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	<title>Latitudeslife &#187; Francia</title>
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	<description>Latitudes Travel Magazine Free Indipendent</description>
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		<title>TGV Mulhouse-Digione in un&#8217;ora e cinque minuti</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[News&Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo capitolo si aggiunge alla storia del TGV
 
 
 
La cittadina alsaziana di Mulhouse ospita insieme a Place de la Réunion, una piazza storica tra le più suggestive...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un nuovo capitolo si aggiunge alla storia del TGV</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_43351" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-43351" title="TGV-Rhin-Rhone (4)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/TGVRhinRhone-4-620x465.jpg" alt="TGVRhinRhone 4 620x465 TGV Mulhouse Digione in unora e cinque minuti" width="620" height="465" /><p class="wp-caption-text">Il nuovo TGV Rhin Rhone sul tratto  Mulhouse - Digione</p></div>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
La cittadina alsaziana di <strong>Mulhouse</strong> ospita insieme a <strong>Place de la Réunion</strong>, una piazza storica tra le più suggestive del vecchio continente, la <strong>Torre d’Europa</strong>, completata nel 1972. Un grattacielo a tre facciate, ognuna delle quali rappresenta le tre nazioni che in quest’area coesistono l’una accanto all’altra:<a href="/tag/francia/" target="_self"> la Francia</a>,<a href="/tag/germania/" target="_self"> la Germania,</a> <a href="/tag/svizzera/">la Svizzera</a>. Siamo nel cuore dell’Europa, un cuore attraversato da una fitta maglia di binari ferroviari che, dalla fine del 2011, pulserà ad <strong>alta velocità</strong>.</p>
<p>È atteso infatti per <strong>domenica 11 dicembre 2011</strong>,<strong> </strong>con l’introduzione dell’orario invernale,<strong> l’avvio del servizio commerciale</strong> della nuova tratta ad alta velocità in Francia, da Mulhouse a Digione.</p>
<div id="attachment_43353" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-43353" title="la-stazione-di-belfort" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/GareBelfort-300x225.jpg" alt="GareBelfort 300x225 TGV Mulhouse Digione in unora e cinque minuti" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">La stazione di Belfort</p></div>
<p>Un nuovo tracciato lungo 140 km che si aggiunge, dopo trenta anni dal lancio sul territorio francese della prima linea ad alta velocità TGV (Trains Grand Vitesse), la <strong>Parigi-Lione</strong>. Un nuovo traguardo significativo per SNCF, l’azienda di trasporto ferroviario francese che, con l’inaugurazione del TGV Rhin-Rhône (dal nome dei due fiumi il Reno e il Rodano), raggiunge un obiettivo ambizioso per promuovere la mobilità sostenibile a livello interregionale ed europeo.</p>
<p>Un progetto che si sviluppa a passo serrato: dall’approvazione ministeriale del progetto nel 2004, al 2006 quando si avviano le prime opere d’ingegneria civile per arrivare nel 2009 con la realizzazione della rete ferroviaria. Fino all’inaugurazione della linea l’8 settembre e con l’11 dicembre 2011, l’apertura al traffico passeggeri.</p>
<p>Importante in questo processo è stato il fitto numero di incontri avvenuti nell’arco di un anno, tra due funzionari nominati dal Ministero dell’Ecologia e dello Sviluppo Sostenibile francese con le comunità dei territori attraversati. La loro opera di ascolto e mediazione ha consentito di raggiungere un equo compromesso tra le aspettative e priorità espresse dalle comunità locali e gli interessi delle aziende SNCF e RFF (Réseau Ferré de France).</p>
