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	<title>Latitudeslife &#187; marrakech</title>
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		<title>Marrakech un autunno di piacere al Mamounia</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 13:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autunno ridimensiona la frenesia estiva ma richiede un supplemento di attenzioni che ci permettano poi di reggere il lungo inverno. Marrakech è la destinazione ideale per rigenerarsi.
 
 
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em>L’autunno ridimensiona la frenesia estiva ma richiede un supplemento di attenzioni che ci permettano poi di reggere il lungo inverno. Marrakech è la destinazione ideale per rigenerarsi.</em></strong></p>
<div id="attachment_40670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><img class="size-full wp-image-40670" title="Mamounia_01" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Mamounia_011.jpg" alt="Mamounia 011 Marrakech un autunno di piacere al Mamounia" width="531" height="399" /><p class="wp-caption-text">Hotel Mamounia Marrakech</p></div>
<p><strong> </strong><br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una meta esotica ma non troppo, lontana ma non troppo,  ancora calda  ma senza scosse termiche. Serve il Marocco. La porta più vicina per un esotismo gradevole e poco faticoso. <a href="http://www.latitudeslife.com/?s=marrakech&amp;exact=0">Marrakech</a> è ancora una sirena che incanta, irresistibile per noi occidentali. Nel cuore della città delle carovane, vi aspetta il paradiso in terra. <strong>Hotel Mamounia</strong>, un luogo di per sé quasi mitico, dotato di un&#8217;eccelsa  SPA.</p>
<p style="text-align: justify;">La SPA, una oasi del piacere e del benessere di corpo e cervello, si estende su 2500 mq di mosaici, marmi, piscine, legni profumati e doppio hammam. E   da ora,  qui si accolgono le suggestioni del lontano Giappone. Vi basti un nome: <strong>Shiseido</strong>. La maison giapponese della bellezza, opera nell’hammam del Mamounia coniugando la sapienza orientale con le tradizioni marocchine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il trattamento ‘<strong>Japanese style Hammam Ritual signed Shiseido</strong>’ è aperto ad entrambi i sessi e permette un&#8217;immersione totale nel benessere  attraverso le  due culture, la marocchina e la giapponese.  Il pacchetto autunnale è un ghiotto boccone: 3 notti in camera doppia, trasferimento dall’aeroporto all’hotel su Jaguar, colazione a bordo piscina,  2 cene, massaggio, hammam Shiseido ed anche un&#8217;escursione nel deserto ed alla scoperta della Medina a 1300 euro a persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://www.mamounia.com/">Hotel Mamounia</a></p>
<p style="text-align: justify;">Testo di Lucia Giglio</p>
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		<title>Arte e musica in Marocco</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[News&Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-38774" style="border: white 20px solid;" title="Tanjazz festival" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Tanjazz-festival-215x300.jpg" alt="Tanjazz festival 215x300 Arte e musica in Marocco" width="215" height="300" />Il <strong>Marocco, </strong>terra di artigiani e commercianti, è popolato anche da artisti poliedrici. Arte e musica, infatti, vengono celebrati ogni anno  attraverso i suoni del Tanjazz Festival di Tangeri e l&#8217;Art Fair di Marrakech.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TANJAZZ FESTIVAL, </strong><strong>dal 21 al 25 settembre 2011 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La musica Jazz affonda le sue origini nei primi anni del XX secolo. All’epoca, infatti, le comunità di schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni del sud degli Stati Uniti avevano l’abitudine di cantare il jazz nella sua forma primitiva: i Work songs. Canzoni che hanno dato vita ad un genere musicale che ha fatto dell&#8217;uso intenso dell’improvvisazione, del ritmo swing  e del tono malinconico le proprie caratteristiche peculiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò verrà riproposto a<strong> Tangeri</strong> in occasione del <strong>Tanjazz Festival, </strong>dove il rumore del mare e delle folle della città si fonderanno con il ritmo del swing. Ospite di spicco del Tanjazz Festival sarà <strong>Roberta Gambarini</strong>, nota artista jazz italiana. Nata a <a href="/2011/09/torino-antica-capitale-dal-cuore-moderno/" target="_self">Torino</a>, sin da giovane subisce le influenze di una famiglia dove la musica jazz è molto amata e seguita e nel 1998 vince una borsa di studio presso il <em>New England Conservatory</em> di <em>Boston</em>. Comincia così la sua avventura musicale che in poco tempo ha saputo conquistare popolarità e consensi del pubblico, della critica e dei più importanti musicisti del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ART FAIR, </strong><strong>dal 30 settembre al 3 ottobre 2011 </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/tag/marrakech" target="_self">Marrakech</a>, conosciuta come la città rossa, farà da cornice all’<strong>Art Fair</strong>, mostra d’arte che vedrà la partecipazione di oltre 50<img class="alignright size-thumbnail wp-image-38775" style="border: white 10px solid;" title="Art Fair" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Art-Fair-150x150.jpg" alt="Art Fair 150x150 Arte e musica in Marocco" width="150" height="150" /> gallerie d’arte moderna e contemporanea riunite presso il <strong>Palace Es Saadi.</strong> Durante i giorni dell&#8217;evento verranno esposte creazioni di artisti internazionali appartenenti alle più grandi gallerie del panorama mondiale tra cui <strong>Jean-Gabriel Mitterrand</strong> (Parigi), <strong>Edwynn Houk</strong> (New York), <strong>Art Space</strong> (Dubai), <strong>L’atelier 21</strong> (Casablanca), l’ <strong>Hotice Gallery</strong> (Milano) e molte altre.</p>
