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	<title>Latitudeslife &#187; Europa</title>
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		<title>Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 13:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ogni giorno è buono per andare avanti
e scegliere di camminare eretti.
Camminavamo sul filo
con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l&#8217;uovo
e sull&#8217;uovo il peso del cielo.

Quando le vacanze sono improvvisate, non puoi sapere cosa ti aspetta… ma forse è questo il bello del viaggio, scoprire socializzare, adeguarsi, confrontarsi e viaggiare. Così quattro amici all’alba del giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F09%2Flu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em>Ogni giorno è buono per andare avanti</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em>e scegliere di camminare eretti.</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em>Camminavamo sul filo</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em>con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l&#8217;uovo</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em>e sull&#8217;uovo il peso del cielo.</em></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-17653" style="border: 10px solid white;" title="santa-cesarea-terme3" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/santa-cesarea-terme3.jpg" alt="santa cesarea terme3 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="620" height="412" /></p>
<p>Quando le vacanze sono improvvisate, non puoi sapere cosa ti aspetta… ma forse è questo il bello del viaggio, scoprire socializzare, adeguarsi, confrontarsi e viaggiare. Così quattro amici all’alba del giorno più caldo dell’estate, presero macchina valige mignon, ombrellone e pazienza per andare alla scoperta del <strong>Salento</strong>. Sull’autostrada paesaggi e pensieri si susseguono in modo veloce, e l’afa di Milano è solo un lontano ricordo.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17618" style="border: white  20px solid;" title="IMG_3356" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3356-300x225.gif" alt="IMG 3356 300x225 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 13 ore passate in macchina si intrevede<strong> l&#8217;uscita Lecce</strong>, la nostra, e la mia stanchezza inizia a farsi sentire. Tra una ragione e l&#8217;altra l&#8217;entusiasmo non è dei migliori e circondarsi di amici non sarebbe una cattiva idea. Estate uguale divertimento a palla e zero imprevisti, invece la mia estate è stata divertimento mescolato con un kg di imprevisti e un pizzico di pace dopo la tempesta. In ogni caso mentre penso tutte queste cose e ora mi ritrovo a scriverle, finalmente sono a casa. A <strong>Santa Maria di Leuca</strong> è dove alloggiamo, villettina immersa in un insieme geometrico di case piatte, bianche, ordinate nel loro disordine. Dal terrazzo si intravede il mare. La voglia di vederlo all&#8217;istante è irrefrenabile, cosi indossato il costume andiamo alla prima spiaggia vicino casa, siamo a <strong>Marina di Guardiola</strong>, il paesaggio è rude, rocce alte metri e metri e metri che si spaccano sul mare blu scuro, la vista è cosi ampia che mi fa quasi impressione, impossibile restarne indifferenti. Chiaramente qui è impossibile fare il bagno e allora si ritorna a casa, a riposare davanti ad una buona birra e quattro chiacchiere e l&#8217;indomani cercheremo la spiaggia perfetta.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-17644" style="border: 20px solid white;" title="torre-pali(maldive-salentine)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/torre-palimaldive-salentin-300x199.jpg" alt="torre palimaldive salentin 300x199 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il sole batte ed entra violento e caldo tra le fessure delle persiane arancioni della nostra camera, il silenzio della natura è talmente strano che le campane di mezzogiorno mi fanno trasalire e svegliano addirittura il dormiglione accanto a me. Devo ammetterlo, fare colazione in terrazzo con questo sole, cielo azzurro, e case bianche; non ha prezzo, ma dobbiamo sbrigarci e andare al mare. Prossima tappa la <strong>costa ionica</strong>. <strong>Torre San Giovanni e Torre Pali</strong>, sono a mio avviso carine, niente di speciale, carine. Il <strong>mare spettacolo</strong> di cui parlano tutti, non l&#8217;ho ancora visto. Passano i giorni e decidiamo di concludere il nostro percorso tra <strong>Lido Marini e Marina di Pescoluse</strong> ed ecco che qualcosa cambia, <strong>la sabbia è chiara e il mare quasi cristallino</strong>, peccato per le 20 mila famiglie che affollano la spiaggia, altrimenti questo sarebbe stato un posto da cartolina. Mare pulito, il sole c&#8217;è, il vento anche, ma la spiaggia è piccola e stretta, e quindi non è il posto migliore per stare incollati come sardine a prendere il sole.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17646" style="border: 20px solid white;" title="porto selvaggio" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3464-224x300.jpg" alt="IMG 3464 224x300 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="224" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine cosa posso pretendere in agosto non lo so nemmeno io&#8230; qualche giorno dopo, il resto della cricca milanese che abbiamo lasciato qualche settimana prima, si fa viva; e ci propongono una meta da sogno (cosi dicono): <strong>Porto Selvaggio</strong>, già il nome mi pare un programma; ed ecco che qui tutto mi pare diverso. Rocce frastagliate, grigio chiaro e marrone scuro, mare verde cristallino, più limpido di una piscina, giovani che sonnicchiano o amoreggiano sdraiati su amache tra abeti e pini che profumano di natura, tutto è cosi calmo e tranquillo che forse questo posto conquista una stellina nelle mie mete preferite da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-17648" style="border: 20px solid white;" title="porto-selvaggio4" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/porto-selvaggio4-199x300.jpg" alt="porto selvaggio4 199x300 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="199" height="300" />La <strong>stradina per arrivare a Porto Selvaggio</strong> è da fare a piedi, quindi dimenticate la macchina o la moto, e usate le gambe, dopo dieci minuti di camminata lo scenario sarà stupenfacente, una lunga discesa che finisce in mare. Passare tutta la giornata qui, fino all&#8217;imbrunire è inevitabile, e la sera ci concediamo una mangiata di pesce fresco. Cinque kg di cozze e un kg di mazzancolle qui le paghi al massimo 20 euro, che è quello che abbiamo speso in quattro persone. Il pesce te lo vendono ovviamente fresco, a prezzi onesti e più che ragionevoli, questo comporta grandi mangiate. Un&#8217;altra cosa che mi ha colpito, sono le <strong>sagre</strong>, che durano tutto il mese, e sono sparse bene per ogni città o comune salentino. Noi qualche sera dopo abbiamo partecipato alla <strong>Sagra dei Piatti Salentini</strong>, due primi, tra cui le famose orecchiette alla cime di rapa e le orecchiette al pomodoro, ricotta di pecora e pecorino; un panino con doppia carne; salsiccia e bistecca, le famose pittule; frittelle di pane ripieno con verdura o pomodoro, vino della casa e acqua, solo 8 euro a testa. E&#8217; chiaro che conviene mangiare fuori che rimanere a casa. Poi le sagre sono belle, rimandano alle tradizioni di paese, e sono sempre accompagnate da ottima musica salentina, <strong>taranta o pizzica</strong>, e tutti ballano senza vergogna o freni con amici, fidanzati, parenti o sconosciuti, sotto un cielo stellato e pieno di odori nell&#8217;aria. Dopo sere passate tra sagre e mangiate di pesce, ci spostiamo sulla costa adriatica, e al contrario di quel che si dice; io qui trovo il paradiso.<strong> Frassanito, St. Andrea, Santa Cesarea Terme</strong>, posti a dir poco incantevoli, mare cristallino, spiagge bianche, poca gente, ecco il meglio che cercavo. Frassanito è la spiaggia più bella, a mio parere la mia preferita. Ha una costa caratterizzata per lo più da lunghe distese di sabbia con splendide dune alle spalle, salvo alcuni brevi tratti in cui lì dove termina la spiaggia (bagnasciuga) e inizia il battere delle onde ci sono degli scogli bassi a filo d&#8217;acqua. I piccoli passaggi nella macchia mediterranea portano, attraverso le dune, a degli affacci sul mare limpidissimo, ed è proprio per tutelare simili caratteristiche naturalistiche che è stata istituita la <strong>riserva naturale di Frassanito. </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-17650" style="border: 20px solid white;" title="sant'andrea2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/santandrea2-300x199.jpg" alt="santandrea2 300x199 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>St. Andrea e Santa Cesarea Terme, </strong>sono invece rocce imponenti sul mare trasparente, che nascondono calette dove è più semplice appoggiarsi per prendere il sole. Ma il bello qui, è stare a mollo nell&#8217;acqua il più possibile. Questa parte della Puglia è come me la immaginavo, Salento uguale dancehall, musica reggae, giovani, culutre diverse che si mescolano, bancarelle, vacanza outdoor. Ed era questo quello che cercavo, una vacanza tra amici fatta di semplicità, divertimenti, un pizzico di pizzica, un piatto di orecchiette, un buon vino, e momenti d&#8217;amore. E allora capisci che puoi sdraiarti in spiaggia, con i piedi nell&#8217;acqua fresca, stringere la mano a chi ti sta vicino, guardare il cielo e sorridere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Da sapere: &#8211; </em><span style="font-weight: normal;">Il Salento è da girare, quindi non &#8220;infossatevi&#8221; in un singolo posto; ci sono meraviglie lungo la costa ovest e la costa est. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">- è una terra ospitale, se volete una vacanza tranquilla con la dolce metà o con i vostri bambini, rimanete sulla costa ionica tra Santa Maria di Leuca e Gallipoli. Se desiderate partecipare ogni sera a concerti reggae o dancehall state nella costa adriatica, andateci con gli amici o con il vostro innamorato e vi assicuro che non ve ne pentirete.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">- Conviene dormire in campeggio o in qualche masseria, e spostarsi di città in città in base a quello che volete visitare.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-weight: normal;">- Fate un salto alla Cava di Bauxite vicino alla Baia dell&#8217;Orte e ricordatevi che anche se il posto ispira, non è balneabile quindi evitate se non volete sorprese.</span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="font-weight: normal;"> </span></strong>- Andate assolutamente a Otranto, visitate il castello, comprate un paio di ciabattine di cuoio dagli artigiani in paese, partecipate alle sagre dove potrete mangiare molto spendendo poco. Ballate la taranta, e provate a suonare la pizzica. Comprate i meloni in mezzo alla strada, sono sempre molto buoni. Perdetevi tra i campi di ulivi, e fatevi una risata. Sostenete l&#8217;economia locale, baciate il vostro amore, e telefonate ai vostri cari. Soprattutto divertitevi e assaporate tutto di queste terre che sono ancora molto legate alle tradizioni e molto accoglienti con chiunque arrivi nel loro paese.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"> T</span></strong><strong><span style="font-weight: normal;">esto: Samantha Lamonaca    Foto: Nicolò Parsenziani        <a href="mailto:janneno66@hotmail.com">janneno66@hotmail.com</a></span></strong></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-salentu-lu-sole-lu-mare-lu-ientu/2" target="_self"><img title="INFO2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/INFO23.png" alt="INFO23 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" width="153" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/le-quattro-colonne/' title='le-quattro-colonne'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/le-quattro-colonne-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="le quattro colonne 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="le-quattro-colonne" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/porto-selvaggio4/' title='porto-selvaggio4'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/porto-selvaggio4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="porto selvaggio4 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="porto-selvaggio4" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/cava-bauxite-otranto/' title='cava-bauxite-otranto'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/cava-bauxite-otranto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cava bauxite otranto 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="cava-bauxite-otranto" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/palude-del-capitano-vicino/' title='palude-del-capitano-(vicino'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/palude-del-capitano-vicino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="palude del capitano vicino 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="palude-del-capitano-(vicino" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/torre-palimaldive-salentin/' title='torre-pali(maldive-salentine)'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/torre-palimaldive-salentin-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="torre palimaldive salentin 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="torre-pali(maldive-salentine)" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/baia-dellorte2/' title='baia-dell&#039;orte2'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/baia-dellorte2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="baia dellorte2 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="baia-dell&#039;orte2" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/masseria-santa-maria-al-bag/' title='masseria-santa-maria-al-bag'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/masseria-santa-maria-al-bag-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="masseria santa maria al bag 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="masseria-santa-maria-al-bag" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/img_3356/' title='IMG_3356'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3356-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 3356 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="IMG_3356" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/santandrea2/' title='sant&#039;andrea2'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/santandrea2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="santandrea2 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="sant&#039;andrea2" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/santa-cesarea-terme3/' title='santa-cesarea-terme3'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/santa-cesarea-terme3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="santa cesarea terme3 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="santa-cesarea-terme3" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/img_3464/' title='porto selvaggio'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3464-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 3464 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="porto selvaggio" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/porto-selvaggio2/' title='porto-selvaggio2'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/porto-selvaggio2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="porto selvaggio2 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="porto-selvaggio2" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/cava-bauxite-otranto2/' title='cava-bauxite-otranto2'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/cava-bauxite-otranto2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cava bauxite otranto2 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="cava-bauxite-otranto2" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/spiaggiaprivatacampeggiomul/' title='spiaggiaprivatacampeggiomul'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/spiaggiaprivatacampeggiomul-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="spiaggiaprivatacampeggiomul 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="spiaggiaprivatacampeggiomul" /></a>
<a href='http://www.latitudeslife.com/2010/09/lu-sole-lu-mare-lu-ientu-lu-salentu/bb-porto-selvaggio/' title='B&amp;B-porto-selvaggio'><img width="150" height="150" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/BB-porto-selvaggio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="BB porto selvaggio 150x150 Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu" title="B&amp;B-porto-selvaggio" /></a>
</p>
<p></span></strong></div>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"> </p>
<p></span></strong></p>


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		<title>In bici lungo la Tremula</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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		<description><![CDATA[
È una di quelle strade che hanno fatto la storia d &#8216;Europa per la sua funzione di collegamento tra nord e sud. Risalire i tornanti in pavè del San Gottardo è un’impresa da ciclisti esperti. Ma percorrerla in discesa permette di godere un panorama unico al mondo.
