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	<title>Latitudeslife &#187; canada</title>
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		<title>Canada: viaggio a Ottawa, città a misura d&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
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Il freddo è pungente, il termometro segna zero gradi, e sono le 8 am di una comune giornata d’autunno. In Italia ancora nessuno ha ancora indossato il cappotto. Ottawa, la piccola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-45914" style="border: white 20px solid;" title="Ottawa-scoiattolo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Ottawa-scoiattolo.jpg" alt="Ottawa scoiattolo Canada: viaggio a Ottawa, città a misura duomo" width="640" height="388" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il freddo è pungente, il termometro segna zero gradi, e sono le 8 am di una comune giornata d’autunno. In Italia ancora nessuno ha ancora indossato il cappotto. <strong>Ottawa</strong>, la piccola e silenziosa capitale dell&#8217;<a href="/2011/12/viaggio-in-canada-tra-orsi-orche-e-balene/" target="_self">affascinante Canada</a>, mi sembra improvvisamente così lontana da casa&#8230; Sulla banchina di un marciapiede deserto, attendo di scorgere l’autobus che mi porterà in centro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-45915" style="border: white 20px solid;" title="Ottawa-vista" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Ottawa-vista.jpg" alt="Ottawa vista Canada: viaggio a Ottawa, città a misura duomo" width="300" height="225" /><br />
Puntuale come ogni giorno, eccolo che arriva, preceduto dal pulmino giallo limone della scuola. Lascio la periferia a sud della città, per raggiungere il centro. Dai finestrini guardo le <strong>casette basse che colorano la zona</strong>. Sono le tipiche case nordamericane: portone bianco, veranda, terrazzina d’ingresso, grande vetrata laterale, giardino senza recinzioni. Ottawa è soprattutto questo, <strong>un puzzle di quartieri residenziali</strong> che si compone intorno alla downtown, dove pulsa il cuore politico e commerciale della città.</p>
<p style="text-align: justify;">La raggiungo dopo circa mezz’ora. Scendo di fronte al Rideau Centre, <strong>famoso centro commerciale</strong> che prende il nome dal canale che vi scorre accanto, e costeggio il nuovo Palazzo dei Congressi, una <strong>struttura di vetro circolare</strong>, simile a una balena che aspetti di rituffarsi in acqua, per raggiungere Sussex Drive, una delle vie principali e più eleganti della città.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-45918" style="border: white 20px solid;" title="Ottawa-ragno-bronzo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Ottawa-ragnb-bronzo.jpg" alt="Ottawa ragnb bronzo Canada: viaggio a Ottawa, città a misura duomo" width="300" height="225" /><br />
Vi si affacciano ristoranti, negozi, oltre la Galleria Nazionale del Canada, la <strong>casa del primo ministro canadese</strong> (al numero 24) e la <strong>cattedrale di Notre Dame</strong>. In stile neo-gotico, con <strong>due campanili che splendono argentei </strong>contro luce, il suo interno è un tripudio di colori, dal soffitto blu lapislazzulo, simile a quello della basilica inferiore di Assisi, alle colonne verdi che separano la navata centrale da quelle laterali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Le nuvole si sono addensate in cielo</strong>. L’orizzonte, ingrigito, mi fa temere che possa piovere. Il <strong>grande ragno di bronzo</strong> che campeggia al centro della piazza, di fronte alla chiesa, si adatta benissimo all’atmosfera. Alle sue spalle, vedo la Galleria Nazionale, un edificio moderno, in vetro e cemento, che si allunga come il vagone di un treno, stretto all’estremità da due strane cupole, anche queste in vetro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-45916" style="border: white 20px solid;" title="Ottawa-parliament-hill" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Ottawa-parliament-hill.jpg" alt="Ottawa parliament hill Canada: viaggio a Ottawa, città a misura duomo" width="300" height="249" /><br />
La più alta, guarda al fiume e a <strong>Parliament Hill</strong>, la collina su cui sorge, come già si intuisce dal nome, il parlamento del Canada. Lo raggiungo velocemente, in dieci minuti di cammino. Lo chateau Laurier mi guarda impettito. Non mi stupisce pensare che in questo <strong>castello, ora trasformato in lussuosissimo albergo</strong>, risieda spesso la regina Elisabetta. Come un palazzo delle favole, alto e massiccio, copre quasi la torre del parlamento, o Peace Tower. I tre edifici che sorgono sulla collina, sono in <strong>stile gotico vittoriano</strong>, cosa che fa immediatamente pensare a Londra e ai suoi monumenti. Il Centre Block domina sugli altri; vi si trovano il Senato e la Camera dei Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma è il fiume a catturare la mia attenzione</strong>. Vi scendo, costeggiando l’antico canal Rideau (completato nel 1832, nel 2007 è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO). L’acqua fra le chiuse è bassa, <strong>una barca di legno viene restaurata</strong> in attesa di poter riprendere il suo viaggio. Alcuni ciclisti che pedalano contro vento sulla grande pista a loro riservata mi passano accanto, mentre dagli alberi cadono foglie d’acero rosse e gialle. Siedo per riposare su una delle tante panchine, e due scoiattoli sospettosi mi passano davanti; poi torno indietro verso la <strong>piccola casa-museo</strong> in cui sono conservati oggetti risalenti agli anni in cui venne costruito il canale, sotto la supervisione del tenente colonnello John By.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-45917" style="border: white 20px solid;" title="Ottawa-canal-Rideu" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Ottawa-canal-Rideu.jpg" alt="Ottawa canal Rideu Canada: viaggio a Ottawa, città a misura duomo" width="300" height="225" /><br />
