Zimbabwe: natura libera

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article

Nel momento in cui lo Zimbabwe è al centro dell’attenzione mediatica per via delle cronache politiche, ecco un viaggio alla riscoperta di un Paese che spera nella riapertura al turismo dopo anni lontano dai riflettori. Un percorso on the road che rivela angoli d’Africa poco noti o dimenticati, dove s’incontrano pochi turisti e migliaia di elefanti.

L’Africa è così: ci si aspetta una cosa e ne succede un’altra. Si crede di conoscere un posto e si scopre di non saperne nulla. Come lo Zimbabwe. Prima era la Svizzera del Continente Nero, quindi anche grazie a 30 anni di immobilità nelle mani dello stesso governo, la qualità della vita è andata peggiorando con la conseguente dipartita del turismo. Poi non cambia nulla e invece cambia tutto.  Robert Mugabe non c’è più, la situazione economica del paese rimane difficile. Eppure qualcuno si accorge che viaggiare per questo paese è più sicuro che in tanti altri, che nei parchi sono tornati gli animali….E via che il tam tam dei viaggiatori si mette a cantare e lo Zimbabwe si ritrova proiettato sul palcoscenico delle destinazioni in.

Del resto i buoni motivi per visitare questa nazione non mancano. A partire dalle attrazioni più famose come le cascate Victoria e il Parco Nazionale di Hwange fino a quelle meno note. Il 90% del turismo non lascia l’angolo occidentale del paese dove si concentrano i parchi più conosciuti ma è un vero peccato. Ecco allora un inedito tracciato che parte da Harare, la capitale, e volge subito a oriente, verso il Mozambico.

La prima tappa prevede quasi trecento chilometri di buona strada fino Mutare. Lasciata la capitale si viaggia dritti su strade asfaltate. Lungo il percorso va in scena tutto quello che affascina i viaggiatori che scelgono un on the road in Africa: si passa dal traffico al silenzio assoluto in attimi, si attraversano mercati improvvisati che sorgono inspiegabilmente in mezzo al nulla, s’incrociano i mezzi di trasporto più improbabili, si percorrono maestosi viali  con gli alberi di jacaranda in fiore.

A Mutare fa caldo, si parla già portoghese, i camionisti fanno la fila per entrare in Mozambico e la strada si lascia tutto alle spalle, risale una valle coperta di foresta che taglia fra le Vumba Mountains e sbuca in Scozia. Almeno questa è la prima impressione. Leopard Rock Hotel è un nome che racconta storie di golf, di passeggiate in giardini curatissimi e traboccanti di fiori dai nomi esotici, di un clima che qui è francamente insospettabile. Qui, ai tempi d’oro dello Zimbabwe, si davano appuntamento sovrani e principesse, magnati e colonnelli per trovare pace, giocando a golf in uno dei campi più celebrati d’Africa.

Di nuovo in auto si muove verso sud per raggiungere il selvaggio e sconosciuto Parco Nazionale del Gonarezhou,  il secondo del paese per estensione, con una superficie protetta di oltre 5000 chilometri quadrati. Remoto e solitario raccoglie nei suoi confini tutti gli ecosistemi degli altri parchi messi insieme. Punteggiato di giganteschi baobab, il più grande si stima abbia circa 3000 anni,  è caratterizzato da un sistema di falesie lungo una trentina di chilometri che arriva fino in Mozambico. Questa spettacolare parete colorata con le sue torri isolate e suoi faraglioni, domina una pianura sconfinata, solcata dai 3 fiumi che portano acqua attraverso il parco; il Mwenezi, il Savé e il Runde. Percorrendo le piste sterrate che si perdono nella macchia, è raro incappare in altri veicoli. Al contrario, si perde il conto degli avvistamenti di elefanti: negli ultimi anni sono aumentati del 150% e il censimento più recente ne ha stimati ben 11 mila. Non è un caso che la parola gonarezhou in lingua Shona significhi “luogo degli elefanti”. Il Gonarezhou fa parte del Great Limpopo Transfrontier Park, una regione grande come l’Olanda fra Zimbabwe, Sudafrica e Mozambico.

Base ideale per muovere alla scoperta di questo universo è il Chilo Gorge Safari Lodge: affacciato a picco sulle rocce che dominano il canyon del fiume Save, è un luogo incantato e totalmente fuori dal mondo.