Il San Gottardo è’ il passo storico delle Alpi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F09%2Fin-bici-lungo-la-tremula%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong><em><span style="color: #800000;">È una di quelle strade che hanno fatto la storia d &#8216;Europa per la sua funzione di collegamento tra nord e sud. Risalire i tornanti in pavè del San Gottardo è un’impresa da ciclisti esperti. Ma percorrerla in discesa permette di godere un panorama unico al mondo.</span></em></strong></p>
<div id="attachment_16697" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-16697 " title="DSC_1887" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_1887-620x411.jpg" alt="DSC 1887 620x411 In bici lungo la Tremula" width="620" height="411" /><p class="wp-caption-text">Cascata Piumogna in località Faido </p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il San Gottardo è’ il passo storico delle Alpi centrali</strong>, che prende il nome da un abate benedettino del X secolo, rappresentato nell’iconografia con una piccola chiesa in mano. <strong>Cerniera tra Nord e</strong></p>
<div id="attachment_16708" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16708" title="DSC_2253" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_2253-300x199.jpg" alt="DSC 2253 300x199 In bici lungo la Tremula" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Sul passo del Gottardo</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sud lungo la via che collegava la grigia e fredda Europa nordica alle assolate terre del meridione</strong>. Ancora oggi, quando arriviamo in Ticino dall’Oberland (che significa “terre alte”), lasciandoci alle spalle ghiacciai e creste di granito, il Sud ci accoglie con un’improvvisa folata di calore e i suoi vivaci colori, già ci sembra di respirare l’aria del Mediterraneo. Possiamo allora immaginare quale seduzione doveva provare nel Medioevo un pellegrino quando, raggiunto il valico dopo giorni di cammino, si affacciava per la prima volta sulla Val Leventina e l’Italia. Una storia lunga, sepensiamo che<strong> l’attuale galleria</strong></p>
<div id="attachment_16702" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-16702" title="Mario Verin" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_2006-199x300.jpg" alt="DSC 2006 199x300 In bici lungo la Tremula" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Nel bookshop prima della partenza</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>stradale del Gottardo è stata inaugurata appena nel 1980</strong>. Il passo, poco sopra i 2000 metri, domina un’orografia alquanto complicata, nel mezzo di un quadrilatero di valichi: il Furka e il Nufenen a ovest, l’Oberalp e il Lucomagno a est, che rende l’ambiente alquanto suggestivo. Celebre per essere stato uno dei valichi più frequentati, soprattutto da quando venne costruito il ponte del Diavolo che consentiva ai viandanti di superare la gola dello Schöllenen senza essere travolti dalle ire del fiume. Questo piccolo ponte di pietra che ha resistito fino ad oggi è menzionato negli <em>Annales Stradenses</em>, redatti nel XIII secolo come “guida” per i pellegrini che dal nord Europa si volevano recare a Roma. <strong>Per lungo tempo la via del Gottardo è stata poco più che un sentiero</strong>, era nota con il nome di <em>Tremula</em> per il fondo in <em>pavè</em>, con una successione di tornanti sorretti da spettacolari muraglioni in pietra per far passare la diligenza, e risale al 1832. A quell’epoca vennero costruiti anche gli altri edifici sul passo, per il servizio postaledelle carrozze, escluso il vecchio Ospizio datato 1117 e rifatto nel Settecento, dopo una</p>
<div id="attachment_16707" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16707" title="DSC_2219" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_2219-300x199.jpg" alt="DSC 2219 300x199 In bici lungo la Tremula" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">L&#39;antico Postale del San Gottardo</p></div>
<p style="text-align: justify;">valanga. Oggi una <a href="http://www.gotthardpost.ch." target="_blank">società privata</a> ha restaurato due delleantiche diligenze e ripropone lo stesso ballonzolare di un tempo lungo il percorso da <strong>Andermatt</strong> a <strong>Airolo</strong>  Noi invece lo affrontiamo in bicicletta. Punto di partenza è la stazione ferroviaria di Airolo (1159 m) dove si <a href="http://www.rentabike.ch" target="_blank">noleggiano delle ottime mountain bike </a>(t. +41 91 8691737). A pochi metri da lì parte il bus giallo che conduce al valico sul quale si possono caricarele biciclette (partenze: ore 8.15 e 14.10). La nostra escursione comincia in cima al Passo di San Gottardo e percorre in discesa gli aerei tornanti della <strong>Tremula</strong>, che in alcuni tratti raggiunge una pendenza del 12%. Mani</p>
<div id="attachment_16705" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16705 " title="Mario Verin" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_2038-300x199.jpg" alt="DSC 2038 300x199 In bici lungo la Tremula" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Le bici portate sul Passo del San Gottardo</p></div>
<p style="text-align: justify;">serrate sui freni e qualche sosta per godersi il panorama dall’alto. In totale 12 km e 900 m di dislivello fino alla cittadina di <strong>Airolo</strong>. Da qui si seguono le indicazioni della pista ciclabile Val Leventina, che in realtà conduce sulla strada normale, oggi poco frequentata dalle automobiligrazie alla vicina autostrada. I fianchi dell’alta valle forma alpeggi e costoni boscosi che in alcuni punti si restringono fino a formare una gola. Man mano che si scende l’ambiente alpino lascia il posto a un paesaggio agreste. All’altezza di Faido il fiume forma una spettacolare cascata. Il paesino più caratteristico</p>
<div id="attachment_16700" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16700" title="DSC_1954" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_1954-300x199.jpg" alt="DSC 1954 300x199 In bici lungo la Tremula" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">I tornanti del passo del San Gottardo</p></div>
<p style="text-align: justify;">è <strong>Giornico</strong>, con la <strong>Casa Stanga</strong> affrescata che si affacciata sulla piazzetta. Immancabili i vasi di gerani rossi che decorano i balconi delle case di pietra. E se si alzano gli occhi, spiccano i campanili del più bel romanico della Val Leventina: la <strong>chiesa di San Nicolao</strong>, e la pieve di <strong>Santa Maria del Castello</strong> su un colle appena sopra il paese. A Giornico c’è la stazione del treno, ma chi ha ancora voglia di pedalare, può continuare la pista ciclabile (altri 12 km) fino alla stazione di Biasca.</p>
<p> </p>
<p> Testo: Giulia Castelli     Foto: <a href="http://www.marioverin.it" target="_blank">Mario Verin </a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/30/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-16711" title="icona.mag" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona.mag_4.jpg" alt="icona.mag 4 In bici lungo la Tremula" width="230" height="200" /></a></p>
<p> <a href="http://www.latitudeslife.com/Photogallery/?album=5&amp;gallery=86" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-17081" title="icona-photo-sangottardo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona-photo-sangottardo.jpg" alt="icona photo sangottardo In bici lungo la Tremula" width="166" height="200" /></a><a></a><br />
<a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/in-bici-lungo-la-tremula/2" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-16712" title="INFO2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/INFO26.png" alt="INFO26 In bici lungo la Tremula" width="153" height="182" /></a></p>
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		<title>Gargano Outdoor</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[
Lo “Sperone” della nostra penisola, il Gargano, in Puglia,  è una delle mete balneari più gettonate dell’Italia meridionale. Protetto da un Parco Nazionale esteso per ben 121.000 ettari, è famoso soprattutto per la bellezza delle sue coste, L’entroterra, di gran lunga meno conosciuto e frequentato, non è da meno.
Buona parte del territorio montano è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F09%2Fgargano-outdoor%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong><em><span style="color: #800000;">Lo “Sperone” della nostra penisola, il Gargano, in Puglia,  è una delle mete balneari più gettonate dell’Italia meridionale. Protetto da un Parco Nazionale esteso per ben 121.000 ettari, è famoso soprattutto per la bellezza delle sue coste, L’entroterra, di gran lunga meno conosciuto e frequentato, non è da meno.</span></em></strong></p>
<div id="attachment_15805" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-15805" title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_023_-620x413.jpg" alt="FBA PUG GAR 023  620x413 Gargano Outdoor" width="620" height="413" /><p class="wp-caption-text">Gargano. Lo scoglio di Pizzomunno, all&#39;inizio della spiaggia del Castello di Vieste.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Buona parte del territorio montano è ancora ricoperto da quella che viene denominata la “<strong>Foresta Umbra</strong>”, il cui nome non ha nulla a che fare con la regione omonima: ha preso questa</p>
<div id="attachment_15814" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-15814" title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_115_-199x300.jpg" alt="FBA PUG GAR 115  199x300 Gargano Outdoor" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il centro storico di Vico del Gargano</p></div>
<p style="text-align: justify;">denominazione perchè al suo interno c’è  “tanta ombra” che il sole non riesce quasi a filtrare. L’uomo, ovviamente, ha da sempre abitato quest’area ricchissima di risorse naturali e facilmente difendibile ed in ogni epoca ha lasciato tracce importanti della sua lunga civiltà. Centri storici di antichi paesi, siti archeologici di civiltà arcaiche e poi chiese, abbazie, monasteri, santuari e luoghi di culto sono sparsi un po’ dovunque. È peculiare anche il <strong>paesaggio agricolo garganico</strong>, disegnato da numerosissime masserie dai tratti architettonici esclusivi, da chilometri di muretti a secco che servivano a proteggere i campi di orzo e di frumento dal pascolo degli animali bradi. L&#8217;attività turistica nel Gargano offre solo da poco un quadro completo e variegato di possibile fruizione che abbracci quasi tutto l’anno e l’intero territorio. Alcuni operatori locali, infatti, oggi permettono di visitare il Parco davvero a fondo, fino ai suoi angoli più reconditi e selvaggi, con delle escursioni guidate nelle quali si utilizzano i mezzi per eccellenza del  “<strong>turismo lento</strong>” per terra e per mare: il <strong>kayak</strong> , la <strong>mountain bike</strong></p>
<div id="attachment_15802" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-15802" title="DSC_2631" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSC_2631-300x199.jpg" alt="DSC 2631 300x199 Gargano Outdoor" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">In kayak nella Grotta dei Pipistrelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">e il <strong>cavallo</strong>. Le escursioni in motoscafo lungo le coste del Gargano sono da sempre un “must” ma oggi, chi vuole gustare davvero appieno le mirabilie offerte dalla costa garganica, ha a disposizione il mezzo sicuramente più idoneo per muoversi in quelle acque: il kayak da mare. Piero de Vita ha 30 anni ed è figlio di Antonio, proprietario della stupenda <strong>Masseria della Sgarrazza</strong>, ubicata sui monti dell’entroterra fra alberi di ulivo e querce secolari.  Suo padre, da generazioni produce <strong>caciocavallo podolico</strong> con metodi tradizionali, un formaggio a pasta filata dal sapore e dal profumo intenso. Il figlio lo</p>
<div id="attachment_15815" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px"><img class="size-medium wp-image-15815" title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_132_-194x300.jpg" alt="FBA PUG GAR 132  194x300 Gargano Outdoor" width="194" height="300" /><p class="wp-caption-text">Parco Nazionale del Gargano. Nella Foresta Umbra a cavallo.</p></div>
<p style="text-align: justify;">affianca nella conduzione della Masseria, oggi anche stupendo agriturismo, ma ha la passione del mare e pratica da sempre lo sport del kayak. Così ha pensato di offrire ai visitatori della sua terra anche belle escursioni in kayak fra  <strong>Mattinata</strong>  e<strong> Vieste</strong>. Il tragitto può durare anche due giorni consecutivi dormendo nella loro masseria. Solo alcuni dei luoghi da “urlo” sono la <strong>bella spiaggia di Mattinatella</strong> dove esiste un ristorantino in riva al mare e si può anche pranzare, la stupenda <strong>Baia dei Mergoli</strong> con i suoi due <strong>faraglioni</strong> ultra famosi (peccato che negli anni “del saccheggio” siano stati costruiti nella baia due alberghi). Subito dopo comincia l’area delle grotte, lunga circa 2 km. Nell’ordine si aprono la <strong> Grotta degli Innamorati</strong>, la <strong>Smeralda</strong>, la <strong>Cattedrale</strong>, la <strong>Campana</strong> (alta 20 metri) e la grotta dei pipistrelli. Si raggiunge quindi la bellissima <strong>Baia di Vignanotica</strong> con la sua interminabile spiaggia di ghiaia finissima incorniciata da pareti strapiombanti di un bianco abbacinante. È la volta di <strong>Vieste</strong> e la costa frastagliata riprende ad offrire altri angoli suggestivi con anfratti e grotte minori, la<strong> spiaggia del  Castello</strong>,  lunga oltre 2,5 km, che termina contro la bianca penisola rocciosa di <strong>Vieste</strong> e il famosissimo</p>