<p style="text-align: justify;">Verrà proposto un vero e proprio circuito culturale con lo scopo di rappresentare, attraverso le opere degli artisti,  le tensioni politiche del mondo arabo ai giorni nostri. Avranno inoltre luogo numerose conferenze per comprendere il ruolo di un Paese come il Marocco nell&#8217;ambito dello scenario artistico contemporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Info: <a href="http://www.tanjazz.org/">Tanjazz Festival</a> e <a href="http://www.marrakechartfair.com/">Art Fair</a></p>
<p style="text-align: justify;">Testo a cura di <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/federica-giuliani/">Federica Giuliani</a></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">
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		<title>Marrakech ed i tesori nascosti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 09:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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La domenica mattina, con un freddo barbino ed una pioggia torrenziale che ha continuato implacabile per cinque ore, fra dedali di vicoli, un vero labirinto a cielo aperto, entriamo nel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-36082" title="Marrachech_1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSCN5848.jpg" alt="DSCN5848 Marrakech ed i tesori nascosti" width="640" height="575" /></p>
<p style="text-align: justify;">La domenica mattina, con un freddo barbino ed una pioggia torrenziale che ha continuato implacabile per cinque ore, fra dedali di vicoli, un vero labirinto a cielo aperto, entriamo nel <strong>Mellah</strong>, circondato da mura, di solito vi si accede da porte fortificate che come nei ghetti europei possono essere chiuse la sera; il<strong> primo quartiere ebraico</strong> è sorto a Fès nel 1438, Mellah il suo nome in tutto il Marocco tranne a Tétouan, dove viene adottato il termine spagnolo <strong>Juderia</strong>. Fès, in passato capitale culturale e spirituale dell&#8217;ebraismo in Marocco, <strong>Fès</strong> dove ha vissuto il grande filosofo Maimonide. La presenza ebraica in questo paese è veramente antichissima, risalirebbe addirittura ai tempi di re Salomone, tremila anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cimitero ebraico. </em>&#8221; Allora prevedete delle stelle gialle anche per la famiglia reale&#8221; avrebbe detto il <strong>Sovrano Mohammed V</strong> durante la seconda <img class="alignright size-medium wp-image-36083" style="border: white 20px solid;" title="Marrakech_2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSCN5868-300x224.jpg" alt="DSCN5868 300x224 Marrakech ed i tesori nascosti" width="300" height="224" />guerra mondiale alle autorità coloniali francesi che intendevano applicare in Marocco la politica antisemita del regime di Vichy. La <strong>famiglia reale</strong> si è sempre schierata ed impegnata per il rispetto della comunità ebraica nel paese. Malgrado le saltuarie esplosioni di violenza dei nazionalisti marocchini, ebrei e mussulmani hanno convissuto proficuamente per secoli, in Marocco si stava bene,  relativamente ad altri paesi dell&#8217;area il tasso di conflittualità nei confronti degli ebrei è sempre stato basso. Non è un caso se prima del massiccio esodo della seconda metà del secolo scorso (meno traumatico comunque che da altri paesi mussulmani) soprattutto verso il nuovo stato di Israele appena costituito, la <strong>comunità ebraica in Marocco</strong> era la più grande di uno stato arabo. Nel 1956, anno dell&#8217;<strong>Indipendenza del Marocco</strong> qui vivevano circa 350.000 ebrei, in parte discendenti da berberi convertiti, in parte dalla comunità espulsa dalla Spagna nel 1492; nella sola Marrakech se ne contavano 40.000, ( quanti più o meno ora in tutta Italia).</p>
<p style="text-align: justify;">Ne sono rimasti all&#8217;incirca 3000 che vivono soprattutto a <strong>Casablanca</strong> (proprio lì  gli attentati del 2003 e del 2007); a Marrakech rimangono 170 persone e tutte anziane come mi racconta sconsolato un vecchio della bellissima sinagoga bianca e blu che visitiamo, due famiglie vivono al primo piano, altri nella città nuova fuori le mura. Gli<strong> ebrei marocchini</strong> hanno comunque mantenuto un forte legame con la terra d&#8217;origine, vi ritornano spesso, mi è capitato di sentir parlare ebraico fra i vari gruppi di turisti che visitavano i siti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mellah si trovano le uniche <strong>case con balcone</strong> e verande sulle facciate esterne e sono  le più alte della medina. In quanto spazio circoscritto e chiuso il quartiere non aveva altra possibilità di espandersi se non in altezza. Quando Marrakech fu fondata, gli ebrei non avevano il permesso di restare in città, vi commerciavano durante il giorno e la sera ripartivano. E&#8217; intorno al 1557 la creazione di questo <strong>quartiere