Zimbabwe, ritorno alle origini

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Viaggi d’autore è l’appuntamento editoriale, a cura di Anna Maspero e degli autori di guide specializzati nelle diverse destinazioni, che nasce dalla collaborazione di Latitudes con l’editore Polaris, la “stella guida del viaggiatore” dal 1989. Da oltre 20 anni pubblica guide che si leggono come dei veri e propri libri, capaci di raccontare, incuriosire ed emozionare. Polaris è anche narrativa di viaggio e saggistica, con una serie di collane prestigiose per venire incontro a esigenze diverse e specifiche: “Le Stelle”, “Per le Vie del Mondo”, “Percorsi e Culture”, “Libri Fotografici” e “Polaris Romanzi”. Grandi viaggiatori, reporter, giornalisti e scrittori, tutti viaggiatori per vocazione, sono gli autori d’eccezione che vi condurranno su Latitudes alla scoperta di paesi e luoghi straordinari.

Perché visitare lo Zimbabwe di Gianni Bauce

C’è un richiamo irresistibile che attrae il viaggiatore verso l’Africa: forse è un impulso ancestrale di ritorno alle origini, forse una magnetica attrazione verso l’avventura o forse semplicemente l’ammaliante fascino di una natura unica al mondo in qualità, diversità e quantità. Ebbene, lo Zimbabwe, perla incastonata nel cuore dell’Africa Australe, racchiude tutto questo e lo mostra attraverso la straordinaria varietà di ambienti (dalle savane semidesertiche, ai rigogliosi margini fluviali, dalle boscaglie misteriose alle foreste pluviali degli altopiani), ma anche attraverso luoghi di incredibile interesse storico e antropologico, come le rovine della città perduta di Great Zimbabwe o le pitture rupestri del Matabeleland. Si contano ben cinque siti UNESCO e le Cascate Vittoria sono un’attrazione di bellezza unica e magica, la cui meraviglia è riconosciuta in tutto il mondo.

La fauna è varia e abbondante: qui il rinoceronte gode ancora di una discreta salute grazie un immenso sforzo protezionistico; la popolazione di elefanti è tra le più numerose dell’Africa e lo Zimbabwe è tra i cinque paesi africani che contano una popolazione di leoni superiore ai cinquemila individui. Perfino il licaone, specie in serio pericolo di estinzione, qui sembra vivere in un paradiso, dove il numero di individui è secondo soltanto al Botswana. Cinquecento specie di uccelli popolano i cieli e le aree lacustri e le specie botaniche sono numerosissime.

Ma lo Zimbabwe non è soltanto panorami e natura selvaggia. Il paese è indubbiamente tra i più sicuri dell’Africa (se non dell’intero pianeta) e la popolazione è amichevole e straordinariamente vivace, sempre ben disposta ad accogliere il visitatore. Nonostante queste qualità, il paese è tuttavia ancora un luogo dove il turismo di massa è confinato in pochissime aree, regalando così al viaggiatore un senso di autenticità e avventura che difficilmente si può ritrovare altrove.

Sei luoghi da non perdere

Vi sono luoghi in cui la storia ci parla da ogni angolo, attraverso ogni pietra, ogni spiffero di brezza.

Great Zimbabwe, l’unica testimonianza di costruzione in pietra del periodo medievale in Africa Subsahariana.

Mana Pools, un Parco Nazionale che sembra una replica dell’Eden.

I monti Nyanga, Vumba e Chimanimani, una piccola Svizzera nel cuore dell’Africa.

Le colline del Matobo, sculture naturali di granito pennellate dal verde, dal rosso e dal giallo dei licheni.

Le Cascate Vittoria, “Fumo che Tuona”, una delle maggiori meraviglie naturali del pianeta.

Il lago Kariba,uno dei più grandi laghi artificiali dell’Africa, paradiso per gli appassionati di fauna.

Itinerari

Itinerario classico/ Interesse: fauna, cultura, storia, popolazione / Durata: 16 giorni / Mezzo: fuoristrada / / Tappe principali: Harare, rovine di Great Zimbabwe, colline del Matobo, parco di Hwange, Cascate Vittoria, Zambesi, Mana Pools, Harare.

Itinerario alternativo / Interesse: fauna, cultura, storia / Durata: 16 giorni / Mezzo: fuoristrada / Tappe principali:Harare, altopiani orientali, aree di conservazione lungo il fiume Save e il parco di Gonarezhou, rovine di Great Zimbabwe, Harare.

Quando andare

Ad eccezione del più intenso periodo delle piogge, tra gennaio e marzo, il paese è visitabile per tutto il resto dell’anno. Al termine della stagione secca (settembre/ottobre) le probabilità di avvistare la fauna aumentano perché le riserve d’acqua si riducono alle ultime pozze residue e ai corsi fluviali, ma anche durante la stagione umida (green season) si può godere di straordinari avvistamenti, un paesaggio lussureggiante e una sorprendente e variopinta fauna avicola.

La rete di strade asfaltate consente di raggiungere i principali centri abitati, ma per avere accesso alle aree più selvagge e remote è necessario un fuoristrada, attrezzature adatte e buona esperienza. Gli operatori locali che organizzano safari non sono numerosissimi. Tra questi AfricanPath Safari organizza itinerari guidati attraverso il paese con guida professionista parlante italiano.

Testo e foto di Gianni Bauce |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Leggi l’articolo Zimbabwe. Esperienze e conoscenze di Federico Formignani Columnist di Latitudes

Libri

Doris Lessing –Sorrisi Africani – Feltrinelli

Wilburn Smith –Stirpe di Uomini – TEA

Info utili

Ufficio turismo

Biografia

Gianni Bauce è una guida professionista di safari in Africa da quasi vent’anni, accreditato presso F.G.A.S.A. (Field Guide Association of Southern Africa) e Z.T.A. (Zimbabwe Tourism Authority) e qualificato in Tour Guiding and Guests Relation Management alla University of Zimbabwe. È un appassionato di serpenti velenosi africani, specializzatosi nella loro manipolazione e trattamento del morso.Vive ad Hararedove ha fondato African Path Safaris, un operatore di safari locale attraverso il quale conduce personalmente viaggi naturalistici in tutto il paese e nell’Africa Australe, facendo del turismo ecosostenibile e del viaggio su misura il suo punto di forza. Appassionato fotografo, è autore di numerosi libri sul continente Africano, guide di viaggio e narrativa, tra i quali è coautore delle guide Polaris Botswana-Zimbabwe e Mozambico e per Polaris ha pubblicato anche i volumi Sozinho: Viaggio in Mozambico e Kilimanjaro. Prima che le nevi si sciolgano.

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