Milano By night di Michele Focarete

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Delizioso con un velo nostalgico. Tra storie di vita e malavita. Tra costume e costumatezza in una città come Milano che amava essere definita “capitale morale d’Italia”. Michele Focarete, giornalista e scrittore, nel suo libro “Milano by night” – quando lo spogliarello era un’arte – edito da “La vita felice”, nella collana saggistica Book Time (144 pagine, 15 euro) è il testimone di un mondo che sembra sparito. Un angolo di notte, quello dei night club e della sua stravagante fauna umana, fatto di angiporti trasgressivi dai nomi evocativi: Smeraldo, Maxim, Astoria, William’s, Porta d’Oro, Teatrino. Era la Milano tenebrosa, che Focarete – con interventi di Armando Torno e postfazione di Rinaldo Gianola, fa scoprire al lettore, conducendolo quasi per mano dietro le quinte di teatri e di night rinomati. Dai fasti della rivista , delle attrazioni di grido e dello spogliarello, al lento ma inesorabile declino. Luci e ombre, drammi e curiosità di personaggi legati a questa fetta di mondo dello spettacolo, dello striptease. Una città invisibile, uno spazio dedicato a chi non era in prima fila, a chi non aveva titoli a tutta pagina, a quello che c’era dietro l’angolo, a quello che c’era e si vedeva, ma poco. Magari a quello che esulava dai filoni classici dello spettacolo, ma che spettacolo diventava in una città come Milano, piena di tutto. Dove tutti andavano di corsa fin dalle prime ore del mattino per laurà e fa dané. Una epopea fatta di provocazioni e ammiccamenti, di seni straripanti e fondoschiena sodi narrati con il gusto del testimone attivo (“Dopo qualche mese (….) vedevo di fatto le ragazze di turno da dietro le quinte. Alcune bellocce poi dicevano che portavo fortuna e, prima di andare in scena, si facevano toccare i capezzoli. “Tocca era l’invito, “che porta buono”. Io non mi ero mai tirato indietro , ma lo facevo sempre con professione e un discreto distacco”).

E in una notte d’estate di oltre 30 anni fa, si compì un doloroso addio. Calò per sempre, malinconicamente, il sipario del simbolo delle notti milanesi leggere e festaiole. Chiuse il teatro Smeraldo, storico tempio dell’avanspettacolo, della rivista e dello spogliarello. Michele Focarete, con l’aiuto di immagini e foto d’epoca, ripercorre la Milano del dopoguerra, quella dei teatri, di Celentano e della Pavone, quella della voglia di tornare a divertirsi e quella, anche, degli storici night. Allo Smeraldo e al teatro Alle Maschere trapelava e cresceva quel pizzico di proibito che prima era stato riservato a pochi. Un mondo di fascino esibito, di seduzione ammiccante, di abiti sgargianti e audaci indossati da “pupe “che sorseggiavano bollicine , di uomini estasiati e ammaliati. Questo e molto altro nella “Milano by night” resuscitata da Michele Focarete: incontri e scontri, mitici titolari di locali, politici e malavitosi di rango come Francis Turatello, Angelo Epaminonda, Renato Vallanzasca. Era appunto la Milano del dopo Carosello, abitata da gente con portafogli tonici quanto le curve delle soubrette.

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