Sao Tomé e Princìpe. Alle origini dell’eco

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article

Isole nell’Atlantico sperdute quel tanto che basta per rimanere intatte, dove il turismo è eco-sostenibile, e l’eco degli albori del mondo ancora risuona.  Una natura esplosiva di foresta pluviale, preziosissime piantagioni di cacao e caffè, spiagge deserte e Roças, le antiche tenute coloniali portoghesi. Poi rare specie endemiche, tartarughe e balene. Sotto gli occhi dell’Equatore.

All’arrivo a São Tomé la sensazione  è di ritrovarsi ai primi del ‘900, quando un giovane Luis Bernardo Valença accettò l’incarico di governatore di questa piccola colonia del grande impero portoghese. Tutto a prima vista sembra rimasto fermo all’ambientazione di Equatore, il romanzo storico di Miguel Sousa Tavares che ebbe un successo mondiale portando il mini arcipelago agli onori della cronaca. Fino a 20 anni fa non c’erano elettricità né acqua. Ma a ben vedere le cose non sono cambiate poi molto. Se su una spiaggia è stata installata l’antenna per captare il segnale di Voice of America, il tempo è come sospeso, a cavallo di tante epoche. Infatti subito dopo  la percezione cambia, davanti a un ambiente un po’ délabré   cristallizzato al momento della liberazione dal giogo colonialista nel 1975. Il popolo di São Tomè  finalmente acquistava la libertà, ma stentando poi a rendersi pienamente  autonomo e a staccarsi da quell’imprinting. Altro tassello che contribuisce all’unicità di questo minuscolo pezzo di mondo.

Sao Tome

Un piccolo Eden dove l’Africa fa il gomito

Abbastanza lontano dalla costa africana per schivarne conflitti e tumulti, non troppo facile da raggiungere, contenitore infine di elementi degni di un piccolo Eden. Localizzato nel golfo di Guinea, dove l’Africa Occidentale fa il “gomito”, l’arcipelago conta venti isole e isolotti. Le due isole  principali assommano poco più di mille kmq ,  859 São Tomè  e 142 Princìpe. Questa è la più vicina alla costa continentale posta a circa 300 km. Ex colonia del Portogallo, è uno dei più piccoli stati indipendenti al mondo.  Ma qui tutto suona lusofono, a partire dalla lingua ufficiale, il portoghese, declinato poi in tre dialetti locali, il creolo forro, quello angolano e il capoverdiano. Isole vulcaniche emerse nell’Atlantico tra i 15 e i 30 milioni di anni fa, rimasero inabitate fino all’arrivo dei portoghesi, nel 1471, che vi trasferirono nei secoli schiavi dalla costa e dalle vicine isole di Capo Verde. Il popolo è una mescolanza di etnie; gente tranquilla, pacifica e sorridente. Persone cordiali e disponibili il cui refrain è leve levepiano piano, dolcemente, che dà l’idea dello stile di vita locale. E meno male, visto che tutti girano equipaggiati di piccoli machete o catana, compresi i bambini, per farsi largo nel sottobosco, pulire i sentieri, raccogliere ogni ben di dio.

Sao Tome, Pico Cao Grande,

Hotspot della biodiversità mondiale

Princìpe è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco Riserva Mondiale della Biosfera e  il rispetto dell’ambiente è una vera risorsa. Da qui l’impegno per promuovere un turismo sostenibile, lo sviluppo in armonia con la natura, l’educazione ambientale tramite campagne e incentivi al riciclo del vetro.  Le isole sorprendono per ricchezza e varietà di flora e fauna endemiche, anche favorite dall’escursione altimetrica. La foresta primaria equatoriale  viene collocata al secondo posto come importanza in una lista di 75 foreste africane. Nell’arcipelago si trovano 22 specie endemiche di uccelli e 42 di animali, anfibi, rettili, insetti, e poi piante e fiori unici e incantevoli che vengono studiati da biologi e appassionati di tutto il mondo.  Non ci sono animali pericolosi. Solo zibetti, pressoché invisibili, e macachi un po’ troppo prolifici, che infatti vengono cacciati di frodo e qualche innocuo serpentello.  Il mare è ricchissimo, con cinque specie di tartarughe, alcune delle quali qui nidificano,  balene di passo, delfini in branchi enormi, pesci multicolori, prede pregiate per la pesca d’altura.

