L’Umbria da riscoprire senza paure

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Panorama Valnerina

Panorama sulle vallate coltivate a ulivi in Valnerina ©Lucio Rossi

La popolazione umbra è ritenuta la più antica d’Italia, si crede infatti che gli umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata” scriveva nel I Secolo d.C. Plinio il Vecchio, descrivendo in due righe le radici antiche e la forza di un popolo che né pioggia né terremoti hanno piegato. Anzi, scivolando lungo la Valnerina, fino al salto di 165 metri della Cascata delle Marmore, è facile comprendere come gli umbri abbiano plasmato la Natura; plasmato e non piegato perché anche un’opera idraulica e di alta ingegneria, romana, come la Cascata è riuscita a reinserirsi, in piena armonia, con il rigoglioso verde circostante. Così come hanno ripreso vita le aree appenniniche dopo il durissimo sisma del 1997 e come, ne siamo certi, si riprenderanno quelle del colpite dal terremoto del 2016, evento naturale che fa parte del tessuto storico ed identitario di una regione  che un’insana paura sta mettendo in ginocchio.

Umbria, Piediluco Terni

Piediluco (Terni), la Rocca dell’XI secolo alle spalle del borgo ©Lucio Rossi

Sì, perché lo sciame sismico che dal 24 agosto al 30 ottobre ha seminato distruzione nel triangolo Amatrice, Norcia, Visso tiene lontani turisti italiani e stranieri dalle bellezze custodite da Umbria, Marche e Lazio. Storia, arte, architettura, gastronomia, natura che di borgo in borgo e di torrente in rapida si susseguono congiungendo, in un’unica mappa ideale, gli angoli nascosti di tre regioni fino a pochi mesi fa rifugio sicuro per chi scappava dalla calura estiva o cercava serenità dal caos cittadino.

E per chi, come chi scrive, ha avuto il piacere di vedere Norcia prima e dopo i terribili fatti dell’ottobre scorso, è difficile percepire il diniego e il timore di coloro i quali si tengono lontani dalle suddette terre per paura di qualcosa che appartiene, da milioni di anni, alla geologia e alla tradizione, locale e nazionale, della Penisola italiana. L’Antica Nursia appariva agli occhi del cronista in tutta la sua bellezza anche nei primi giorni di novembre, scaldata da un tiepido sole autunnale e immersa in un surreale silenzio che la rendeva, seppur ferita, ancor più affascinante. Bella, come le verdi distese che si stagliano attorno al borgo medievale e che per 30 km costeggiano il corso del Fiume Nera, dove le acque fluviali si confondono con quelle termali dei Bagni di Triponzo.

Infatti, che si corra lungo la Valnerina o che si sia costretti ad inerpicarsi lungo la strada delle Tre Valli Umbre (spettacolare di giorno, un po’ inquietante calato il sole), il panorama che si staglia di fronte al manubrio della motocicletta è una gioia per gli occhi del fotografo che può scegliere: fermarsi e immortalare o accendere l’action cam, riprendendo metro per metro la striscia grigia di terra che lo conduce alle mura nursine.

Umbria Valnerina Arrone Salumificio Cassetta

Europa Italia Umbria Valnerina Arrone Salumificio Cassetta ©Lucio Rossi

Nuove rotte che scopri grazie anche all’interruzione dell’arteria principale, destinata ai soli mezzi di soccorso: è il tuo lavoro di giornalista che, portandoti a documentare le aree colpite, ti permette di vivere le bellezze che si stagliano ai margini della statale, dagli eremi ai castelli, dagli appezzamenti coltivati alle fitte boscaglie dalle quali di tanto in tanto spunta una torre d’avvistamento o qualche altro rudere non segnato sulle mappe. Ruderi, come quelli che si incontrano qualche chilometro prima di Cerreto, all’altezza di Arrone e poco oltre: Umbriano, ad esempio, il paese fantasma dalle mille ricchezze, incastonato su un monte e che, non fosse per la scarpinata, neanche varrebbe la pena vedere a motore acceso, giusto per non inquinare quell’alone di fascino che l’avvolge. Altre torri e, ancora, montagne bianche sullo sfondo: il paesaggio si diversifica, è uguale per 30 km, per poi cambiare dopo poco. E’ l’Umbria che non conosci e che, a poco a poco, scopri così, per caso, magari approfittando della pausa domenicale e del tuo dovere, “coniugale”, di centauro verso la moto.

C’è la Valnerina selvaggia, ferita dalle scosse; ci sono anche l’orvietano e le province perugine a ridosso della Toscana con la quale condividono la dolcezza dei colli e un paesaggio da dipinto dei Macchiaioli. Tutti percorsi storico-enogastronomici ideali con per un break di qualche giorno, in coppia o in solitaria, lasciando a casa paure per eventi tutt’altro che straordinari nel nostro Paese. Vacanze brevi, gite fuori porta o fughe romantiche in luoghi d’eccezione, come quelle proposte da una start up di giovanissimi ternani che, scrollandosi di dosso il timore del sisma, ha deciso di puntare e di investire su ciò che di unico e prezioso la propria terra sa offrire. In fondo, l’unica vera strada per la ricostruzione è il saper non cedere il passo all’isteria e alla paranoia, fidandosi ed affidandosi a risorse che non appartengono solo agli umbri, ma agli italiani tutti.

Testo e foto di Marco Petrelli  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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