Guardo l’orologio; è ora di pranzo. Raggiungo di nuovo il Rideau Centre, dove mangio un panino con bacon, verdura e un formaggio, e intanto decido di visitare il <strong>ByWard Market</strong> che si apre su Dalhousie Street. Immagino che potrei anche sorprendervi il fantasma del colonnello John By, visto che fu lui a volerlo, nel 1826.</p>
<p style="text-align: justify;">Sullo sfondo di case antiche, in pietra rossa, basse e squadrate, la folla scema, invece, ordinatamente. <strong>I ristoranti sono tantissimi</strong>, e la frutta, la verdura sui banconi sembra fresca. Qualche zucca campeggia in bella mostra: Halloween è alle porte.</p>
<p style="text-align: justify;">In meno di un’ora visito tutto, quindi m’incammino verso <strong>Bank Street, nella zona più moderna</strong> di Ottawa, dove le finestre dei grattacieli, non altissimi come quelli che <a href="/2011/09/canada-incontriamoci-a-toronto/" target="_self">si possono vedere a Toronto</a> e a Vancouver, riflettono, però, il colore del cielo, e nascondono gli uffici del governo. <strong>Quasi assenti i negozi</strong>: distinguo in lontananza solo qualche caffè o fast food. Poche vie più a sud e il centro è finito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottawa non ha affatto il volto di una capitale, mi dico: è <strong>una città a misura d’uomo</strong>, riposante e pacifica. Una città in cui i prati sono più estesi dell’asfalto e la gente, proveniente da ogni angolo di mondo, sorride cortese.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Testo e foto di Flavia Catena</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="/2012/02/canada-viaggio-a-ottawa-citta-a-misura-duomo/2/" target="_self">Vai alle info utili</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></p>
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		<title>Viaggio in Canada tra orsi, orche e balene</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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Passeggiate nei boschi, uscite in barca a vela nell’oceano blu, escursioni in kayac lungo fiumi spettacolari: ecco come vivere un’avventura da sogno nei paesaggi incontaminati del Canada, a contatto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_42523" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><strong><img class="size-large wp-image-42523" title="Canada_british_columbia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Canada_british_columbia-620x465.jpg" alt="Canada british columbia 620x465 Viaggio in Canada tra orsi, orche e balene" width="620" height="465" /></strong><p class="wp-caption-text">La natura fa da padrona nella parte ovest Canada, tra laghi, fiumi e boschi incontaminati</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Passeggiate nei boschi, uscite in barca a vela nell’oceano blu, escursioni in kayac lungo fiumi spettacolari</strong>: ecco come vivere un’avventura da sogno nei <strong>paesaggi incontaminati del Canada</strong>, a contatto con le comunità native, gli orsi, le orche e le balene.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla spesso dei <strong><a href="/2010/09/canada-quebec-into-the-wild/" target="_self">paesaggi spettacolari del Québec</a>,</strong> ma anche la zona ovest del Paese ha molto da offrire. <strong>British Columbia, Alberta, Yukon</strong> e, sempre più a nord, <strong>Alaska</strong>, sono destinazioni perfette per chi cerca emozioni forti e ama stare all’aria aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Crociere d’osservazione della fauna marina, eco-escursioni a piedi, <strong>kayaking e canoa</strong>, pesca in fiume e in oceano, <strong>trekking, sci e navigazione a vela</strong> lungo la costa sono solo alcune delle esperienze che si possono fare in questi <strong>spazi immensi, ai confini del continente americano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chi ama la natura e gli animali, sia chi preferisce gli sport e chi vuole scoprire le tradizioni locali, può trovare l’avventura dei suoi sogni in <strong>Canada</strong>: <strong>uno dei più grandi ed inesplorati patrimoni faunistici, floristici e culturali </strong>dell’intero pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio, si può scegliere di <strong>soggiornare all&#8217;interno di antichi villaggi</strong> nel contesto di piccole comunità native ai confini dal progresso, oppure addentrarsi nel bosco con una guida per <strong>osservare gli orsi</strong>, uscire in mare aperto alla ricerca di orche o balene.</p>
