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		<title>Mangiare con l&#8217;arte: al museo&#8230; succede a Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maddy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Week End]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo enogastronomico]]></category>

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		<description><![CDATA[Napoli stuzzica l'appetito con una serie di week end, dal 19 maggio al 3 giugno, all'insegna dell'enogastronomia tipica e la cultura: torna Mangiare con l'arte 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-51703" style="border: 20px solid white;" title="cibo tipico" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/cibo-tipico-620x414.jpg" alt="cibo tipico" width="620" height="414" /></p>
<p style="text-align: justify;">Cibo e arte, ecco lo stuzzicante binomio protagonista di tre week end all&#8217;insegna del gusto per le cose belle: un gusto che si affina nell&#8217;incontro con le tradizioni enogastronomiche della splendida città di Napoli. La manifestazione <em>Mangiare con l&#8217;arte</em>, giunta alla sua terza edizione, andrà in scena <strong>nei week end dal 19 maggio al 3 giugno</strong>, quando, oltre a saziare la vostra fame di cultura, potrete assaggiare le saporite degustazioni di prodotti tipici. &#8220;Per la parte turistica&#8221;, ha spiegato Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli, &#8220;abbiamo coinvolto il  Museo di San Gennaro, il Museo nazionale, quello Duca di Martina e la  basilica di San Lorenzo, dove saranno presenti appositi desk informativi  sui prodotti tipici con vari momenti di degustazione guidata a cura di  sommelier e personale specializzato&#8221;, ma troverete presidi del gusto anche  in luoghi di passaggio come la Stazione Centrale, l&#8217;aeroporto e il Molo Beverello.</p>
<p style="text-align: justify;">I musei coinvolti saranno infatti il Museo Archeologico, il Museo Duca di Martina nella Floridiana, il Museo di San Gennaro e il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore di <a href="/tag/napoli/" target="_self">Napoli</a>. <strong>Il menu?</strong> Rigorosamente nel segno della produzione napoletana: Maddaloni spiega: &#8220;L&#8217;obiettivo è far conoscere le eccellenze e le potenzialità delle produzioni tipiche locali coinvolgendo le imprese agricole dell’area metropolitana, i ristoranti, le gastronomie, i musei ed i luoghi di maggiore affluenza turistica  agroalimentare della provincia di Napoli da dove proviene la maggior parte dei prodotti tipici di eccellenza&#8221;. <strong>Pomodoro San Marzano, olio Dop sorrentino, la mozzarella di bufala campana Dop</strong>, ma anche provolone Del Monaco e sapori talvolta poco noti come la torzella napoletana, la cicerchia flegrea e la zucca lunga. Oltre agli eventi museali, potrete assaggiare le ricette selezionate da una serie di ristoranti aderenti al circuito <em>Mangiare con l&#8217;arte</em>, i quali presenteranno allettanti intrecci di sapori studiati per valorizzare le eccellenze locali. E per partire con un souvenir d&#8217;eccezione non dimenticate di visitare le 20 gastronomie dove acquistare i prodotti a prezzi promozionali.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>I prodotti tipici di una terra non sono merci ma racconti di vita</strong>. Esprimono le terre da cui hanno tratto origine, narrano le storie di uomini che li hanno creati, raccontano la terra che li produce in modo più esauriente di qualsiasi libro di storia. Mangiarli vuol dire diventare parte di quella terra&#8221; racconta il presidente di Agripromos, Pasquale Russo. Ovvero preservare la tradizione attraverso un&#8217;educazione al gusto che si diriga verso il bello e nondimeno il buono: sensibilizzare noi, consumatori si spera sempre più critici e consapevoli, verso mondi fatti da sinergie multiple inscindibili, dalla terra e l&#8217;agricoltura alla cultura, verso una società che per evolversi non può dimenticare le proprie origini.<br />
Per conoscere i quaranta ristoranti aderenti all&#8217;iniziativa e il calendario degli appuntamenti di <em>Mangiare con l&#8217;arte</em> potete consultare il <a href="http://www.agripromos.com/" target="_blank">sito ufficiale Agripromos</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Maddalena De Bernardi</p>
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		<title>Volontariato: viaggi solidali tra natura e sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidali]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Partire per le vacanze e dedicare tempo ed energie a una giusta causa, che sia ripulire le spiagge delle coste italiane, insegnare inglese in una scuola in Bolivia o accudire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-51639" title="volontariato-internazionale" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/volontariato-internazionale-620x413.jpg" alt="volontariato internazionale 620x413 Volontariato: viaggi solidali tra natura e sociale" width="620" height="413" /></p>