<div id="attachment_15809" class="wp-caption alignright" style="width: 207px"><img class="size-medium wp-image-15809 " title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_067_-197x300.jpg" alt="FBA PUG GAR 067  197x300 Gargano Outdoor" width="197" height="300" /><p class="wp-caption-text">Percorsi in mountain bike nel Parco</p></div>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Pizzomunno</strong>”, un faraglione anch’esso di  candida roccia. Monika Scherrer e Roli Städler sono svizzeri ma si sono innamorati del Gargano. Oggi offrono ai visitatori un gran numero di straordinari itinerari guidati in <strong>mountain bike</strong> nel cuore del Parco. Ci sono percorsi per tutti i gusti e per tutte le gambe. I principianti hanno a disposizione itinerari  facili per seguire i quali si pedala dalle 3 alle 6 ore, senza grosse pendenze, coprendo al massimo 35 km. I più belli sono quelli della “<strong>Murgia</strong>”,che attraversa una faggeta secolare della Foresta Umbra, della “<strong>Dispensa</strong>” che dai monti scende verso la Masseria Sgarrazza dove si consuma un lauto pranzo per poi continuare la discesa verso la costa fra panorami davvero entusiasmanti, e dello “<strong>Sfinale</strong>” che, dopo una salita fino a <strong>Peschici</strong>, discende un panoramico sentiero di montagna fino alla costa e al grande <strong>Trabucco di Elia</strong>, dove ci si ferma per il pranzo, per rientrare a Vieste lungo il litorale. L’itinerario più impegnativo è quello denominato della “<strong>Gatta</strong>” che, seguendo la cosiddetta “<strong>Tacca del Lupo</strong>”,  raggiunge in pendenza un altopiano panoramico straordinario per poi tuffarsi</p>
<div id="attachment_15812" class="wp-caption alignleft" style="width: 206px"><img class="size-medium wp-image-15812" title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_096_-196x300.jpg" alt="FBA PUG GAR 096  196x300 Gargano Outdoor" width="196" height="300" /><p class="wp-caption-text">Monte S. Angelo al tramonto</p></div>
<p style="text-align: justify;">in una discesa di ben 15 km fino al Trabucco di Elia. Nei dintorni di <strong>Monte Sant’Angelo</strong>, Michele Prencipe, invece, gestiva  un albergo di sua proprietà  ospitando soprattutto i devoti diretti a San Giovanni Rotondo per Padre Pio. Negli ultimi anni sono sorti nel paese del Santo decine di alberghi e lui si è trovato in breve &#8230; quasi disoccupato! Da sempre girovagava a cavallo con gli amici per il Gargano e così ha pensato di trasformare il suo albergo in un <strong>centro di Turismo equestre</strong> e oggi, con i suoi 50 cavalli murgesi, porta in giro gli equituristi nel Parco. Ha messo in piedi quello che è stato definito “<strong>L’anello equestre del Gargano</strong>”. Comprende 4 agriturismi ubicati strategicamente ai quattro punti cardinali del Parco e collegati fra loro da un gran numero di antichi sentieri. Vengono organizzati<strong> itinerari a cavallo di poche ore, di qualche giorno o anche di una settimana</strong>, con pasti e pernottamenti nelle quattro strutture oppure, su richiesta, dormendo in tenda. In una settimana di viaggio “ci si perde” sui monti attraversando foreste, ampie radure rocciose, raggiungendo <strong>punti panoramici straordinari</strong>, ampi fondivalle</p>
<div id="attachment_15810" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-15810" title="Italia_Puglia_Gargano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/FBA_PUG_GAR_085_-300x197.jpg" alt="FBA PUG GAR 085  300x197 Gargano Outdoor" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">Cagnano Varano e il lago di Varano</p></div>
<p style="text-align: justify;">verdeggianti, stazzi di montagna dai tipici grandi camini. Dalle cime delle alture si osservano i <strong>laghi di Lesina </strong>e<strong> di Varano</strong>, le lontane isole Tremiti. Si raggiunge il verde fondo della <strong>Dolina Pozzantina</strong>, la più grande d’Italia. Si visitano i ruderi del borgo medievale di <strong>Devia</strong>, un sito Dauno abitato fino al medioevo, e la contigua <strong>chiesa di S. Maria</strong> di Monte Delio. Si risale sulle alture del Monte Spigno godendo dei suoi panorami. Si percorre la bellissima valle del laghetto  <strong>Piscina Pandolfi</strong> e si scende fino alle spiagge di <strong>Calalunga</strong>. Insomma, comunque si voglia scoprire la natura magica del Gargano, gli amanti dell&#8217;outdoor hanno finalmente pane per i loro denti!</p>
<p>Testo e foto di Franco Barbagallo</p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/30/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-15842" title="icona_mag" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona_mag.jpg" alt="icona mag Gargano Outdoor" width="230" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/Photogallery/?album=5&amp;gallery=83"><img class="alignleft size-full wp-image-15843" title="icona-photo.ga" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona-photo.ga_1.jpg" alt="icona photo.ga 1 Gargano Outdoor" width="166" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/gargano-outdoor/2" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-15844" title="INFO2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/INFO21.png" alt="INFO21 Gargano Outdoor" width="153" height="182" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"></p>


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		<title>La terra dei Lipizzani</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A Piber, in Stiria (Austria) crescono e vengono allevati i cavalli dell’Alta Scuola di equitazione di Vienna. Benvenuti nell’”altra Austria” tutta da scoprire nel segno di una straordinaria quotidianità impregnata di arte, natura, umanità.
A Peter, uomo di poche parole e gesti sicuri, basta uno sguardo per muovere una mandria di cavalli. Ci troviamo sulle alture dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F09%2Fla-terra-dei-lipizzani%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>A Piber, in Stiria (Austria) crescono e vengono allevati i cavalli dell’Alta Scuola di equitazione di Vienna. Benvenuti nell’”altra Austria” tutta da scoprire nel segno di una straordinaria quotidianità impregnata di arte, natura, umanità.</em></strong></span></p>
<div id="attachment_15580" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-15580" title="00084-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00084-austria-620x413.jpg" alt="00084 austria 620x413 La terra dei Lipizzani" width="620" height="413" /><p class="wp-caption-text">Piber</p></div>
<p>A Peter, uomo di poche parole e gesti sicuri, basta uno sguardo per muovere una mandria di cavalli. Ci troviamo sulle <strong>alture dello Stubalm</strong> dove le montagne accarezzano il cielo della <strong>Stiria</strong> e</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15579" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-15579" title="00048-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00048-austria-200x300.jpg" alt="00048 austria 200x300 La terra dei Lipizzani" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Cavalli Lipizzani</p></div>
<p>guardano dall’alto in basso il verde sconfinato del <strong>Voitsberg</strong>. Quassù trascorrono l’estate i giovani <strong>Lipizzani</strong>, i cavalli simbolo di questo territorio, destinatii <strong>all’Alta Scuola di equitazione spagnola di Vienna</strong>. <strong>Originari di Lipizza in Slovenia</strong> nel periodo asburgico, dopo il dissolvimento dell’Impero austro-ungarico, l’allevamento fu trasferito a <strong>Piber</strong>, in Stiria. Peter conosce “personalmente” i 52 giovani cavalli che si muovono con eleganza sull’alpeggio dello Stubalm. <strong>La caratteristica dei Lipizzani è che nascono con un manto scuro per poi assumere un colore grigio chiaro</strong>, a volte bianco. Intelligenti ed esuberanti ma anche stabili, questi cavalli vivono in condizioni ideali e, sebbene allo stato  brado, si relazionano all’uomo con dolcezza. Proprio per il loro carattere, ci spiega Peter, sono<strong> particolarmente adatti per esibizioni e parate</strong>. Sono forti ma si muovono con leggerezza e nei grandi spazi dello Stubalm diventano parte integrante di questo territorio. Benvenuti nell’”altra Austria”, ignorata dai flussi turistici, bella proprio per la sua discreta e intima autenticità. Ci troviamo a neanche un’ora di</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15588" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-15588" title="00724-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00724-austria-200x300.jpg" alt="00724 austria 200x300 La terra dei Lipizzani" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Paesaggio della Stiria</p></div>
<p>macchina da <strong>Graz</strong>. Il tempo scorre lento  con i ritmi di una quotidianità che, giorno dopo giorno, ispira piccole grandi scoperte. Questo angolo di Austria è lo scenario giusto per un <strong>viaggio lento  distante dai luoghi comuni</strong> dove nulla sembra attrezzato per chi fa il turista. Nel cuore di Voitsberg una ciminiera racconta le origini di questa terra. La vecchia centrale elettrica a carbone non produce più nulla. Niente carbone, niente energia. Le radici di questo fazzoletto stiriana affondano nel lavoro. Uomini silenziosi e di poche parole, minatori e agricoltori, sembra non abbiano avuto il tempo per godere dell’atmosfera di questi luoghi. All’ora del crepuscolo la fabbrica scompare nelle luci soffuse di Voitsberg e non c’è niente di meglio che accomodarsi al <strong>Walter Burgrestaurant</strong>, situato a due passi dalla fortezza medievale. Si magia bene e si beve altrettanto bene. Tutto può iniziare con un’insalata condita con olio di semi di zucca. E’ la porta verso i sapori stiriani. Il resto è affidato all’estro dello chef, Walter Prettenthaler apprezzato interprete della cucina locale. Ci troviamo a pochi minuti da <strong>Piber, </strong>luogo</p>
<div id="attachment_15584" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-15584" title="00286-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00286-austria-200x300.jpg" alt="00286 austria 200x300 La terra dei Lipizzani" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">La chiesa di Santa Barbara a Bärnbach</p></div>
<p>di riferimento storico e <strong>quartier generale dei Lipizzani</strong> che quinascono e vengono allevati dal <strong>1920</strong>. Grande  attenzione viene riservata alla cura di questa razza selezionata. I Lipizzani trascorrono qui i primi tre anni di vita prima di essere <strong>trasferiti a Vienna presso la Scuola di equitazione spagnola</strong> dove vengono messi alla prova per vedere se sono adatti all’addestramento speciale. Il castello e il piccolo borgo di Piber si integrano perfettamente con le curve, le luci, le nebbie, i pascoli e le foreste di questa Austria un po’ magica che sembra dipanarsi all’orizzonte con l’eleganza e la grazia dei Lipizzani. Il viaggio conosce uno dei suoi momenti più intensi tra Piber e Voitsberg, a <strong>Bärnbach</strong> dove la Stiria si racconta con le mani dell’uomo, nel segno dell’arte. Si trova qui infatti la <strong>chiesa di Santa Barbara</strong>, incredibile capolavoro di Friedensreich <strong>Hundertwasser</strong>, architetto, scultore, pittore, ecologista. In poche parole una delle personalità più geniali che si identificano con la terra austriaca. Scomparso 10 anni or sono rimane una delle personalità più creative che ha vissuto e tradotto in materia il principio secondo cui <strong>la vita non è una linea retta</strong> (“la linea retta è senza Dio”).</p>
<div id="attachment_15587" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-15587" title="00650-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00650-austria-200x300.jpg" alt="00650 austria 200x300 La terra dei Lipizzani" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Stölze Glas Center a Bärnbach</p></div>
<p>La Chiesa di Santa Barbara, ristrutturata da Hundertwasser nel 1988, racconta tutta la sua arte e la sua filosofia: colonne, porte, finestre, simboli e decorazioni si muovono sull’onda energetica di<strong> curve e colori</strong>, mentre all’interno trionfa una bianca e spirituale essenzialità. Intorno dodici portali che simboleggiano diverse religioni e filosofie. Lì vicino un’altra straordinaria opera d’arte: la <strong>Fontana di Mosè</strong>, opera di <strong>Arik Brauer</strong> artista, pittore e poeta viennese, altro straordinario interprete delle forme e dei colori. Nella Fontana di Mosè sembra di percepire i tratti della forza espressiva di Hundertwasser e Gaudì ma si tocca con mano l’unicità e l’originalità di Brauer, capace di sfiorare le emozioni con una creazione estremamente vitale. Sempre a Bärnbach le mani dell’uomo fanno miracoli nello <strong>Stölze Glas Center</strong> dove una squadra di artigiani e operai si muove e lavora col forza dei muscoli e la sensibilità dell’antica arte di soffiare il vetro incandescente. Gesti, passi, respiri e voci giocano con malleabili incandescenze silicee tra acqua e fuoco, creano capolavori in vetro. E’ questa la straordinaria</p>
<div id="attachment_15586" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-15586" title="00532-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00532-austria-300x200.jpg" alt="00532 austria 300x200 La terra dei Lipizzani" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Le Terme Nova a Köflach </p></div>