isolato e separato</strong> all&#8217;interno della medina con due porte, verso la casba e l&#8217;esterno della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-36086" style="border: white 20px solid;" title="MArrakech_3" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/DSCN5967-300x225.jpg" alt="DSCN5967 300x225 Marrakech ed i tesori nascosti" width="300" height="225" /><strong>La casba</strong>, la cittadella fortificata all&#8217;interno delle mura, essa stessa<strong> racchiusa da un doppia cinta muraria</strong>, praticamente come le scatole cinesi, una dentro l&#8217;altra. Qui risiedeva il sultano e tutta l&#8217;amministrazione reale, penso ai vari &#8220;kremlini&#8221; delle città russe. La casba, a metà del XVIII secolo quando Marrakech non era più capitale, era un ammasso di rovine, ma gli edifici principali sono sempre stati la <strong>moschea al Mansur</strong>, i palazzi reali e il Mellah.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai piedi della moschea, sotto un portico che immette in uno stretto passaggio fra mura di mattoni merlati e tetti dalle tegole smaltate di verde, si accede, come sempre inaspettatamente, alle <strong>Tombe Saadiane</strong>, stupendo esempio di stile ispano-moresco, che conservano le spoglie della famiglia imperiale omonima, costruite verso la fine del XVI° secolo. Due distinti mausolei per i vari sultani, un tappeto esterno di mosaici colorati per le tombe delle principesse e nobili donne.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Continua a pagina 2</span></p>
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		<title>Un fascino eterno a La Mamounia &#8211; Marrakech</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Latitudeslife</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10077" style="border: 10px solid white;" title="ingresso" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/INGRESSO.jpg" alt="INGRESSO Un fascino eterno a La Mamounia   Marrakech" width="620" height="413" />Winston Churchill disse, che <strong>La</strong> <strong>Mamounia</strong> era il luogo più amabile del mondo, ed oggi dopo tre anni di meticolosa rinnovazione sotto la guida ispirata di <strong>Jaques Garcia</strong>, si possono rivivere momenti magici in questo posto. Rispettandone lo <strong>stile moresco</strong> il famoso decoratore che aveva già firmato altre importanti ristrutturazioni; ha trasformato quest&#8217;opera, con il supporto di talentuosi artigiani locali, in un vero gioiello. Garcia considera l&#8217;hotel La Mamounia un&#8217;incarnazione di bellezza per la quale ha riportato alla luce <strong>l&#8217;incanto marocchino</strong>. <img class="alignleft size-medium wp-image-10081" style="border: white 20px solid;" title="Piscina-COPY" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Piscina-COPY-300x199.jpg" alt="Piscina COPY 300x199 Un fascino eterno a La Mamounia   Marrakech" width="300" height="199" />Oggi sfoggia una nuova colorazione, che fa eco con la città di <strong>Marrakech</strong> in cui è immersa, mosaici bianchi e neri, tadelakt blu, fontane monocromatiche con mosaici neri o marroni. Questi solo alcuni esempi di meravigliosi colori che vi si possono trovare all&#8217;interno, l&#8217;idea di <strong>accostare modernità e tradizione</strong> ha avuto successo. Tutto questo è la vera natura dell&#8217; <strong>Oriente</strong>, infatti lasciando l&#8217;aereoporto ci si catapulta subito in un ambiente pieno di colori, odori, luci e ombre che caratterizzano Marrakech. All&#8217;interno si trova anche una <strong>Spa </strong>esclusiva, lussuose <strong>boutique</strong> e <strong>ristornati</strong> che completano lo scenario.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><strong>PACCHETTO &#8220;SENSORY EXPERIENCE</strong>&#8221; : 5 notti in camera doppia Deluxe &#8211; trasferimenti da/per l&#8217;aereoporto &#8211; prima colazione a buffet &#8211; 1 pranzo a bordo piscina &#8211; 1 cena al ristorante Italiano by Don Alfonso &#8211; 1 cena al ristornate Francese by Jean-Pierre Vigato &#8211; 1 Wine tasting con sommelier e cena al ristorante<img class="alignright size-medium wp-image-10085" style="border: white 20px solid;" title="thè" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/thè-300x199.jpg" alt="thè 300x199 Un fascino eterno a La Mamounia   Marrakech" width="300" height="199" /> Marocchino &#8211; 1 massaggio rilassante all&#8217;arrivo &#8211; 1 rituale hammam di 90 minuti &#8211; 1 massaggio rilassante di 90 minuti seguito da cena privata nella propria camera &#8211; 1 Hot Stone Massage &#8211; 1 ora di sessione yoga privata &#8211; 1 city tour di Marrakech con fotografo professionista &#8211; 1 city tour Sapori di Marrakech &#8211; 1 trekking sui Monti Atlas. <strong>PREZZO pacchetto</strong> : da 3.000 euro a persona in camera doppia.</p>
<p><strong>Per info e prenotazioni</strong> : <a href="http://www.mamounia.com">www.mamounia.com</a></p>
<p>Testo: Samantha Lamonaca</p>
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		<title>Viaggio in un Marocco diverso</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 11:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Latitudeslife</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In fuori strada e in gruppo per un viaggio -reportage da Marrakech a Marrakech,  passando per Essaouira, la costa Atlantica e i monti dell&#8217;Anti-Atlante scavalcando il passo del Tizi n&#8217;Test.