<p style="text-align: justify;">Partire per le vacanze e dedicare tempo ed energie a una giusta causa, che sia ripulire le spiagge delle coste italiane, insegnare inglese in una scuola in Bolivia o accudire leoni in Sud Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché si può fare volontariato anche di persona, spostandosi dove c’è bisogno di un aiuto concreto insieme a <strong>associazioni umanitarie</strong> che da anni operano in quel luogo. Un’ottima alternativa al villaggio vacanze e alla vacanza studio, per conoscere parti di mondo da un punto di vista interno, più vero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Viaggi sensibili e solidali</strong>, esperienze di vita dense di emozioni, che non vi faranno riposare ma sicuramente vi lasceranno qualcosa in più.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tanta voglia di fare e spirito di adattamento, si vive a contatto con la popolazione locale, spesso ospitati da una famiglia, imparando i loro usi e costumi e rimboccandosi le maniche durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono sia azioni dedicate alla<strong> protezione dell’ambiente </strong>e alla protezione degli animali, sia attività dedicate alla distribuzione di <a href="/2011/11/intervista-al-taurinorum-travel-team-rientrato-dal-sud-america/" target="_self">aiuti umanitari</a> e alla cura di persone in situazioni difficili, come i <strong>bambini di strada</strong>, quelli cresciuti negli orfanotrofi e i malati di Aids.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-51645" style="border: white 20px solid;" title="volontariato-2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/volontariato-2-300x201.jpg" alt="volontariato 2 300x201 Volontariato: viaggi solidali tra natura e sociale" width="300" height="201" /><br />
Ma non pensate che per aiutare bisogna per forza essere disposti a passare mesi e mesi a lavorare dall’altra parte del globo. Si può partire anche solo per <strong>una settimana</strong> e le destinazioni sono tante quante le Ong che organizzano <strong>campi di volontariato</strong>. Giovani forti e pronti a fare attività fisica, viaggiatori con voglia di dare una mano, pensionati con tanto tempo libero che scelgono di rimettersi in gioco, abitué e persone alla prima esperienza: l’unico requisito per poter partecipare è l’entusiasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi sceglie soggiorni brevi e <strong>low cost</strong>, meglio non allontanarsi dall’Italia e raggiungere i volontari di <strong>Legambiente</strong> lungo la penisola, in quelle aree bellissime che purtroppo sono rimaste abbandonate. Grazie al programma di tutela, ripristino e <strong>valorizzazione ambientale</strong>, nei campi ci si occupa dei sentieri di montagna, dei borghi medievali, dei parchi naturali, ma anche di ripulire spiagge e fondali marini. La durata dei soggiorni varia tra i 10 e i 15 giorni e i costi si aggirano intorno ai 200 euro. Tra le destinazioni, ci sono le <strong>isole minori</strong> di Alicudi, Favignana, Asinara, Capraia, Itaca e la Laguna di Venezia, le cime alpine delle Dolomiti, le località di Gallipoli, <a href="/2012/02/sicilia-siracusa-lincanto-di-una-citta-dimezzata-di-paolo-di-stefano/" target="_self">Siracusa</a>, Noli, Castelnuovo del Garda.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i campi del <strong>WWF</strong> sono un ottimo modo per conoscere la natura e imparare a rispettarla: quest’anno, ci si dedica alla protezione delle <strong>tartarughe marine</strong> nei campi di Palizzi in Calabria e  Torre Salsa in Sicilia. Ma non solo, si organizzano anche <strong>campi scuola per i più piccoli</strong><strong> </strong>e <strong>vacanze eco-sostenibili</strong> in tutta Italia, per chi vuole dare un contributo senza lavorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre in Italia, con la <strong>Lipu</strong>, Lega Italiana Protezione Uccelli, si lavora nelle <strong>riserve naturali</strong> a contatto con gli animali, per proteggere le specie di volatili in via di estinzione con attività come curare i <strong>pulcini,</strong> <strong>studiare e censire la migrazione dei rapaci,</strong> partecipare a campi <strong>anti-bracconaggio. </strong><strong>Si occupa della tutela degli animali acquatici, invece, </strong>l’istituto <strong>Tethys</strong>, che organizza campi di <strong>ricerca dei cetacei</strong> lungo le coste italiane e del sud della Francia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-51646" style="border: white 20px solid;" title="volontariato-3" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/volontariato-3-300x225.jpg" alt="volontariato 3 300x225 Volontariato: viaggi solidali tra natura e sociale" width="300" height="225" /><br />