<p>quotidianità  che si ripete a <strong>Bärnbach</strong> da oltre duecento anni. In pochi la conoscono ma merita un viaggio. A <strong>Köflach</strong> invece si spalancano le porte del benessere. Le <strong>Terme Nova</strong> sono il luogo giusto per scoprire quanto è bello lasciarsi andare al massaggio naturale delle acque termali, immersi in profumi e luci che trasformano questo luogo in una meta sensoriale dove il viaggio non si misura in chilometri ma in momenti di scoperta e benessere. E, sempre a Köflach, si può fare una piacevole sosta per un caffè e <strong>una fetta di Sacher </strong>alla<strong> Kunsthaus</strong>, la casa della cultura. Mostre temporanee e il lusso di fermarsi</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15726" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-15726" title="00354-austria" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/00354-austria-200x300.jpg" alt="00354 austria 200x300 La terra dei Lipizzani" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Decorazioni di Hundertwasser nella chiesa di Santa Barbara</p></div>
<p>mentre il mondo intorno si muove. Il bar è luogo di ritrovo per giovani, pensionati, artisti, impresari e operai, studiosi e vagabondi, commessi e ingegneri. Si fermano qui per un break veloce, per incontri di lavoro, pause d’amore, chiacchiere inutili e progetti importanti. Anche se non capite il tedesco basterà osservare per capire tante cose di come va la vita nell’”altra Austria”. Gli amanti della natura scopriranno una straordinaria quotidianità a <strong>Maria Lankowitz</strong>, piccolo villaggio con un bellissimo santuario, dove si può trascorrere un’intera giornata sulle rive del <strong>Badesee</strong>, specchio d’acqua verde come la terra d’Austria. Un’espeienza del tutto particolare invece si può vivere sugli alpeggi e nei boschi di Hrischegg dove la Stiria si scopre a passo di… Lama. Sembra uno scherzo ma non è. Il “<strong>Lama Trekking</strong>” è il modo migliore per camminare uno o più giorni in compagnia di questi docili camelidi, ideali compagni di viaggio che insegnano i giusti ritmi di camminata e possono dare una “soma” per alleggerire gli zaini. Rudolf Reiter e Dagmar Herzog vi affideranno il “vostro” lama e, passo dopo passo, vi racconteranno tutti i segreti di questo territorio.</p>
<p>Testo e foto Enrico Caracciolo</p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/30/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-15720" title="icona.mag" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona.mag_.jpg" alt="icona.mag  La terra dei Lipizzani" width="230" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.latitudeslife.com/Photogallery/?album=5&amp;gallery=83"><img class="alignleft size-full wp-image-15721" title="icona-photo.ga" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/icona-photo.ga_.jpg" alt="icona photo.ga  La terra dei Lipizzani" width="166" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/la-terra-dei-lipizzani/2" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-15783" title="INFO2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/INFO2.png" alt="INFO2 La terra dei Lipizzani" width="153" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">


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		<title>Ballarò: un souq arabo a Palermo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Latitudeslife</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[ballarò]]></category>
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		<category><![CDATA[suk]]></category>

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		<description><![CDATA[

Una mattina d&#8217;agosto, quando apparentemente la città tace tra negozi chiusi per ferie e occhi ancora in preda a sogni vari, mi incammino per le strade della mia città natale. Il sole sembra imporre una dura legge con dei raggi carichi di un calore incredibile, mentre l&#8217;afa riempie i polmoni e la fronte suda quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2Fballaro-un-souq-arabo-a-palermo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-15680   aligncenter" style="border: 20px solid white;" title="Bal (6 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-6-of-6.jpg" alt="Bal 6 of 6 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="558" height="419" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una mattina d&#8217;agosto, quando apparentemente la città tace tra negozi chiusi per ferie e occhi ancora in preda a sogni vari, mi incammino per le strade della mia città natale. Il sole sembra imporre una dura legge con dei raggi carichi di un calore incredibile, mentre l&#8217;afa riempie i polmoni e la fronte suda quasi appesantita da pensieri torridi. Guardando verso il cielo si ha l&#8217;impressione che <img class="alignleft size-medium wp-image-15679" style="border: 10px solid white;" title="Bal (5 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-5-of-6-225x300.jpg" alt="Bal 5 of 6 225x300 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="225" height="300" />qualcuno abbia messo un filtro tendente al giallo, una specie di lente di correzione, ma in realtà si tratta della sabbia portata dal vento dalla vicina Africa. <strong>Palermo</strong> si presenta così, senza fronzoli, in un&#8217;atmosfera quasi surreale a metà tra una staticità naturale e una misteriosa promessa di vita pulsante. La mia meta è il <strong>mercato di Ballarò</strong> e, a partire dal nome, il nesso con la cultura araba appare evidente: le tracce storiche, si hanno testimonianze a partire dal X secolo, fanno risalire l&#8217;origine etimologica di Ballarò a “balalah” la cui traduzione è “confusione”, mentre secondo altri studiosi deriverebbe da “segelballarat” ossia “piazza del mercato”. Tuttavia, la teoria più accreditata è quella che fa risalire il termine a <strong>“suq–al-Balari”</strong>, riferendosi a un insediamento mercantile presso Monreale da cui provenivano i primi commercianti arabi che diedero vita a questo mercato palermitano. In effetti, già nel momento in cui si è in vista di questo luogo, si nota la stretta parentela con una tipica espressione del folklore mediorientale, il souq: una zona adibita allo scambio di merci all&#8217;aria aperta in cui i prodotti sembrano i veri padroni delle piazze e delle viuzze. A Ballarò vengo quasi incanalato per inerzia in un fiume di persone e immediatamente mi sintonizzo sul ritmo lento che caratterizza il tempo del mercato che scorre tra contrattazioni, valutazioni e chiacchiere varie. Tutto sembra addobbato per essere<img class="alignright size-medium wp-image-15678" style="border: 10px solid white;" title="Bal (4 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-4-of-6-300x225.jpg" alt="Bal 4 of 6 300x225 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="240" height="180" /> una cornice perfetta a un posto rimasto inalterato nei secoli: una “prammatica” del 1544 intendeva regolare l’occupazione abusiva delle strade che venivano riempite da “bancati, fenestrali, carteddi seu confini e banchi dove si vedono li Frutti, ed Herbi che sono, e si solino mettere innanzi le poteghe, e porte dalla parte di fora le strade, di manera che non solamente imbarazano le strade, che sono strette, ma ancora le larghe.” L’editto era stato bellamente ignorato e, continua ad esserlo, infatti i passaggi che serpeggiano attraverso le vie sono ingombrati da cestini di frutta disposti sia a terra, che su assi di legno a formare bancarelle variopinte e spesso sono costretto a effettuare una sorta di slalom tra i clienti e la merce. Alzando lo sguardo noto che per ripararsi dal caldo estivo ci sono dei <strong>tendoni dai colori vividi</strong> tesi a volte tra un muro e quello di fronte e che mi fanno <img class="alignleft size-medium wp-image-15677" style="border: 10px solid white;" title="Bal (3 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-3-of-6-300x225.jpg" alt="Bal 3 of 6 300x225 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="300" height="225" />immaginare di trovare una moschea o il deserto dietro l’angolo. A rafforzare la sensazione di aver varcato un confine si sentono le <strong>“abbanniate”</strong> dei commercianti: letteralmente vuol dire “grida” e ne esistono di vari tipi, in quanto si possono configurare anche come nenie dal vago sapore ascetico. In maniera metodica la ripetizione si concentra sul prezzo o sul tipo di un prodotto aggiungendo persino il dettaglio della provenienza. In altri casi sono vere e proprie urla per catturare l&#8217;attenzione di un passante magari troppo distratto che sobbalza. Personalmente sono abbastanza abituato per farmi cogliere di sorpresa, però mi stupisco ancora quando, prestando l&#8217;orecchio, percepisco una certa ricchezza in queste espressioni dialettali piene di perifrasi, metafore, iperboli, allusioni e ironia: un vero e proprio <strong>patrimonio folkloristico</strong>. Mentre mi infilo rapidamente tra un passeggino e dei turisti intenti a scattare alcune foto, sento un odore invitante che mi riporta indietro di parecchi anni e vedo ai miei piedi tre “quarare”. Nei pentoloni di rame ci sono le “pollanche ” ossia le “pannocchie” cucinate con una semplice bollitura ma dal gusto unico. Non si esaurisce qui la tradizione del cibo da strada e, qualche metro dopo, non vengo <img class="size-medium wp-image-15676 alignright" style="border: 10px solid white;" title="Bal (2 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-2-of-6-225x300.jpg" alt="Bal 2 of 6 225x300 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="225" height="300" />smentito dalla traccia olfattiva dello sfincione di cui acquisto un trancio da consumare strada facendo: se sentite la frase “sfincione cavuru, scarsu d&#8217;uogliu e chinu &#8216;i pruvulazzu” fermatevi ad assaggiare una pizza tanto semplice quanto buona come indica la frase che l&#8217;accompagna, “sfincione caldo scarso d&#8217;olio e pieno di polvere”. Polvere o, sempre in una connessione ideale con il vicino continente africano, sabbia che sottolinea il nomadismo dello stile di vita degli ambulanti. Imboccando un ennesimo vicolo contemplo la maestria delle bancarelle nell&#8217;esposizione del pesce che viene distribuito sul ghiaccio e contornato da alghe. La disposizione dei prodotti di mare compone quasi un quadro con diverse macchie di colore, rese ancora più vivaci dalle lampade e dai riflessi degli schizzi d&#8217;acqua spruzzati dai pescivendoli. Proprio a fianco il mio occhio cade su un bancone della carne zeppo di vari tagli e, ai lati in alto, in bella vista ci sono dei quarti di vitello e salsiccia appesi a dei ganci. Il tutto poggia su <strong>una pedana di legno come un palcoscenico</strong> sovrastato da un tendone arancione che rende le ombre sfumate e, protagonista di questo angolo, il signor Spata. Mi appresto a intervistarlo in modo veloce perchè quando si è al mercato “il lavoro è sacro” e “si è in servizio”: dalla nostra chiacchierata si evince che lui fa parte della quinta generazione di macellai di famiglia, e che sin da piccolo è nato e cresciuto su quella pedana imparando il mestiere. A quarant&#8217;anni ha<img class="size-medium wp-image-15675 alignleft" style="border: 10px solid white;" title="Bal (1 of 6)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bal-1-of-6-300x273.jpg" alt="Bal 1 of 6 300x273 Ballarò: un souq arabo a Palermo" width="240" height="218" /> visto molta vita e tante storie passare davanti alla sua bottega ed è contento del lavoro che conduce poiché gli permette di stare a contatto con la gente. In fondo, non sente il peso di essere stato un predestinato. L&#8217;unico rammarico, per il mercato che ama, riguarda il comune che non si impegna effettivamente a pubblicizzare e tutelare questo patrimonio culturale locale che sta perdendo clienti a causa dei supermercati e della mancanza di parcheggi. Le catene industriali, secondo il signor Spata, non possono mai ricreare una simile atmosfera ma sono spersonalizzanti e fredde. Mentre mi avvio verso la macchina mi guardo intorno e penso che<strong> la saggezza popolare ha sempre, implacabilmente ragione</strong>.</p>
<p>Testo e foto di Mauro Pinto</p>


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		<title>3 &#8211; I francesi e il Grand Tour in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Tour]]></category>
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L’architetto Jacques Lemercier vive a Roma dal 1607 al 1614, a metà degli anni Venti giunge Georges de la Tour. Soggiornano in città il pittore Sébastien Bourdoné (1634-37) e il decoratore Charles Le Brun (1643-45). Valentin de Boulogne, artista caravaggesco, si stabilisce a Roma e vi muore nel 1632. Simon Vouet, reduce da un viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2F3-i-francesi-e-il-gran-tour-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<div id="attachment_16271" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-16271" title="33633_castello-sforzesco-milano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/33633_castello-sforzesco-milano-620x412.jpg" alt="33633 castello sforzesco milano 620x412 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="620" height="412" /><p class="wp-caption-text">Milano - Castello Sforzesco</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’architetto <strong>Jacques Lemercier</strong> vive a <strong>Roma</strong> dal 1607 al 1614, a metà degli anni Venti giunge <strong>Georges de la Tour</strong>. Soggiornano in città il pittore <strong>Sébastien</strong> <strong>Bourdoné</strong> (1634-37) e il decoratore <strong>Charles Le Brun</strong> (1643-45). <strong>Valentin de Boulogne</strong>, artista caravaggesco, si stabilisce a Roma e vi muore nel 1632. <strong>Simon Vouet</strong>, reduce da un viaggio a Costantinopoli, approda a <strong>Venez</strong><strong>ia</strong> nel 1613 ma l’anno successivo è già a Roma. Sono testimonianze evidenti della forza di</p>
<div id="attachment_16275" class="wp-caption alignleft" style="width: 269px"><img class="size-full wp-image-16275" title="imagesCA65F3M9" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/imagesCA65F3M9.jpg" alt="imagesCA65F3M9 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="259" height="194" /><p class="wp-caption-text">Milano - I navigli</p></div>