<p style="text-align: justify;">Da alcuni anni l’italo-canadese Stefano Gay, organizza <strong>itinerari in Canada per piccoli gruppi</strong>, spaziando <strong>dalla città ai parchi</strong> fino alla natura incontaminata, con possibilità di personalizzazione secondo i gusti e le esigenze. L’idea, è quella di condividere con i viaggiatori appassionati di avventura un mondo inesplorato di luoghi e specie animali, nel totale<strong> rispetto della natura</strong>. Il <strong>contatto ravvicinato con i grizzly in Alaska</strong>, l’osservazione delle orche in kayak nel Pacifico o i foto-safari lungo sentieri poco conosciuti sono solo alcune delle attività programmabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pezzo forte del gruppo è il <strong>Tour della British Columbia</strong>, nella grande regione a cavallo tra Alberta e Columbia britannica. Il percorso inizia attraversando lo <strong>stretto di Georgia</strong> per raggiungere <strong>Vancouver Island</strong>, spingersi nel Pacifico con la traversata dell’<strong>Inside Passage</strong>, dove fiordi altissimi creano uno scenario ultraterreno, proseguendo poi in un <strong>viaggio naturalistico ed antropologico lungo la valle dello Skeena River</strong>, alla scoperta dei siti della cultura nativa Indiana fino alle <strong>Montagne Rocciose</strong> con gli spettacolari <strong>luoghi protetti dall&#8217;Unesco</strong>: Jasper, Banff e gli omonimi parchi.</p>
<p style="text-align: justify;">E per chi vuole sciare, c&#8217;è <strong>Whistler Mountain</strong>. Perfetto per le <a href="/2011/11/profumo-di-natale/" target="_self">vacanze di </a><strong><a href="/2011/11/profumo-di-natale/" target="_self">Natale</a> e Capodanno</strong>. È un piccolo villaggio a 670 metri di altitudine sulle <strong>Coastal Mountain</strong> nell’ovest della British Columbia, a solo 125 chilometri da Vancouver. Chi viene da queste parti, lo fa per la qualità della neve, la cosiddetta <strong>Champagne powder</strong>: un tappeto bianco, soffice e leggero su cui sciare fuori pista.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete partire a breve, ricordatevi che fa un po’ freddino.<br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Link utili: <a href="http://www.lerevehouseadventure.com/" target="_blank">Le Reve House Adventure</a><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Testo di Giorgia Boitano</p>
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		<title>Alaska. Viaggio tra ghiacci artici ed orsi polari</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 17:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi avventura]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;avventura in Alaska, per scopi scientifici ma soprattutto per soddisfare il desiderio di scoperta di un territorio remoto, abitato solo da ghiacci ed orsi.

 
 
Sfoglia il magazine &#8211; Vai...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Un&#8217;avventura in Alaska, per scopi scientifici ma soprattutto per soddisfare il desiderio di scoperta di un territorio remoto, abitato solo da ghiacci ed orsi.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img class="aligncenter size-full wp-image-42393" style="border: white 20px solid;" title="Cuccioli di orso bianco" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Cuccioli-di-orso-bianco.jpg" alt="Cuccioli di orso bianco Alaska. Viaggio tra ghiacci artici ed orsi polari" width="640" height="426" /></em></strong></p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><strong><a href=" http://www.latitudeslife.com/magazine/44/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank">Sfoglia il magazine</a> &#8211; <a href="http://www.latitudeslife.com/photogallery/?album=10&amp;gallery=176" target="_blank">Vai alla photogallery</a> &#8211; <a href="http://www.latitudeslife.com/2011/12/alaska-viaggio-tra-ghiacci-artici-ed-orsi-polari/3" target="_self">Vai alle info utili</a></strong></span></p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da quando ho cominciato ad appassionarmi di viaggio <strong>il grande nord mi ha conquistato</strong>. E’ un’attrazione fatale quella che mi lega alle latitudini estreme, alle regioni polari, a quelle zone remote e meno conosciute del nostro pianeta. Ricordo che un giorno di una quindicina di anni fa ad Angmassalik, <a href="/2010/03/dove-nascono-gli-iceberg/" target="_self">in Groenlandia dove nascono gli iceberg</a>, conobbi un certo <strong>William Knutesen</strong>, figlio di Will, uno dei più grandi esploratori artici del secolo scorso. Mi narrò storie leggendarie di popoli e di sopravvivenza, di scoperte e di antiche tradizioni. Un pomeriggio, poco prima che se ne andasse, Will al telefono mi confessò “…una volta che sei stato al grande nord è come se sentissi per sempre l’incantevole voce delle sirene che ti richiamano lassù, nel bianco infinito…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse è stato proprio da quell’incontro e da queste parole che tre anni fa ho iniziato a lavorare sull’idea di un nuovo viaggio, di <strong>un’avventura che potesse farmi scoprire ciò che ho sempre sognato</strong>, la vita artica in inverno, la fauna, i popoli di queste terre ed il valore di questo delicato ecosistema sempre più a rischio di estinzione. E così è nato il progetto <em>Arctic Sun on my Path</em>, dal titolo del libro scritto dall’amico William sulla vita di suo padre e poi dalla mia voglia di misurarmi con un ambiente duro, ostile ma tremendamente affascinante. Vivere 35 giorni a temperature che oltrepassano i 50 gradi sotto lo zero è senz’altro un’impresa molto difficile, se poi pensiamo che dobbiamo muoverci nelle zone artiche di Canada e Alaska e tentare l’attraversamento dello stretto di Bering, allora capite bene quanto la voglia di conoscere e scoprire non abbia davvero limiti. <strong>Il mezzo utilizzato per questa avventura non poteva che essere la motoslitta</strong>, inseparabile compagnia di viaggio. Dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico, un viaggio del genere