Per chi invece vuole spostarsi verso il <strong>sud del mondo</strong>, associazioni internazionali come <strong>GoEco </strong>organizzano numerosissimi campi a contatto con la natura più selvaggia, in linea con i modi di vivere e di lavorare delle popolazioni locali. Si può andare in Sud Africa nel <strong>Parco delle tigri </strong>e dei leoni per studiare i metodi e le tecniche di conservazione di queste specie, costruire villaggi ecosostenibili in Israele, piantare alberi e aiutare a conservare zone verdi in Nuova Zelanda, oppure operare nei <strong>campi multiculturali</strong> in Zimbawe e <a href="/2012/02/thailandia-verde/" target="_self">Thailandia</a> e insegnare o aiutare negli orfanotrofi.</p>
<p style="text-align: justify;">Più distanti e quindi necessariamente più lunghe, queste esperienze richiedono in genere un minimo di <strong>due settimane di permanenza</strong>, e hanno costi più elevati (da 450 a oltre 2000 euro), cui vanno sommate le spese aeree. Sono <strong>esperienze di vita</strong>, però, e lo spirito umanitario va oltre il prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Organizzano campi in luoghi remoti del mondo per giovani pieni di voglia di fare anche l’organizzazione di volontariato europea <strong>Alliance</strong>, l’<strong>International Cultural Youth Exchange </strong>(ICYE) e <strong>Projectabroad</strong>, che permette addirittura di fare uno stage in diversi ambiti nei paesi meno sviluppati.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, sicuramente serve tanta motivazione per affrontare un viaggio del genere: non è un <strong>soggiorno di relax</strong>, bisogna sudare, adattarsi a condizioni disagiate e spesso bisogna fare i conti con i sentimenti, soprattutto se si sceglie un programma di <strong>aiuto umanitario</strong> a contatto con i bambini. Ma se volete fare un’esperienza di vita indimenticabile, scoprirete che un sorriso ne vale la fatica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Testo di Giorgia Boitano</p>
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		<title>Stella dell&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:15:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si Chiama MAM il Museo di arte Moderna di Salvador ricavato negli spazi ristrutturati di una bella casa coloniale sulla Baia di Todo los Santos. La direttrice Stella Carrozzo  è  italiana, come la prima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si Chiama MAM il Museo di arte Moderna di Salvador ricavato negli spazi ristrutturati di una bella casa coloniale sulla Baia di Todo los Santos. La direttrice Stella Carrozzo  <a href="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9867.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-51854" title="Stella_Carrozzo_MAM_ Salvador de Bahia Brasile" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9867-620x413.jpg" alt="IMG 9867 620x413 Stella dellarte contemporanea" width="620" height="413" /></a>è  italiana, come la prima curatrice del museo. <a href="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9889.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-51855" title="MAM museo arte moderna Salvador de bahia brasile" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9889-620x413.jpg" alt="IMG 9889 620x413 Stella dellarte contemporanea" width="620" height="413" /></a></p>
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		<title>La fortuna è appesa al filo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:04:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rappresentano i colori delle divinità del Candomblé la religione sincretica afrobrasiliana, ma sono appesi a sventolare sulla cancellata della cattolicissima chiesa di Bom Fim costruita nel XVII secolo. Con tre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rappresentano i colori delle divinità del Candomblé la religione sincretica afrobrasiliana, ma sono appesi a sventolare sulla cancellata della cattolicissima chiesa di Bom Fim costruita nel XVII secolo. Con tre nodi ci si affida alla fortuna anche se lo mettete al polso.</p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9803.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-51851" title="Igreja de Bonfim Salvador de Bahia Brasile" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9803-620x413.jpg" alt="IMG 9803 620x413 La fortuna è appesa al filo" width="620" height="413" /></a></p>