<p style="text-align: justify;">attrazione che la Città Eterna esercita in questi anni. Non solo. Con la creazione dell’<strong>Académie française</strong>, fondata da <strong>Richelieu</strong> nel 1635, inizia un processo istituzionale che stravolgerà i sistemi di insegnamento che presiedono alle arti e alle scienze. Nel 1647 infatti <strong>Mazzarino</strong> fonda l’<strong>Académie de peinture et sculpture</strong>. L’acme di questo programma si raggiunge nel 1671 quando<strong> Colbert </strong>istituisce<strong> l’Académie royale d’architecture</strong>. Il viaggio in Italia nel XVII secolo si trasforma radicalmente: <strong>non è più iniziativa privata di un artista</strong> o di un gentiluomo ma diviene <strong>programma di Stato</strong>. L’istituzione nel 1666 dell’Accademia di Francia a Roma è l’atto più importante dell’idea che vede nell’Italia la fonte a cui bisogna necessariamente attingere. Tra i viaggiatori francesi un posto di privilegio spetta a <strong>Montesquieu</strong> che in Italia acquista e matura un’attitudine da fine amateur verso l’arte: i suoi giudizi restano legati ad un gusto classicista che trova in Raffaello per la pittura e in Michelangelo per l’architettura e la scultura il loro apogeo. Ma non è meno sensibile nel valutare la</p>
<div id="attachment_16273" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><img class="size-full wp-image-16273" title="imagesCA1VND2P" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/imagesCA1VND2P.jpg" alt="imagesCA1VND2P 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="259" height="194" /><p class="wp-caption-text">Venezia</p></div>
<p style="text-align: justify;">grandezza di <strong>Bernini</strong>, di <strong>Pietro da Cortona</strong> e di <strong>Borromini</strong> a cui vanno le sue preferenze. Montesquieu giunge in Italia nell’agosto del 1728, proveniente da Vienna e lascerà il Paese un anno dopo. Trascorre un mese a <strong>Venezia</strong>, dieci giorni a <strong>Genova</strong>, venti giorni a <strong>Milano</strong>. Un mese e mezzo a <strong>Firenze</strong>, nei due soggiorni a Roma passa più di tre mesi, meno di quindici giorni a <strong>Napoli</strong>. A <strong>Bologna</strong>, sulla via del ritorno, si ferma una settimana. E nel suo<strong> Voyage en Italie</strong> illustra il modo più idoneo per conoscere una nuova città: “<em>Quando arrivo in una città, salgo sempre sul più alto campanile, o sulla torre più alta, per avere una veduta d’insieme, prima di vedere le singole parti; e nel lasciarla faccio la stessa cosa, per fissare le mie idee</em>”. Le note di Montesquieu non seguono un ordine topografico, il suo è un <strong>testo diverso dal tradizionale diario di viaggio</strong>, annota le cose che lo interessano e che sente il bisogno di discutere o di ricordare così come gli vengono in mente. Spesso riferisce opinioni altrui e riporta il nome di chi le dice, talvolta non distingue le une dalle altre. Passa da valutazioni così</p>
<div id="attachment_16272" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16272" title="bologna" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/bologna-300x217.jpg" alt="bologna 300x217 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="217" /><p class="wp-caption-text">Bologna</p></div>
<p style="text-align: justify;">particolari ad altre di carattere generale sullo <strong>stato di abbandono dell’ambiente fluviale</strong>: “<em>credo siano stati gli uomini ad aver guastato i fiumi, perché pensando soltanto a prevenire le inondazioni, si sono sempre occupati di alzare le sponde dei fiumi, invece di dragare il letto</em>”. E nonostante quei fiumi abbiano grande importanza per il commercio “<em>Venezia è in una situazione più vantaggiosa di Genova, di Livorno e di altre città, perché nelle altre città bisogna portare le merci per via di terra, sia attraverso l’Italia, sia attraverso la Germania, mentre a Venezia le portano da ogni parte sul Po, che attraversa l’Italia, e sull’Adige che sale verso la Germania; il che fa risparmiare molte spese</em>”. Mostra una <strong>notevole competenza sulla situazione dei porti</strong>: Livorno, Genova, Ancona, Napoli. <em>“Il porto di La Spezia, cioè tutto il golfo, è una delle cose più stupende che ci siano in Italia. Il golfo ha quindici miglia di circuito</em>” proseguendo la descrizione con tecnica minuziosa e disegnando anche una mappa dettagliata. Le attrezzature del porto (lanterne, moli, arsenali,</p>
<div id="attachment_16274" class="wp-caption alignright" style="width: 271px"><img class="size-full wp-image-16274" title="imagesCA8XO9P9" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/imagesCA8XO9P9.jpg" alt="imagesCA8XO9P9 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="261" height="193" /><p class="wp-caption-text">Firenze</p></div>
<p style="text-align: justify;">darsene) sono meticolosamente rappresentate come pure le fortezze di cui gli italiani, annota, sono i più grandi costruttori dell’Europa tutta. Il primo castello che visita durante il suo viaggio è lo<strong> Sforzesco di Milano</strong>, poi quello di <strong>Novara</strong>. Le fortificazioni di <strong>Lucca</strong> gli appaiono particolarmente suggestive oltre che solide: “<em>i bastioni sono alberati, con un bellissimo effetto. È la passeggiata della città, perché i sovrani tranquilli non sono affatto gelosi delle loro fortificazioni</em>”. A <strong>Napoli</strong> poi si rivolge alla roccaforte di<strong> Sant’Elmo</strong>: “<em>da quando hanno pensato di costruire fortezze dentro la città, non si ha più bisogno di avere popoli fedelissimi: li hanno resi obbedienti. Perciò prima scoppiava una rivoluzione al giorno, come in Italia. È quasi impossibile che i Napoletani si ribellino, con le cinque cittadelle che hanno</em>”. Gli altri interessi di Montesquieu sono l’agricoltura, la coltivazione dei campi e le rendite che si ricavano da ciascuna coltura. Non un’accortezza dunque esclusivamente paesistica, com’è ricorrente in tanti viaggiatori contemporanei, ma un’attenzione di tipo economico che forma un vero e proprio</p>
<div id="attachment_16277" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-16277" title="napoli4_vinicio_tullio" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/napoli4_vinicio_tullio-300x214.jpg" alt="napoli4 vinicio tullio 300x214 3   I francesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Napoli da Castel Sant&#39;Elmo</p></div>
<p style="text-align: justify;">repertorio statistico che si arricchisce anche di puntigliose valutazioni demografiche. La qualità della terra poi non gli resta indifferente: muovendosi da Roma giunto nel territorio campano osserva: “<em>quello che ho visto finora del Regno di Napoli è migliore e meglio coltivato del territorio del Papa: terre arate, vigne, oliveti, qualche arancio</em>”. Attraversando la Lombardia invece scopre l’incanto dei paesaggi lacustri e raggiunte le rive del <strong>lago Maggiore</strong> visita le <strong>isole Borromee</strong>: “<em>ciascuna ha un perimetro d’un quarto di miglio circa. Sono terrazze poste le une sulle altre, con i muri coperti di aranci, di limoni, di cedri. Ce n’è una estremamente curata: l’altra è più rustica, e tutto risponde a questa rusticità… Non è possibile vedere qualcosa di più bello dell’isola che si chiama la Bella</em>” con una lunga descrizione della famosa villa, delle sue stanze, delle opere che vi si possono ammirare, della sua posizione sul lago e della sua tipologia edilizia a terrazze.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Testo: <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanna-scatena/" target="_blank">Giovanna Scatena</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Della stessa serie:</em></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour/" target="_self">1  – Un tuffo nel passato: l’Italia del Grand Tour</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/2-gli-inglesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">2 &#8211; Gli inglesi e il Gran Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/4-i-tedeschi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">4 &#8211; I tedeschi e il Grand Tour in Italia</a></p>


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		<title>2 &#8211; Gli inglesi e il Grand Tour in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
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Il termine Grand Tour lo si trova adottato, in trascrizione francese, nel Voyage of Italy: or a Compleat Journey Trough Italy di Richard Lassels nel 1670, quando ormai il viaggio era un’ 
 istituzione consolidata. Infatti, alla fine del XVII secolo, un letterato o un artista conosciuto poteva facilmente ottenere dal governo una borsa annuale di 300 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2F2-gli-inglesi-e-il-grand-tour-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<div id="attachment_14803" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-14803" title="17D-1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/17D-1-620x465.jpg" alt="17D 1 620x465 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="620" height="465" /><p class="wp-caption-text">Venezia</p></div>
<p style="text-align: left;">Il termine <strong>Grand Tour</strong> lo si trova adottato, in trascrizione francese, nel <strong>Voyage of Italy: or a Compleat Journey Trough Italy </strong>di <strong>Richard Lassels</strong> nel 1670, quando ormai il viaggio era un’ </p>
<div id="attachment_14805" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14805" title="Italy_Pisa_-_Leaning_Tower" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Italy_Pisa_-_Leaning_Tower-300x225.jpg" alt="Italy Pisa   Leaning Tower 300x225 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Pisa</p></div>
<p> istituzione consolidata. Infatti, alla fine del XVII secolo, un letterato o un artista conosciuto poteva facilmente ottenere dal governo una <strong>borsa annuale di 300 sterline per un viaggio di perfezionamento all’estero</strong>. È proprio in Inghilterra che dopo l’università e gli Inns of Court il viaggio per l’Europa è considerato una <strong>meta finale</strong> di chi è destinato a divenire classe dirigente. Il viaggio inteso come completamento dell’educazione di un giovane aristocratico o di un ricco borghese non fu comunque accolto da tutti. <strong>L’Italia in particolare ancora nel Cinquecento “era detestata</strong> perché considerata un grave pericolo per il corpo e per l’anima. Era la patria di <strong>Machiavelli</strong> e quindi degli </p>
<div id="attachment_14804" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14804" title="166_ferrara_1174322902" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/166_ferrara_1174322902-300x214.jpg" alt="166 ferrara 1174322902 300x214 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Ferrara</p></div>
<p><strong>atteggiamenti politici cinici e sovvertitori</strong>; ed era infine una minaccia costante della fermezza religiosa dei protestanti, esposti sempre al pericolo di rimanere abbagliati dagli <strong>splendori artistici della Chiesa controriformistica</strong>, sopraffati dalla magnificenza dei pontefici e dei cardinali. Il <strong>governo inglese cercava anzi, sia pure con scarso successo, di escludere Roma</strong> <strong>dall’itinerario che a un turista era permesso di seguire</strong>”. Fu comunque proprio nel Cinquecento che <strong>William Cecil</strong>, futuro <strong>Lord Burghley</strong>, come tesoriere della regina Elisabetta, intraprese per primo una deliberata <strong>politica di sostegno del viaggio all’estero</strong> per la formazione dei </p>
<div id="attachment_14809" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14809" title="verona-arena" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/verona-arena-300x186.jpg" alt="verona arena 300x186 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="186" /><p class="wp-caption-text">L&#39;Arena di Verona</p></div>
<p> diplomatici e della classe dirigente: ma il viaggio era visto ancora<strong> pericolosa avventura</strong>. Lo stesso Lord Burghley giudicava severamente gli esiti che ebbe lo stage sul figlio Thomas Cecil, che appariva ai suoi occhi “un perdigiorno ubriacone, buono solo a far da raccattapalle”. Il pedagogo Richard Mulcaster riteneva inutile correre i rischi probabili di un viaggio ed era del suo stesso avviso un severo censore come Roger Ascham: erano tempi in cui si andava diffondendo il detto <strong>“inglese italianato, diavolo incarnato</strong>”. Molti altri, al contrario, credevano che il viaggio fosse un’esperienza che conferiva </p>
<div id="attachment_14810" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14810" title="vicenza" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/vicenza1-300x224.jpg" alt="vicenza1 300x224 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Villa palladiana a Vicenza</p></div>
<p> a chi lo intraprendeva coraggio, senso del comando, capacità di decisione, abilità nelle attività sportive e cavalleresche, gusto nelle belle arti. La<strong> disputa sul valore educativo </strong>del viaggio si trascinò per tutto il XVII secolo, quando ormai era divenuta una pratica unanimemente riconosciuta. Richard Hurd nei <strong>Dialogues on the uses of foreign travel</strong> del 1764 sottolineava che il profitto derivante da un viaggio era assai deludente rispetto alle aspettative. Non a caso <strong>Adam Smith</strong> in <strong>The Wealth of Nations</strong> (1776) sosteneva che l’unico vantaggio era dato dall’opportunità offerta dal viaggio di imparare le lingue: “per gli altri aspetti il giovane ritornava in patria più presuntuoso, </p>