14-21/03/2010 MAROCCO

domenica 14/03/10 h.22.30 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #800000;"><em>In fuori strada e in gruppo per un viaggio -reportage da Marrakech a Marrakech,  passando per Essaouira, la costa Atlantica e i monti dell&#8217;Anti-Atlante scavalcando il passo del Tizi n&#8217;Test</em></span>.</strong></p>
<p><strong>14-21/03/2010 MAROCCO</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8931" style="border: WHITE  20px solid;" title="IMG_2441" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_2441-300x200.jpg" alt="IMG 2441 300x200 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="200" /></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">domenica 14/03/10 h.22.30  Marrakech</span></p>
<p>Stamattina sveglia poco prima delle 7 e alle 8.30 eravamo già a Malpensa con i nostri compagni di viaggio: Roberta &#8211; la nostra amica dell&#8217;agenzia, Teresa &#8211; la giornalista ed Eugenio &#8211; il fotografo, noi &#8211; i turisti.<img class="size-medium wp-image-9679 alignright" style="border: white 20px solid;" title="marocco 2010 (152)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/marocco-2010-152-300x225.jpg" alt="marocco 2010 152 300x225 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="225" /></p>
<p>Facciamo uno scalo imprevisto a Barcellona che ci fa tardare di circa un&#8217;ora.  A parte questo, volo tranquillo e abbastanza indolore per quanto mi riguarda. Appena arrivati ci incontriamo con Abdel, che sarà il nostro autista per tutta la settimana.  Andiamo subito a pranzo, attraversando la parte nuova della città, dove sembra tutto ordinato, pulito e molto verde. Il ristorante consiste in una serie di tavoli sul marciapiede e si mangia tutti insieme.  Si capisce subito che la pulizia non è la principale qualità del luogo&#8230;</p>
<p>Ci portano dei piattini con olive condite, un&#8217;insalatina di pomodori, peperoni e una montagna di cipolle, patatine fritte, un sughetto di pomodoro speziato, pane e un misto di carni alla griglia. Dopo pranzo andiamo al nostro riad, nel cuore della medina. Abdel ci lascia in una piazza, dove un anziano signore con un traballante carrellino carica tutti i nostri bagagli e li porta a destinazione, attraversando un labirinto di vie confusissime  dove passano ciclisti spericolati, carretti coi cavalli, motorini…a turno rischiamo tutti la vita alcune volte! Molto <span style="color: #800000;"><em> </em></span>pittoresco…</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><a rel="attachment wp-att-9684" href="http://www.latitudeslife.com/2010/05/viaggio-in-un-marocco-diverso/marocco-2010-14-3/"></a></em></span></p>
<p>Il riad è un gioiellino, un paradiso di quiete nella baraonda della medina. E’ di proprietà di italiani, di Pinerolo, ma gestito da Alì. Ci accolgono con latte e datteri e ci servono il the alla menta nel cortiletto sul quale si affacciano le stanze. Dopo un breve tour nel riad ci sistemiamo ognuno nella propria stanza. Sono tutte diverse, tutte in stile e collegate dal tema delle conchiglie. Il terrazzo, dove faremo colazione, è meraviglioso, con una suggestiva tenda berbera, tanto verde e una bella vista sui tetti della città.<span style="color: #800000;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-9681" style="border: WHITE  20px solid;" title="RiadSamarkand003" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/RiadSamarkand003-300x202.jpg" alt="RiadSamarkand003 300x202 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="202" /></em></span></p>
<p>Dopo un breve riposo ha inizio la nostra passeggiata per il suk. E’ divertente..ma anche qui un po’ pericoloso! Io e Lorenzo rimaniamo quasi subito coinvolti in uno scontro tra una bici e un motorino…E’ un dedalo di vie incasinatissime, disordinate, apparentemente uguali una all’altra, coloratissime e stracolme di oggetti in ogni angolo: ci sono piramidi di spezie, borse, ciabattine coloratissime, sciarpe, lampade, collane, ceramiche…centinaia di oggetti stipati meticolosamente in micro negozi, accattivanti e divertenti. Facciamo un bel giro prima di raggiungere la piazza di Jama’a el-fnaa, il cuore della città. Prendiamo un aperitivo su una terrazza che si affaccia direttamente sulla piazza, con una splendida vista su tutti i banchetti, i venditori di qualunque cosa, le donne che fanno l’henne, gli incantatori di serpenti, le scimmie ammaestrate, i carretti che fanno le spremute…Trovare alcolici è molto difficile e quindi anche l’aperitivo è a base di the alla menta…è il primo giorno e siamo già al terzo, ho il sospetto che sarà la bevanda principale di questa vacanza!</p>
