Francia d’Oltremare, art de vivre fuori dai confini

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Vi piace la Francia? Domanda superflua. Da sempre la patria della Marsigliese è al primo posto nelle preferenze degli italiani. Tutto ciò che sa di Francia, a cominciare dalla lingua, emana per tanti un fascino irresistibile, e appena è possibile ci si va. Eppure negli angoli più belli ed esotici del mondo esistono molti altri pezzi di Francia altrettanto affascinanti e accessibili: i Territori d’Oltremare,  posizionati al di fuori del continente europeo, ma sempre sotto la sovranità francese e con la medesima lingua. Andarci è molto facile, niente burocrazia, niente passaporto, poche formalità. Il 2018 sarà l’anno dedicato alla promozione delle destinazioni d’Oltremare francesi, con un invito irresistibile alla scoperta di luoghi mitici come Guadalupa, Martinica, Tahiti e le sue isole, Nuova Caledonia, Réunion. Sono autentici paradisi naturali, riserve della Biodiversità a livello mondiale in cui prospera la vita vegetale e animale, spesso con specie endemiche. Andiamo a conoscerli un poco di più, e cominciamo a sognare.

La Guadalupa, ogni isola una meraviglia.  Ecco una terra che infonde pura gioia di vivere. Essere circondati da tanta bellezza ha generato una popolazione multiculturale calorosa e accogliente. Nell’isola principale, farfalla dalle grandi ali, e nelle più piccole, c’è tanto da fare e da vedere. Su Guadalupa da non mancare il maestoso vulcano della Soufriere a Basse-Terre, fra foreste e cascate, mentre a Grande-Terre le spiagge candide e le acque cristalline sembrano dipinte.  Nel Parco Zoologico ci aspettano 85 specie animali fra cui l’iguana dei Caraibi e il Ti racoon, l’orsetto lavatore. Arte, storia, mostre temporanee s’incontrano invece nel rinnovato  Museo Schoelcher a Pointe-à-Pitre; inaugurato nel 1887 è il più antico della Guadalupa e il primo museo della Francia d’Oltremare.  Ammalianti profumi avvolgono il Jardin  de la Rencontre, nuovo spazio ecologico di 15.000 mq, dedicato alle piante medicinali e alla fabbricazione di preziosi oli essenziali. Poche miglia per l’incantevole  Marie-Galante dove testare i più famosi rhum del mondo nelle distillerie artigianali e tante specialità della gastronomia locale. A Les Saintes si va per immergersi nelle acque turchesi ed esplorare i fondali marini partendo dalla splendida spiaggia del Pain de Sucre. Zone protette di grande valore sono la Riserva Geologica di La Desirade, l’isola più antica dei Caraibi, e la riserva naturale di Petite Terre, piccolo scrigno dai colori cangianti.

La Martinica, nel cuore dei Caraibi. Per due terzi parco naturale, ma tutta disegnata da paesaggi vari e grandiosi. Parte delle piccole Antille o  îles au vent, è sempre baciata dal sole dei tropici e non a caso è considerata l’isola dell’eterna estate. I volti portano le tracce di antiche mescolanze, fascinosa sintesi di Africa e India alla base della cultura creola. Il mare è fonte di incontri e sorprese. Da novembre ad aprile maree favorevoli consentono di raggiungere a piedi l’isolotto del Tombolo, dall’eccezionale biodiversità, e appena al largo i delfini ci  aspettano per una sarabanda spettacolare. Da provare l’esperienza della tradizionale pesca  “à la senne” un momento conviviale che mette insieme sport, cultura e incontri in allegria, ma anche un assaggio della golosa cucina locale, valorizzata dalle spezie. La tradizione culinaria della Martinica è varia e ricca di sapori: e allora perché non seguire un corso di cucina creola “rivisitata” in chiave contemporanea? Diverse iniziative propongono una sfiziosa full immersion nelle ricette martinicane “nouvelles ou anciennes”.  E per finire in bellezza il prezioso caffè, il gran cru coltivato sull’isola già nel 1721 e oggi rilanciato da venti piccoli produttori, e naturalmente il magnifico rhum agricole della Martinica, dal 1996 l’unico al mondo ad avere ottenuto la doc. Una visita alla distilleria Clément a Le François sarà un vero viaggio nel tempo percorrendo il domaine, oggi monumento storico. La natura più pura s’incontra nel cuore della foresta tropicale, con oltre 250 km di itinerari segnalati, da esplorare fra paesaggi dalla vegetazione rigogliosa e lussureggiante. Tartarughe, silenzio, acque trasparenti sono le emozioni che l’Ilet Loup-Garou: un angolo incantato, piccola isola fuori dal mondo.

