Ventotene, l’isola battuta dal vento

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VentoteneDal vento deriverebbe il suo nome. É l’isola di Ventotene, a metà strada tra Ponza ed Ischia. Nel mar Tirreno, fa parte dell’arcipelago pontino.

La natura di Ventotene non è difficile da intuire. Basta guardarsi attorno, mentre il traghetto rallenta davanti agli scogli di Punta Eolo segnata dai resti di una grande villa romana. Dopo una curva stretta sul mare, appare il Porto Romano, con la fila di arcate scavate nella rupe e il molo che chiude lo stretto canale a fianco del faro. Punteggiata da rovine, l’isola ha un aspetto in gran parte uguale a quello che aveva quando era in possesso dei Borboni.

Oggi, mentre la vicina Ponza è frenetica e nottambula, Ventotene è rimasta una vera isola. Magari un po’ sonnolenta e ai margini dell’arcipelago pontino, distante da Ponza quanto dalla costa laziale, ma pur sempre figlia della stessa storia e della medesima geologia. Qui, nella fitta e bassa vegetazione crescono ginestre, palme nane, lecci, finocchi di mare, ma soprattutto fichi d’India. L’economia dell’isola – che conta poco più di 700 abitanti – si fonda sulla pesca, sull’agricoltura e, in misura minore, sull’apporto dei turisti.

Il bello di quest’isola sta in ciò che le manca: affollamento, automobili, l’onda del turismo di giornata, i grandi alberghi. Non manca, ovviamente, la celebrazione paesana: il 20 settembre si festeggia Santa Candida. La tradizione vuole che si alzino in cielo decine di mongolfiere che volano verso il mare accompagnate da botti e fuochi d’artificio. La Banda, nell’ultimo giorno di festeggiamenti, dalle 7 del mattino fa il giro dell’isola, visitando i giardini in cui le signore hanno preparato abbondanti colazioni. Alle 17.30, poi, c’è la suggestiva processione della Barca di Santa Candida in cui si narra fu ritrovato il corpo della Santa sulle rive del Pozzillo.

Santa-Candida-VentotenePer avere una visione completa di Ventotene non si può perdere una visita al carcere di Santo Stefano, lo scoglio davanti all’isola simile ad Alcatraz. Basta un quarto d’ora di navigazione per approdare alla Marinella e, una volta sbarcati, bisogna seguire la strada che sale al cerchio di mura del penitenziario. Varcata l’ultima porta verso il cuore del carcere, l’impressione è molto forte: l’imponente struttura circolare, realizzata tra il 1794 e 1795 dall’architetto Francesco Carpi per volere di Ferdinando IV di Borbone, abbraccia un padiglione in cui veniva celebrata la messa e dove i reclusi subivano le punizioni corporali.

Carcere-Santo-StefanoChiuso negli anni ’60, il carcere aveva una fama terribile: in nove anni, alla metà dell’Ottocento, vi morirono 1.250 detenuti, di cui solo 200 di morte naturale. Oggi si parla di progetti per farne un Hotel o un Centro Congressi. Ma le spese per i restauri si annunciano enormi e così, per ora, è stato possibile solo effettuare i più semplici lavori di messa in sicurezza. Scoglio abbandonato, circondato da un mare incredibile e dai fondali bellissimi e protetto da una riserva marina che potrebbe essere una delle scommesse più azzeccate per il futuro di Ventotene, Santo Stefano è la più sud-orientale delle Isole Pontine. Come ricorda il monte Epomeo di Ischia che si affaccia all’orizzonte.

Qualche storica curiosità

Il confine di Ventotene – nato in epoca romana con la reclusione della troppo spigliata Giulia, figlia di Augusto a cui seguirono Agrippina, moglie di Germanico e Ottavia, moglie di Nerone ripudiata perché ritenuta sterile – fu deciso con le leggi di pubblica sicurezza del 1926. Dopo il 1932 sorse una specie di cittadella per i carcerati che poteva ospitare tra 800 e 1.000 confinanti controllati da 350 guardie. Il nucleo più numeroso era costituito dai membri del Partito Comunista, tra cui Serchia, Di Vittorio, Longo, Terracini, Ravera, Spinelli e il socialista Pertini. Proprio qui, dove il regime aveva rinchiuso uomini e donne per renderli inoffensivi, venne scritto nel 1941 il “Manifesto di Ventotene”, carta d’intenti di una visione europeista nata per essere l’antidoto a tutti i totalitarismi.

