Tibet, il settimo cielo

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Viaggi d’autore è l’appuntamento editoriale, a cura di Anna Maspero e degli autori di guide specializzati nelle diverse destinazioni, che nasce dalla collaborazione di Latitudes con l’editore Polaris, la “stella guida del viaggiatore” dal 1989. Da oltre 20 anni pubblica guide che si leggono come dei veri e propri libri, capaci di raccontare, incuriosire ed emozionare. Polaris è anche narrativa di viaggio e saggistica, con una serie di collane prestigiose per venire incontro a esigenze diverse e specifiche: “Le Stelle”, “Per le Vie del Mondo”, “Percorsi e Culture”, “Libri Fotografici” e “Polaris Romanzi”. Grandi viaggiatori, reporter, giornalisti e scrittori, tutti viaggiatori per vocazione, sono gli autori d’eccezione che vi condurranno su Latitudes alla scoperta di paesi e luoghi straordinari.

Perché visitare il Tibet

Di Silvia Antonini

Fino a qualche decennio fa il Tibet e la sua civiltà erano quasi sconosciuti al grande pubblico: l’industria della comunicazione non era interessata a parlare di quel mondo. I libri dei pochi veri conoscitori dell’universo tibetano (Tucci, Maraini, Richardson, Pallis, AnagarikaGovinda) erano esauriti e quasi introvabili, mentre i testi di autori tibetani venivano pubblicati in tirature limitate da case editrici esoteriche e in pratica inaccessibili. Anche il mondo del cinema era attratto da altri orizzonti; il successo di film come Sette anni in Tibet e Kundun era di là da venire e i rarissimi reportage dall’Himalaya passavano sotto silenzio, relegati in oscure nicchie di mercato, nonostante si trattasse di prodotti di alto livello. Oggi la situazione si è rovesciata. Il Dalai Lama è un autore di successo le cui opere sono contese dalle principali case editrici internazionali e pubblicazioni di e sul buddhismo tibetano sono presenti in gran numero sugli scaffali delle librerie. Inoltre Hollywood, con i due film a cui si è accennato, ha reso largamente popolare il Tibet e la sua cultura. Si è così passati da una sorta di clandestinità culturale a un fenomeno di moda, che ha finito per attrarre turisti in queste terre alte fino a ora poco conosciute.

Parlare di Tibet non è semplice. Non lo era in passato e ancor meno lo è adesso, dopo l’annessione alla Cina nel 1950, la diaspora dei profughi, l’apertura di tante aree tibeto-himalayane (oltre che dello stesso Tibet) al turismo. Esistono diversi Tibet. C’è il Tibet geografico e cioè quello cinese che oggi si chiama Regione Autonoma del Tibet. C’è poi il cosiddetto Tibet etnico (Ladakh, Sikkim, Mustang, Dolpo, Bhutan che appartengono ad altre realtà geopolitiche), vale a dire quel mondo himalayano abitato da popolazioni di origine tibetana che, pur non essendo mai stato governato direttamente da Lhasa, ha sempre espresso, e continua ancora oggi a esprimere una civiltà assolutamente affine a quella tibetana per quanto riguarda cultura, tradizioni, composizione sociale e religione. Infine vi è il Tibet dell’esilio, quella microsocietà tibetana ricostruita dagli oltre centomila profughi che si sono insediati in India, Nepal e Bhutan, che cerca in ogni modo di mantenere in vita l’essenza della propria civiltà.

Un viaggio in Tibet ci permette di avvicinare quindi una civiltà che ancora oggi sul Tetto del Mondo resiste tenacemente a ogni tentativo di assimilazione o annichilimento da parte del “progresso” cinese e che, nonostante tutto, riesce a trovare il modo per continuare a esistere e perpetuarsi.

Sei luoghi da non perdere

Lhasa: l’antica capitale del Tibet con il Potala, la magnifica residenza invernale del Dalai Lama e la piazza del Barkhor con il tempio del Jokhang attorno al quale i pellegrini fanno pregando il percorso sacro della Khora.

Gyantse: città sede del monastero PelkorChode circondato da imponenti mura. All’interno custodisce il Khumbum, lo stupa di cinque piani unico al mondo a forma di mandala a 108 facce e composto da 112 cappelle riccamente affrescate.

Shigatse: città sede del monastero di TashiLlumpo, il luogo di residenza del Panchen Lama (capo spirituale secondo soltanto al Dalai Lama).

Sakya: cittadina sede del magnifico monastero di cultura Sakya-Pa, con architettura tipicamente mongola, unico nel suo genere.

Campo base dell’Everest: ai piedi del Chomolagma, il Tetto del Mondo, l’Everest. Da questo campo,raggiungibile comodamente in jeep o van, si possono vedrete le pareti della montagna più alta della terra.

