Namibia, il deserto possibile

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L’indescrivibile malìa della Namibia si vive da vicino a bordo di un truck superattrezzato. Un’esperienza possibile a tutte le età. Ci vuole solo un po’ di spirito d’adattamento, amore per la natura, curiosità e voglia d’avventura.

Il sole che sorge all’alba e anima di luce le dune del deserto del Namib. I fenicotteri di Walvis Bay. I paesaggi del Damaraland, che divide la sabbia dall’acqua. I villaggi Himba. E poi l’Etosha, immenso lago salato sul quale corrono le trombe d’aria disegnando un paesaggio mai uguale a se stesso. Le giornate in Africa cominciano presto. Dopo la notte a Windhoek, la capitale,  si parte all’alba e in pochi chilometri s’individuano le sagome degli orici che si stagliano contro il cielo rosa. Il primo campo tendato è alle porte del Namib, una storia infinita di granelli che si accumulano portati dal vento dell’est. La sabbia scivola verso l’Atlantico e conquista una manciata di metri ogni anno. E’ il luogo ideale per una full immersion nel silenzio del deserto rotto solo dai suoni della natura. Si arriva nel campo tendato attrezzato e in pochi minuti autista e tutto fare montano le tende che sono confortevoli, su ogni  brandina c’è uno spesso e comodo materasso e ognuno ha il proprio sacco a pelo contrassegnato ( quindi lo stesso per  tutto il viaggio). Un tempo senza tempo per osservare l’incanto namibiano e la cena è pronta. Cibi semplici e buoni.  E dopo cena va in onda lo spettacolo del firmamento. Ogni sera sempre diverso.

La mattina presto si comincia con una passeggiata di cinque chilometri alla scoperta di Sossusvlei. Bisogna salire in alto, un passo dopo l’altro, seguendo il profilo affilato delle dune, accompagnati solo dal vento. Lo sguardo rivela improvviso il mare di sabbia: una distesa infinita che arriva dritta dal passato. Sensazioni forti e silenzi infiniti. Meglio partire prestissimo, prima della massa di turisti. Lo scenario val bene una levataccia che in Africa non pesa perché si va sempre a dormire molto presto, appena scende il buio che porta il profumo della notte.

Sulla costa di Walvis bay si osserva la moltitudine di fenicotteri, nuvole rosa che si muovono compatte con un gran fruscio d’ali al primo suono sospetto. Si procede verso la formazione montuosa di Spitzkoppe con i suoi picchi granitici.  Nessuna vegetazione su queste rocce di 700 milioni di anni.  In quest’area protetta  si prova qualcosa di inedito. Le tende sono montate in mezzo alla natura al riparo dal vento. Il driver è esperto e trova la miglior location, le tende sono circondate da una corona di rocce infuocate al tramonto che tornano grigie quando scende la sera. Una vera notte nel deserto. Si cena intorno al fuoco osservati dall’alto dalle stelle dell’emisfero australe.  Esaltante.

La meta successiva è il Damaraland, così vasto e così aspro, nasconde tesori come le foreste pietrificate, il canyon dalle pareti a canne d’organo, le tracce pietrificate dei dinosauri, e Twyfeltfontein, una delle maggiori collezioni di arte rupestre dell’Africa intera. Percorrendo il sentiero ben segnalato che lascia il parcheggio a Twyfelfontein si procede a ritroso nel tempo: le pitture e i graffiti rupestri dei boscimani e dei loro predecessori sono il vettore per un viaggio nel passato che culmina in cima alla rupe quando lo sguardo si apre su un paesaggio primordiale che toglie il fiato. La notte scivola via in un campo tendato ben attrezzato e si riparte verso Nord. Tutti a bordo alla volta di Opuwo, terra della tribù degli Himba che vivono in 5 mila ettari di nulla fra il Kaokaland, il Damaraland e la regione del Kunene.  La sosta in uno dei villaggi di questa popolazione seminomade permette di ammirare l’eleganza austera di questa gente, di interagire con loro, fare foto e magari acquistare qualche souvenir fatto a mano, molto lontano come bellezza e valore da quegli oggetti standardizzati figli della globalizzazione. Via verso le remote Epupa Falls, dove il fiume precipita con un rombo assordante in un profondo canyon e dall’altra parte del corso d’acqua è già Angola.

Il giorno seguente si entra, attraverso il corridoio occidentale, nell’Etosha National Park ( grande luogo bianco in lingua oshivambo) , dove si muovono migliaia di animali: ghepardi, leopardi, zebre e kudu. E’ a settembre che si assiste alle scene più selvagge, quando giraffe, elefanti, springbok, elan e tsessebe, si dirigono verso le pozze lasciate dall’evaporazione  dell’acqua. Le ultime due notti si dorme dentro al parco nel camping Olifantsrus e nel Okakeujo rest camp, qui le tende sono a pochi minuti a piedi dalla pozza d’acqua, che con le tenebre attrae molti animali. Da una distanza di sicurezza, attrezzata con comode panchine, si assiste a incredibili scene di Africa vera: elefanti al bagno, giraffe che bevono elegantemente piegate e talvolta i rari impala dal muso nero e perfino il rinoceronte, con un po’ di fortuna. Dall’Etosha si riparte verso le montagne del desertico Waterberg Plateau,  dove si procede per chilometri in una distesa bianca con l’impressione di andare verso pozza d’acqua che si rivelano semplici miraggi. Si passa l’ultima notte nella capitale, pronti a ripartire con il desiderio di tornare quanto prima. E’ il mal d’Africa.

