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	<title>Latitudeslife &#187; deserto</title>
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	<description>Latitudes Travel Magazine Free Indipendent</description>
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		<title>Come è possibile che gli elefanti vivano nel deserto?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperto risponde]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[namibia]]></category>

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Domanda: Ad agosto sono stato in Namibia affittando un pick-up. Eravamo 2 coppie ed abbiamo soggiornato presso un lodge nel Damaraland. Qui ci hanno parlato degli elefanti del deserto ma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-46064" title="Namibia-2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Namibia-2.jpg" alt="Namibia 2 Come è possibile che gli elefanti vivano nel deserto? " width="640" height="425" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Domanda: </strong><em>Ad agosto sono stato in Namibia affittando un pick-up. Eravamo 2 coppie ed abbiamo soggiornato presso un lodge nel Damaraland. Qui ci hanno parlato degli elefanti del deserto ma noi non li abbiamo visti. Come è possibile che gli elefanti vivano nel deserto? Sono una specie diversa da quella dell’Etosha? Non avendoli visti, esistono veramente?</em><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignright size-medium wp-image-46065" style="border: white 20px solid;" title="Namibia-1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Namibia-1-199x300.jpg" alt="Namibia 1 199x300 Come è possibile che gli elefanti vivano nel deserto? " width="199" height="300" /><br />
Risposta:</strong>Buongiorno Luigi e Michela, rispondo con particolare piacere alla vostra domanda poiché si parla di <strong><a href="/2010/09/namibia-luminosa-alba-africana/" target="_self">Namibia</a></strong> (paese dove ho lavorato come guida per oltre 10 anni) e soprattutto si tratta di una zona della Namibia, il <strong>Damaraland</strong>, che io definisco assolutamente spettacolare, forse la più bella dopo il mitico <a href="/2010/11/namibia-ho-preso-il-mal-dafrica/" target="_self">deserto del Namib</a>. Gli elefanti del deserto sono pachidermi adattati alla vita nelle aree remote del Damaraland e del Kaokoland, due territori immensi (ben più grandi della Svizzera) che hanno condizioni molto simili al deserto ma che presentano piccole fonti idriche, ideali per sostentare i grandi elefanti. Gli elefanti del deserto presentano alcuni adattamenti morfologici particolarmente utili nel deserto:</p>
<p style="text-align: justify;">- hanno zampe più lunghe e decisamente più larghe, ideali per coprire lunghe distanze e per camminare agevolmente sulla sabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">- presentano una proboscide più lunga per raggiungere i germogli più alti delle piante.</p>
<p style="text-align: justify;">- sono più piccoli fisicamente, forse per la minore diversità alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>numerosi fiumi</strong> delle due regioni namibiane sembrano quasi sempre secchi (per oltre 340 giorni l’anno) ma l’acqua, che è un essere vivo, scorre sotto la superficie sabbiosa. In questo modo le piante possono sopravvivere raggiungendo le falde acquifere, ma anche gli elefanti, scavando con zampe e proboscide, riescono a raggiungere l’acqua sotterranea. Uno degli elementi che mi ha sempre affascinato degli <strong>elefanti del Damaraland </strong>è l’attenzione nello scegliere le piante dalle quali cibarsi: sembra quasi che evitino le piante giovani per non rovinarle e che strappino solo alcuni rami dagli alberi per evitare di danneggiare l’intera pianta. Percorrono <strong>lunghissimi viaggi</strong>, fino a 70/100 km al giorno, per cercare acqua e cibo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-46066" style="border: white 20px solid;" title="Namibia-3" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Namibia-3-300x199.jpg" alt="Namibia 3 300x199 Come è possibile che gli elefanti vivano nel deserto? " width="300" height="199" /><br />
Mi spiace che non abbiate potuto ammirare la bellezza di questi branchi di elefanti del deserto, in tanti anni di lavoro come guida ho sempre visto moltissimi gruppi di elefanti, soprattutto all’interno dei letti dei fiumi effimeri Haba-Huab, Uniab e Hoanib. Ovviamente per vederli si devono seguire le loro tracce, sapere dove si muovono e conoscere le fonti dove normalmente si abbeverano.  Se doveste tornare in Namibia vi consiglio di soggiornare al <strong>Doro Nawas Camp</strong> dove normalmente effettuano escursioni con esperti ranger che conoscono la zona e il comportamento degli elefanti. A metà agosto ero con un gruppo di ospiti italiani ed abbiamo assistito allo spettacolo della loro quotidiana transumanza in mezzo alle rocce e alla sabbia del <strong>fiume Haba-huab</strong>. Era un gruppetto di 22 elefanti con 2 cuccioli di 2 anni, i miei ospiti sono rimasti elettrizzati nel vederli “scavalcare” con grande facilità una serie di colline di brulla roccia difficili da approcciare a piedi ed impensabili da affrontare in 4&#215;4. Abbiamo preso il thè ed il caffè delle 10h00, con biscotti al burro, guardando questi immensi pachidermi scavalcare le <strong>colline del Damaraland</strong>, uno spettacolo naturale che consiglio a tutti i viaggiatori della Namibia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><strong>Davide Bomben, AIEA &#8211; <a href="http://www.espertiafrica.it/" target="_blank">Associazione Italiana Esperti d&#8217;Africa</a></strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="mailto:redazione@latitudeslife.com" target="_blank">Fai una domanda al nostro esperto</a><br />
</em></p>
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		<title>Marocco. In cammino nel silenzio del deserto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 10:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi organizzati]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

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Il Marocco, Paese affascinante e dalla cultura straordinaria, offre città dalla bellezza unica ma anche paesaggi desertici dove godere del silenzio e della natura.