La spesa si fa sugli alberi

Appena fuori dagli abitati  ci si addentra in piena foresta pluviale, ricchissima  di vegetali commestibili: la spesa lì si fa sugli alberi, e non è una battuta. Dalla banane – sette le varietà, tra cui piccole rosse, gialle, dorate, grandi verdi (buonissime sia crude che cotte) – al Fruta Pão. Il mitico albero del pane che regala frutti sferici, ottimo sostituto del pane, e poi manioca, batata e mataballa, tuberi alla base della cucina locale. Ci sono papaye, mango, ananas, l’albero con le cui foglie si può lavare, e l’Okà, maestoso, solido e indispensabile per costruire le  canoe da pesca.  Su queste sinuose imbarcazioni, spesso armate di vela latina ricavata da sacchi riciclati di farina o cemento, gli isolani pescano al bolentino catturando quasi senza sforzo barracuda, tonni, marlin, cernie. Oppure si calano in acqua riemergendo con aragoste da guinness dai riflessi azzurri. E poi  il cacao e il caffè, forse i più buoni al mondo. Le grandi piantagioni sono scomparse con la partenza dei Portoghesi  lasciando il posto a coltivazioni di nicchia accuratissime, alcune certificate bio.  Un caso esemplare è la piantagione di cacao che l’italiano Claudio Corallo ha realizzato a Princìpe a Roça Terreiro Velho (e Nuova Moka a São Tomè per il caffè), recuperando coltivi in abbandono con varietà praticamente scomparse, a basse rese e qualità uniche, per un cioccolato artigianale conteso dagli intenditori.

Sao Tome, Sao Tome City, Mercado Municipal,

Non è un viaggio per tutti, ma è il viaggio  

Perché andare in un posto così isolato? Perché qui si respira l’Africa prima dell’uomo:  l’eco di un mondo arcaico e perduto, dove noi abbiamo radici. Anche da una natura come questa  è partita la storia che ci ha portato lontano. Una natura preservata e restituita pressoché intatta. Se si è in cerca di  atmosfere caraibiche al largo della costa africana, non è così, o almeno non solo, seppure spiagge ce ne siano e anche molto belle.  A São Tomé ci si va anche per altro. Per la foresta, arrampicando  sul Pico Cão Grande, un cono che si erge fra palme e nuvole per 2024 m o sul Pico do Princìpe, 948 m. Si va per vedere la natura di terra e di mare, sopra e sotto,  le cascate, i tanti fiumi e torrenti, si dice uno per ogni giorno, e incontrare le comunità che vivono nelle antiche Roças coloniali e nei piccoli paesi.

Sao Tome, Principe, Praia Banana,

Spiagge selvagge

Le si può raggiungere con percorsi di trekking – gli avventurosi ci arrivano anche in mountain bike – o più comodamente in pick-up o dal mare. Ma nessuno si perde le spiagge bianche, dorate, nere, le insenature dalle acque trasparenti  circondate da foreste di Baobab, come la Lagoa Azul. Le più famose e belle? Praia Banana a Princìpe, una mezzaluna dorata circondata da palme, rocce nere e acque smeraldo ripresa anche in una famosa pubblicità della Bacardi. Praia Jalé e Praia Piscina estese e solitarie di sabbia gialla, veri e propri angoli di paradiso che si trovano lungo la punta meridionale di São Tomè. E poi Praia Tamarindo, 300 metri di arenile bianco orlato da tamarindi e palme, quasi irreale.

