1921-1998) e all’economista Federico Caffè, nato a Pescara nel 1914 e ‘scomparso’ (in tutti i sensi, non si è mai saputo che fine abbia fatto) nel 1987. Mi piace chiudere questa pagina ricordando Federica Pellegrini. Famosa lo è senz’altro, anche se in solo ambito sportivo. Però è bella, piena di vita, simpatica e tosta. Una che ha reso un buon servizio alla categoria (maschi e femmine) dei Federici.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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