ha richiesto una discreta preparazione: training autogeno al <img class="alignright size-medium wp-image-42394" style="border: white 20px solid;" title="Alaska in slitta" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Alaska-in-slitta-300x199.jpg" alt="Alaska in slitta 300x199 Alaska. Viaggio tra ghiacci artici ed orsi polari" width="300" height="199" />mattino prima di alzarsi dal letto e abitudine a sopportare temperature bassissime, soprattutto pensando di lavorare in condizioni estreme. Tutto diventa più duro, più difficile, impegnativo. Immaginate portarsi dietro ogni giorno 30 chili di attrezzatura, fotografare ed effettuare riprese video in mezzo a tempeste di neve a 40 gradi sotto lo zero, quando iniziano a farsi sentire i primi principi di congelamento, quando le batterie si consumano in pochi minuti e quando il gelo che si condensa su lenti e obiettivi non consente di rientrare alla base.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Arctic Sun on my Path</em> inizia proprio da <strong>Churchill</strong>, nella baia di Hudson, <a href="/2011/09/canada-incontriamoci-a-toronto/" target="_self">cuore pulsante del Canada</a> artico. Questo villaggio, isolato dal resto del paese e raggiungibile solo via aerea o ferroviaria, è infatti considerato la capitale mondiale degli orsi polari, un avamposto fatto di 900 abitanti e, pensate un po’, da ben 1.000 orsi che ogni anno fra ottobre e novembre ne fanno il loro punto di incontro quando la baia inizia a gelarsi, in attesa delle prossime migrazioni.<strong> Nel bel mezzo del niente</strong>, ad una quarantina di chilometri circa da qui esiste Wapusk, un territorio libero e sconfinato fino a 14 anni fa quando Micheal e Morris Spence, indiani purosangue, durante una battuta di caccia non scoprirono per caso che le femmine di orso venivamo proprio qui a passare l’inverno e a costruire le loro tane per dare alla luce i cuccioli. Da allora questa zona è divenuta parco nazionale, ha un accesso limitatissimo e con costi esorbitanti. L’unico luogo abitato per un mese all’anno è il Wat’ Chee Lodge, una specie di rifugio, ex-base militare canadese per il quale si sborsano qualcosa come 700 $ a notte a persona per dormire in una camerata di quattro persone, senza acqua corrente ed un paio di latrine come bagno. Ma è uno spettacolo comunque. Solamente <strong>una trentina di persone al mondo hanno il privilegio di arrivare fin qui</strong> ogni anno dopo una lista di attesa che può durare anche 24 mesi. Ricordo l’emozione di una sera,  quando, dopo i dieci minuti necessari per indossare l’abbigliamento polare, ci siamo trovati davanti ad un sorprendente spettacolo. Il cielo si era tinto di mille colori, di un verde intenso e cangiante che danzava come per magia da una parte all’altra della volta celeste. E’ dai tempi di Galileo Galilei che l’aurora boreale fra misticismo e leggenda seduce <img class="alignleft size-medium wp-image-42396" style="border: white 20px solid;" title="Alaska_scultura di ghiaccio" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Alaska_scultura-di-ghiaccio-300x199.jpg" alt="Alaska scultura di ghiaccio 300x199 Alaska. Viaggio tra ghiacci artici ed orsi polari" width="300" height="199" />e affascina. Continuerà a farlo per sempre, oggi come allora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fotografare gli orsi polari</strong> a mio parere è una vera e propria impresa, uno dei soggetti più impegnativi in assoluto. A differenza di tutti gli altri animali stanno fermi, immobili nella neve a sonnecchiare. Poi d’improvviso si alzano, si scambiano qualche effusione, battono gli occhi di continuo e lentamente se ne vanno. Cinque ore di attesa, 53 gradi sottozero, 2 principi di congelamento al naso e al dito indice, 5 minuti buoni di riprese. Uno sforzo incredibile, una soddisfazione inenarrabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima missione di <em>Arctic Sun</em> si è compiuta e con risultati eccellenti, la nostra piccola carovana riparte in direzione ovest, alla volta dell’Alaska. Facciamo tappa a Nome, uno dei villaggi più isolati di questo grande paese reso famoso il secolo scorso dalla corsa dell’oro, dove accorsero pionieri in cerca di fortuna a setacciare i suoi ricchissimi filoni auriferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una breve sosta qui dobbiamo rifare un’altra volta le valigie, pronti a volare sulla prossima destinazione.<strong> Atterriamo a Wales</strong>, un villaggio di 150 anime ancorato sulla <strong>costa più occidentale dell’Alaska</strong>. E’ uno dei luoghi più remoti e inospitali della terra, battuto dai venti, eroso dai ghiacci e abitato da secoli da cacciatori Inupiat. Non esiste niente in questa piccola comunità: né hotel, chiese, ristoranti o ospedali tanto che ci metteranno a dormire in una multi-purpose house, un incrocio fra una casa del popolo e un centro di accoglienza. Wales è geograficamente il punto più vicino alla Siberia separato dallo stretto di Bering e da piccola Diomede, un’isoletta, anzi poco più di uno scoglio, messo a cavallo sulla linea di cambiamento di data. E’ da qui che 25.000 anni fa passarono i primi nomadi che dalle steppe mongole migrarono nel nuovo continente attraverso un ponte di ghiaccio lungo di 90 chilometri, dando vita ad una nuova razza, ad una nuova cultura, destinata pian piano ad espandersi nel nord-America: gli Inuit, <strong>volgarmente chiamati eschimesi</strong>. Ed è da qui che inizia la nostra vera avventura tentando di raggiungere in motoslitta