Kailash e Lago Manasarovar: la montagna più sacra dell’Asia, il Monte Meru dimora degli dei. Si può circuambulare in tre giorni di trekking seguendo i pellegrini buddhisti e induisti, per poi pernottare sulle rive di uno dei laghi tibetani più belli, il Manasarovar.

Itinerari

I monasteri dello YarlungTsagngpo/ Interesse: paesaggio, storia, architettura /durata: 4 giorni / Mezzo: auto/bus privato / Tappe Principali: Tsetang, Yarlung Valley, Samye, Lhasa.

Lhasa città e dintorni/ Interesse: paesaggio, storia, architettura /durata: 4 giorni / Mezzo: auto/bus privato / Tappe Principali: Lhasa città, Lhasa dintorni (Drepung-Neching-Sera),Ganden

Tibet Classico/ Interesse: paesaggio, storia, architettura /durata: 8 giorni / Mezzo: auto/bus privato / Tappe Principali: Lhasa,Yamdrok Lake,Gyantse,Shigatse,Sakya,Lhatse, Shegar, Campo base dell’Everest,Tingri, rientro a Lhasa.

Kora del Kailash/ Interesse: paesaggio, storia, architettura /durata: 15 giorni / Mezzo: auto, bus privato, trekking /Tappe Principali: Lhasa,Yamdrok Lake,Gyants,Shigatse, Saga, Paryang, Darchen, trekking di tre giorni intorno al Kailash, Lago di Manasarowar, rientro a Lhasa.

Kham / Interesse: paesaggio, storia, architettura /durata: 12 giorni / Mezzo: auto, bus privato /Tappe Principali: Chengdu, Kangding,Litang, Garze,Bayu,Katok,Dege,Jomda,Chamdo,Zogang,Batang,Litang.

Quando Andare

La primavera, l’inizio dell’estate e il tardo autunno sono i periodi migliori per visitare il Tibet. Il Paese, con l’esclusione di alcuni territori del Nord e del Sud, risente dell’influenza dei monsoni da metà luglio alla fine di settembre e in questo periodo il cielo è spesso coperto, piove a intensità variabile e l’altopiano assume un aspetto verdeggiante. L’itinerario Tibet Classico proposto dalla maggior parte dei tour operator, si può fare anche in agosto in quanto tutti i monumenti sono facilmente raggiungibili e in questo periodo la maggior parte dei luoghi di interesse sono aperti al turismo. Difficile invece riuscire a vedere il monte Kailash in agosto. Ottobre e novembre hanno spesso giornate terse e temperature miti durante il giorno e a basse quote, mentre la sera e la notte la temperatura cala considerevolmente. I mesi più freddi vanno da dicembre a marzo e alcuni passi in quota possono essere chiusi per neve. Le temperature medie registrate a Lhasa (3.600 m) si aggirano intorno ai 12 °C a maggio e settembre, e agli 8 °C a ottobre. Giugno, luglio e agosto sono i mesi più caldi dell’anno: le temperature medie a Lhasa si aggirano in media dai 15 °C ai 26°C. e di giorno, se c’è il sole, le temperature si alzano ulteriormente e il clima estivo è molto gradevole.

Testo e foto di Silvia Antonini | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Libri

Tiziano Terzani – La porta proibita –Longanesi o TEA

Alexandra David Neel –Viaggio di una parigina a Lhasa – Voland

Fosco Maraini  –Segreto Tibet – Corbaccio

Alai – Rossi Fiori del Tibet – BUR

Dalai Lama – La via della liberazione – Il Saggiatore

Film

Jean-Jacques Annaud – Sette Anni in Tibet – 1997

Martin Scorsese – Kundun – 1997

Tom Posay – Tibet, il grido di un popolo – 2002

Info Utili

Sito ufficiale del governo tibetano in esilio

Sito ufficiale del buddhismo in Italia

Tibet e buddhismo in Italia.

Sito della Associazione Italia-Tibet.

Biografia

Silvia Antonini è accompagnatore turistico internazionale. Viaggia e fa trekkingin Nepal/Tibet/Himalaya da 15 anni. Ha trascorso parte della vita con Nepalesi e Tibetani, ne ha studiato tradizioni e cultura. è Destination Expert di Nepal/Tibet/Ladakh su Tripadvisor e blogger, scrive reportage e guide di viaggio.Organizza eventi e conferenze sull’Himalaya per diffondere la cultura appresa in viaggio. Vuole essere un ponte tra i viaggiatori, le culture e i paesi che visiteranno.

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Tibet. Esperienze e conoscenze di Federico Formignani, Columnist di Latitudes

 

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