Da Gonarezhou a Masvingo sono circa 3 ore di auto attraverso l’Africa rurale. Si viaggia sempre lontani dal traffico, circondati da spazi infiniti ma mai sperduti. Le stazioni di servizio sono frequenti e non mancano i punti di ristoro lungo il percorso. Si sfiorano piccoli villaggi assolati e si schivano animali smagriti che vagano alla ricerca di un po’ di erba fresca. Da queste parti la siccità registrata negli ultimi anni ha decimato i greggi e impoverito ulteriormente la popolazione che sopravvive alla meglio.

Le rovine di Great Zimbabwe sono a una manciata di chilometri da Masvingo: rappresentano il più vasto agglomerato di rovine archeologiche d’Africa a sud del Sahara. Edificata fra l’11esimo e il 15esimo secolo, Great Zimbabwe era capitale per un popolo di allevatori che a poco a poco divenne più sedentario e si specializzò nella lavorazione del ferro. Il sito è poco frequentato, sparso in una zona di pascoli e macchie di alberi maestosi. Affascinante e misterioso soprattutto alle prime luci del giorno o prima del tramonto quando, quasi certamente, si è soli. Lasciate le rovine si prende la strada per Bulawayo, la seconda città dello Zimbabwe che si sfiora dopo 4 ore circa di viaggio. Da qui al Parco Nazionale di Matopos ci vuole un’altra mezz’ora.

Il Matopos National Park è una sorpresa che lascia senza fiato: per le formazioni rocciose che ne animano la superficie, per le numerose grotte che ospitano una formidabile collezione di pitture rupestri lasciate dal popolo San e per la facilità con la quale si avvistano i rinoceronti che in questo parco hanno trovato una sorta di santuario. Un discorso a sé merita World’s View, spettacolare location dove un circo di massi erratici protegge il luogo di sepoltura di Cecil Rhodes, il padre fondatore di quella Rhodesia destinata a dare vita a Zimbabwe e Zambia. World’s View è un luogo unico, caratterizzato da un’atmosfera incredibile.

Dal parco di Matopos il viaggio continua verso ovest lungo la A8: una sorta di lungo rettilineo lanciato verso la parte più nota del paese. Questa tappa conduce infatti al Parco Nazionale di Hwange, paradiso di savana che ricorda a tratti i paesaggi della Tanzania. Con i suoi 14 mila 650 chilometri quadrati, Hwange è il maggior parco nazionale dello Zimbabwe istituito nel 1929 nei territori di quella che era la riserva di caccia del re Ndebele Mzilikazi già all’inizio del 19° secolo.

L’ultima tappa conduce in un paio d’ore alla più famosa e frequentata destinazione turistica della regione: le spettacolari cascate Victoria una delle più grandi meraviglie naturali del mondo. Dopo giorni di silenzio e contatto quasi solitario con la natura, qui si ritrova il fermento, il colore e vitalità di vero tempio del turismo. Con oltre 2 milioni di visitatori l’anno le Vic Falls rappresentano la spina dorsale dell’industria turistica di questo paese. Eppure nulla può scalfire il fascino irresistibile di questo luogo.

Le tribù locali le chiamano “fumo che tuona” (mosy-oa-tunya), il rombo si sente a 10 chilometri di distanza, mentre la nuvola di vapore può essere avvistata a 40. Situate al confine tra Zambia e Zimbabwe, sono tra le più alte e le più imponenti del Globo. Quando le scoprì nel 1855, navigando in canoa sul fiume Zambesi, l’esploratore David Livingstone fu colpito proprio dal suono sinistro che sentiva avvicinarsi man mano che procedeva sulla superficie dell’acqua. Si può navigare lungo il tratto a monte delle cascate facendo dei veri e propri safari in barca e gli amanti del vuoto possono lanciarsi nel gorgo provando l’ebbrezza del bungee jumping, del volo dell’angelo e della zip line. Il brivido più bello e inconsueto lo regala però l’escursione a nuoto fino all’orlo della cateratta. Si effettua dal lato Zambia, solo durante la stagione asciutta, quanto il flusso dell’acqua è al minimo.