<p>Si prevede che la linea TGV Rhin-Rhône darà impulso allo sviluppo del trasporto ad alta velocità nelle quattro regioni direttamente coinvolte: la Francia-Contea, l’Alsazia, la Borgogna e la regione Rhône-Alpes. E sicuramente rappresenterà un volano per rafforzare gli scambi tra le quattro regioni e il loro conseguente sviluppo economico e turistico.<br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_43355" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-43355" title="mulhouse-da-rebberg" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/mulhousedepuisrebberg-300x199.jpg" alt="mulhousedepuisrebberg 300x199 TGV Mulhouse Digione in unora e cinque minuti" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Mulhouse da Rebberg</p></div>
<p>La nuova linea TGV Rhin-Rhône si configura, infatti, nelle aspettative dei responsabili di SNCF, come una linea strategica perché consentirà un aumento dei viaggiatori da e verso Parigi e un potenziamento dell’offerta di trasporto sia a livello interregionale che europeo. Un sistema di trasporto in cui l’offerta TGV diventa complementare al servizio regionale TER che offrirà nuove opportunità di scambio e sviluppo per l’area geografica Rhin-Rhône.</p>
<p>Vediamo qualche dato: la linea TGV Rhin-Rhône offrirà sei collegamenti quotidiani tra Strasburgo e Lione, di cui cinque con prolungamento fino a Marsiglia o Montpellier (con riduzione dei tempi di percorrenza pari a un’ora); una riduzione del tempo di viaggio è assicurata ad esempio da Digione a Basilea, fino a Zurigo (tra i venti e i trenta minuti). Il nuovo tracciato si inserisce inoltre all’interno della rete ferroviaria europea favorendo una più semplice connessione sia verso Francoforte sia, entro la fine del 2012, verso Friburgo in Bresgovia, aprendo la possibilità per abitanti della Borgogna e della Francia Contea di raggiungere facilmente alcuni poli strategici sia per l’economia sia per il turismo, inclusa la stessa città di Milano.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_43359" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-43359" title="la-torre-europa-a-mulhouse" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/tour_europet-200x300.jpg" alt="tour europet 200x300 TGV Mulhouse Digione in unora e cinque minuti" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Mulhouse, la Torre Europa, girevole</p></div>
<p>La realizzazione della nuova linea ha richiesto la creazione di <strong>due nuove stazioni TGV</strong>: quella di <strong>Besançon Franche Comté</strong> e quella di <strong>Belfort – Montbéliard</strong> concepite per accogliere oltre un milione di passeggeri all’anno (la previsione è che da qui transitino dai 2500 ai 4000 viaggiatori al giorno). Due stazioni che rappresentano un modello di sviluppo sostenibile (per l’uso, ad esempio, di pannelli solari, di pozzi canadesi, di pompe di calore geotermiche, per assicurare un’elevata qualità ambientale) e, al contempo esempi di efficiente intermodalità.<br />
Le due nuove stazioni TGV sono infatti accessibili da diversi mezzi di trasporto: dalle auto alle bici, ai bus, e dispongono di parcheggi per persone a mobilità ridotta. Naturalmente le stesse stazioni di Mulhouse e Digione sono state oggetto di un’importante opera di riorganizzazione e rinnovamento (per una spesa complessiva superiore ai 23 milioni di euro, sia per le due stazioni principali che per il rifacimento di altre nove stazioni preesistenti).<br />
A bordo dei treni TGV Rhin-Rhône i viaggiatori potranno disporre di un servizio bar che offre ristorazione a base di prodotti biologici locali di stagione e del commercio equo solidale. Tra le novità, anche un “Espace Calme” (alle due estremità del treno) per godersi un viaggio ancora più tranquillo (cellulari con suonerie spente, conversazioni tra i passeggeri a bassa voce, ecc.), pagando un supplemento di un solo euro in più.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p>Testo di Licia Zuzzaro<strong> </strong><strong> </strong> Foto Licia Zuzzaro e TGV Rhinrhone</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Informazioni utili<br />
</strong></p>
<p>Per informazioni sull’acquisto dei biglietti: <em><a href="http://www.raileurope.eu/agenzie/rivenditori" target="_blank">Rail Europe</a><br />
