Sette cose da fare in un weekend a Saragozza

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Situata a 170 chilometri dal confine francese e a circa 300 chilometri da Madrid e Barcellona, Saragozza ha poco da invidiare alle altre più note destinazioni turistiche della Spagna. La città, la quinta più grande del Paese, è il cuore dell’Aragona, è attraversata dal fiume Ebro ed è protetta da lontano dalle cime dei Pirenei: grazie alla sua posizione centrale e strategica è stata, nel corso dei secoli, un fondamentale punto di incontro di popoli diversi. È proprio questa straordinaria ricchezza culturale a rendere ancora oggi la città una meta affascinante dal punto di vista storico, artistico e gastronomico. Visto che circa il 60% del turismo è ancora nazionale, visitare Saragozza è un’immersione entusiasmante nella Spagna più autentica, pur con i vantaggi di un grande e ben servito centro abitato. Le cose da fare e da vedere in città e nei dintorni non mancano, e sicuramente non basta un solo weekend a esaurirle tutte. Ma ci sono alcune tappe davvero irrinunciabili: ecco i nostri consigli.

  1. Toccare il Pilar e festeggiare la patrona di Spagna

La visita di Saragozza non può non iniziare dal suo monumento più simbolico: la basilica di Nostra Signora del Pilar. Questa chiesa di impressionante grandezza, in stile barocco, è stata edificata nel 1681 da Francisco Herrera il giovane. Al suo interno si trovano diverse opere, ma a renderla uno dei più importanti centri di pellegrinaggio cristiani in tutto il mondo è il pilastro (pilar in spagnolo) che, secondo la tradizione, fu donato dalla Madonna a San Giacomo con la richiesta di edificarvi intorno un tempio in suo onore. Oggi il pilastro è ricoperto di bronzo e argento e solo una piccola parte è scoperta e può essere toccata dai pellegrini. La leggenda vuole che la colonna si trovi nell’esatto punto in cui fu posta originariamente da San Giacomo, nonostante nel corso dei secoli la chiesa abbia subìto vari rimaneggiamenti e vicissitudini, tra cui un incendio e un bombardamento fallito (le bombe inesplose sono esposte all’interno). La visita alla basilica è ancora più suggestiva in ottobre, dato che il 12 del mese si festeggia proprio Maria Signora del Pilar, patrona di Spagna. Le celebrazioni durano un’intera settimana e interessano tutta città: imperdibile la piramide di fiori alta quasi venti metri che viene costruita nella piazza davanti alla basilica. Se avete in programma di visitare Saragozza in questo periodo, organizzatevi con largo anticipo: la festa è una delle più grandi e importanti di Spagna e richiama ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo.

  1. Attraversare duemila anni di storia in pochi passi

Saragozza è stata conquistata e costruita da tanti popoli diversi, di cui ancora oggi si vedono chiaramente le tracce. Passeggiare per la città dunque è un’opportunità unica per attraversare, nello spazio di pochi chilometri, quasi duemila anni di storia. Saragozza infatti è stata prima di tutto una delle colonie romane più grandi di Spagna, fondata nel 25 a.C. dall’Imperatore Cesare Augusto col nome di Cesaraugusta. Di quell’epoca si sono conservati fino ad oggi una parte della cinta muraria risalente al III secolo, il teatro romano, che poteva ospitare fino a seimila spettatori, e il porto fluviale; oltre a vari resti che si trovano in alcuni musei cittadini. Terminata la prosperità dell’impero Romano, però, Saragozza (o meglio: Saraqusta) passò sotto la dominazione islamica, altrettanto florida e fortunata: il palazzo de la Aljaferìa, uno dei più importanti edifici dell’architettura ispano-musulmana del XI secolo, ne è un esempio splendido e merita assolutamente una visita. Ma basta allontanarsi di pochi chilometri per passare dalle geometrie arabeggianti allo stile più romanico della Seo, la Cattedrale del Salvatore, o anche alle atmosfere squisitamente rinascimentali del Patio de la Infanta, ospitato in una sede di IberCaja. L’edificio in ferro e vetro del Mercato Centrale, edificato nel 1903, si trova a pochissimi metri dai resti delle antiche mura romane ed è una evidente eredità del modernismo. L’area Expo invece, realizzata in occasione dell’Esposizione Universale del 2008, è certamente una delle più interessanti e attuali dal punto di vista architettonico: tra i punti di maggiore interesse c’è il Padiglione Ponte disegnato dall’architetto Zaha Hadid, scomparsa nel 2016.