Diomede, percorrendo a ritroso il cammino dei veri “uomini”. Clyde ci avvisa che l’unico pericolo a parte il ghiaccio esile sono gli orsi polari, sparsi a decine in quest’area, pericolosi per l’uomo, veloci più di una motoslitta e con un fiuto che arriva fino a 20 miglia di distanza. E con una capacità di mimetizzazione ottima: bianco nel bianco. Non li vedremo mai. Ad un certo punto Clyde si ferma, alza la mano e ci intima lo stop. “Can’t go anywhere from here…” non possiamo andare oltre, il ghiaccio lascia posto all’acqua e proseguire sarebbe pura follia. Little Diomede è li di<img class="alignright size-medium wp-image-42397" style="border: white 20px solid;" title="Aurora boreale" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Aurora-boreale-300x199.jpg" alt="Aurora boreale 300x199 Alaska. Viaggio tra ghiacci artici ed orsi polari" width="300" height="199" /> fronte ai nostri occhi, ad una ventina di miglia. Ci viene da piangere dalla rabbia, dalla delusione. Ma <strong>il riscaldamento globale ha vinto</strong>, gli scienziati avevano ragione. Facciamo dietro-front e rientriamo alla base per sentire le storie di Clyde che ci dice che solo una generazione fa, quella di sue padre appunto, era uso spostarsi con i cani da slitta o addirittura a piedi dall’isola alle coste. Non possiamo arrenderci, almeno vale la pena di fare qualche ripresa in un luogo così straordinario. Clyde scuote la testa, ci lascia il fucile e ci insegna come sparare agli orsi in caso di attacco, poi ci augura buona fortuna. Torniamo sui nostri passi e ci fermiamo di fronte ad un iceberg gigantesco a scattare immagini. Un banale errore e ci incastriamo fra i ghiacci: la motoslitta si impunta e la slitta a rimorchio si capovolge. Improvvisamente qualcosa cambia, il cielo si offusca, inizia a soffiare il blizzard, il vento gelido del polo nord. La temperatura dai -20 scende a -45 in pochi minuti. Il satellitare ha le batterie ko. <strong>Sono momenti duri</strong>, non riusciamo a venirne fuori, la motoslitta non si muove e le mani iniziano a perdere progressivamente forza e sensibilità. In un tentativo estremo riusciamo a toglierla dal crepaccio ma siamo a metà dell’opera perché il blizzard ha cancellato ogni traccia, siamo in mezzo al mare ed il villaggio non è più visibile. Zigzagando in mezzo al nulla andiamo verso est, la nebbia inizia a dissolversi ed in lontananza scorgiamo finalmente il profilo della montagna che sovrasta Wales. Non sto a narrarvi l’emozione. Ci siamo abbracciati con gioia quella sera.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.latitudeslife.com/2011/12/alaska-viaggio-tra-ghiacci-artici-ed-orsi-polari/2" target="_self"><span style="color: #ff9900;"><strong>continua a pag 2</strong></span></a></em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><strong><a href="/magazine/44/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank">Sfoglia il magazine</a> &#8211; <a href="http://www.latitudeslife.com/photogallery/?album=10&amp;gallery=176" target="_blank">Vai alla photogallery </a>- <a href="http://www.latitudeslife.com/2011/12/alaska-viaggio-tra-ghiacci-artici-ed-orsi-polari/3" target="_self">Vai alle info utili</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Canada. Incontriamoci a Toronto</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 13:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una città, un Mondo” è la descrizione che meglio incarna lo spirito della più grande metropoli del Canada: multietnica, vivace, giovane e in continua crescita, negli ultimi anni si è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>“Una città, un Mondo” è la descrizione che meglio incarna lo spirito della più grande metropoli del Canada: multietnica, vivace, giovane e in continua crescita, negli ultimi anni si è classificata tra le mete turistiche più ambite del Nord America</em></strong>.<br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_37934" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-37934" title="TAG_1143" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_1143-620x413.jpg" alt="TAG 1143 620x413 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="620" height="413" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
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<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/41/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank">Sfoglia il magazine </a>- <a href="http://www.latitudeslife.com/photogallery/?album=10&amp;gallery=149" target="_blank">Vai alla photogallery</a> - <a href="http://www.latitudeslife.com/2011/09/canada-incontriamoci-a-toronto/2" target="_blank">Vai alle info utili </a>- <a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/41/servizi/torontogt/info.pdf" target="_blank">Scarica il pdf</a></strong></p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p>Se <strong>Vancouver</strong> e <strong>Montreal</strong> sono conosciute e apprezzate per la spettacolare natura circostante e la amatissima tranquillità canadese, <strong><a href="http://www.latitudeslife.com/2011/06/toronto-international-film-festival/" target="_blank">Toronto</a> </strong>ha 200 buoni motivi per farsi amare: <strong>200 come le diverse etnie che vi abitano e 200 come i quartieri che la compongono. </strong>Furono i <em>nativi americani</em> i primi a insediarsi sulla sponda settentrionale del <strong>lago Ontario</strong> soprannominandola <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/in-canada-tra-fiordi-e-parchi-naturali/" target="_blank"><strong>Toronto</strong>,</a> parola che tradotta significa “<strong>luogo d’incontro</strong>”. Mai nome fu più</p>