<div id="attachment_14807" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14807" title="Palazzo-Della-Ragione-Padova" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Palazzo-Della-Ragione-Padova-300x199.jpg" alt="Palazzo Della Ragione Padova 300x199 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Il Palazzo della Ragione a Padova</p></div>
<p> con meno principi, più dissipato e meno capace di ogni seria applicazione, sia nello studio che negli affari”. Per Oliver Goldsmith “i vantaggi che derivano dal viaggiare sono una maggiore apertura, l’abbandono dei pregiudizi nazionali ma il tempo così impiegato poteva essere meglio utilizzato in patria”. <strong>L’Italia nonostante i pregiudizi esercitò comunque una forte attrazione</strong>. La meta predestinata è <strong>Roma</strong>: la città santa ed i suoi Mirabilia urbis ma nel corso dei due secoli anche località meno frequenti negli itinerari &#8211; <strong>Parma, Ferrara, Ancona</strong> &#8211; saranno raggiunte dai viaggiatori inglesi. Assieme al</p>
<div id="attachment_14808" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14808" title="parma" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/parma-300x227.jpg" alt="parma 300x227 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="227" /><p class="wp-caption-text">Parma</p></div>
<p> fascino esercitato dalla cultura sugli inglesi, ed in generale di quanti provenivano dai paesi del Nord, c’è il <strong>desiderio di luce, di sole</strong>, di natura rigogliosa che diventerà nel Settecento una dominante ricorrente. Il gusto dell’avventura con le montagne o il mare da attraversare, il rischio dei banditi e delle epidemie conferiscono <strong>un’aura di leggenda e d’avventura al viaggio</strong> che si colora di toni vividi. Ogni partenza è un<strong> sasso lanciato nello stagno</strong> della vita corrente, è un’impresa da ricordare tutta la vita di cui scrivere una volta rientrati in patria. In Italia il viaggiatore inglese arriva sul principio di settembre e a seconda del percorso seguito (<strong>via</strong></p>
<div id="attachment_14806" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14806" title="italy-palermo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/italy-palermo-300x240.jpg" alt="italy palermo 300x240 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Palermo</p></div>
<p>mare da Marsiglia o Nizza, via terra da Moncenisio) le prime città che lo accolgono sono rispettivamente <strong>Genova o Torino</strong>. Segue <strong>Firenze</strong> raggiunta attraverso la via costiera Genova-Pisa o quella interna Torino-Milano-Bologna. Da Firenze si passa a <strong>Siena</strong> e a <strong>Viterbo</strong> e si giunge a Roma ai primi di novembre. Il<strong> soggiorno romano è il più lungo perché si assiste alle cerimonie del Natale, dell’anno nuovo e della Pasqua</strong>. A fine giugno si colloca l’escursione a <strong>Napoli</strong>, meta di ogni viaggio che si conclude, ancora nella metà del Settecento, in Campania. Sulla via del ritorno, sosta breve a<strong> Loreto, Ferrara, Padova e Venezia</strong> per la festa del Carnevale di febbraio. <strong>Vicenza e Verona</strong> sono le ultime città prima di tornare in patria che prevede, a seconda del luogo di destinazione, diverse uscite dalla Svizzera o attraverso la Francia.</p>
<p>Testo:<a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanna-scatena/" target="_blank"> Giovanna Scatena </a>      Foto: Archivio</p>
<p><em>Della stessa serie:</em></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour/" target="_self">1  &#8211; Un tuffo nel passato: l&#8217;Italia del Grand Tour</a></p>
<p>3 &#8211; <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/3-i-francesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">I francesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p>4 -<a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/4-i-tedeschi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self"> I tedeschi e il Grand Tour in Italia</a> (5/9/10)</p>


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		<title>1 &#8211; Un tuffo nel passato: l&#8217;Italia del Grand Tour</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 13:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Tre mesi fa Giovanna ci ha scritto proponendoci un progetto interessante di turismo storico - culturale. Giovanna sta studiando il Grand Tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza. Abbiamo trovato l&#8217;argomento affascinante e  in linea con la scelta di proporre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2F1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Tre mesi fa Giovanna ci ha scritto proponendoci un progetto interessante di turismo storico - culturale. Giovanna sta studiando il Grand Tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza. Abbiamo trovato l&#8217;argomento affascinante e  in linea con la scelta di proporre ai nostri lettori articoli culturalmente stimolanti, per aiutarci a capire il perchè del viaggio. E da oggi ve lo proponiamo a puntate.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Federico Klausner</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong><em><span style="color: #800000;">Chi è Giovanna? Così si descrive: </span>giornalista professionista. Laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Scienze della Comunicazione. Amante dei viaggi, ha vissuto in diversi paesi tra cui l&#8217;Irlanda, la Cambogia e l&#8217;Ecuador. Ha collaborato alla produzione di programmi radiofonici; collabora, inoltre, con diverse riviste. Attualmente è impegnata nello studio del Grand Tour femminile attraverso l&#8217;Europa del XVII secolo.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14734" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-14734" title="P1010057" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/P1010057-620x600.jpg" alt="P1010057 620x600 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="620" height="600" /><p class="wp-caption-text">Roma - Parco degli Acquedotti</p></div>
<p style="text-align: justify;">“Ma guarda com’è buffo! Penso che abbia comprato il farsetto in Italia, la calzamaglia in Francia, il berretto in Germania e ovunque quel suo modo di comportarsi”. “Poiché sono un giovane di taglia</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14735" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14735" title="P1010063" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/P1010063-300x225.jpg" alt="Rovine di una villa romana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Rovine di una villa romana</p></div>
<p>inglese… Nel modo di vestire ho imitato quattro o cinque paesi diversi allo stesso tempo”. Questi due passi – il primo tratto dal Mercante di Venezia di William Shakespeare, con cui la bella Porzia liquida uno spasimante inglese, e il secondo preso da Unfortunate traveller (Il viaggiatore sfortunato, 1594) di Thomas Nashe che descrive un giovane bellimbusto, simbolo della moda aristocratica del tempo – <strong>testimoniano l’inizio del Grand Tour</strong> e il fatto che <strong>l’Italia ne diventi la meta privilegiata</strong>. Ma che cos’è il Grand Tour? È il viaggio di formazione che i giovani aristocratici, i facoltosi gentiluomini,   gli studenti e gli esponenti</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14752" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14752" title="napoli" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/napoli-300x225.jpg" alt="napoli 300x225 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Panorama di Napoli</p></div>
<p>della borghesia intraprendono, a partire dalla metà del XVI secolo, per conoscere <strong>l’Olanda, la Francia, i paesi di lingua tedesca, la Svizzera</strong> e, soprattutto<strong>, l’Italia.</strong> È con il Grand Tour, infatti, che <strong>l’Italia assume coscienza di sé</strong> e il contributo maggiore è dato dai numerosi viaggiatori stranieri attraverso la loro diretta esperienza come si legge dai diari di viaggio, dalle guide pratiche e dalle loro opere sulla storia del Paese. Parallelamente si afferma un interesse topografico e i disegni, i dipinti e le incisioni dei viaggiatori fissano le immagini stereotipe di ogni città, le loro reliquie, i loro monumenti e, in particolare, i<strong> differenti ambienti paesaggistici.</strong></p>
<div id="attachment_14753" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14753" title="SAMT-2007" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/SAMT-2007-300x225.jpg" alt="SAMT 2007 300x225 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Genova</p></div>
<p>Attraverso tali mezzi di diffusione e con i ritmi propri del tempo, si forma così <strong>un modo di guardare e di pensare all’Italia</strong>: fonti letterarie e documenti iconografici sono agenti essenziali della formazione di una mentalità collettiva. È un puzzle che si viene modellando nel corso di almeno tre secoli – tra il Seicento e l’Ottocento – con una consequenzialità che è sincronica alle vicende storiche non solo della penisola, ma che è funzione soprattutto delle <strong>motivazioni ideali che muovono i viaggiatori stranieri</strong> prima verso alcune regioni e città, e poi a privilegiarne altre, nuove e poco conosciute. <strong>Francis Bacon</strong> nel suo saggio &#8220;Of Travel&#8221; (Del viaggio) del 1612 detta una sorta di catalogo con regole che devono</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14750" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14750 " title="italy-siena" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/italy-siena-300x240.jpg" alt="italy siena 300x240 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Veduta di Siena</p></div>
<p>guidare  il giovane per <strong>trasformare il viaggio in una grande occasione di formazione e di educazione</strong> : “Se volete che il giovane apprenda il più possibile durante il viaggio dovrete comportarvi così. Primo, egli deve conoscere qualcosa della lingua del paese in cui si reca; poi deve avere un servo o tutore come guida del paese. Dategli da portare qualche libro sui paesi che visiterà, fate che tenga un diario. Fate che non rimanga troppo tempo in un paese o in una città, fate in modo che cambi spesso dimora da una parte all’altra della città; ciò contribuirà a renderlo più pratico della città, ma fate che frequenti il migliore ambiente della città dove si trova”. L’età considerata idonea per compiere i viaggi era diciotto anni. Per affrontare il Grand</p>
<div id="attachment_14751" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14751" title="Milano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Milano-300x206.jpg" alt="Milano 300x206 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="206" /><p class="wp-caption-text">Milano, Piazza del Duomo</p></div>
<p>Tour si provvedeva ad armare il giovane e i servi per la difesa personale contro eventuali banditi e brigantiFacevano parte del bagaglio anche le scorte alimentari, gli indumenti, i libri, i letti avvolgibili, i passaporti, le lettere di credito, le guide, i certificati sanitari e i medicinali.<strong> Questo viaggio per l’Europa richiedeva almeno tre anni</strong>; naturalmente il Grand Tour poteva essere più breve, ma il triennio era considerato la durata giusta perché consentiva anche una <strong>buona acquisizione della lingua.</strong> Il Tour, di norma, comprendeva <strong>l’Italia settentrionale</strong> con un’escursione da <strong>Roma</strong> a<strong> Napoli</strong>, ma pochi viaggiatori si spingevano fino a Sud, anche se</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14746" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14746" title="18-11-2004-id_8_bologna1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/18-11-2004-id_8_bologna1-300x243.jpg" alt="18 11 2004 id 8 bologna1 300x243 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="243" /><p class="wp-caption-text">Bologna</p></div>
<p style="text-align: left;">il loro numero aumentò dopo la metà del XVIII secolo. Nel Seicento sono gli <strong>inglesi i primi a scoprire Venezia</strong> e consolideranno questo rapporto con la città nel corso del XVII secolo. Nelle <strong>capitali del Grand Tour – Roma, Firenze, Venezia e Napoli</strong> – giungono artisti e letterati, ma lentamente viene a formarsi un arcipelago di città e di interessi sempre più estesi: <strong>Genova, Siena e Pisa, Bologna e Parma, Milano e Verona, Palermo e Catania</strong>. Tra i diari di viaggio che avranno maggiore risonanza ricordiamo quello dell’astronomo <strong>Lalande</strong> che parte dalla Francia nell’agosto del 1765 per viaggiare attraverso l’Italia un anno intero. Nel 1769 pubblica il<strong> Voyage en Italie</strong>: l’opera, in otto volumi, è la descrizione più ampia e completa mai apparsa sull’Italia e si impone per queste sue qualità enciclopediche sul mercato internazionale.</p>
<p style="text-align: left;">Testo: <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanna-scatena/" target="_blank">Giovanna Scatena</a> Foto: Giovanna Scatena e archivio.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;"><em>Della stessa serie:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href=" http://www.http://www.latitudeslife.com/2010/08/2-gli-inglesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">2 &#8211; Gli Inglesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/3-i-francesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">3 &#8211; I francesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/4-i-tedeschi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">4 &#8211; I tedeschi e il Grand Tour in Italia</a> (5/9/10)</p>


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		<title>Attraverso il confine tra due mondi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Da Trieste a Ljubjana, in treno, bus e bicicletta. Un viaggio lento e meditato nella storia della immaginaria frontiera che divideva occidente e oriente.  