<p>Per cena si va al banchetto numero 22 del “ristorante più grande del mondo”. Verso sera infatti la piazza si trasforma in un immenso ristorante, un’infinità di chioschi con qualche posto a sedere dove si mangiano cous cous, tajine, pesce…Visto dall’alto questa specie di ristorante appare come un’enorme nuvola di fumo. Oltre a olive condite e insalatina prendiamo degli spiedini (brochettes) di pollo e assaggiamo i beignets, delle specie di polpette di patate succulente, compriamo da una ragazzina dei biscotti al cocco e beviamo&#8230;un bel the alla menta ovviamente!<span style="color: #800000;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-9684" style="border: WHITE  20px solid;" title="marocco 2010 (14)" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/marocco-2010-142-300x225.jpg" alt="marocco 2010 142 300x225 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="225" /></em></span></p>
<p>Facendo un giro in piazza vediamo dei ragazzi che giocano alla “pesca miracolosa”, altri che suonano i bonghi, anziani coi falchi, coi serpenti…c’è un po’ di tutto e un gran frastuono.<img class="size-medium wp-image-9682 alignright" style="border: WHITE  20px solid;" title="marrakech" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/marrakech-300x225.jpg" alt="marrakech 300x225 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="225" /></p>
<p>Torniamo al riad fermandoci nel suk a prendere dei deliziosi dolcetti che gustiamo chiacchierando davanti al camino e organizzando la giornata di domani: sveglia alle 7,30, colazione 8,30, ritrovo con Abdel alle 9,30 e verso l’ora di pranzo partenza per Essaouira, dove arriveremo in circa 3 ore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">lunedì 15/03/10 h.22.30  Essaouira</span></p>
<p>Stamattina sveglia alle 7,30, colazione in terrazza e poi partenza. Mentre gli altri vanno “a caccia di riad”, noi partendo dal Palais de Bahia passeggiamo un po’ per la città. Visitiamo il Palais de Badì con i suoi aranceti e decine di cicogne, avvistiamo qualcosa di interessante da visitare sabato quando saremo soli, ripassiamo dal suk e beviamo un the alla menta sulla terrazza, godendo al sole caldo, tra un tripudio di colori, rumori e odori. All’una ci troviamo con il resto del gruppo al Club Med e ripartiamo alla volta di Essaouira: circa 185 km e 3 ore di viaggio. Facciamo sosta per il pranzo in una specie di autogrill con panini e frutta fresca, ci fermiamo ad ammirare le distese di alberi di argan con le caprette che brucano sulla chioma e andiamo a visitare una cooperativa di donne che produce l’olio di argan e tutti i prodotti ad esso correlati.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">h. 20.00</span></p>
<p>Arrivati ad Essaouira si respira subito un’aria diversa, fresca e pulita, e la città è molto più ordinata e meno caotica rispetto a Marrakech, ma nelle strette vie i negozietti sono molto simili. Il riad è spettacolare, molto “marino”, e ricorda un po’ un faro, sviluppato in altezza, con poche stanze semplici ma curatissime nei dettagli e molto luminose e comode. La nostra è la stanza “dell’amore”, con il bagno doppio e la vasca matrimoniale. Anche questo riad è di proprietà di italiani, ma è gestito da una ragazza svizzera. Prima di una gustosa cena a base di pesce, passeggiamo in attesa del tramonto, che ci godiamo accovacciati sui bastioni, accarezzati da una fresca brezza marina. Una doccia, un breve riposo e siamo pronti per il pesce!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">martedì 16/03/10 h.7.30  Essaouira</span></p>
<p>Ieri sera cena al porto, in uno dei chioschetti spartani che serve pesce freschissimo: il numero 5. hanno una specie di espositore con tutto il pesce del giorno e fanno scegliere ai clienti quello che preferiscono. Prendiamo gamberi, calamari, sogliole, sardine in quantità, un branzino e un’orata. Li cuociono alla griglia e li servono rapidamente senza alcun condimento. Sono squisiti!!! Mentre ceniamo, sotto il tavolo un milione bianco e rosso aspetta e divora con gusto le teste delle nostre sardine. E’ una cena leggera e saporita e la divoriamo alla velocità della luce! Dopo cena proviamo ad andare da Taros: al primo piano c’è il ristorante, molto carino e colorato, ci ricorda un po’ l’Africa Cafè di Cape Town; al piano superiore c’è il locale, che dovrebbe esser rinomato per gli aperitivi. La vista dalla terrazza che dà sul porto è bella, ma per il resto è un locale piuttosto freddo, turistico e fermo diciamo ai tardi anni ‘80/inizio ’90. Appena arrivati ci guardiamo in giro un po’ spaesati e mi sembra di essere tornata indietro di 15 anni e di essere in uno di quei locali dove si andava d’estate quando si era in vacanza con gli amici. In più la lista è finta, perché non c’è niente di quello che ordiniamo! Insomma, l’impressione che ci fa è tutt’altro che buona.</p>