</em></p>
<p>Per saperne di più su Mulhouse e Digion: <a href="http://www.tourisme-mulhouse.com" target="_blank">Tourisme di Mulhouse</a>; <a href="http://www.visitdijon.com/" target="_blank">Visit Dijion</a></p>
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		<title>Francia tra vendemmia mare: a Bandol</title>
		<link>http://www.latitudeslife.com/2011/12/francia-tra-vendemmia-mare-a-bandol/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maddy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa&dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Week End]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fête du Millesime, giunta alla 30esima edizione, quest’anno si terrà in Francia a Bandol il prossimo 4 dicembre e avrà come tema Fasti e Misteri di Venezia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-42572" href="http://www.latitudeslife.com/2011/12/francia-tra-vendemmia-mare-a-bandol/bandol/"><img class="aligncenter size-large wp-image-42572" title="Bandol" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/bandol-620x413.jpg" alt="Bandol" width="620" height="413" /></a></p>
<p>Mai sentito parlare della Fête du Millesime? Ormai giunta alla 30esima edizione, quest’anno si terrà il prossimo 4 dicembre e avrà come tema l’affascinante topic ‘Fasti e Misteri di Venezia’. Se non avete ancora vagabondato nei dintorni di Bandolm sappiate che questa cittadina è dipinta in una <a title="Francia" href="/tag/francia/" target="_blank">Francia</a> d&#8217;altri tempi, nel sole dolcissimo della <a title="Provenza" href="/2011/07/provenza-luberon-un-colpo-di-fulmine-sensoriale/" target="_blank">Provenza</a> dove<strong> le colline si tuffano tra i flutti della costa rocciosa</strong> e le vigne crescono rigogliose nell&#8217;aria che profuma di mare.</p>
<p>Protagonista della Fête du Millesime è proprio il vino di Bandol, noto già nell’Ottocento e lavorato in queste zone fin dall&#8217;epoca romana. Da questo porto dell’entroterra partivano infatti sciami di navi dirette verso ogni angolo del Mediterraneo: tra i segreti delle stive silenziose schiere bottiglie di questo vino dall&#8217;anima forte, che zampilla dal cuore della terra mescolandosi alla vita di una natura selvaggiamente bella. Oggi Bandol è il posto ideale per incontrare i piaceri della vacanza sul mare. Da qui potrete viaggiare attraverso gli splendidi paesi della Costa Azzurra: non troppo lontano regna l&#8217;indomito porto di <a title="Provenza" href="/2011/07/provenza-luberon-un-colpo-di-fulmine-sensoriale/" target="_blank">Marsiglia</a> che vigila, pulsante di vita e sapori multiformi, sulla pacifica vita della regione.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento è per il 4 di dicembre</strong>, quando Bandol ospiterà la manifestazione per la 27esima volta la Fête du Millesime: in scena numerosi stand, gli assaggi invitanti di piccole delizie della rinomata gastronomia francese. E ovviamente il profumo inconfondibile del vino nuovo, in un&#8217;atmosfera che vi trascinerà tra passeggiate sulla spiaggia, una cittadina deliziosamente in festa e ovviamente una squadra di artigiani di altissimo livello, che vi immergerà nel prezioso nettare di uno dei rossi tra i più apprezzati. Sommeliers e ben 31 vigneron selezioneranno infatti i tre vini rossi più adatti all’invecchiamento.</p>
<p>Info: <a title="Bandol" href="http://www.bandol.fr/" target="_blank">Comune di Bandol</a></p>
<p>Maddalena De Bernardi</p>
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		<title>Savoie Mont Blanc: voglia di prime nevi</title>
		<link>http://www.latitudeslife.com/2011/12/savoie-mont-blanc-voglia-di-prime-nevi/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 10:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora che le prime nevi hanno iniziato a scendere insieme alle temperature, è impossibile resistere alla tentazione di una fuga sulle montagne della Savoie-Mont Blanc.