Testo e foto di Marco Santini | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Soglia il Magazine

Info Utili

Informazioni

Ufficio del turismo Zimbabwe

Come arrivare

Con british airways via Londra si prosegue per Johannesburg. Da qui, dopo una sosta di 3-4 ore si continua fino a Harare. Più comodo il ritorno grazie al volo diretto che collega il nuovo aeroporto di Vic Falls con Londra. British è uno dei vettori che garantisce l’operativo più efficiente verso l’africa australe e il servizio di bordo è ottimo in tutte le classi.

Quando andare

Ad eccezione del più intenso periodo delle piogge, tra gennaio e marzo, il paese è visitabile per tutto il resto dell’anno.

Clima

Il paese si trova subito a nord del Tropico del Capricorno, quasi interamente su un altopiano fra i 1200 e i 1600. L’altitudine mitiga le temperature che variano annualmente da un minimo di 4° nel sud durante la stagione più fredda a un massimo di 35° nella regione di Kariba nel periodo più caldo. Le stagioni sono invertite rispetto alle nostre. 3 le stagioni principali: stagione delle piogge fra novembre e marzo, stagione asciutta e fresca da aprile ad agosto, stagione secca e calda fra settembre e novembre.

Dove dormire

Leopard Rock Hotel: una sorta di oasi di montagna affacciata sul confine col Mozambico. Per raggiungerlo si risale una valle attraverso la foresta. Poi le radure i giardini, il campo di golf. da preferire le stanze che danno sulla terrazza
e sul golf. Cucina internazionale di buon livello ancorché priva di personalità. Meglio la carne che il pesce. 1 eggardon Road, vumba, Muture. 
Tel: +263 772 100 790/4

Chilo Gorge Safari Lodge: in ottima posizione, in alto sul fiume, ogni camera con vista ha
la sua terrazza privata. l’intero lodge è realizzato con materiali eco-sostenibili. le guide sono molto esperte e professionali e
il proprietario è una leggenda in fatto di nature.conservation. Non dimenticate di passare una mattina oziando al lodge e osservando gli animali dalle terrazze panoramiche. la sera prima di cena ci si trova intorno al fuoco per l’aperitivo accompagnato da stuzzichini cucinati al momento fra i quali brillano i samosas. Gonarezhou National Park Tel +263 430 7417

Great Zimbawe Hotel: Letteralmente al cancello delle rovine, è certamente la miglior soluzione per la notte. Camere semplici ma spaziose e pulite, affacciate su un bel giardino- da preferire quelle che danno sul
lato piscina. Ristorante dignitoso, lunghe attese: ok la carne, ottimi i club sandwich, da evitare il pesce. Great Zimbabwe Ruins, Masvingo Tel: + 263 39 262274

Camp Amalinda: Splendido campo nel Matopos National Park perfettamente integrato nella natura circostante. Camere ampie, di grande charme scavate parzialmente nella roccia: bellissima la n°3 anche se senza vista. Piscina in posizione panoramica, ottimo il cibo. il pranzo viene servito a bordo piscina, e orbita intorno a piatti leggeri ma sembre ben preparati. la cena nel ristorante in bella posizione fra le rocce è invece più formale, con più portate. Ampia scelta di escursioni. Matopos Nat. Park, Bulawayo
Tel: +263 9 243954

Khuku Ivory Lodge: Situato in una concessione privata adiacente al parco nazionale, ospita un massimo di 12 ospiti. Non è raro che gli elefanti vengano a bere nella piccola piscina direttamente sul deck a pochi passi dai tavoli. ottimo il cibo con qualche riferimento alla cucina locale. Ben preparate e servite le colazioni o i brunch di ritorno dal safari, con notevole scelta di piatti cucinati. Molto professionali le guide. Hwange National Park Tel: +263 9 243954

Victoria Falls Safarl Club: Fa parte del victoria Falls Safari lodge del quale condivide i ristoranti e il parco. gli ospiti del club dispongono di stanze
più raffinate, tutte con vista, minibar compreso nel prezzo, club house privata dove è compresa la colazione, la merenda del pomeriggio e l’aperitivo. Molto frequentato lo scenografico ristorante etnico della proprietà, The Boma, cena con spettacolo tribale e intrattenimento fragoroso, grande profusione di cibi nel buffet, qualità accettabile. Square Cummings Road, Zambezi National Park, victoria Falls? Tel:+263 (0) 13 43211/20