<p>Ora una bella colazione in terrazza, un giretto al porto e in spiaggia e poi siamo pronti a ripartire.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">h. 20.00 Mirleft</span></p>
<p>Giornata lunghina&#8230;</p>
<p>Stamattina dopo colazione abbiamo fatto un ultima passeggiata per la città. Prima un giro al porto, coi pescherecci, le reti, l’odore di pesce, decine di gatti in cerca di avanzi e un’infinità di candidi gabbiani. Poi la spiaggia, semi deserta, con cavalli e cammelli per fare le passeggiate sul lungo mare, i quad, i surf…</p>
<p>Lasciata Essaouira andiamo verso Agadir. Ci fermiamo a mangiare in un baretto e poi andiamo a vedere la kasbah, cioè tutto ciò che resta dopo che un terremoto, negli anni ’60, ha raso al suolo la città, rendendola ora piuttosto insignificante.</p>
<p>Ripartiamo verso Tiznit, che dovrebbe essere una piccola cittadina poco turistica. In effetti di turisti ce ne sono veramente pochi, ma la città non è un granché e si capisce quindi perché non richiami molta gente…</p>
<p>Possiamo proseguire verso la meta finale: Mirleft. Il paesaggio lungo la costa è abbastanza suggestivo, ci sono molte colline e una bella vegetazione. Ogni tanto qua è là spicca qualche nuova costruzione, spesso incompleta, che ha ben poco di caratteristico e rovina un po’ il bel paesaggio. Il riad è sperduto, praticamente in spiaggia, tra gli scogli. Come gli altri, sembra un gioiellino, più grande, meno raccolto, ma non meno affascinante. La nostra stanza affaccia direttamente sulla piscina e, alle sue spalle, sul mare.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">mercoledì 17/03/10 h.8.00 Mirleft</span></p>
<p>Meraviglioso risveglio sul mare…C’è abbastanza vento ma  è un’aria calda e riposante. La vista con la finestra aperta è uno spettacolo, la piscina, la chioma delle palme spostate dal vento, gli scogli, il mare…peccato solo per il cielo coperto.</p>
<p>Lasciato l’albergo ci dirigiamo alla spiaggia di Legzira dove, su questa magnifica spiaggia caratterizzata da un’imponente arco naturale, facciamo il servizio fotografico sulla macchina, rincorsi dai cani randagi del luogo e sotto gli sguardi incuriositi dei turisti. Fossimo stati noi i turisti a piedi probabilmente avremmo riempito di insulti quei cretini che rovinavano il paesaggio e l&#8217;atmosfera scorrazzando sulla spiaggia con un jeeppone&#8230;in realtà però è stato molto divertente&#8230;eh eh!</p>
<p>Lasciata la spiaggia, andiamo verso Sidi Ifni, altra cittadina poco turistica. Non c&#8217;è molto da vedere, ma la città è tranquilla e la passeggiata gradevole. Pranzo a Tiznit, in un posto come al solito molto spartano dove però gustiamo una bella tajine di manzo &#8220;alla berbera&#8221;, cioè con le mani.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9686" style="border: WHITE 20px solid;" title="1321501-Dusk_over_Sidi_Ifni-Sidi_Ifni" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/1321501-Dusk_over_Sidi_Ifni-Sidi_Ifni1-300x207.jpg" alt="1321501 Dusk over Sidi Ifni Sidi Ifni1 300x207 Viaggio in un Marocco diverso" width="300" height="207" /></p>
<p>Dopo pranzo possiamo continuare verso Tafraoute, con qualche sosta-foto. Il paesaggio roccioso è bellissimo, intervallato da distese di palme e colline ricoperte da una fitta vegetazione. Prima di arrivare in paese ci fermiamo ad ammirare uno scorcio meraviglioso e a distribuire caramelle ai bambini che, improvvisamente, sbucano da tutte le parti!</p>
<p>Quando arriviamo troviamo un paesino tranquillo e quasi completamente privo di turisti. Visitiamo una specie di bazar che vende qualsiasi cosa e il cui proprietario è particolarmente propenso all&#8217;intrattenimento&#8230;Mentre Abdel riposa un po&#8217; noi facciamo due passi, visitiamo una cooperativa di donne che producono le tipiche babbucce della città e poi a un&#8217;altra dove vendono l&#8217;olio di argan. L&#8217;albergo non è all&#8217;altezza dei precedenti, ma il cortile interno con la piscina e circondato dalle montagne è piuttosto suggestivo. La piscina poi è talmente allettante che io, Eugenio e Lorenzo non resistiamo al suo richiamo e ci convinciamo a fare un breve, ma soddisfacente, bagnetto. Doccia, cena e a letto presto: domani sveglia alle 6!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">giovedì 18/03/10 h.10.20</span></p>