<div id="attachment_37936" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37936" title="TAG_1272" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_1272-300x200.jpg" alt="TAG 1272 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p>appropriato: infatti nell’ultimo secolo divenne <strong>meta ambita</strong> per <strong>immigranti</strong> in cerca di lavoro provenienti <strong>da tutto il mondo</strong>, trasformandosi in<strong> una delle città multietniche più popolate dell’intero pianeta</strong>. Attualmente le comunità <strong>italiane </strong>e <strong>cinesi</strong> sono le più numerose, ma passeggiando per le strade cittadine ci si accorge subito della quantità e varietà di razze che vi abitano e non c’è da stupirsi se il <strong>centralino del numero di emergenza 911</strong> sia in grado di rispondere in <strong>oltre 150 lingue. </strong>Tra i <strong>cinque quartieri</strong> che compongono il centro pulsante della città, il più affascinante ed elegante è sicuramente il <strong>Bloor Yorkville </strong>(la versione più piccola del <em>Greenwich Village</em> di New York) che con le le sue basse case in stile vittoriano, le più eleganti boutique di moda e le migliori gallerie d’arte, ne fanno una delle<strong> aree </strong></p>
<div id="attachment_37935" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37935" title="TAG_1182" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_1182-300x200.jpg" alt="TAG 1182 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p>più visitate, a due passi dai più importanti musei e vicinissimo alle università e a <strong>Queen’s Park</strong>. Non da meno è il quartiere di <strong>Yonge</strong>, il più commerciale e vivace della città, che si affaccia sulla <strong>Yonge Street</strong>, la <strong>via più importante della città</strong>, citata nel libro dei Guinnes come <strong>la più lunga del mondo</strong>, <strong>quasi 1900 km</strong>! Su una piccola parte di questa lunghissima strada che divide in due Toronto, si affacciano ben <strong>600 tra negozi, hotel e ristoranti</strong> e uno dei centri commerciali più famosi dell’intero Canada, l’<strong>Eaton Center</strong>, che con i suoi <strong>300 negozi di classe</strong> è la meta preferita degli appassionati di acquisti. Se di giorno Yonge attira gli amanti dello<strong> shopping,</strong> di sera sono i <strong>teatri </strong>(tra i più storici il <strong>Canon Theatre</strong> e l’<strong>Elgin&amp;Winter Garden Theatre</strong>), e i <strong>ristoranti alla moda</strong> a soddisfare i piùesigenti.</p>
<div id="attachment_37940" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37940" title="TAG_1712" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_1712-300x200.jpg" alt="TAG 1712 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p>Proseguendo verso sud, arrivando sino alle sponde del lago, si snoda il <strong>Toronto Entertainment District </strong>considerato il più dinamico e divertente. La zona vanta i migliori hotel e numerosi locali di ristorazione dal <strong>semplice pub al bistrò di lusso con cucina internazionale</strong>. Questa è anche la zona dei <strong>locali notturni, discoteche e musica dal vivo</strong>. In questo distretto si trova la principale attrazione turistica di Toronto, la <strong>Canadian National Tower</strong> che, con i suoi <strong>553 m</strong>, è stata la torre più alta del mondo fino al 2007. L’imponente torre ha diverse <strong>piattaforme panoramiche</strong> per l&#8217;osservazione della<strong> città</strong> e del<strong> lago</strong>. Qui, oltre allo splendido panorama, è possibile mangiare nel<strong> più alto ristorante girevole del mondo. Il</strong> <strong>pranzo o la cena durano esattamente 70 minuti,</strong> il tempo necessario per completare l’<strong>intero giro</strong></p>
<div id="attachment_37941" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37941" title="TAG_1774" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_1774-300x200.jpg" alt="TAG 1774 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p><strong>di 360°</strong>; se non si soffre di vertigini è possibile <strong>passeggiare sul pavimento di vetro a 342 m da terra</strong>. Nei pressi della torre c’è il <strong>Rogers Centre,</strong> lo stadio coperto dalla cupola apribile più grande del mondo. Arrivando sulle sponde del <strong>lago Ontario</strong> è possibile effettuare un <strong>giro in barca</strong> navigando tra i canali delle isole adiacenti ammirando una <strong>splendida natura </strong>e osservando lo <strong>skyline</strong> della città o semplicemente riposarsi su una piccola spiaggia libera e attrezzata. Più a est si sviluppa il <strong>Market St.</strong> uno dei quartieri storici della città. <strong>Vecchi edifici industriali </strong>e<strong> basse abitazioni d’epoca</strong> circondano lo storico <strong>St. Lawrence Market</strong>, una vera istituzione della città, questo <strong>mercato coperto</strong> offre ogni sorta di prodotti provenienti da tutto il mondo, molto apprezzati i numerosi <strong>ristorantini interni </strong>che</p>