Sao Tome, Neves, Mucumbli Eco Resort,

Le Roças, vestigia coloniali

I coloni  portoghesi introdussero dal Brasile il caffè e il cacao lasciando un’impronta fondamentale nell’architettura. Testimonianze si ritrovano soprattutto nelle  antiche “Roças”, le tenute delle piantagioni costituite da case signorili di notevole pregio estetico, con corpi di fabbrica, essicatoi, magazzini, dormitori, e poi le sanzala e le case dei capataz, e le ferrovie che portavano i carichi di cacao e caffè fino al mare. Molte avevano un ospedale.  Oggi alcune sono lasciate andare e abitate poveramente, altre sono ancora attive e visitabili insieme alle piantagioni, oppure sono state trasformate in residenze di charme, ristoranti, musei. Le Roças sono fra le attrazioni turistiche più importanti delle isole. Evocano vicende tragiche poco conosciute, quando dopo la metà dell’Ottocento, abolita la schiavitù, di fatto i lavoratori erano coercitivamente trattenuti e in condizioni di indigenza.

In giro per la capitale São Tomé

Il viaggio fra le isole non può che iniziare dalla capitale São Tomé, l’unica città vera e propria.  Il palazzo presidenziale  Cor de Rosa può essere un buon punto di partenza. Meglio imprimerlo nella mente perché è vietato fotografare. Di fianco si trova la cattedrale da Sé; è la più antica dell’Africa subsahariana, ricoperta all’interno da belle azulejos blu e bianche. Il cattolicesimo è la religione ufficiale; la dominazione  portoghese ha dato i suoi frutti, seppure l’approccio locale comprenda riti sincretici e animisti. Continuando si arriva a Praça da Indipendencia:  è la piazza principale dove si svolgono le  feste e gli spettacoli  più importanti. Come il Festival musicale della Gravana, ogni anno a fine luglio, che accoglie artisti da Portogallo, Africa e Brasile.  Intrigante già nel nome, la piazza Amizade e Solidariedade entre os Povos sembra il set di un film.  Tra un vetusto distributore di benzina, un decadente palazzo coloniale,  il supermercato e il negozio ancora dotato di registratori di cassa meccanici, spicca lo Xico’s Bar, gestito da un portoghese. Da non perdere un cafetinho nel bel locale dagli arredi tipici e l’atmosfera d’antan in cui troneggia una vecchia macchina per il caffè all’italiana, quasi un cimelio.

Verso la zona del porto si trova Casa de Artes, Cultura, Ambiente e Utopia -CACAU . E’ anche un ristorante aperto sempre, il giovedì diventa punto d’incontro per locali ed expat con musica dal vivo. E’ il primo spazio dedicato all’arte contemporanea del Paese e da qui è partita anche la Biennale d’Arte. L’ultima edizione è stata nel 2013, ma è in progetto una prossima per il 2018. Da visitare anche il museo nazionale nell’antico forte di São Sebastião. Contiene le testimonianze del passato coloniale e possiede diverse sale tematiche. Molto forte quella dedicata al massacro del 1953. Uno spazio è riservato alla protezione delle tartarughe marine, e dalla terrazza si gode una bella vista sulla baia. Di fronte al museo le statue dei descubritores delle isole, Pedro Escobar e João Santerem, e del primo colonizzatore, João de Paiva.

Anche andare al mercato è un’esperienza 

Il mercato municipale di São Tomé è uno dei polmoni dell’economia locale. Si vende di tutto e la gente a volte scambia le merci, qui i soldi non hanno ancora un valore assoluto e tranquillamente si ricorre al baratto. Il mercato è uno still-life a cielo aperto: piramidi di verdure, peperoncini, dadi, pesce essiccato, erbe aromatiche, tutto esposto in bell’ordine pronto per essere acquistato nella sequenza giusta per cucinare.  Ad esempio il piatto tradizionale locale, il calulu – ricca zuppa di verdure, erbe, pesce essicato, pollo –  o altre ricette locali, ma anche per confezionare medicamenti.  Le galline sono tenute vive, e ovviamente  starnazzanti, in un cesto, pronte per il prossimo caldo. Al primo piano tessuti africani, ciabatte, borse e ceste di paglia e foglie intrecciate. Colorato e autentico, il mercato è il luogo migliore per entrare in contatto con la vita saotomense. Un’avvertenza: meglio chiedere sempre prima di fare una foto. All’esterno un mare giallo di taxi fermi ad aspettare gli sparuti clienti. Sono infatti i taxi collettivi i mezzi più utilizzati, oppure  le moto, stipate alla grande.