<p>Sveglia presto per avventurarci con le luci dell&#8217;alba in una valle meravigliosa, circondata da imponenti rocce granitiche simili a sculture&#8230;alcune color blu-puffo, perché negli anni &#8216;80 un artista belga ne ha voluto fare un&#8217;opera d&#8217;arte&#8230;A parte questo discutibile dettaglio, scalare queste rocce e guardarsi attorno lascia senza fiato, la distesa di verde e rocce che sembra infinita.</p>
<p>Lasciate le rocce blu, proseguiamo alla ricerca della &#8220;gazzella&#8221;, che dovrebbe essere un&#8217;incisione rupestre che si trova in un luogo imprecisato&#8230;Ci aggiriamo per i vicoli di un affascinante villaggio berbero che sembra deserto, ad eccezione di una cagna coi suoi tre buffi cuccioli che ci guardano con curiosità ma sospettosi. Quando finalmente arriviamo alla famosa gazzella, che poi non si è capito se sia effettivamente originale o se l&#8217;abbiano fatta l&#8217;altro ieri, scopriamo che ci si poteva arrivare con un comodo sentiero! Facendo il sentiero però ci saremmo persi questo grazioso villaggio…</p>
<p>Dopo un bel giro di tre ore, torniamo in albergo per fare colazione e rilassarci un po&#8217; prima di ripartire. La prossima tappa dista circa 4 ore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">h. 20.00 Taroudant</span></p>
<p>Partenza verso le 12, dopo un paio d&#8217;ore passate a leggere sul bordo della piscina sotto il sole caldo. Il viaggio procede bene, con simpatica sosta pranzo in una località non ben identificata. Oggi proviamo la frittata berbera, cotta nella tajine e condita con cipolle, olive, pomodori e abbondante cumino. Lorenzo-Moustafà prosegue le sue lezioni di berbero e mangia di gusto con le mani la sua tajine di carne e legumi, sotto gli occhi divertiti di Abdel.</p>
<p>Dopo questa bella sosta rilassante procediamo dritti verso la meta. Arriviamo alle 17.30 circa e ci troviamo in una deliziosa cittadina, circondata da mura berbere del VI secolo e lunghe 7 km.</p>
<p>Il riad si trova dentro le mura ed è spettacolare. Si può soggiornare nelle tende berbere, spartanissime ma molto suggestive, o in grosse e confortevoli camere, arredate con cura e accoglienti. La nostra è al piano terra e si affaccia su giardino e piscina. L&#8217;istinto è di chiudersi qua, fare un bel bagno, prendere il sole e rilassarsi&#8230;ma siamo qui per visitare il Marocco quindi&#8230;solo il tempo di sistemare i bagagli e si va e per stavolta prendiamo il calesse e ci facciamo scorrazzare per la città! La guida Rachid è simpatica, ci dice quando fare le foto, ci porta nel suk, si ferma a prenderci dei fiori, e intanto rimbambisce Roberta che occupa il posto d&#8217;onore accanto a lui. Giretto molto divertente  e piacevole. La città è piuttosto vivace e si respira un clima disteso e accogliente.</p>
<p>Rientrati in albergo purtroppo non facciamo in tempo a fare il bagno, solo una bella doccia e poi siamo di nuovo pronti&#8230;per mangiare ovviamente! Stasera è la volta del cous cous, con carne e verdure. Immancabile l&#8217;antipastino a base di pomodori e cipolle. Dopo due chiacchiere in allegria tentiamo di vedere un film nella sala cinema, tuttavia complici la stanchezza e il francese che per noi è quasi completamente incomprensibile, cediamo presto e andiamo a nanna.</p>
<p>Domani ci aspettano il lungo e tortuoso Tizi&#8217;n test e, ahimè, il ritorno a Marrakech.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">venerdì 19/03/10 Marrakech</span></p>
<p>Stamattina colazione all&#8217;aperto e un po&#8217; più leggera del solito, in previsione del lungo viaggio. Mentre Teresa ed Eugenio vanno a fare un ultimo giro della città, noi ci rilassiamo leggendo sulla sdraio matrimoniale e dividendoci l&#8217;i-pod in perfetto stile &#8220;piccioncens&#8221;. Il sole è caldo è l&#8217;atmosfera distesa. Abdel come al solito fa come fosse a casa sua: è ammirevole come sembri a suo agio ovunque, come socializzi con facilità con tutti. Non so se sia lui ad essere così o se questa sia una caratteristica marocchina, comunque è veramente di buon carattere. Ci chiede se vogliamo bere e va direttamente in cucina a prenderci una Coca Cola, un po&#8217; come ieri al ristorante quando è andato lui a cucinare!</p>