Le Vie dei Canti è un tour...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-41436" style="border: white 20px solid;" title="Deserto" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Deserto.jpg" alt="Deserto Marocco. In cammino nel silenzio del deserto" width="640" height="427" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Marocco</strong>, Paese affascinante e dalla cultura straordinaria, offre città dalla bellezza unica ma anche <strong>paesaggi desertici</strong> dove godere del silenzio e della natura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Vie dei Canti</strong> è un tour operator che organizza viaggi per <strong>camminare in piccoli gruppi</strong> sulle vie del mondo. Ovviamente, il nome del progetto deriva dal famoso libro di Bruce Chatwin. Zaino in spalla, a volte accompagnati da animali che portano il bagaglio, ci si muove lentamente  a contatto con le persone, le comunità del territorio e, naturalmente, la natura. Per il periodo che va <strong>dal 19 al 26 febbraio 2012</strong> è stato organizzato un <a href="/tag/deserto" target="_self">cammino nel deserto</a>, con l&#8217;appoggio di una carovana berbera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso sarà caratterizzato dalla <strong>musica tradizionale</strong> di coloro che accompagneranno il gruppo, verranno proposte <strong>attività di risveglio e pratiche di sensibilizzazione corporea</strong> con e sopra la sabbia, che diventa liquida, il corpo diventa di sabbia. Nella rigogliosa Valle del Draa per viaggiare, camminare, danzare sulle dune, le cattedrali del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una maniera di viaggiare per <strong>scoprire la storia dei luoghi</strong> ed i percorsi tracciati migliaia di anni fa. Così si può conoscere ed apprezzare davvero la terra che si calpesta, conquistando la meta e vivendo il cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma prevede:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Appoggio 	con animali, senza zaino</li>
<li>Guida: Ali Daimin</li>
<li>Conduttrice 	danza sensibile: Cinzia Delorenzi</li>
<li>Coordinatrice: 	Donata Zocca</li>
<li>Difficoltà: 	semplice, per tutti i camminatori</li>
<li>Pernottamento: albergo, tende 	(fornite e montate dall’appoggio)</li>
<li>Quota: € 360 (comprende 	laboratorio di danza sensibile)</li>
<li>Spese previste: € 550 (mangiare 	e dormire, spostamenti e guida locale, trasporto bagagli, tende e 	vettovaglie con dromedari).</li>
<li>Volo aereo € 350/550 (andata su 	Ouarzazate, ritorno da Marrakech)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per info: <a href="www.viedeicanti.it">Le vie dei canti</a></p>
<p style="text-align: justify;">Testo a cura di <a href="/contributors/federica-giuliani/" target="_self">Federica Giuliani</a></p>
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		<title>NORTHERN TERRITORY (AUSTRALIA) Il deserto in musica</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 13:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[aborigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Springs]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[bush food]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Desert Festival 2010 ad Alice Springs, Northern Territory, è il festival culturale più importante dell’Australia Centrale. Questo evento celebra, attraverso storie, canzoni e atmosfere uniche tipiche dell’outback, lo scambio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-25174" style="border: white 20px solid;" title="barunga_dancers" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/barunga_dancers.jpg" alt="barunga dancers NORTHERN TERRITORY (AUSTRALIA) Il deserto in musica" width="600" height="399" />Il <strong><a href="http://en.travelnt.com/search/product-detail.aspx?product_id=9000624" target="_blank">Desert Festival 2010</a></strong> ad <strong><a href="http://www.tourism.thealice.com.au/" target="_blank">Alice Springs</a></strong>, <strong><a href="http://www.latitudeslife.com/?s=northern+territory&amp;exact=1" target="_blank">Northern Territory</a></strong>, è il<strong> festival culturale più importante dell’Australia Centrale</strong>. Questo evento celebra, attraverso storie, canzoni e atmosfere uniche tipiche dell’outback, lo scambio dinamico tra le culture nel cuore d&#8217;Australia. Artisti, ballerini e musicisti provenienti da alcune delle più<img class="alignright size-full wp-image-25173" style="border: white 10px solid;" title="imagesCAA3R05R" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/imagesCAA3R05R.jpg" alt="imagesCAA3R05R NORTHERN TERRITORY (AUSTRALIA) Il deserto in musica" width="182" height="277" /> remote comunità del paese contribuiscono a rendere il festival davvero unico e speciale. Musicisti aborigeni