  1. Incontrare Cesare Augusto al mercato gastronomico Puerta Cinegia

È aperto solo da pochi anni, ma ha già fatto breccia nel cuore degli abitanti di Saragozza. È Puerta Cinegia, centralissimo mercato gastronomico (calle Coso 35) e destinazione ideale per il pranzo o la cena – ma anche solo per uno spuntino nel corso della giornata, vista l’ampia scelta e i prezzi convenienti. Oltre a 24 chiostri in cui si trovano le principali specialità culinarie spagnole e non solo, la struttura ospita anche la GastroTECA, spazio multifunzionale in cui si organizzano corsi di cucina, eventi e show cooking (www.gastrotecazaragoza.eu). Il mercato gastronomico è inserito in un più ampio centro commerciale e, facendo shopping, può anche capitare di imbattersi nelle mura dell’antica città romana: ce ne sono resti notevoli, ad esempio, nel piano interrato del negozio dello stilista Adolfo Dominguez. A rimarcare il legame con l’Antico Impero è anche l’enorme statua di Cesare Augusto che, stagliandosi dal piano terra fin quasi al soffitto, rimane una delle più curiose attrattive di Puerta Cinegia.

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  1. Perdersi tra i “Capricci” di Goya

“Il sonno della ragione genera mostri” vi è familiare? È il nome della più famosa acquaforte realizzata dal pittore Francisco Goya: rappresenta un uomo addormentato su un tavolo, circondato da creature mostruose. Meno noto è forse il fatto che quest’opera fa parte di una raccolta di 80 acqueforti chiamata Los Caprichos (i capricci), una satira spietata e acuta nei confronti dei contemporanei di Goya, dei loro vizi e delle loro superstizioni. La raccolta è esposta proprio a Saragozza, nel Museo Goya (Espoz y Mina 23, www.museogoya.ibercaja.es), che è l’unico luogo al mondo ad ospitare tutte le serie complete del pittore spagnolo, oltre a una più ampia panoramica sull’arte dal Quattrocento al Novecento. D’altronde non è possibile visitare la città senza “inciampare” nell’eredità del celebre artista aragonese: Goya nacque nel 1746 a Fuendetodos, un paesino con meno di 200 abitanti a 45 chilometri da Saragozza (oggi la sua casa natale è un museo), ma è proprio in città che crebbe e studiò. Tra le opere più rinomate di Goya in cui potete imbattervi fuori dalle mura del museo c’è, ad esempio, la cupola affrescata nella Basilica del Pilar.

lcuni vini della cantina di Absinthium (credit Absinthium)

  1. Mangiare (e bere) le prelibatezze locali

Nessun viaggio è completo se non è anche un viaggio del gusto. Assaggiare le specialità del luogo è d’obbligo, insomma, e naturalmente non si può non iniziare dalle tapas, i piatti “in miniatura” che, come vuole la tradizione spagnola, vanno mangiati in diversi locali, visto che ognuno di questi è specializzato in una preparazione particolare. Quelle di Méli Melo (calle Mayor 45) hanno vinto diversi premi e hanno un buon rapporto qualità-prezzo; da Marpy invece (plaza Santa Marta 8) l’ottima cucina è abbinata a un arredamento ancora più tipico: completamente a tema corrida, con tanto di teste di toro alle pareti, abiti tradizionali in esposizione e foto di toreri celebri. In un tapas bar o al ristorante, comunque, il consiglio è sempre quello di prediligere le specialità gastronomiche regionali: ad esempio la borragine, l’asparago di Navarra, il tartufo nero, i vari formaggi dei Pirenei o il ternasco di Aragona, cioè agnello tenerissimo nutrito solo con latte materno e cereali. Chi preferisce il dolce, invece, può scegliere tra la trenza, cioè una millefoglie con frutta secca a forma di treccia, il guirlache, ovvero un torrone al caramello, e soprattutto la frutas de Aragon, deliziosa frutta candida ricoperta di cioccolato. È buonissima quella di Fantoba (calle Don Jaime I 21), storica pasticceria cittadina aperta da oltre 160 anni. Anche gli amanti dei vini non resteranno delusi, visto che l’Aragona ha quattro denominazioni di origine vitivinicole. Absinthium (calle Coso 11), raffinato ristorante in centro città, vanta una notevole cantina con vini in esclusiva e in “edizione limitata”: se pranzo e cena sono fuori budget (si parte dai 70 euro a testa), potete comunque godervi un eccellente bicchiere di vino all’aperitivo.

