Valsolda e il lago Ceresio ne Il manoscritto scomparso di Siddharta

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Valsolda, con la sua quieta misteriosa, il mormorio del lago Ceresio, le luci e ombre dei suoi boschi e la sua bellezza silenziosa sa anche essere  scenario di storie e segreti, di inimmaginabili passioni, di morti e di delitti, come ci svela Emiliano Bezzon nel suo giallo ‘Il manoscritto scomparso di Siddharta’.

Una psicologa di coppia che si reinventa investigatrice, una affascinante Capitano dei Carabinieri, una escort di nome Luna, donne tradite in cerca di verità, mariti a caccia di facili avventure, un prezioso manoscritto di Herman Hesse misteriosamente scomparso: questi sono gli intriganti ingredienti del giallo di Emiliano Bezzon  a cui la Valsolda fa da vivido sfondo.

Seguendo i passi delle indagini delle due investigatrici, Giorgia del Rio e Doriana Messina,  si arriva a Valsolda,  che appare come una tavolozza divisa tra il blu del lago di Lugano e il verde delle montagne, punteggiata da dieci macchie colorate, che sono poi i dieci borghi che la compongono: Oria, Albogasio Inferiore, Albogasio Superiore, Castello, San Mamete, Loggio, Drano, Dasio , Puria e Cressogno e, dall’altra parte del lago, Santa Margherita.

Giorgia Del Rio ci trascina lungo sentieri che si dipartono dalle rive del lago e attraversano borghi immobili nel tempo , per inerpicarsi sui monti, fino a raggiungere vette capaci di offrire panorami mozzafiato e ci fa scoprire che a Valsolda è nato e ha operato il celebre architetto Pellegrino Tibaldi, ma anche il pittore seicentesco Paolo Pozzi  per poi arrivare fino ad Antonio Fogazzaro che qui ha ambientato il suo celebre ‘Piccolo mondo antico’, per finire con Herman Hesse  che ha reso Valsolda protagonista di alcuni suoi acquarelli.

Le due investigatrici, Giorgia Del Rio e Doriana Messina, alla ricerca di indizi e soluzioni, ci fanno conoscere l’antica e folkloristica festa di Santa Margherita, che si svolge la prima domenica di luglio :  la gente arriva solo in barca dal lago nel borgo che scherzosamente viene chiamato ‘ il paese che si accende un giorno all’anno’  e qui si possono scoprire luoghi nascosti ,come la chiesetta, e pranzare sul lago a base di polenta e carne grigliata.

Il giallo di Bezzon ci fa anche da navigatore  per raggiungere Valsolda: arrivati alla frontiera di Gandria si deve decidere: percorrere una lunghissima galleria che sbuca alla fine del paese, al confine con Porlezza, o lasciarsi condurre tra le  strade tortuose e strette delle frazioni, per gustarne la bellezza e lasciarsi trasportare nel paesaggio, nell’arte, nelle leggende, nella storia e… nelle indagini su morti sospette e manoscritti scomparsi!

Un giallo tutto da leggere, una Valsolda tutta da visitare

Il manoscritto scomparso di Siddharta di Emiliano Bezzon

Robin Edizioni

Pag. 224   pubblicato 2017

Euro 14.00

Emiliano Bezzon, classe 1964, laureato in Giurisprudenza, una lunga carriera come Comandante di Polizia Locale (Vigevano, Gallarate, Milano ed ora Varese), formatore ed autore di testi tecnico-giuridici, è al suo terzo romanzo giallo dopo ‘Breva di Morte’ ( ambientato a Valsolda) e ‘Le verità di Giobbe’ (ambientato a Milano). E’ anche autore di racconti gialli finalisti di vari concorsi e inseriti nelle Antologie ‘Garfagnana in giallo’ e ‘Delitti di lago’.

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