Testo e foto di Ornella D’Alessio| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Informazioni: Ente turismo Namibia: www.namibiatourism.com.na

Come arrivare: l’aeroporto di Windhoek è collegato con molte compagnie, tra le quali Qatar Airways via Doha. Ci sono poi voli Lufthansa e Air Namibia via Francoforte, British Airways via Londra e South African via Johannesburg.

Quando andare e clima: Il clima della Namibia è semi desertico con piogge concentrate tra dicembre e gennaio e varia da regione a regione. Quello più arido si trova nella Namibia centrale, dove le temperature di giorno sono molto alte e di notte possono scendere sotto lo zero. Durante il giorno le temperature della zone montuosa e semi-arida dell’altopiano centrale sono inferiori rispetto al resto del paese. Sulla costa invece, può esserci la nebbia, soprattutto al mattino. La stagione più secca è il periodo di alta stagione e va da maggio a settembre, con una notevole escursione termica tra il giorno e la notte; dicembre è il mese più caldo di tutto il paese. Il periodo delle piogge si suddivide in due parte: una più breve, da ottobre a dicembre, e una tra gennaio e aprile. Le regioni orientali del paese sono generalmente molto calde anche rispetto all’altopiano centrale e, escluse alcune zone del nord-est, ricevono scarsissime precipitazioni.

Dove dormire: questo viaggio prevede tutti i pernottamenti in tenda, a parte il primo e l’ultimo in hotel a Windhoek, su richiesta i pernottamenti possono essere previsti negli hotel dei campi tendati. Semplici ma molto carini. L’Okakeujo Rest Camp ha delle suite di fronte alla pozza d’acqua e comodamente distesi in terrazza si vedono gli animali all’abbeveraggio

Cosa mangiare: La carne di ottima qualità è alla base della cucina cosi come gli ortaggi: patate, zucche, peperoni e cipolle. Tra le bevande tradizionali il mataku (vino di anguria) ed il calende, liquore di palma. Da provare sono la birra Windhoek Lager, i succhi di frutta locali ed il tè Rooibos dalle molte proprietà benefiche.

Viaggio organizzato: l’itinerario del servizio viene proposto dall’operatore Il Viaggio Journeys & Voyages si chiama Namibia Adventure, della durata di 12 giorni con guida parlante italiano

Fuso orario: Anche in Namibia vi sono sei mesi di ora legale, per cui l’ora varia a seconda delle stagioni. Si va da un’ora indietro rispetto all’Italia, quando in Italia è estate, poi a fine agosto con l’introduzione dell’ora legale in Namibia si ha la stessa ora italiana. Da ottobre, quando in Italia torna l’ora solare, la Namibia passa un’ora avanti fino alla fine dell’estate australe.

Documenti: E’ necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi. Il visto d’ingresso non è necessario per turismo fino ad un massimo di 90 giorni di permanenza nel Paese.

Vaccini: Nessuna vaccinazione obbligatoria è richiesta. Una terapia antimalarica può essere presa in considerazione, previo parere medico, nella stagione estiva locale (novembre-marzo) oppure da coloro che intendano recarsi nelle regioni settentrionali del Paese.

Lingua: L’inglese è la lingua ufficiale, ma è parlato ovunque l’afrikaans.  Diffuso il tedesco oltre a numerosi dialetti parlati dai differenti gruppi etnici.

Religione: Più del 90% sono cristiani, oltre alle religioni indigene degli Himba e del popolo dei San . Altre religioni praticate nel paese sono l’Islam, l’ebraismo, il buddismo e la fede Baha’i.

Valuta: La valuta ufficiale è il Dollaro namibiano (N$), suddiviso in centesimi; equivale al Rand sudafricano ancora molto usato nel paese. I migliori alberghi, ristoranti e negozi accettano le carte di credito e i Travellers Cheques. L’Euro e i dollari Usa sono accettati ovunque.

Elettricità: La corrente è 220/240 Volts. Le prese sono tripolari: conviene munirsi di un adattatore ( o acquistarlo in loco) .

Telefono: Dall’Italia è necessario comporre il prefisso internazionale 00264, l’indicativo urbano senza zero e il numero desiderato. La telefonia pubblica funziona con tessere prepagate in vendita presso gli uffici postali, gli uffici telefonici, numerosi negozi, parchi nazionali e stazioni di servizio. I campi tendati hanno wifi a pagamento.

Abbigliamento: Abiti pratici e dalle tinte pastello possibilmente in cotone per l’estate, mentre durante l’inverno è bene munirsi di maglioni o giacche per gli sbalzi di temperatura fra giorno e notte. Indispensabili: scarpe comode, binocoli, cappello e occhiali da sole, protezione solare, repellente per zanzare.

Shopping: Bello è l’artigianato locale con sculture in legno, oggetti in pelle e dipinti di artisti soprattutto nella zona di Swakopmund.

Link utili:

Ente turismo Namibia: www.namibiatourism.com.na

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