percorrono più di 100 km di sabbia rossa per partecipare al Bush Bands Bash. <strong>L&#8217;Alice Desert Festival</strong> attira un pubblico di circa 50.000 persone da tutta l&#8217;Australia che partecipano a oltre 50 eventi durante tutta la stagione. Per l’occasione vengono <strong>raccolti e cucinati ingredienti e prodotti del bush</strong>. Proprio per questo è stata organizzata a settembre la “<strong>Wild Bush Recipe competition</strong>”, che ha riscosso un grande successo. Le categorie in gara sono state 4 e i partecipanti hanno stupito i giudici per la qualità, la creatività e la presentazione dei loro piatti. Uno dei giudici è stato Bob Taylor, membro del CAE (Central Aboriginal Experiences), il Centro del Turismo Aborigeno ad Alice Springs. Bob, che è un ottimo cuoco, è proprietario dell’operatore RT Tours Australia nel settore da oltre 35 anni. Uno dei tour più popolari è il Mbantua Sunset &amp; Starlight Bush Dinner, dove Bob cucina per i partecipanti con un forno da campeggio nel Simpson Gap. <a href="http://wildbushfoods.com.au/?page_id=386" target="_blank">Scoprite la ricetta vincente del 2010 </a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Testo a cura di Federico Klausner    Foto archivio</p>
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		<title>Il South Australia in fiore</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partner]]></category>
		<category><![CDATA[South Australia]]></category>
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		<category><![CDATA[australia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le recenti piogge del South Australia hanno contribuito all’insolita fioritura delle piante e dei campi nella regione dei Flinders Ranges e dell’outback. In questo speciale momento, i fiori ricoprono ampi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-21930" style="border: white 20px solid;" title="Sturt's Desert Pea (Swainsona Formosa)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/0001374-2.jpg" alt="0001374 2 Il South Australia in fiore" width="620" height="415" />Le recenti piogge del <a href="http://www.southaustralia.com/it" target="_blank">South Australia</a> hanno contribuito all’insolita<strong> fioritura delle piante e dei campi nella regione</strong> <strong>dei </strong><a href="http://www.flindersranges.com/" target="_blank"><strong>Flinders Ranges</strong></a> e <strong>dell’outback</strong>. In questo speciale momento, i fiori ricoprono ampi prati, a volte grandi come tanti campi da calcio messi insieme. E’ da 15 anni che i Flinders Ranges e l’outback del South Australia non apparivano così verdi: orchidee, gigli, margherite e piante di acacia sono sbocciati per ricoprire un paesaggio che solitamente è molto arido e secco. <img class="alignleft size-medium wp-image-21931" style="border: white 10px solid;" title="0002809-367-c-2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/0002809-367-c-2-300x198.jpg" alt="0002809 367 c 2 300x198 Il South Australia in fiore" width="300" height="198" />Michael Anlezark, direttore e curatore del <strong><a href="http://www.australian-aridlands-botanic-garden.org/" target="_blank">The Australian Arid Lands Botanic Garden in South Australia</a></strong>, ha dichiarato che questo è uno dei momenti migliori degli ultimi due decenni per vedere il South Australia fiorito, facendo di questa primavera uno dei momenti più magici per esplorare la regione. Ecco alcune delle migliori esperienze primaverili in questa regione:</p>
<p style="text-align: justify;">• Pennellate di colore ravvivano le riserve naturali e i parchi, cosparsi di orchidee spontanee, gigli e di insolite margherite rosa, blu e gialle.<img class="alignright size-medium wp-image-21932" style="border: white 10px solid;" title="0002959-367-c-2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/0002959-367-c-2-300x197.jpg" alt="0002959 367 c 2 300x197 Il South Australia in fiore" width="300" height="197" /></p>
<p style="text-align: justify;">• Intraprendere <strong>l’Heysen</strong>, il <strong>Mawson</strong> e il <strong>Kidman Trail</strong> è il modo migliore per immergersi nella natura e osservare i tappeti di fiori passeggiando, andando in bicicletta o a cavallo.</p>
<p style="text-align: justify;">• Anche la pianta nazionale australiana, l&#8217;acacia pychantha, è in fiore e alcuni degli esemplari della zona raggiungono anche i seicento anni.</p>
<p style="text-align: justify;">• Sono presenti anche diverse varietà commestibili come il saltbush con i piccoli fiori che assomigliano a grappoli d&#8217;uva, gli yakkas che hanno un fiore molto dolce e pieno di nettare e il frutto del ‘pig face’ che ha il sapore di fragole.</p>