Non so a voi, ma a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ora che le prime nevi hanno iniziato a scendere insieme alle temperature, è impossibile resistere alla tentazione di una fuga sulle montagne della Savoie-Mont Blanc.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-large wp-image-41563" style="border: white 20px solid;" title="mont blanc" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/mont-blanc-620x465.jpg" alt="mont blanc 620x465 Savoie Mont Blanc: voglia di prime nevi " width="620" height="465" /><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non so a voi, ma a me il freddo di questi giorni fa venire una voglia matta di montagna. Dall’alto di uno <a href="/2011/10/chalet-privati-e-piccoli-hotel-da-sogno-per-una-vacanza-sulla-neve/" target="_self">chalet</a> sulle <strong>cime innevate</strong> con vista sul Monte Bianco, sarei contenta di respirare aria gelida e di emettere vapore dalla bocca, perché significherebbe poter <strong>sciare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, questa mattina ho iniziato a guardare alcune mete, e mi sono concentrata sui monti francesi. A poca distanza dall’Italia, la <strong>Savoie Mont Blanc</strong> è ricca di piste favolose sia per sciatori, sia per snowboarder, tutte accompagnate dallo stile e dalla cura del territorio che si possono trovare in Francia. Oltre <strong>110 località e una ventina di comprensori</strong> sono collegati tra loro da navette o da sentieri percorribili con gli sci ai piedi, impianti di risalita nuovi e veloci, navette o bus con ampio spazio per gli sci o le tavole.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chamonix, Courchevel, Avoriaz, Val d&#8217;Isère, Les Arcs, la Clusaz</strong> sono alcune delle città più affascinanti dove si trovano alloggi di ogni tipo, dagli appartamenti in affitto, agli chalet, agli alberghi di lusso con Spa, ai residence turistici o B&amp;B. Per diversi anni sono andata a <strong>Megève</strong>, cittadina molto carina e viva sia per lo sci, sia per i negozi e le attività da svolgere lontano dalle piste: dalle partite di hockey nel pattinaggio al coperto, ai bagni in piscina, al presepe di ghiaccio in paese, alle passeggiate con le ciaspole, ai rifugi in cima alle montagne.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-41548" style="border: white 20px solid;" title="Sci_francia" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Sci_francia-300x205.jpg" alt="Sci francia 300x205 Savoie Mont Blanc: voglia di prime nevi " width="300" height="205" />Per chi ama il brivido della neve che scivola sotto le lamine, la possibilità di sciare da una stazione all&#8217;altra senza mai togliere gli sci dai piedi è davvero un sogno. Si parte da stazioni famose come <strong>Val Thorens, Méribel, Chamonix, Vamorel, La Plagne</strong>, altre più vicine a Torino come <strong>Val Cenis, Valloire e Valmeinier, la Toussuire </strong>e<strong> le Corbier</strong>, o da stazioni villaggio come<strong> Chatel, Flumet, Praz sur Arly </strong>e<strong> Combloux</strong>. Le tariffe vanno da 20 a 50€, a seconda dell’ampiezza del comprensorio: il più economico a 17€ è quello di <strong>Savoie Grand Revard</strong>, vicino a Les Deserts, con tre stazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In pochi minuti si passa da una valle all&#8217;altra e si possono provare piste per tutti i gusti: discesa in pista, free ride in metri di neve fresca non ancora tracciata, snowparks con salti e supporti per le evoluzioni più estreme, percorsi da fondo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Per non perdersi tra tutto questo bianco, è possibile farsi accompagnare nei vari comprensori da un <strong>maestro di una delle scuole Esf</strong>, per unire una lezione tecnica con il tour alla scoperta della zona. Ma l’offerta delle scuole non si ferma qui: lezioni di gruppo o individuali, e addirittura al tramonto, per i più romantici o per chi si è innamorato del maestro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Tendete le orecchie, invece, se non avete bisogno del maestro perché siete già esperti: a <strong>Chamonix</strong>, subito fuori dal traforo del Monte Bianco, c’è la pista omologata per la <strong>Coppa del Mondo Maschile</strong>, dove