L’aria a Trieste si infuoca facilmente e brucia l’interminabile piattaforma del lungomare dove il centro della città si getta improvviso tra le onde di un porto cullato dal vento. La Bora leggendaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F07%2Fattraverso-il-confine-tra-due-mondi%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p><em><strong><span style="color: #800000;">Da Trieste a Ljubjana, in treno, bus e bicicletta. Un viaggio lento e meditato nella storia della immaginaria frontiera che divideva occidente e oriente. </span></strong></em><em><strong><span style="color: #800000;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-14257" style="border: white 20px solid;" title="castello di duino" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/castello-di-duino.jpg" alt="castello di duino Attraverso il confine tra due mondi" width="620" height="465" /></span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">L’aria a <strong>Trieste</strong> si infuoca facilmente e brucia l’interminabile piattaforma del lungomare dove il centro della città si getta improvviso tra le onde di un porto <img class="alignleft size-medium wp-image-14270" style="border: white 20px solid;" title="Trieste, Faro della Vittoria copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Trieste-Faro-della-Vittoria-copia-225x300.jpg" alt="Trieste Faro della Vittoria copia 225x300 Attraverso il confine tra due mondi" width="225" height="300" />cullato dal vento. La Bora leggendaria spazza inesorabile la polvere bianca tra gli edifici dal sapore asburgico percuotendo strade che appaiono stranamente pulite, scavante in un’essenzialità profonda e intrinseca. Impossibile non soffermarsi davanti ai bambini in corsa e le coppie di pigri fidanzati che camminano attraverso <strong>Piazza dell’Unità</strong>, dove oltre il marciapiede galleggia molle nella luce troppo invadente uno stuolo di barche: la città, dagli spazi operosi della vita sociale al faro che vigila sul porto, possiede un’anima mercantile, disegnata da secoli di traffici e incontri tra genti che una stretta di mano casuale ha portato a incrociare. Dall’epoca del piccolo borgo di pescatori, nato intorno al 50 a.C. circa, sono trascorsi secoli di cui oggi resta memoria nelle mura imponenti smangiate dal tempo e in costruzioni quali il <strong>Foro ed il Teatro</strong>, racchiuse dall’abbraccio del colle di <strong>San Giusto</strong>, che si erge sulla cima più alta della città, surreale baluardo di una Trieste antica. Qui correnti culturali e venti provenienti da un’Europa di influssi asburgici hanno tracciato le forme dei palazzi, modellati in stile liberty dal color crema. Si affacciano sul porto come<img class="alignright size-medium wp-image-14258" style="border: white 20px solid;" title="castello di miramare" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/castello-di-miramare-224x300.jpg" alt="castello di miramare 224x300 Attraverso il confine tra due mondi" width="224" height="300" /> signori silenziosi dal fascino discreto, mentre il Faro della Vittoria, costruito sui resti un forte austriaco, svetta candido sul Golfo di Trieste, ricordando i caduti in mare durante la Prima Guerra Mondiale. Passeggiando per il centro non mancate di curiosare tra edifici dal fascino obliquo come l’imponente <strong>Borsa</strong> e le <strong>botteghe di libri antichi</strong> e artigianato, per poi farvi prendere per mano dalle strade che si avviluppano nel verde, quale il<strong> Sentiero Rilke</strong> che si snoda a picco sul mare fino al <strong>Castello di Duino</strong> guardando il litorale che va da Sistiana a Barcola, in passato l’unico tratto dell’Adriatico ad essere etnicamente sloveno. Ancora oggi l’odore del pesce appena tratto dalle reti da mani nodose di sole si dirama attorno ai <strong>chioschi di Barcola</strong>, a cinque minuti di autobus dal centro città, nonostante in realtà la cucina tipica di Trieste intrecci i sapori di un’Europa multi estesica che qui per molti secoli si è sfiorata e intersecata. Alloro, maggiorana e spezie aromatiche, in particolare noce moscata e cumino, furono il lascito dei molti viaggiatori che dall’Oriente fecero ritorno riportando all’amata madrepatria gli sconosciuti tesori incontrati nella lontananza dell’avventura per mare. Il gusto pungente del rafano si mescola nella tipica jota, <img class="alignleft size-medium wp-image-14269" style="border: white 20px solid;" title="Trieste e Carso-MF-2009_003 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Trieste-e-Carso-MF-2009_003-copia-225x300.jpg" alt="Trieste e Carso MF 2009 003 copia 225x300 Attraverso il confine tra due mondi" width="225" height="300" />minestra di fagioli, crauti e patate, mentre la dolcezza degli gnochi de pan si scioglie nel sapore forte di <strong>Terrano, Malvasia e Refosco</strong>: oggi la <strong>Strada del</strong> <strong>Terrano</strong> condurrà gli amanti del vino da <strong>Opicina a Sistiana</strong>, attraverso le principali località di produzione vinicola. L’epidermide cittadina non manca di nascondere anse segrete di una storia difficile da cicatrizzare: utilizzati dopo l&#8217;8 settembre 1943 dall&#8217;occupazione nazista come campo di prigionia, oggi gli ex stabilimenti per la pilatura del riso rimangono malinconica memoria dell&#8217;unico campo di sterminio sul territorio italiano. Se i latrati dei cani e musiche penosamente allegre in quegli anni bui coprirono le grida dei prigionieri destinati ad attraversare Trieste negli ultimi momenti dell’esistenza, ora le alte mura della <strong>Risiera di San Sabba</strong> nascondono in un silenzio senza epoca il<strong> Museo</strong> dove l’oblio non tesserà i ricordi. Altra testimonianza della Trieste legata ad aspri racconti di guerra si trova sul colle di San Giusto, che venne risistemato insieme al parco della rimembranza durante gli interventi urbanistici del Ventennio. Creata la panoramica Via Capitolina, che conduce fino alla cattedrale, questo fazzoletto di terra sull’alto della città venne consacrato alla memoria dei caduti in tutte le guerre, lasciando che cippi di pietra carsica ricordassero soldati ignoti e visi che ormai trascolorano in un tempo lontano. Ritornate nel tramonto verso le strade del centro<img class="alignright size-medium wp-image-14260" style="border: white 20px solid;" title="Lubiana, il ponte del drago 1 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Lubiana-il-ponte-del-drago-1-copia-300x225.jpg" alt="Lubiana il ponte del drago 1 copia 300x225 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="225" /> ormai invase di turisti e triestini che indugiano nel sole e non dimenticate di fare una puntata a <strong>piazza Oberdan</strong>. Oltre allo splendido palazzo che attualmente ospita le <strong>Poste</strong>, vi attenderà il tram Opicina che, sui sedili in legno dall’aria genuinamente retrò, vi trascinerà verso l’area della città più alta e panoramica, attraversando l’interno della costa tra alberi soffusi di verde e caseggiati dalle reminiscenze antiche. Giungere a Trieste in treno è il percepire uno spazio improvviso, che si apre alla vista in un intercalare di alberi e distese marine, mentre il vagone si lancia su binari volanti e prende forma la netta sensazione di percorrere una sottile linea dove le asperità dei segni topografici si confondono con una geografia dell’anima: una mappa mentale che si perde nella Storia cosmopolita, nelle facce di culture <img class="alignleft size-medium wp-image-14259" style="border: white 20px solid;" title="Lubiana, il castello - 2 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Lubiana-il-castello-2-copia-300x200.jpg" alt="Lubiana il castello 2 copia 300x200 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="200" />vicine e permeabili, dove lingue, ricette, accenti, occhi e vite si scambiano ed intrecciano da secoli. Per questo la strada che da Trieste conduce a <strong>Ljubljana</strong> è un altrettanto onirico acquarello che in poche ampie pennellate trasporta in fretta lungo le curve di un paesaggio che si accende di gialli e rossi venati di carminio, mentre appaiono gli schizzi abbozzati di paesini tracciati da una matita immaginaria lungo quella che inizia pienamente a rivelarsi come la terra slovena. Ljubljana, o Lubiana, è la capitale di questo piccolo Stato, dove l’atmosfera dell’Unione Europa convive con tradizioni che rendono questi luoghi il gioiello prezioso di una città immersa in una pace oltre il tempo. Per andare alla scoperta della storia cittadina tuffatevi tra le sale del Mestini Musej sulla Gosposka ulica 15 e se vi interessa l’arte avrete presto modo di constatare che la città è incredibilmente ricca di gallerie d’arte pubbliche e private in cui farvi tentare da esibizioni temporanee interessanti, come la<img class="alignright size-medium wp-image-14261" style="border: white 20px solid;" title="Lubiana, il Triplo Ponte 7 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Lubiana-il-Triplo-Ponte-7-copia-300x199.jpg" alt="Lubiana il Triplo Ponte 7 copia 300x199 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="199" /> <strong>Narodna galerija o la Moderna galerija Ljubljane</strong>. Desiderate esplorare la città dando sollievo alle molte vesciche che ormai vi affligono? A Lubiana la bicicletta è il mezzo perfetto per lanciarsi tra i vicoli meno noti e perdersi nella luce pacata di verde lungo i viali alberati, per sbucare su uno dei molti ponti che contraddistinguono il centro, da attraversare e riattraversare ricamando una mappa personale che vi rivelerà tracciati sempre nuovi da sperimentare.L’ampia piazza dedicata a Ciril Metodv nella luce del tramonto appare una precaria scenografia in carta di riso, mentre turisti e famigliole della città passeggiano tra le architetture permeate dall’ombra del Comune, che quest’anno ospita un ricco calendario di eventi vista la nomina di Ljubljiana a <strong>Capitale del Libro 2010</strong>. Il polmone verde del Parco Tivoli è uno degli spazi più amati dalla gioventù slovena, specialmente nelle <img class="alignleft size-medium wp-image-14264" style="border: white 20px solid;" title="Portorose, Salinai_1 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Portorose-Salinai_1-copia-300x199.jpg" alt="Portorose Salinai 1 copia 300x199 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="199" />dolci ore di fine giornata quando la luce arancione cola sui pendii che guardano dall’alto gran parte della città sempre più intrisa d’ombra. Se avete voglia di cedere alla gravità e rotolarvi a perdifiato lungo una di queste discese d’erba dove i palazzi cittadini si innalzano nell’orizzonte indaco non perdete l’occasione. Poi scuotetevi da jeans e capelli i fili d’erba e percorrendo a ritroso la corrente di gente dedita al footing con cane al seguito, fermatevi a uno dei tavolini dell’imponente edificio centrale. Ben lungi dall’essere un semplice bar, questo palazzo dalle forme gentili oggi è <strong>l’International Centre of Graphic Arts</strong> e tra cocktails d’aperitivo e una vista incantevole sulla città, vi permetterà di curiosare attorno a mura contraddistinte del fascino più contemporaneo. Si accendono le prime stelle e la notte prende vita lungo il fiume Cankarjevo nabrežje: una birra Union, tipica di qui, farà compagnia alle vostre chiacchiere nella selva di localini che tempestano di luci i ponti ricchi di suggestivo fascino e se preferite lo spirito<img class="alignright size-medium wp-image-14263" style="border: white 20px solid;" title="Pirano-1 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Pirano-1-copia-300x199.jpg" alt="Pirano 1 copia 300x199 