<div id="attachment_37948" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37948" title="TAG_2794" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_2794-300x200.jpg" alt="TAG 2794 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p>cucinano al momento carne e pesce, materie prime esposte nei banchi vicini, assolutamente consigliato il panino icona del mercato, il “<strong>Peameal bacon</strong>” preparato con bacon canadese dapprima lasciato riposare in salamoia e quindi impanato in croccante farina di mais. Un altro colorato e vivace quartiere è <strong>Chinatown</strong>, che si sviluppa sulla centralissima <strong>Spadina Ave</strong>, in cui appaiono evidenti insegne luminose, case colorate, negozi con prodotti asiatici, che arredano<strong> un angolo di Cina in una città canadese</strong>; se siete amanti d’<strong>arte</strong> e di <strong>graffiti</strong> dovete assolutamente percorrere <strong>Queen St</strong>, una traversa di<strong> Spadina ave</strong>, <strong>una delle vie più trendy e cool di Toronto,</strong> giovane, vibrante e anticonvenzionale, questa zona è spesso <strong>paragonata a Soho</strong> di New York o di Londra. E’ un luogo di ritrovo per <strong>molti artisti e </strong></p>
<div id="attachment_37951" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-37951" title="TAG_2996" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TAG_2996-300x200.jpg" alt="TAG 2996 300x200 Canada. Incontriamoci a Toronto" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Canada. Toronto</p></div>
<p><strong>musicisti</strong>, con i suoi negozi d’antiquariato, le sue gallerie d’arte e <strong>i più antichi e i frequentatissimi locali </strong>, <strong>Queen St è sicuramente il luogo più “vivo” di tutta la città. </strong>Il quinto e ultimo quartiere del centro di Toronto è il <strong>church Wellesley village</strong>, un <strong>delizioso e colorato distretto</strong> dove risiede la più grande <strong>comunità gay</strong> del Canada, numerosi sono <strong>negozi di moda</strong> e<strong> ristoranti </strong>noti per la loro atmosfera <strong>cordiale, disponibile e divertente.</strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p>Testo e foto di <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanni-tagini/" target="_blank">Giovanni Tagini</a></p>
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<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/41/magazine.php?code=latitudeslife" target="_blank">Sfoglia il magazine </a>- <a href="http://www.latitudeslife.com/photogallery/?album=10&amp;gallery=149" target="_blank">Vai alla photogallery</a> - <a href="http://www.latitudeslife.com/2011/09/canada-incontriamoci-a-toronto/2" target="_blank">Vai alle info utili </a>- <a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/41/servizi/torontogt/info.pdf" target="_blank">Scarica il pdf</a></strong></p>
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		<title>Autunno in Quebec, un&#8217;emozione romantica tra foliage e natura</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando i fiori non profumano più  perché la loro stagione è conclusa,  i colori delle foglie continuano a regalare uno spettacolo affascinante . Una sinfonia di sfumature ,dal giallo oro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Quando i fiori non profumano più  perché la loro stagione è conclusa,  i colori delle foglie continuano a regalare uno spettacolo affascinante . Una sinfonia di sfumature ,dal giallo oro al rosso acceso, dedicata agli amanti della natura.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img class="aligncenter size-large wp-image-30951" style="border: white 20px solid;" title="Canada" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/LR03065_-620x411.jpg" alt="LR03065  620x411 Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="620" height="411" /></em></strong></p>
<p>Regalare un fiore ad una donna è sempre stato il modo più romantico per esprimere i propri sentimenti. I fiori sono l’espressione più artistica che la natura abbia mai concepito: uniscono in un solo gioiello il fascino dei colori, la fragranza dei profumi e la delicatezza dei petali. Esiste però un altro elemento, legato al mondo vegetale, in grado di evocare la <strong>meraviglia dei fiori</strong>, soprattutto quando il colore ed il profumo dei fiori non sono più percepibili… le <img class="alignleft size-medium wp-image-30954" style="border: white 10px solid;" title="TVHD-000246.jpg (MAXIMUM -1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TVHD-000246.jpg-MAXIMUM-1-300x168.jpg" alt="TVHD 000246.jpg MAXIMUM 1 300x168 Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="300" height="168" /><strong>foglie degli alberi in autunno</strong>… In <strong><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/in-canada-tra-fiordi-e-parchi-naturali/" target="_blank">Canada</a></strong>, nella regione del <strong><a href="http://www.latitudeslife.com/2011/02/canada-coriandoli-fra-i-fiocchi-di-neve/" target="_blank">Quebec</a></strong>, <strong>la natura regala uno degli spettacoli più incredibili ed affascinanti: il foliage</strong>. Tradotto in italiano questo elegante termine significa fogliame, ma a noi piace chiamarlo foliage perché, nella parola stessa, si racchiude un <strong>mondo di colori e di emozioni</strong> che solo le immagini e l’esperienza possono realmente descrivere. Ogni anno, nei mesi di settembre e ottobre, madre natura si impegna in uno <strong>spettacolo unico</strong> che veste il <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/canada-quebec-into-the-wild/" target="_blank">Quebec </a>dei colori delle mille gradazione del<strong> giallo, arancione e rosso</strong>. Le temperature sono frizzanti ma non rigide, e questo permette di apprezzare la <strong>bellezza dell’autunno canadese</strong> anche passeggiando per i bellissimi boschi e nelle città ricche di alberi e natura della regione del <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/quebec-la-douce-montreal-non-e-mai-stata-cosi-vicina/" target="_blank">Quebec</a>.<strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-30953" style="border: white 10px solid;" title="TQ-003308-1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TQ-003308-1-194x300.jpg" alt="TQ 003308 1 194x300 Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="194" height="300" /></strong></p>