Viaggi organizzati

Il viaggio Journeys & voyages – via Schiaparelli, 18 20125 Milano Tel. +39 02 67 390 001

Un self drive completo dello Zimbabwe, paese capace ancora di sorprendere i suoi visitatori, grazie alla bellezza delle sue attrattive e alla ricchezza della sua fauna. lungo il tragitto sarà possibile ammirare i magnifici scenari delle eastern Highlands, stupirsi davanti alle rovine di great Zimbabwe, meravigliarsi davanti alla bellezza e alla prorompenza delle Cascate vittoria e osservare splendidi animali durante i safari nei due parchi più importanti del Paese: il gonarezhou National Park e lo Hwange National Park. È possibile prenotare lo stesso viaggio in versione tour guidato con un supplemento di costo da richiedere al tour operator.

Prezzo: 4050 per persona, 11 giorni, voli esclusi

in alternativa lo Zimbabwe classico, breve affondo per visitare i must: 6 giorni fra vic Falls e Hwange Nat Park. Prezzo: 1700 per persona, 6 giorni, voli esclusi

Fuso orario

Lo Zimbabwe si trova un’ora più avanti rispetto all’Italia (GmT+2).

Documenti           

Passaporto con visto ottenibile in arrivo al costo di 50 US$. Quando possibile conviene richiedere il visto chiamato UNi Visa che permette, al medesimo costo, di passare liberamente fra Zimbabwe e Zambia. Anche se questo visto è stato temporaneamente sospeso.

Vaccini

Nessuna obbligatoria. Per quanto riguarda la malaria, meglio preoccuparsi di prevenire le punture, piuttosto che ricorrere a profilassi di dubbio valore.

Lingua ufficiale

Inglese, shona e sindebele

Valuta

il Dollaro dello zimbabwe: 1 euro=365 zwL (al 22/5/2016)

Religione

Cattolica, anglicana e vapostori

Telefono

Per chiamare l’Italia prefisso 0039, per chiamare dall’Italia prefisso  00263

Elettricità

La corrente elettrica è a 220/230 Volt e 50HZ. E’ necessario munirsi in loco di un adattatore per prese a tre innesti rotondi.

Abbigliamento

È consigliato un abbigliamento pratico e sportivo, prediligendo le fibre ed i colori naturali. Non dimenticare un capo più caldo per proteggersi dalla forte escursione termica. Scarpe comode, occhiali da sole, copricapo, repellenti contro gli insetti.

Da sapere

Lo Zimbabwe non ha sbocchi al mare. È circondato da Sudafrica, Mozambico, Zambia, Namibia e Botswana. È un paese relativamente sicuro per il viaggiatore con tassi di crimine piuttosto contenuti. Meglio evitare di muoversi da soli, soprattutto di notte, nelle città. Massima sicurezza nelle zone turistiche, qualche attenzione in più alle cascate Victoria dove cominciano ad essere più frequenti i piccoli furti e gli scippi. Un discorso a sé meritano i rapporti con la polizia. Nel caso del viaggio organizzato, quando ci si sposta con una macchina ufficiale difficilmente si registrano fastidi. Ben diversa la situazione se si viaggia da soli. Le forze di polizia, che raramente vedono lo stipendio a fine mese, cercano di sopravvivere grazie a multe che non finiscono mai nelle casse della centrale. I posti di blocco sono frequentissimi e difficilmente si riparte senza pagare qualcosa. Non è un pericolo, ma una considerevole seccatura per il viaggiatore indipendente.

Africa

Argentina, le Ande a colori

Argentina, le Ande a colori

Viaggio on the road attraverso un paesaggio incontaminato, punteggiato dai resti delle civiltà precolombiane e della prima colonizzazione spagnola. L’Argentina del Nord Ovest è un mosaico armonioso di storia, colori, [...]

RICEVI GRATIS LA RIVISTA
Compila questo modulo per ricevere tutti i mesi gratuitamente la nostra rivista Latitudes direttamente nella tua email.
Latitudes App
Sfoglia la nostra rivista ovunque tu sia
Latitudes App
Sfoglia la nostra rivista ovunque tu sia