Rosema, cerveza no logo

In un giorno si può visitare il nord dell’isola. Prima tappa Roça Bela Vista. E’ stata funzionante fino a poco tempo fa; ora è abitata da qualche famiglia e rimane  ancora l’asilo. Roça Agostinho Neto è dedicata all’ex presidente angolano, ed è davvero imponente. In prospettiva si stagliano l’ospedale e la chiesa, e dall’altro lato la casa padronale oggi trasformata in giardino botanico  (purtroppo non visitabile ). Più oltre  le case dei capataz, e quelle modeste dei lavoratori coatti. Sul terreno ancora s’intravvedono le rotaie che portavano i carichi fino al mare.

Neves è un piccolo centro dove si trova la fabbrica della Rosema, la birra locale preparata con malto portoghese e imbottigliata senza etichetta. Questo perché, sempre in un’ottica di sostenibilità, le bottiglie vengono tutte riciclate. La fabbrica è una voce attiva dell’economia e dà lavoro a circa 150  persone. Sempre a Neves ci sono i depositi di combustibile ENCO, tre palloni nel mare che testimoniano la presenza di petrolio sull’isola. Proseguendo si arriva al punto in cui sbarcarono  i primi Portoghesi e alla spiaggia Preta (nera) uno scorcio molto bello tra alberi, rocce, blu dell’oceano e canoe ammarate.Da conoscere il Mucumbli, un eco-resort di due italiani Tiziano e Mari Pisoni, da 20 a São Tomé per gestire i progetti di sviluppo dell’organizzazione Nuova Frontiera/Alisei. Bungalow in legno  disseminati in un parco che dominano l’oceano. Tramonti magici e albe incredibili. Ottimo punto di partenza per visitare la zona. Passando per Trinidade , la seconda città dell’isola, con la residenza presidenziale, e poi Guadalupe, si sale verso il Pico Mateus  per arrivare a Monte Cafè a Roça Saudade, a 900 metri di altezza.  Destinazione la casa-museo- ristorante di Almada Neigreiros. Ottima cucina e vista panoramica sulla foresta che, nebbia permettendo, spazia fino al mare. Ritornando verso valle ci si ferma alla cascata São Nicolão: un salto di 35 metri per una delizia di spruzzi di frescura e a Roça Monte Cafè dove c’è un museo dedicato all’alimento nervino e si può visitare l’azienda ancora in funzione per avere un’esperienza autentica del mondo rurale saotomense.

Sao Tome, Lagoa Azul,

Sulla linea dell’Equatore, in compagnia di balene, delfini e tartarughe

Andando verso sud un tragitto spettacolare di un paio d’ore porta a Praia Inhame, eco-resort dove alloggiare in attesa di raggiungere l’ Ilheu de Rolas sulla linea dell’Equatore. Una lancia in 10 minuti coprirà lo stretto braccio di mare fino al villaggio dell’isolotto. Con una guida locale in altri 15 minuti a piedi si arriva ad una stele e a un monumento che indicano la linea. Non è esattamente il punto, ma è quello più vicino sulla terra ferma, e voi con un piede di qui e uno di là vi sentirete padroni dei due emisferi.  Nel tratto di mare che separa le isole, fra settembre e dicembre c’è il passaggio di balene e delfini, mentre  a Praia Ihamme e sulle vicine e bellissime spiagge di Piscina e Jelé da aprile a giugno avviene la deposizione delle uova di tartaruga, osservabile accompagnati da un ricercatore del progetto di tutela. Andate a Porto Alegre, magari a piedi attraverso la foresta e godetevi la vita locale, un tuffo nel passato. Qui ci sono i resti di una bella Roça, attiva fino al 1975. Ora è tutto in decadenza compresa la grande chiesa. Ma la gente è allegra, cordiale, e  chiacchiera volentieri.