<p>È difficile poter esprimere a parole la bellezza e le emozioni uniche che il foliage sa regalare, proprio perché le immagini parlano da sole, è forse giusto soffermarci sul processo che fa cambiare le foglie, portandole dal verde acceso dell’estate, ai colori <strong>giallo chiaro fino alle declinazioni più accese del rosso</strong>. Fondamentalmente sono due i fattori che rendono possibile questo incredibile fenomeno: la<strong> biologia delle piante ed il clima</strong>. Il clima gioca un importante ruolo sul foliage e gli elementi che ne definiscono il processo sono 2: <strong>temperatura</strong> e <strong>precipitazioni</strong>. La temperatura è fondamentale, i colori più accesi si vedono quando l’autunno è più mite (quindi ne troppo caldo ne troppo freddo) e le temperature non si abbassano troppo rapidamente. Se facesse tropo caldo o troppo freddo i colori delle foglie sarebbero meno intensi e più spenti. Successivamente giocano un ruolo importante le precipitazioni. Pioggia e neve portano al suolo nuova linfa che viene usata dalla pianta come nutrimento base, anche senza attivare la fotosintesi clorofilliana.<strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-30955" style="border: white 10px solid;" title="TVHD-000294.jpg (MAXIMUM -1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TVHD-000294.jpg-MAXIMUM-1-300x169.jpg" alt="TVHD 000294.jpg MAXIMUM 1 300x169 Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="300" height="169" /></p>
<p>Maggiore è la presenza di acqua, più a lungo si potranno avere colori caldi e foglie toniche, senza acqua le foglie diventerebbero presto marroni, secche e cadrebbero. Infine vi è la <strong>biologia delle piante, fattore dominante nel foliage</strong>. Ma quali sono i fattori che determinano la colorazione delle foglie nei diversi momenti dell’anno e soprattutto in autunno durante il foliage? I colori delle foglie autunnali dipendono da diversi fattori e per scoprirli dobbiamo addentrarci all’interno della foglia e della sua fisiologia. Le foglie assolvono ad una delle funzioni più importanti: l’alimentazione. Il cibo delle piante deriva dalla combinazione dei minerali contenuti nell’acqua e l’uso dell’energia del sole che scompone i minerali e li trasforma in nutrimento. Le foglie filtrano la luce del sole trattenendone tutto lo spettro (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola) tranne il colore verde, grazie alla clorofilla, che dona il tipico colore verde a tutte le foglie delle piante.<strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-30952 alignright" style="border: white 10px solid;" title="Canada" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/LR03071_-199x300.jpg" alt="LR03071  199x300 Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="199" height="300" /></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p>Oltre alla clorofilla, nelle foglie vi sono altri 3 pigmenti, tutti responsabili per diverse colorazioni. Quando, dunque, le piante interrompono la produzione di clorofilla, la stessa smette di irrorare le foglie. In questo modo gli altri pigmenti, presenti in quantità minore, iniziano ad affiorare cambiando il colore della foglia e regalando, anche in autunno, i colori meravigliosi della natura. <strong>Il Quebec in autunno offre degli spettacoli davvero unici e meravigliosi, regalando emozioni incredibili ai suoi visitatori</strong>. Le piante <strong>d’acero</strong>, dall’inconfondibile forma presente anche sulla bandiera canadese, diventano <strong>vere opere d’arte</strong>… del tutto naturali. Per aiutarvi nello scegliere il migliore percorso nel vasto Quebec dove ammirare il foliage, abbiamo definito un utile e simpatico<strong> Quebec BFS: Quebec Best Foliage Sites</strong>.</p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quebec Best Foliage Sites</strong>: Montreal, Quebec City, Parco Nazionale del Mont Tremblant, Parco Nazionale della Mauricie, Parco Nazionale e Riserva Faunistica di  Jacques Cartier, Lac Saint-jean, Parco Nazionale della Gaspesie</p>
<p>Gianmarco Caprotti<br />
Canada Product Manager<strong><a href="http://www.ildiamante.com" target="_blank"> Il Diamante</a></strong>.</p>
<p>Per ricevere informazioni e programmi di viaggio per il Quebec  e in generale per i viaggi in Canada potete rivolgervi al tour operator <a href="http://www.ildiamante.com " target="_blank">Il Diamante</a> oppure scrivete a <a href="mailto:prnord@ildiamante.com">prnord@ildiamante.com</a></p>
<p>Per prenotazioni potete rivolgervi alle migliori agenzie di viaggio.</p>
<p>Foto di Carnaval de Québec         <em>Latitudeslife per   <a href="http://www.ildiamante.com" target="_blank"><img title="Diamantelogo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Diamantelogo.jpg" alt="Diamantelogo Autunno in Quebec, unemozione romantica tra foliage e natura" width="106" height="16" /></a></em></p>
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