  1. Godersi la quiete della Certosa Aula Dei

Se il centro di Saragozza è ricco di attrattive, le sue campagne non sono da meno. A circa 15 chilometri dalla città, nel verde quieto delle campagne, si trova la Certosa Aula Dei (www.cartujaauladei.es), uno dei due monasteri certosini della zona. Questo monastero in particolare è rinomato perché la sua chiesa ospita un ciclo di opere originali del pittore Francisco Goya, che intorno al 1772, a 26 anni, qui realizzò degli affreschi con varie scene della vita di Maria. Fondata nel 1563 dall’Arcivescovo di Saragozza Hernando de Aragon, la Certosa Aula Dei ha ospitato a lungo la vita pacifica dei monaci appartenenti all’ordine fondato da San Bruno nel 1084. Nel 1836 però l’ordine religioso fu espulso e il monastero fu venduto a un privato, che prima lo utilizzò come fabbrica di tessuti e poi lo abbandonò. Solo agli inizi del Novecento i monaci riuscirono a ricomprare la Certosa e, riscoprendo i dipinti di Goya fino ad allora dimenticati, ne commissionarono il restauro ai fratelli francesi Amedee e Paul Buffet. Oggi l’Aula Dei è abitata e gestita dalla comunità gesuita Chemin Neuf, i cui membri mostrano volentieri ai visitatori gli spazi del monastero, la sua arte e la sua storia: un’ottima meta per una rilassante gita fuori porta. La Certosa si può raggiungere comodamente con l’autobus 28 che parte da plaza España. L’ingresso costa dai 3 ai 5 euro e ogni sabato alle 12 c’è una visita guidata gratuita in più lingue (non serve prenotare).

Serata nel Tubo -®Ente Spagnolo del Turismo

  1. Fare serata nel Tubo

Una manciata di strade strette piene di tapas bar, club e ristoranti, affollatissima nelle ore serali e nei giorni di festa: è el Tubo, il quartiere in cui si concentra la vita notturna di Saragozza. Situato vicino al centro città, tra le vie Martires, Estébanes e Cuatro de Agosto, è il luogo ideale in cui assaggiare le tapas: assolutamente da provare quelle di El Champi Zgz (calle Libertad 16), specializzato in deliziosi piccoli panini con funghi, e quelle di Almau Bodegas, il cui clima familiare e genuino non farà fatica a conquistare cuore e palato. Tra le viette del quartiere tra l’altro si trova anche il ristorante Antigua Casa Lac (calle Martires 12), che è il ristorante più antico di tutta la Spagna: ricevette la licenza nel 1826 dal re Ferdinando VII. Un tempo questo locale fu il ritrovo della cosiddetta generazione del ’27, il gruppo di autori che ha animato il panorama letterario e culturale spagnolo del secolo scorso. Oggi invece il locale è patrimonio artistico nazionale (la maggior parte degli arredi è originale) e la specialità della casa sono le verdure, rigorosamente di stagione, a km 0 e cucinate con fantasia: in quale altro posto può capitare di trovare sul menu una millefoglie di borragine e patate? Di giorno il quartiere è molto più tranquillo, ma ci sono comunque posti che vale la pena scoprire: ad esempio Arte a bocados (via José Pellicer Ossau 4) dove, tra sfiziose golosità e centrifugati coloratissimi, a fare da protagonisti sono i fiori di frutta creati dalla giovane Eva Pilar Muniesa, così belli da vedere che è quasi un peccato mangiarli.

Per info su Saragozza Ente Spagnolo del Turismo 

Testo di Cecilia Basile  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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