Tornado verso la città, meritano una deviazione Boca do Inferno, dove roccia nera e oceano si scontrano creando cromatici giochi di spuma e Roça São João. Recuperata dal ’98, la tenuta è stata gradualmente trasformata in uno spazio per turismo ecologico e culturale. Nel parco alcune interessanti installazioni, e quadri all’interno della casa padronale,  oggi hotel e ristorante, gestito dall’artista-conduttore televisivo-chef João Carlos Silva.

Princìpe, gioiello della Biosfera

Un breve volo di 35 minuti della STP in cui tutto è bulgaro, dal  bimotore, alla bella hostess, all’ingegnere per i controlli ai  piloti, porta a Princìpe.  Nell’aeroporto mignon, carico e scarico bagagli si fanno a mano. All’uscita  il cartello di benvenuto ricorda che l’isola è Patrimonio Unesco e Riserva Mondiale della biosfera.  Fra strade rosse di argilla e verde brillante della vegetazione, in uno scenario tanto bello da sembrare artefatto, il pick-up porta dritto a Roça Sundy.  Ristrutturata e aperta a maggio scorso, fa parte  del gruppo HBD che sta promuovendo attivamente uno sviluppo turistico sostenibile sull’isola. Saloni immensi, suite e stanze arredate con pezzi recuperati dalla casa, cene a lume di candela, il canto degli uccelli come colonna sonora. La Roça è un fascinoso resort coloniale e tuttora una tenuta agricola. Ci abitano diverse famiglie, ha l’ospedale e l’asilo.  La piantagione è un tripudio di alberi del pane che fanno ombra alle piante di cacao, perché qui tutto è integrato e spontaneamente biodinamico. Durante l’escursione si scoprono insenature meravigliose come Agua Izé, dove fermarsi per un bagno e trascorrere qualche ora di relax.

Tutta l’isola è una scoperta continua. A Roça Paciencia marmellate di frutta tropicale, crema di cacao superba, peperoncini, pepe sopraffino, ceste e molto altro. Piccola e ancora abbastanza intatta, Roça Paciencia è solo un luogo di lavoro e non ci abita più nessuno. Grazioso villaggio sul mare,  Abade  ha case colorate in legno, strade sterrate e frotte di bambini giocosi. I pescatori sistemano le reti o intagliano le canoe. Nel suo piccolo opificio il signor Trinidade tesse con le foglie di Esteira le stuoie che poi, abbellite con strisce in tessuto wax, arredano le case locali, così come l’ingresso  di hotel o le tavole imbandite, in versione tovaglietta. A Roça Terreiro Velho  è situata la piantagione virtuosa di cacao, pepe e altre delizie di Claudio Corallo, autentico pioniere del cioccolato di filiera. La casa colonica è rimasta quella di un tempo. Molto essenziale, ma pur sempre un gioiello, come i suoi prodotti. S. Antonio è la piccola capitale di questa isola persa nel tempo: la chiesa, il municipio, il mercato, le poste, la sede della Radio Regional,  il lungo mare in ristrutturazione, e quell’aria onirica tropicale, creano un mix di sodade e speranza che si appiccica addosso e non ti lascia più. Qua e là qualche ristorante dove assaporare piatti locali e pesce freschissimo. La parte sud dell’isola è zona protetta, ovvero il Parco naturale di Princìpe dove si può fare trekking nella foresta con guide esperte fino al Pico Papagaio, l’emblema dell’isola, alto circa 700 m. e visibile da S. Antonio. Circondato da foresta primaria e secondaria si trova all’interno del parco. Anche la foresta di Azeitona- Sundy è protetta, e interessante per la presenza di molte specie arboree particolari e per l’osservazione di uccelli endemici.

Il Resort Bom Bom è un’isola nell’isola: 21 bungalow su due spiagge da sogno.  Bom Bom e Rita, una passerella sull’oceano per raggiungere il ristorante.  Relax assoluto, pesca d’altura  al blu marlin, pesce vela, wahoo, immersioni, escursioni in barca alle altre meravigliose spiagge vicine come Banana, Macaco, Coco.  Perfette per passeggiare all’alba, fare snorkeling, o birdwatching, stendersi al sole o sotto le palme… What else?