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		<title>Curiosità da bambini, tra leoni, serpenti e bufali</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda: Mio figlio è un grande appassionato di documentari, ne guarda di tutti i tipi e conosce a memoria tutti i programmi dal canale 400 in su di Sky. Adora...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Domanda: </strong>Mio figlio è un grande appassionato di documentari, ne guarda di tutti i tipi e conosce a memoria tutti i programmi dal canale 400 in su di Sky. Adora Wild e Missione Natura e mi pone spesso domande sugli animali e, francamente, non sempre so rispondere. Nonostante i vari tablet siano collegati a internet non trovo sempre le risposte adatte, potete aiutarmi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><img title="Bufalo3-pitamiz" style="border: white 20px solid;" class="size-medium wp-image-51840 alignright" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Bufalo3-pitamiz-300x199.jpg" alt="Bufalo3 pitamiz 300x199 Curiosità da bambini, tra leoni, serpenti e bufali" width="300" height="199" />Risposta: </em></strong>Wow! Mio figlio Leonardo ha 2 anni e mezzo e di domande non me ne pone molte francamente, solo ordini e richieste&#8230; Se crescendo dovesse appassionarsi ai documentari ed al lavoro del padre per me sarà un vero onore, speriamo… La “fame” di nozioni dei cuccioli d’uomo è quasi insaziabile, recentemente durante una presentazione del libro del mio amico Vincenzo Venuto, ho assistito alla raffica multipla di alcuni ragazzini che ponevano <a href="/category/viaggi/esperto-risponde/" target="_self">tante domande</a> e, molte, assolutamente pertinenti e complesse. Vincenzo, nel rispondere, ha detto una frase che porterò sempre nel cuore:” una delle più grandi soddisfazioni è sapere che con i miei programmi i bimbi ed i ragazzi si appassionano alla Natura”. Che Vincenzo fosse un grande uomo era scontato, ma questa frase lo ha elevato al rango di “mito”, quindi grazie Vince per quello che fai.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo adesso a rispondere alle bellissime ed interessantissime domande poste da suo figlio. Io sono guida africana, un appassionato di Natura ma non sono un biologo, quindi cercherò di rispondere con le competenze e conoscenze di chi, come me, fa della Natura il suo ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>- Fra leone e tigre chi vince?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Entrambi sono i predator alfa del loro ambiente e, tranne in alcuni rarissimi casi, non vi è sovrapposizione di territori fra le due specie. La struttura ossea più allungata, la potenza delle zampe anteriori ed il maggior peso (una tigre del Bengala o Siberiana può superare i 300 kg) sicuramente pongono la tigre come vincitrice di uno scontro diretto.<a href="/2011/11/tanzania-parchi-del-nord-per-uno-scatto-felino/" target="_self"> I leoni</a> hanno dalla loro, i maschi, una folta criniera che li proteggerebbe dagli attacchi della tigre ma i kg fra i predatori contano molto quindi la risposta è decisamente: la tigre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>- Perché i bufali si chiamano Tatonka?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che qui ci sia stata un po’ di confusione. Il “bufalo” è un animale che vive prevalentemente in Africa e in Asia mentre i bisonti vivono solo negli USA, in Canada e in Europa. Il nome Tatanka (Tatonka è il nome del personaggio principale di un cartone animato omonimo) è il termine Lakota (tribù di indiani d’America) per definire il bisonte. Bisonti e bufali non si assomigliano affatto, nonostante entrambi vivano in branchi numerosi e siano veri e propri colossi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>- Qual è il serpente più velenoso del mondo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una domanda da 1 milione di dollari. La velenosità, quindi mortalità, di un serpente dipende da 3 fattori: 1. La quantità di veleno inoculata, 2. La qualità del veleno, 3. Il soggetto che viene morsicato. Se il terzo è un elemento rilevante ma molto “soggettivo” i primi due sono invece molto specifici. Dalla letteratura in possesso di noi guide si evince che il serpente terrestre più pericoloso e velenoso è l’Inland Taipan, serpente australiano della famiglia degli elapidi (mamba e cobra) che ha un veleno incredibilmente potente. Dei serpenti velenosi africani il primato spetta al grigiastro mamba nero.  Molta letteratura, anche non scientifica, presenta anche i serpenti marini fra i più pericolosi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>- Qual è l’animale più velenoso del mondo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante serpenti, scorpioni e ragni abbiano esemplari dotati di veleni molto potenti, sono dei principianti se paragonati a mostri velenosi come alcune meduse e anfibi. Di fatto la specie animale più velenosa è una dendrobatite, ovvero la rana freccia americana: le ghiandole del dorso rilasciano la sostanza più velenosa di ogni altro animale.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altre domande nel prossimo articolo de L&#8217;esperto risponde.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">A cura di Davide Bomben &#8211; Presidente <a href="http://www.espertiafrica.it/" target="_blank">AIEA &#8211; Associazione Italiana Esperti d&#8217;Africa</a></p>
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