Tahiti e le sue isole, nel segno di Mana. Lo spirito guida aleggia un po’ ovunque a Tahiti e lo si percepisce nei sorrisi, nell’accoglienza, nell’amore per una natura che va oltre ogni immaginazione e nella gioia di esserne parte. Questo vale per tutta la Polinesia Francese, composta da cinque arcipelaghi disseminati nell’Oceano Pacifico per una superficie grande quanto l’Europa. Si tratta delle isole della Società, isole Tuamotu, isole Marchesi, isole Australi e isole Gambier. Un immenso territorio marino, magico mix di cime montuose e colorate barriere coralline, lagune turchesi e distese di sabbia, spiagge orlate di palme e lussuosi e intimi resort. Approdi bramati dai grandi navigatori, soggiogati da tanta bellezza, e ancor oggi seducenti per chi ci arriva. Difficile stabilire una graduatoria, ma va detto che nel luglio 2017 è stata iscritta al Patrimonio Unesco Le Marae de Taputapuātea, sull’isola di Raiatea, sito sacro, un collegamento tra il mondo dei vivi e degli antenati. E innumerevoli le possibilità offerte. Intanto le spiagge. Tahiti e le sue isole  possiedono distese di sabbia nera vulcanica, o rosa di origine corallina o ancora di finissima sabbia bianca, da vedere almeno una volta nella vita. All’interno una meravigliosa vegetazione e suggestivi percorsi per escursioni a piedi, a cavallo, in quad o in jeep. L’incontro con la cultura locale sorprende con avvincenti leggende, balli sensuali e ritmi ancestrali. Come le suggestive danze con il fuoco e i giochi sportivi della tradizione polinesiana. Il relax qui  è un modo di vivere, e da non perdere sono i rinomati trattamenti polinesiani, come il tipico massaggio Taurumi, e le essenze al fiore di Tiare. E’ impensabile che da questo concentrato di meraviglie si possa pretendere altro. Invece,  dono del dio Oro, le Perle Nere di Tahiti nascono nelle acque profonde delle lagune polinesiane e oggi si possono trovare in “fattorie” concentrate soprattutto a Takapoto, Hikueru e alle isole Gambier. Volendo si possono cercare le tracce dei tanti artisti che hanno soggiornato nella Polinesia Francese,  come gli scrittori Pierre Loti, Melville, Stevenson, Simenon e poi il poeta e cantautore Jacques Brel. Ma è soprattutto Paul Gauguin, arrivato nel 1891, ad aver lasciato una testimonianza indelebile con una ventina di splendidi dipinti. La sua casa a Hiva Oa, l’isola principale delle Marchesi, è meta costante di pellegrinaggi.

Nuova Caledonia, remota e splendente. Sperduta nel Pacifico sudoccidentale, lontano da tutti e da tutto, un paradiso naturale capace di far innamorare qualunque viaggiatore. Una destinazione fuori dalle rotte più battute fatta di contrasti e di colori, dall’azzurro del mare, al verde di una natura rigogliosa, al bruno della terra più arida che evoca il far west. Spiagge candide orlano la laguna più grande al mondo (24.000 km) dichiarata Patrimonio Unesco e acque incontaminate ospitano 3.000 pesci rari, abitanti di una barriera corallina seconda soltanto a quella dell’Australia. Snorkeling e immersioni sono d’obbligo, ma la grande varietà morfologica invita a bellissime escursioni in bici, auto, a cavallo o a piedi, soprattutto per andare a scoprire il simbolo della Nuova Caledonia, il cuore di Voh,  incredibile disegno formato dalle mangrovie, o incontrare gli indigeni Kanak. Il Sud della laguna, tra luglio a settembre, diviene un grande santuario delle balene, mentre sulla Baia delle Tartarughe le testuggini marine depositano le uova. Una spiaggia bianca impressionante per bellezza e lunghezza si trova sulla verdissima  Ouvea, una delle tre Isole della Lealtà.  Un pezzetto di genio italiano s’incontra a Noumea la capitale: è il Centro Culturale di Tjibaou, progettato da Renzo Piano. L’epoca coloniale respira negli edifici di  Bourail, vivace insediamento sulla costa ovest, a 162 km da Noumea, dove è possibile visitare un museo e una distilleria di olio essenziale dell’albero Niaouli. Di tante immagini da imprimere nella memoria, forse la più straordinaria rimane il paesaggio metafisico di Nokan Hui, l’Isola dei Pini, con il bianco abbagliante delle spiagge, l’azzurro intenso dall’acqua e il verde alpino delle pinete.

Réunion, elisir di lunga vita. Ha tutto ciò che serve per incatenare il visitatore quest’isola dell’Oceano Indiano, crocevia di genti e culture. Capace di rigenerare il corpo e lo spirito con la sua fisicità intensamente esotica, grandiosa, autentica, vivace, affascinante, intatta, come un piccolo eden profumato di spezie. I paesaggi lussureggianti, i rilievi spettacolari, la straordinaria biodiversità e i microclimi consentono esperienze inedite per tutti i sensi. A volte sarà richiesto qualche piccolo sacrificio, ampiamente ripagato dagli spettacoli davanti ai nostri occhi. Come osservare il levar del sole e le prime luci del giorno sui siti grandiosi dell’est dell’isola e le plaines, gli altopiani. O andare ala scoperta dei Pitons, i picchi montuosi, dei circhi e dei contrafforti di montagne, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, saziandosi di immagini indimenticabili, le foreste, i panorami, le cascate. E poi sull’oceano le acque turchesi e cristalline della laguna sulla costa ovest e  lo scenario da film della laguna blu, trasparente e intatta che, alla luce del sole, è un invito irresistibile ai piaceri della balneazione e delle attività nautiche. Ma Réunion è anche il regno della vaniglia, qui detta Bourbon dall’antico nome dell’isola,  una produzione intimamente legata alla sua storia. Si coltiva all’interno delle foreste, ed è ancora oggi un’attività familiare trasmessa di generazione in generazione. Da scoprire l’eccezionale Vaniglia blu coltivata a Saint Philippe. Difficile sfuggire alla magia di Réunion, soggiogati dall’atmosfera languida del tropico più dolce e da un’energia che si coglie appieno nelle frequenti, innocue e spettacolari eruzioni del vulcano Piton de la Fournaise, uno dei più attivi del mondo.

Atout France

Testo di Teresa Scacchi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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