Il sole precipita nell’oceano per la notte equatoriale, improvvisa, buia, incredibilmente stellata e presaga. Se domani infine verrà il  tempo di andarsene da São Tomé e Princìpe, già è chiaro che non sarà per sempre.

Testo di Teresa Scacchi, foto di Eugenio Bersani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Sfoglia il Magazine

Info utili

Con chi andare o informazioni:

Il Viaggio Journeys & Voyages  è uno dei pochi t.o. a proporre viaggi a Sao Tomé e Principe. E’ un tour operator specializzato nel disegnare itinerari con uno stile accattivante e un approccio su misura, luxury, sostenibili, a misura di ognuno. Un travel designer, capace di mettere a disposizione l’esperienza del suo staff  per viaggi che risveglino l’emozione, solleciti i sensi, incuriosiscano la mente e consentano di entrare in sintonia con ogni luogo, la sua storia, la natura, la cultura, i popoli e le tradizioni. Una proposta per una settimana per visitare le due isole parte dai 1.600€ escluso Volo A/R internazionale che varia in base al periodo di prenotazione www.ilviaggio.biz

Come arrivare:

Dall’Italia opera la Tap Portugal www.flytap.com, via Lisbona con scalo tecnico a Accra (Ghana) una volta a settimana. In tutto sono 11,30 di volo, ma con lo scalo il volo si spezza e risulta meno faticoso. Gli aerei utilizzati sono molto basic e non facilitano il comfort , niente film o altri intrattenimenti. Collegamenti giornalieri, eccetto la domenica, fra le isole con STP Airways www.stairways.st, aereo con circa 30 posti, durata del volo 35 minuti. Collega le isole con il Portogallo una volta a settimana.

Quando andare:

Il clima è marino-equatoriale tropicale, caldo e umido. A Princìpe è più umido che a São Tomé. Una peculiarità sono le zone con microclimi che determinano ambienti naturali diversissimi. Due le stagioni: quella delle piogge e la secca chiamata “ gravana”  La prima è caratterizzata da un clima caldo umido. marzo – maggio e ottobre – novembre. Ciò non significa piogge costanti, ma scrosci improvvisi e abbondanti che durano poco e poi sereno.  La Gravana ( periodo secco), da giugno a settembre. Il cielo è normalmente nuvoloso con una brezza costante e temperature moderate. Fresco la sera.  C’è poi la Piccola Gravana, gennaio e febbraio, forse il periodo migliore. Piogge molto rare temperature tra i 25 e i 30 °. Le notti sono fredde e spesso c’è pioggia lieve  prima dell’alba. Ma il cielo è terso e il sole splende.

Dove dormire:

São Tomé

Omali Lodge Luxury  è un boutique hotel all’ingresso della città, a pochi minuti dall’aeroporto, di fronte alla famosa spiaggia di Lagarto. Un buon posto dove far base per visitare l’isola. 30 camere, piscina, ristorante con proposte internazionali e locali, colazione super con vista mare.

Mucumbli,eco resort  vicino a Neves. Bungalow in legno disseminati in un parco ad alto tasso di privacy, ognuno porta il nome dell’albero più vicino o di un animale. Dalle terrazze private e da quella del ristorante lo sguardo spazia  sull’oceano. Gli arredi minimalisti sono estremamente curati,  così come i particolari, dalle lampade in legno e tessuto wax, ai bagni in pietra locale, alle sdraio sempre in wax. La terrazza ristorante serve piatti locali, anche il calulu, e non, cucinati con prodotti derivanti per lo più da produzioni propria . Ottimo punto di partenza per scoprire l’isola. Raggiungibile a piedi, una spiaggetta privata nera orlata da mandorli e banani.

Praia Ihamme Eco-Lodge.  A sud di São tomè, alcuni bungalow essenziali, ma con bagno e veranda privati, immersi nel verde, sulla omonima spiaggia. Il ristorante “pieds dans l’eau”  serve pesce appena pescato,  aragoste comprese, succhi di frutta freschissimi e inusuali come quello di Dragon fly.