sono passate le lamine più fini di tutti i tempi e dove il prossimo febbraio si terrà la 18° edizione della mitica gara <strong>Kandahar</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli amanti della neve fresca come me non possono perdersi una tappa a <strong>Bonneval sur Arc</strong>, in Haute Maurienne Vanoise: il paradiso del fuoripista. Qui sì che vale la pena di organizzare una gita in elicottero, per poi lanciarsi ed essere i primi a tracciare una scia a 3000 metri d’altezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-41555" style="border: white 20px solid;" title="airboard" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/airboard1-300x183.jpg" alt="airboard1 300x183 Savoie Mont Blanc: voglia di prime nevi " width="300" height="183" />Chi è abituato alle vacanze sulla neve sa che non solamente lo sci e lo snowboard regalano emozioni fantastiche. Ttra tutte le attività che si possono fare, c’è l’imbarazzo della scelta. <strong>Mountain-bike</strong> su neve, <strong>ski-joering</strong> trainati da un cavallo, slittino o <strong>motoslitta</strong>, <strong>parapendio</strong>, escursioni sui fiumi ghiacciati, <strong>speed riding</strong>, cioè paracadute con gli sci ai piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete un consiglio, alla chiusura degli impianti provate l’<strong>airboard</strong>: una specie di materassino-slittino che si manovra grazie allo spostamento del corpo e si guida in posizione distesa, con la faccia rivolta verso valle. Si scende sia in pista sia in neve fresca, e vi assicuro che è divertentissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra cosa irrinunciabile tra una discesa e l’altra è una tappa in <strong>rifugio</strong>: sul bordo di una pista, nascosti nel bosco o sugli alpeggi innevati, le “buvettes” d’alta quota sono perfetti per una pausa golosa e rigenerante con <strong>torte ai mirtilli, croutes e altre specialità savoiarde</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Già, perché dopo l’entusiasmo dello sci, c’è l’<strong>après-ski</strong>: aperitivi in chalet di legno con caminetti schioppettanti, cene a base di <strong>fonduta e raclette</strong> con le patate, carne rossa salata, vino e poi torte, cioccolata, biscotti al burro…</p>
<p style="text-align: justify;">La tentazione di salutare il computer e la scrivania per orizzonti d’alta quota sta diventando troppo forte, quindi mi fermo qui e auguro buono sci a tutti quelli che accoglieranno il richiamo delle prime nevi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Testo di Giorgia Boitano</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://www.savoie-mont-blanc.com/accueil-1626-1.html" target="_blank"></a>www.savoie-mont-blanc.com  &#8211; www.franceguide.com</p>
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		<title>Provenza. Il canto della cicala</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 09:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[provenza]]></category>

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La luce entra con prepotenza dalla persiana socchiusa e gli oggetti nella stanza prendono vita. La stampa di Van Gogh appesa alla parete di fronte a me si illumina come...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-36553" title="Lavanda" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Lavanda.jpg" alt="Lavanda Provenza. Il canto della cicala" width="640" height="427" /></p>
<p style="text-align: justify;">La luce entra con prepotenza dalla persiana socchiusa e gli oggetti nella stanza prendono vita. La <strong>stampa di Van Gogh</strong> appesa alla parete di fronte a me si illumina come per magia, ma è solo guardando i caschi sulla sedia che realizzo di essere sveglia. Fuori c’è ancora un gran silenzio, <strong>il paese non si è ancora svegliato</strong> in questo nuovo giorno d’agosto, proprio come Max qui accanto a me. Il <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/la-terra-della-lavanda/">color lavanda</a> della persiana si riflette nello specchio antico ed io ripercorro le giornate trascorse il sella alla nostra moto rapiti dagli splendidi paesaggi della Provenza, ora su strade panoramiche, ora su canyon suggestivi. Mi rivedo intenta a far foto alle case color pastello, ai <strong>campi di girasole</strong> ormai reclinati su se stessi e alla lavanda raccolta a mazzetti e venduta sui banchi al mercato. Non riesco più a stare a letto, apro la persiana e respiro profondamente, l’aria del mattino è fresca sul mio viso, il cielo di un azzurro abbagliante incornicia le gole del Verdon, il fiume là in fondo è un nastro color smeraldo, guardare giù dà un senso di leggerezza e benessere. Affacciata al <strong>davanzale fiorito</strong>, con i gomiti ormai doloranti, continuo a rivivere i bei momenti nei <strong>mercati colorati</strong>, pieni di gente di ogni etnia, bancarelle di pesce fresco, salumi e formaggi locali, montagne di olive e di saponi, tovaglie e ceramiche, e poi spezie, tantissime spezie. Anche io avrei voluto riempire le cesta con tutti quei prodotti fino a farla traboccare, e sorrido ripensando a quelle signore che usano le <strong>borse di paglia intrecciata</strong> per portare in giro il proprio cane. Un po’ a malincuore riordino i bagagli, anche Max raccoglie le ultime cose, dalla finestra si comincia a sentire il vocio della gente operosa, le serrande delle botteghe di chincaglierie si aprono per accogliere i nuovi turisti, il <strong>canto insistente della cicala</strong> sembra volerci dire… è presto per tornare a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Testo e foto di Silvia Cecchi, <a href="http://www.raccontidiviaggio.com/" target="_blank">Racconti di Viaggio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La montagna da vivere, la montagna che vive</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[queyras]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Monviso. In Italia è quasi esclusivamente noto perché vi nasce il Po; allora i Francesi si sono impossessati di questa montagna, alle spalle (francesi) della quale si estende il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Monviso. In Italia è quasi esclusivamente noto perché vi nasce il Po; allora i Francesi si sono impossessati di questa montagna, alle spalle (francesi) della quale si estende<strong> il parco naturale regionale del <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/06/queyras-un-paradiso-dietro-langolo/" target="_blank">Queyras</a></strong>, un’area boschiva e rocciosa di rara bellezza, una montagna che vive ed insieme una montagna da vivere.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-36651" title="Castello" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Castello-620x414.jpg" alt="Castello 620x414 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="620" height="414" /></p>
<p>Il fatto che il <a href="http://www.latitudeslife.com/2011/07/arte-e-natura-in-val-varaita-e-queyras/" target="_blank">Queyras</a> sia un po’ scomodo da raggiungere (o da Cuneo, via Col d’Agnel oppure da Torino, Oulx e poi Monginevro e Izoard) ha preservato queste valli, mantenendole selvagge e lasciando incontaminati i caratteristici 8 villaggi, che presentano strutture architettoniche differenti fra di loro, ma dove sempre prevalgono la pietra e il legno in un contesto di natura totale. Questa montagna vive perché gli abitanti dei piccoli comuni e villaggi sfruttano ciò che questo grande parco offre per ottenere vari prodotti di artigianato locale. <img class="alignleft size-medium wp-image-36652" style="border: 20px solid white;" title="Chalet_2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Chalet_2-200x300.jpg" alt="Chalet 2 200x300 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="200" height="300" />I grandi boschi di pino cembro e di larici (che spettacolo devono offrire d’autunno…) forniscono la materia prima ad uno stuolo di artigiani, scultori ed intarsiatori, che producono oggetti e mobili, caratterizzati dalle immancabili “rose” ornamentali. Nel passato, ogni paese e addirittura ogni singola famiglia di intagliatori del legno si identificava con la sua propria rosa intagliata. Ora questa differenziazione si è persa e l’<a href="http://www.meubles-queyras.com/" target="_blank">artigianato locale presenta rose di ogni forma e tipo</a>, intagliate spesso insieme sullo stesso manufatto. La spettacolare fioritura dei prati in primavera facilita l’attività di varie famiglie di apicoltori. Le ragazze che abbiamo conosciuto al <a