Le strade di cui i reclusi hanno parlato sono ancora uguali. Come via Ulivi, oppure le piazzette che conducono a Punta Eolo, dove Villa Giulia può essere visitata seguendo le guide del piccolo Museo Archeologico. Il giro dell’isola – dal centro a Cala Nave, da qui alla Cisterna dei Carcerati e poi giù fino a Capo dell’Arco, estrema propaggine di Punta degli Ulivi a 139 metri sul livello del mare – richiede poco più di un’ora.

Da non perdere, una visita al Museo della Migrazione e Osservatorio Ornitologico, il primo in Italia e uno dei pochissimi esistenti a livello europeo.

Il Museo si trova in una costruzione risalente alla II guerra mondiale conosciuta come “Il Semaforo”, oggi completamente ristrutturata. Sorprendenti modelli naturalistici a grandezza naturale, diorami che ricostruiscono le antiche tecniche di cattura degli uccelli, video e pannelli interattivi che svelano i tanti misteri della migrazione e che accompagnano l’ospite in un fantastico viaggio alla scoperta di questo affascinante fenomeno. A conclusione della visita, l’osservazione diretta degli uccelli da uno straordinario terrazzo a strapiombo sul mare.

Passando all’ambito culinario, la lenticchia è il tipico prodotto di Ventotene, cresce nei piccolissimi appezzamenti di terra dell’isola e tuttora è coltivata a mano. Il gusto e le caratteristiche organolettiche si devono al terreno vulcanico.

Come arrivare

La bellezza di Ventotene vi aspetta con i collegamenti della Laziomar, una compagnia di navigazione specializzata tra l’Italia continentale e le Isole Ponziane. Assicura più collegamenti tra i porti di Formia, Ventotene e Ponza. In poco meno di due ore le navi, che offrono una serie di servizi a bordo per allietare e rendere più confortevole la navigazione, raggiungono l’isola.

Dove Dormire e dove mangiare

Hotel Borgo Cacciatori – Località Faro Romano – E’ una struttura a conduzione familiare con ristorante, piscina all’aperto, giardino (ideale per il relax), connessione WiFi gratuita e terrazza arredata con vista sull’isolotto di Santo Stefano, il Vesuvio e la costiera salernitana. Le camere, con vista mare o montagna, sono confortevoli. La cucina del  ristorante propone la bontà e la genuinità dei piatti della tradizione locale, le cui ricette sono state sapientemente rivisitate dallo chef con un originale abbinamento di sapori. Gli ingredienti sono genuini e di prima qualità.  I vini permettono un perfetto abbinamento con i piatti scelti. I piatti sono serviti sulla terrazza dell’Hotel, come pure la golosa prima colazione con bevande calde, succhi e prodotti da forno. L’Hotel dispone di un servizio navetta gratuito per il porto di Ventotene.

Hotel Relais Cala dei Romani – Via Calarossano – Cala dei Romani è la soluzione ideale per la famiglia. L’atmosfera è quella di una piacevole casa al mare, dotata di tutti i comfort di un Hotel e resa unica dall’ospitalità e le attenzioni di Michele, il padrone di casa. Il Ristorante dell’Hotel, Afrodite è su una terrazza che affaccia sull’antico Porto Romano e con vista nel cuore di Ventotene. Circondati da un meraviglioso panorama si può gustare la cucina tipica dell’isola. La maestria dello chef vi sorprenderà, dall’antipasto al dessert,  con le sue ricette tradizionali e un menù dai sapori tipicamente mediterranei, con crostacei, pescato di giornata e tante altre specialità a base di pesce.

Albergo Belvedere – Via degli Olivi 95 – Recentemente ristrutturato, gli unici rumori che si possono sentire sono il fruscio delle piante ed il frinire delle cicale. Le camere sono confortevoli e dotate di comfort.
L’albergo è a 800 metri dal centro di Ventotene e dalle due spiagge di cala Rossano e cala Nave e dista circa 350 metri dalla selvaggia spiaggia di Parata Grande. A disposizione un servizio navetta gratuito da e per il porto.

E per finire? Avete voglia di una pizza tra un bagno e l’altro? Mast’Aniello è il ristorante che fa per voi. Situato in posizione panoramica sulla splendida spiaggia di Calanave, si mangia nella bella veranda dove vengono serviti ottimi piatti di pesce o se si preferisce anche gustosissime pizze. Il rapporto qualità-prezzo è buono.

di Stefania Bortolotti  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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