 

Princìpe

Resort Roça Sundy, ricavato nella casa padronale e in quella attigua dell’antica piantagione coloniale, è stato inaugurato a maggio 2017. Dodici camere con bagno privato, vista sulla piantagione e la foresta, una suite meravigliosa, arredi originali recuperati. Relax, scoperta, isolamento, sostenibilità. Ristorante con cucina accuratissima, prodotti della Roça Paciença (dove si possono anche acquistare), qui tutto è all’insegna della sostenibilità, anche lo staf per lo più locale.

Bom Bom Island Resort

Un’isola nell’isola, chi arriva qui non andrebbe più via. 21 bungalow in legno, direttamente sul mare o intorno al piscina e immersi nel rigoglioso giardino, Spa che propone trattamenti con prodotti freschi e locali. Una passerella sull’oceano porta al ristorante che propone specialità tradizionali rivisitate. Anche qui prodotti locali delle piantagioni del gruppo HBD che si prefigge uno sviluppo turistico sostenibile delle isole. Intorno le più belle spiagge: Banana, Macaco, Coco, Rita, Sundy.

Dove mangiare:

Sao Tomé

In città

Espaço Cacau- Largo das Alfandegas – salone di esposizioni e mostre è anche un ristorante, il giovedi punto di incontro di locali e expat con musica dal vivo

Restaurante da Tia Leopoldina, in un bel giardino. Pesce grigliato e su prenotazioni specialità locali

Filomar e Pirata per il calulu, su prenotazione

Guadalupe

Restaurante Celvas – pesce grigliato, granchi e aragoste e piatti tipici

Roça Saudade -Monte cafè

Casa Museo Almada Negreiros – Cucina locale rivisitata, terrazza panoramica e piccola sala museo dell’artista.

Princìpe – S. Antonio

Passò –sul lungomare  specialità di Principe, Sao Tomé e Angola, pesce grigliato, verdure e “caldo”.

 Cosa comprare e provare: le stuoie in Esteira a Principe ad Abade dal sig. Trinidad, i manufatti artigianali in legno,da non perdere la degustazione di cioccolato alla fabbrica di Corallo, meglio prenotare in anticipo la visita. Av Marginal 12 de Julho, São Tomé . Non dimenticatevi di assaggiare una Rosema, la birra locale.

Lingua
Il portoghese è la lingua ufficiale. Gli abitanti di São Tomé parlano il creolo, differente su São Tomé e su Principe. Molti parlano inglese, ma è il francese la lingua straniera più diffusa.

Visti
Non necessario per permanenze al di sotto di un mese, necessario  passaporto valido 6 mesi oltre la data di rientro.

Religione
cattolica in maggioranza (82%) protestanti e avventisti.

Moneta
La moneta locale è la dobra (STD). 100 mila dobras equivalgono a circa 4 euro. Le carte di credito sono accettate solamente negli hotel e nei ristoranti più importanti.
Si può cambiare denaro presso le banche, negli uffici di cambio convenzionati o al mercato nero (senza rischi).

Vaccinazioni

Non richieste per chi proviene dall’Europa. La malaria è stata praticamente debellata. Si consiglia di far uso di prodotti antizanzare efficaci sempre, in particolare all’alba e al tramonto.

Telefono

per chiamare São Tomé dall’Italia: 00 + 239 (prefisso del paese) + il numero desiderato. Per l’Italia da São Tomé: 00 + 39 + il numero. E’ possibile acquistare una SIM locale con traffico voce e/o dati a costi molto contenuti per ricevere e fare telefonate.

Elettricità

220 volts, prese europee

Africa

India. Tigre, sublime presenza

India. Tigre, sublime presenza

Anni fa, una compagnia petrolifera sentenziava: ‘metti un Tigre nel motore’. Oggi la dobbiamo ospitare nel ‘cuore’, la tigre. Animale che assomma bellezza, potenza, sacralità. L’India , questo, lo ha capito Si [...]

RICEVI GRATIS LA RIVISTA
Compila questo modulo per ricevere tutti i mesi gratuitamente la nostra rivista Latitudes direttamente nella tua email.
Latitudes App
Sfoglia la nostra rivista ovunque tu sia
Latitudes App
Sfoglia la nostra rivista ovunque tu sia