href="http://www.museedelabeille-queyras.fr/" target="_blank"><em>Musee de l’abeille</em> di Molines</a>, proseguono orgogliose l’attività di famiglia, mostrando il perpetuarsi della loro tradizione di apicoltori e preparando, dettaglio non trascurabile, un <em>pain d’épices</em> (pane speziato al miele) che, così buono, non avevo mai mangiato! La montagna vive sulle facciate delle case impreziosite da una meridiana creata da Rémi. Rémi è una persona molto nota nel Queyras: ha svolto l’attività di pastore per anni, ma la vena artistica in lui era superiore alla solidità, acquisita negli anni, dei ritmi caratteristici di chi conduce i greggi dal piano all’alpeggio e viceversa. E così, da autodidatta, a metà degli anni 80 ha cominciato a dipingere le sue prime  meridiane, rendendosi ben presto conto che la pittura acrilica mal si addiceva ad una parete esterna, soggetta al sole ed alla neve. Allora, sempre sperimentando in solitudine, ha messo a punto la sua tecnica di affresco,<img class="alignright size-medium wp-image-36653" style="border: 20px solid white;" title="pascoli" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/pascoli-300x200.jpg" alt="pascoli 300x200 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="300" height="200" /></p>
<p>verificando in seguito, nei suoi viaggi in Italia, che era riuscito senza nessun insegnamento, a riprodurre la consueta tecnica della pittura “a fresco” ben nota nel Rinascimento! Adesso Rémi affresca le sue meridiane sulle case del Queyras, e delle valli vicine, con l’aspirazione di trovare anche in Italia estimatori della sua arte. Adesso però è il nostro turno di vivere appieno <a href="http://www.queyras-montagne.com/" target="_blank">il parco del Queyras</a>: Alexia, la bella e simpatica operatrice dell’<em>Office</em> <em>de Tourisme du Queyras</em> di Aiguilles, una ragazza iperattiva che sprizza entusiasmo e guida come una pilota di rally, è la nostra guida per farci vivere il piacere di praticare tutte le attività sportive offerte nel parco.  In realtà, è stato molto facile per gli splendidi abitanti del Queyras, così appassionati del loro territorio, trasmetterci l’entusiasmo di vivere queste montagne insieme a loro.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36654" style="border: 20px solid white;" title="MTB_1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/MTB_1-300x200.jpg" alt="MTB 1 300x200 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="300" height="200" />Luciano, ciclista semi-professionista e vero appassionato di bicicletta, si emoziona ad ogni curva, percorrendo le salite del Col d’Izoard e di Col de l’Agnel, nomi evocativi di epiche tappe del Tour de France. Queste strade, le uniche che io abbia visto con segnali stradali per ciclisti, vengono quotidianamente affrontate da pedalatori dilettanti che trovano su questi tornanti il loro momento di impagabile soddisfazione. Non sono solo le tortuose strade a punteggiarsi di biciclette (e anche di moto, a dir la verità): ci sono una infinità di sentieri, mulattiere e strade militari che uniscono, tra prati fioriti, ruscelli e pietraie, i villaggi del Queyras e che sono davvero notevoli da percorrere in mountain bike. Hugues, taciturna guida della associazione <a href="http://www.queyras-tour.com/" target="_blank">S.Q.A.M.</a> di Aiguilles, dopo averci attrezzato opportunamente con MTB e caschetto, ci conduce da Saint Véran (il comune più alto d’Europa, a 2050 m) a Ville Vieille in una splendida giornata di sole. Fra pedalate e fotografie, qualche salita (troppo ripida per me), schizzi di fango e velocissime discese, trascorriamo una lunga, eccezionale mattinata. Così come eccezionali sono stati i circa 7 Km di <a href="http://www.queyraft.com/" target="_blank">rafting</a> tra le abbondanti e turbinose acque del Guil. Christophe, è un istruttore bravissimo. <img class="alignright size-medium wp-image-36655" style="border: 20px solid white;" title="kayak" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/kayak-300x200.jpg" alt="kayak 300x200 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="300" height="200" />Preso un gruppetto di assoluti neofiti del rafting (sembravamo un equipaggio da barzelletta classica: ci sono 3 italiani, 2 francesi, un belga…), catechizzato