<p style="text-align: justify;">• I fiori selvatici attraggono molti uccelli, come anche api e farfalle, rendendo il paesaggio molto vivace e indimenticabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="www.southaustralia.com/it/" target="_blank">Comunicato a cura di South Australia</a></em> Foto Archivio SATC</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Tunisia: un brik nel deserto</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Travel]]></category>
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Ormai sono passati un po&#8217; di anni dalla prima volta che vidi il deserto. Il gruppo era composto da cinque mezzi, tredici persone e tutti alla prima esperienza. Eravamo in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-21526" style="border: 20px solid white;" title="Dune1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Dune1.jpg" alt="Dune1 Tunisia: un brik nel deserto" width="558" height="326" />Ormai sono passati un po&#8217; di anni dalla prima volta che vidi il <strong>deserto</strong>. Il gruppo era composto da cinque mezzi, tredici persone e tutti alla prima esperienza. Eravamo in <strong>Tunisia e la nostra meta era il Monte Tembaine passando lungo il Parco naturale di Djebil</strong>, riserva per bellissime ed eleganti gazzelle. Fu un lungo viaggio: per percorrere 30 kilometri ci mettemmo circa due giorni <img class="alignright size-medium wp-image-21528" style="border: 10px solid white;" title="Dune3" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Dune3-300x225.jpg" alt="Dune3 300x225 Tunisia: un brik nel deserto" width="300" height="225" />a causa dei cordoni di dune che, diciamo la verità, all&#8217;epoca non sapevamo proprio affrontare. Lunghe camminate a piedi con la sabbia alle ginocchia per capire dove fosse meglio passare, paura di finire con la macchina in una conca e non poter più uscire. Tuttavia il paesaggio attorno a noi era davvero emozionante: <strong>un mare di sabbia con dolci onde dalle sfumature più incredibili</strong> e, sopra, un cielo blu cobalto. Raggiungemmo la meta l&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno e festeggiammo stringendoci intorno ad un fuoco nella speranza di allontanare quel freddo pungente che non ci abbandonava dall&#8217;inizio del viaggio, nonostante fossimo in Africa. La notte fu, forse, la più lunga della mia vita a causa di vento e pioggia incessanti che scuotevano la tenda in ogni direzione ma l&#8217;alba successiva fu straordinariamente limpida e satura di colori caldi. Tornando indietro ci fermammo, come accadde anche nei viaggi successivi, a Douz. E&#8217; l&#8217;ultima grande oasi prima di entrare nel <strong>Sahara </strong>e dopo qualche giorno di pasti composti da scatolette condite dall&#8217;onnipresente sabbia, non perdemmo l&#8217;occasione di concederci un cena vera e soprattutto calda. Così per la prima volta assaggiai il <strong>brik</strong>: goloso fagottino ripieno fatto con una pasta molto fine che si chiama proprio “pasta brik”. Si tratta di un sottile e leggero strato di pasta che può essere utilizzato sia per preparazioni dolci che salate. Il piatto che chiamano “brik”, però, è ripieno solamente di tonno sottolio, patate schiacciate e un uovo intero, ripiegato e fritto in olio profondo e bollente. I fogli di pasta brik si trovano già pronti ma non sono facili da reperire e voglio insegnarvi a farli a casa&#8230;..vedrete, non è così difficile!</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-21527" style="border: 10px solid white;" title="Dune2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Dune2-300x167.jpg" alt="Dune2 300x167 Tunisia: un brik nel deserto" width="300" height="167" />Pasta brik</strong></p>
<p>Ingredienti: 100 gr farina 00, 50 gr farina di semola, sale qb, acqua</p>
<p>Mescolate le farine, il sale e l&#8217;acqua fino ad avere una pastella piuttosto liquida e fate riposare un&#8217;ora. Scaldate poi una padella antiaderente (io uso quelle rivestite di ceramica), spennellatela con un po&#8217; d&#8217;olio di semi, toglietela dal fuoco e con un pennello rivestite il fondo della padella con la pastella, avendo cura di non fare uno strato troppo spesso e di non lasciare punti vuoti. Rimettete sul fuoco fino a che la sfoglia si stacca dal fondo e mettere a freddare su un canovaccio. Ripetete l&#8217;operazione fino a terminare la pastella, oliando sempre la padella tra una sfoglia e l&#8217;altra. Potete usare molti tipi di ripieno: carne, verdure e formaggio; se non volete friggere i “pacchettini” potete anche cuocerli in forno ad alta temperatura, spennellandoli prima con dell&#8217;olio&#8230;.verranno ugualmente croccanti ma più leggeri.</p>
<p>Testo e foto di <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/federica-giuliani/" target="_blank">Federica Giuliani</a></p>
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