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="199" /> underground non perdete i locali autogestiti nei pressi della stazione centrale in Metelkova. Capitale della Slovenia dal 1991, a Lubiana palpita la cultura mitteleuropea dell’impero asburgico e se nel 1941 fu annessa come provincia alla regione della Venezia Giulia, l’italiano continua a permeare un clima che si sente spesso naturalmente intimo nei confronti della vicina Italia. Il castello domina strade oggi dedite allo shopping sfrenato, mentre palazzi di vetro realizzati dopo la fine dell’ex Jugoslavia si mescolano ai tipici edifici di stampo comunista, oggi riutilizzati come uffici e banche. Se amate gli sci sappiate che la stazione sciistica di Kranjska Gora si trova a pochi chilometri da qui e accoglierà gli appassionati della neve in un caleidoscopio notturno di piste illuminate. Se alcune aree di Ljubljiana vi appaiono particolarmente scintillanti, non state sbagliando: nel 1895 la capitale è stata vittima di un grave terremoto di magnitudo 6,1 sulla scala Richter. Pensate che circa il 10% degli edifici andò distrutto e molti quartieri della città vennero ricostruiti ex novo secondo i canoni dell’<strong>Art Nouveau</strong>. Sede del Parlamento e dell&#8217;Ufficio del Presidente, Lubiana sembra vivere <img class="alignleft size-medium wp-image-14268" style="border: white 20px solid;" title="Slovenia-Lago di Bled copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Slovenia-Lago-di-Bled-copia-300x193.jpg" alt="Slovenia Lago di Bled copia 300x193 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="193" />sul fiume Ljubljanica in un tessuto sociale sempre più votato alla presenza giovane. Qui è facile spettacoli improvvisi, come un happening che si dipana su un palcoscenico temporaneo allestito in Presernov Trg. Forse casuale simbolo della stessa Lubiana, le coreografie di danza classica uniscono la ferma compostezza dei passi misurati all’affanno sudato e senza sosta di un battito elettronico in corsa perenne. Proprio come questa capitale, che attualmente sembra volteggiare dal palco di una storia millenaria ammantandosi con costumi nuovi, nella tensione instancabile che la trascina in un vorticante ritmo della contemporaneità, tra arte, happy hour e cosmopolitismo. Sapete il perché di Lubiana? Secondo alcuni città dell&#8217;amore, sembra che il nome derivi dal prefisso Ljub, sostantivo slavo ljubezen che significa amore, affetto. E se Lubiana vi ha<img class="alignright size-medium wp-image-14267" style="border: white 20px solid;" title="Slovenia-Castello Predjama 012 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Slovenia-Castello-Predjama-012-copia-300x300.jpg" alt="Slovenia Castello Predjama 012 copia 300x300 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="300" /> incantato lasciandovi malinconicamente restii a un’immediata partenza, svegliatevi presto e passeggiando per le strade ancora disabitate cercate la stazione dei bus. Dopo aver acquistato un biglietto tra i pendolari che ogni giorno attraversano il confine, confondetevi nella folla e godete il breve viaggio fino a Capodistria. Il piccolo comune di <strong>Kopar</strong>, che già si protende verso l’Adriatico in un disperato abbraccio tra Slovenia e Italia, vi attenderà come ultimo baluardo d’osservazione, prima del lento ritorno a Trieste. Se edifici come il Palazzo Pretorio del XV secolo e la chiesa Carmine Rotunda del XII nascondono un palpitante cuore antico, qui l’Istria vibra nei colori del porto fiorente, che contraddistingue l’economia cittadina, mentre il bilinguismo diventa fatto quotidiano di negozi dove le insegne disegnano alfabeti che si intrecciano.</p>
<p style="text-align: justify;">Testo: <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/maddalena-de-bernardi/" target="_self">Maddalena De Bernardi </a>    Foto: archivio</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove dormire: </strong><br />
<em>Trieste:<a href="http://www.lecorderiehotel.it/" target="_blank"> Hotel Le Corderie</a></em>, Via Di Calvola 43, 34143  Trieste. t.040 3229277. Elegante e raffinato, arredamento minimal, memorabile la prima colazione. <em><a href="http://www.lavalledibanne.it/" target="_blank">La valle di Banne B&amp;B</a>,</em> Via Banne 25, 34151 Trieste. t. 040211089. Nel <img class="alignleft size-medium wp-image-14265" style="border: white 20px solid;" title="Slovenia 015 copia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Slovenia-015-copia-300x225.jpg" alt="Slovenia 015 copia 300x225 Attraverso il confine tra due mondi" width="300" height="225" />cuore della località di Banne, uno dei borghi più belli e caratteristici del Carso triestino, immerso nel verde, dista dal centro di Trieste pochi minuti di macchina.<br />
<em>Ljubljana</em><span style="text-decoration: underline;">:</span> <em><a href="http://www.cityhotel.si/?lang=en" target="_blank">City Hotel</a>, </em>Dalmatinova 15, t. +386 (0)1 239 00 00. In centro, a pochi passi dalla città vecchia, ben servito dai mezzi pubblici. <a href="http://www.souhostel.com/" target="_blank"><em>Hostel Celica</em></a><em>,</em>8 Metelkova Ulica, Ljubljana 1000, Slovenia. t. +386  (0)1 230 97 00. Qui potrete tuffarvi nella storia della ex Jugoslavia. Se fino ad una quindicina di anni fa sono stati utilizzati come prigione, oggi gli interni di questo edificio di fine ottocento, ospitano varie camere-celle per circa 20-27 euro a notte. Ogni stanza è diversa dall’altra ed è stata progettata da designer locali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove mangiare:</strong><br />
<em>Trieste:<a href="http://www.interware.it/TSR/Cultura/austria/rosa.htm" target="_blank"> Siora Rosa</a>,</em> Piazza Hortis 3. t. 040301460. Ristorante &#8211; buffet che serve  specialità della tradizione triestina, un&#8217;istituzione. <em><a href="www.chimeradibacco.com " target="_blank">Chimera di Bacco</a></em>, via del Pane 2. t.040364023. Cucina &#8220;dei vecchi sapori&#8221;, legata alle tradizioni, ma arricchita e reinventata dall&#8217;esperienza girovaga del propietario e chef. <br />
<em>Ljubjana:</em> <a href="http://www.concierge.com/travelguide/ljubljana/restaurants/16113" target="_blank"><em>Julija</em></a>,1 Stari.  t. + 386 (0)1 4256463. In pieno centro storico, alla moda cucina italiana.  <em>Kuhinja Krusic</em>, Bezenškova 11. +386 (0)1 5446141. Cucina tradizionale slovena.</p>


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		<title>L&#8217;oasi fuori città</title>
		<link>http://www.latitudeslife.com/2010/07/loasi-fuori-citta/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[Eco Resort]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[bungee jumping]]></category>
		<category><![CDATA[cowboy]]></category>
		<category><![CDATA[equitazione]]></category>
		<category><![CDATA[free climbing]]></category>
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		<category><![CDATA[oasi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un&#8217;oasi nel deserto a volte è solo un miraggio, altre volte è un luogo di salvezza come un porto sicuro dove potersi salvare per riscoprire che sono le cose più semplici quelle che ci necessitano. Immaginate adesso di non dovervi recare fino nel Sahara per trovare un luogo del genere, ma di giungere comunque in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F07%2Floasi-fuori-citta%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-14054" style="border: white 20px solid;" title="OasiTitle" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/OasiTitle.jpg" alt="OasiTitle Loasi fuori città" width="600" height="235" />Un&#8217;oasi</strong> nel deserto a volte è solo un miraggio, altre volte è un luogo di salvezza come un porto sicuro dove potersi salvare per riscoprire che sono le cose più semplici quelle che ci necessitano. Immaginate adesso di non dovervi recare fino nel Sahara per <img class="alignleft size-medium wp-image-14044" style="border: white 20px solid;" title="255" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/255-300x202.jpg" alt="255 300x202 Loasi fuori città" width="300" height="202" />trovare un luogo del genere, ma di giungere comunque in un luogo lontano dal frastuono delle città e dai blocchi di cemento armato: tra le Alpi e la pianura Padana, precisamente in provincia di Biella, sorge l&#8217;<strong>Oasi Zegna</strong>. Il paesaggio che circonda questo luogo accoglie con la semplicità del verde vivo e, le iniziative organizzate dall&#8217;oasi, ci calano nei panni degli esploratori di un tempo. Risulta piacevole e particolare l&#8217;atmosfera notturna con il bosco che si fa argentato al chiarore della luna e delle stelle, mentre appare costellato dalle strane traiettorie delle lucciole in volo. L&#8217;osservazione del cielo stellato ha il suo picco nella notte di San Lorenzo e, il 10 agosto, è previsto un evento per poter scorgere gli astri  cadenti oppure, in occasione della luna piena, si va a Bielmonte con un esperto di riprese notturne per imparare a fotografare il satellite bianco. Nel parco è possibile anche <strong>praticare diversi tipi di sport</strong> quali equitazione, mountain bike, bungee<img class="alignright size-medium wp-image-14043" style="border: white 20px solid;" title="85" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/85-300x200.jpg" alt="85 300x200 Loasi fuori città" width="270" height="180" /> jumping e free climbing. In alta quota, a 1400 metri, c&#8217;è un centro d&#8217;equitazione che offre una gamma di corsi a partire dal livello principiante fino al livello esperto oppure, se preferite la bici, potrete percorrere i sentieri sterrati per ritrovarvi da soli a contemplare i paesaggi dai punti panoramici. Una vera chicca è l&#8217;unico centro permanente in Italia per il bungee: ci si lancia dal ponte Colossus, ovvero 152 metri d&#8217;altezza per un&#8217;emozione mozzafiato. Se vi sentite invece dei cowboy potrete partecipare al divertente weekend country che comprende musica tipica con tanto di animatori per imparare le coreografie adatte, notti in tenda, trekking e una cavalcata in sella a un destriero. Questa è solo una <strong>panoramica di tutte le iniziative</strong> dell&#8217;Oasi Zegna, per saperne di più controllate il link di seguito.</p>
<p>Testo di Mauro Pinto</p>
<p><strong>Link utili</strong></p>
<p><a href="http://www.oasizegna.com/homenew.php" target="_blank">Oasi Zegna</a></p>
<p><strong>Come arrivare:</strong></p>
<p>Autostrada A4 Milano-Torino</p>
<p>Uscita Carisio direzione Cossato, Vallemosso, Trivero, quindi Bielmonte</p>
<p>Autostrada A26 Genova Gravellona Toce</p>
<p>Uscita Romagnano Sesia direzione Coggiola, Trivero, quindi Bielmonte</p>
<p><strong>Dove dormire:</strong></p>
<p><a href="http://www.ilcastagneto.org/" target="_blank">Castagneto</a> &#8211; Frazione Brughiera 1 &#8211; 13835 Trivero (Bi)</p>
<p>Un albergo immerso nel verde delle colline dell&#8217;oasi, dotato di camere con terrazzo per godersi il paesaggio.</p>
<p><a href="http://www.hotelmichelangelo.com/benvenuti.html" target="_blank">Hotel Michelangelo</a> &#8211; Pza Adua 5 &#8211; 13900 Biella</p>
<p>Hotel a 4 stelle in stile americano: un bed and breakfast di atmosfera internazionale.</p>
<p><strong>Dove mangiare:</strong></p>
<p><em>Ristorante pizzeria da Toto</em> &#8211; Regione Caulera &#8211; Panoramica Zegna &#8211; Comune di Trivero</p>
<p>Ristorante specializzato in piatti locali quali selvaggina, polenta, grigliate, pasta fatta in casa e pizza.</p>
<p><em>Ristorante Al Centro</em> -<strong> </strong>Via Marconi, 41<strong> </strong>Trivero</p>
<p>Specializzato in cucina internazionale e risotti.</p>


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