I Suoni delle Dolomiti, colonna sonora per montagna e natura

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Sono più di una ventina gli appuntamenti ambientati negli scenari più affascinanti delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che poi, tolti gli strumenti dagli zaini, si esibiscono proponendo musica che tocca tutti i generi. Fino al 31 agosto la  ventitresima edizione del  festival “I suoni delle Dolomiti” ripropone la formula  vincente di abbinare luoghi straordinari ed esperienze straordinarie, con l’esibizione di musicisti di fama mondiale.

Suoni da tutto il mondo e per tutti i gusti dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore trovano una propria vita in mezzo alla natura. Là dove rocce e prati si incontrano, là dove i colori cambiano con la luce del sole e l’aria leggera dell’alta quota sorprende lo sguardo, là dove i boschi paiono sussurrare, anche i suoni sembrano mutare forma e trovare strade nuove, coloriture impensate, seguire corsi inaspettati in un continuo ritorno alle origini e rinascita. Il tutto amplificato dall’esperienza impegnativa e gratificante di conquistare una vetta o una radura, di condividere un sentiero con altri escursionisti e vivere insieme situazioni capaci di coinvolgere corpo e anima. Organizzato da Trentino Marketing con le APT della Val di Fassa, Val di Fiemme, San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, Val di Non, Madonna di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena, Dolomiti Paganella, numerosi soggetti pubblici e privati del territorio, il festival “I Suoni delle Dolomiti” arricchisce la direzione artistica di Chiara Bassetti e Paolo Manfrini con l’arrivo del noto violoncellista Mario Brunello (nella foto) .Il musicista veneto, conosciuto e stimato in tutto il mondo, in questi anni non solo ha contribuito a rendere speciale la programmazione de “I Suoni delle Dolomiti” con performance e progetti straordinari, ma è diventato vero e proprio ambasciatore internazionale di un nuovo modo di intendere la musica a contatto con la natura in perfetta sintonia con la filosofia che appartiene anche al festival trentino.

I luoghi de “I Suoni delle Dolomiti” sono quelli della montagna: radure, conche naturali o particolarissime architetture della natura nei pressi di rifugi, malghe, cime o boschi. Lì nel primo pomeriggio (ore 13) e talvolta all’alba (ore 6) ci si dà appuntamento con i musicisti, spesso salendo insieme i sentieri, accomunati dalla fatica premiata da paesaggi spettacolari. Non ci sono palcoscenici a separare pubblico e artisti, non ci sono lingue diverse tra gli escursionisti perché tutto vive in uno straordinario momento di intimità e all’insegna del linguaggio universale della musica. Un’esperienza irripetibile che è anche approccio rispettoso e consapevole alla montagna e alla natura.

Il calendario che  si è aperto il 7 luglio, prevede una lunga serie di appuntamenti con la grande musica classica come il Quartetto Kelemen, formazione d’archi che porta la grande classica in Italia dall’Ungheria muovendosi sulle note di Schubert, Haydn e Beethoven (il 26 luglio ai Laghi di Bombasèl in Val di Fiemme); oppure il grande violinista e conoscitore del repertorio barocco e classico Giuliano Carmignola che si muoverà tra le sue grandi interpretazioni di Vivaldi e Bach nei pressi del rifugio Pedrotti sull’Altopiano della Paganella (1 agosto). E ancora 4 agosto al Lago Asciutto nel Gruppo di Brenta, un dialogo entusiasmante tra Albrecht Mayer – primo oboe dei Berliner Philarmoniker – e l’Orchestra da Camera di Trento-Ensemble Zandonai. Per info sul programma e per le prenotazioni, www.isuonidelledolomiti.it

Testo di Graziella Leporati, foto Trentino Marketing  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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