per non più di 5-10 minuti in modo da illustrare le operazioni fondamentali, è in grado di condurlo in mezzo alle rapide del Guil impartendo quei pochi comandi, ora in francese ora in italiano, che consentono al gommone blu e alla sua squinternata ciurma, di saltellare veloce sul fiume fino ad arrivare, dopo circa un’oretta di remate, sobbalzi e secchiate d’acqua, fin sotto l’imponente castello di Queyras, dove termina la nostra corsa. A me è piaciuto tantissimo. Il giorno dopo però evito accuratamente di andare a fare parapendio o di inerpicarmi sulle vie ferrate (sono un subacqueo, io, non uno scalatore!): un classico trekking sulle alte cime è quello che forse più di tutto ti fa entrare in contatto totale con la montagna. I sentieri sono tantissimi e tutti ben tenuti e segnalati. Man mano che si sale, lasciando il caratteristico villaggio di Ceillac, lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è di quelli che davvero allarga anche il cuore: pianori aperti e fioriti, cime ancora innevate che puoi quasi toccare, laghetti morenici. <img class="alignleft size-medium wp-image-36656" style="border: 20px solid white;" title="Trekking" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Trekking-300x200.jpg" alt="Trekking 300x200 La montagna da vivere, la montagna che vive" width="300" height="200" />E’ vero che per arrivare fin lì si suda come cammelli, ma, si sa, la Montagna è questa. E ne vale davvero la pena. Anche perché poi, la sera, negli accoglienti hotel o <em>gîte d&#8217;étape</em>, c’è sempre una tartiflette (piatto saporito a base di patate, pancetta e formaggio reblochon), una selezione dei tipici formaggi locali o anche qualche piatto più elaborato della cucina francese ad aspettarti. Il Queyras per me ha rappresentato un’ottima scelta per vivere pienamente la montagna, totalmente immerso nella natura e circondato dalla simpatia dei suoi abitanti.<br />
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Testo e foto di Aldo Banfi<br />
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<strong>Informazioni utili</strong></p>
<p><strong>Come arrivare</strong>: <em>In Treno. </em>Linea Torino-Lione, fino alla stazione FS di Sauze d’Oulx, dove si prosegue per Briançon e da qui con treno fino a Montdauphin Guillestre. Da qui servizio di autolinee (accertarsi presso l’ufficio del turismo per verificare gli orari delle corse). All’interno del parco, la navette de l’Escarton collega i diversi villaggi (servizio gratuito per i possessori della carte d’hôte). <em>In Auto.</em> Da Torino, direzione Sestrière/Monginevro fino a Briançon, poi proseguire per Guillestre, la porta del Queyras (Colle dell’Izoard e il Colle dell’Agnello sono generalmente chiusi da ottobre a maggio, in relazione all’innevamento).</p>
<p><strong>Quando andare</strong>: Tutto l’anno</p>
<p><strong>Lingua</strong>: Francese. (Diffuso e compreso l’italiano)</p>
<p><strong>Suggerimenti</strong>: Il Parco Naturale Regionale del Queyras è un territorio che si sviluppa dai 1.350 ai 2.900 metri di altitudine, che si presta sia alla pratica degli sport invernali che estivi. Se d’inverno vi si pratica lo sci alpino e di fondo (il Queyras è il terzo territorio per estensione in Francia per la pratica dello sci di fondo), d’estate si trasforma in un vero paradiso per escursionisti. Rafting, biking, passeggiate a cavallo sono solo alcune tra le molte possibilità.</p>
<p><strong>Dove dormire</strong>: L’offerta ricettiva è varia e ben distribuita su tutta la superficie del parco: 9.225 i posti letto disponibili distribuiti tra 3 hotel ***, 14 alberghi **, 2 * hotel, residenze private, villaggi vacanze, 8 rifugi e 1 campeggio. Ad Arvieux, uno degli alberghi più confortevoli del Queyras è la <em><a href="http://www.lesfermes.com/" target="_blank">Ferme de l’Izoard</a></em>, un Logis de France, con piscina esterna riscaldata e hammam. Suggestioni d’artista invece nel B&amp;B <a href="http://www.alpinoc.com/" target="_blank">La Barma </a>ad Abriès:</p>
<p><strong>Link utili</strong>: <a href="http://www.queyras.com; " target="_blank">Ufficio Centrale Prenotazion</a>i t.+33 0492 467618  <a href="http://www.queyras-montagne.com/">www.queyras-montagne.com</a></p>
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