<p>Riusciamo a partire verso le 11.30. Il viaggio è veramente lungo e arriviamo a Marrakech alle 17.30, ma è comunque piacevole e le curve non sono poi così terribili. Il panorama in certi punti è davvero bello, con ampie vallate o profonde gole attraversate dal fiume. Alcune manovre sono un po&#8217; spericolate e ci fanno sgranare gli occhi, ma in realtà Abdel sembra sempre a suo agio e padrone della situazione. Ci fermiamo in un baretto sperduto, con l&#8217;idea di prendere solo un po&#8217; di pane ma finiamo col mangiare pane a formaggino, sotto lo sguardo diffidente di Abdel, che si rifiuta di mangiare e preferisce aspettare e godersi una succulenta tajine. Lungo la strada ci fermiamo a visitare una moschea del 1156 nel villaggio di Tim Mal. E&#8217; imponente, a cielo aperto e con tutto un intrico di archi. Accantonate in un angolo ci sono le porte antiche, pronte per andare al museo e ora sostituite da altre nuove.</p>
<p>Quando arriviamo a Marrakech lasciamo solo i bagagli in albergo e poi ci dirigiamo subito alla piazza: un po&#8217; di foto per Eugenio e un po&#8217; di suk per le donne, Lorenzo invece resta in albergo a riposare. La camera è praticamente un appartamento, con tanto di salotto e angolo cottura. Al ritorno dalla passeggiata, mi godo una bella doccia calda e poi siamo di nuovo pronti per uscire. Ceniamo in un locale fuori dalla medina, in una zona un po&#8217; più tranquilla e forse meno turistica. La mia tajine kofta mi sembra squisita!</p>
<p>Ora un po&#8217; di riposo, domani sveglia alle 8 per salutare i nostri amici che partono e poi ultimo giro per la città.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">sabato 20/03/10 h. 15.00</span></p>
<p>Stamattina colazione alle 8.30 e poi aspettiamo che i nostri compagni d&#8217;avventura partano, per salutarli. E&#8217; strano, dopo questi giorni passati sempre insieme, trovarsi ora da soli&#8230;che magone!!! <img src='http://www.latitudeslife.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' title="Viaggio in un Marocco diverso" /> </p>
<p>Prepariamo il programma del giorno e verso le 10 usciamo. Iniziamo ad andare verso Jama’a el-fnaa, con l&#8217;idea di proseguire da lì al palazzo Dar Si Said. Attraversiamo i giardini della Koutoubia, molto rilassanti e freschi, occupati da una mostra fotografica sul tema dell&#8217;ecologia. Dalla piazza continuiamo con passo sicuro verso la nostra meta, dispensando anche consigli a degli sventurati spagnoli (che continueremo ad incontrare per tutto il giorno!), ma evidentemente sbagliamo qualcosa e non riusciamo ad arrivare al palazzo. Torniamo sui nostri passi, ma ormai è troppo tardi per riprovare dato che alle 12 chiude, quindi decidiamo di attraversare il suk e puntare al museo marocchino. Il museo di per sè non ha grandi tesori, ma il palazzo che lo ospita è magnifico e sontuoso, dominato da un&#8217;atmosfera rilassante, forse per la luce, i colori. Proseguiamo verso la Qoubba Almoravides e poi la Medersa Ben Youssef, dove ci sono circa 132 celle che ospitavano centinaia di studenti. Sono celle minuscole e sembra incredibile ci potessero stare tante persone! Anche questo palazzo è stupendo e le foto si sprecano! Torniamo al suk per gli acquisti: l&#8217;olio di algar, i dolcetti, le collanine, le sciarpine&#8230;Ormai siamo padroni della situazione, peccato che ormai sia ora di tornare&#8230;</p>
<p>Siamo stanchi, sono quattro ore che camminiamo, quindi decidiamo di tornare in albergo, rilassarci e poi, magari, andare all&#8217;hammam. Tornando ripassiamo dai giardini, alla ricerca di un po&#8217; di fresco. Quando ci sediamo su un muretto all&#8217;ombra, veniamo avvicinati da un ragazzo che vuole fare due chiacchiere. E&#8217; incredibile la gente qui, tanti chiedono soldi per niente, ma altri sono solo particolarmente socievoli e si avvicinano per offrire un aiuto o per scambiare due parole, senza voler nulla in cambio.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">domenica 20/03/10 h. 9.15</span></p>
<p>Quasi pronti per partire&#8230;</p>
<p>Ieri alla fine eravamo così cotti che non abbiamo neanche avuto la forza di andare all&#8217;hammam, abbiamo dormito un po&#8217; e poi siamo andati a cena in piazza al numero 22 come la prima sera. Avendo fatto un&#8217;abbondante colazione avevamo saltato il pranzo e quindi avevamo un certo appetito, che abbiamo soddisfatto con: tre brochettes di pollo, un cous cous alle verdure, due beignets. Due sciurette che mangiavano accanto a noi ci guardavano sconvolte e se la ridevano. Ancora due passi nel suk, ultimi acquisti e poi in albergo. Ma quanto abbiamo camminato oggi??? Alle 23, dopo un tentativo fallito quasi immediatamente di vedere un film, siamo a letto.</p>
<p>Sveglia alle 8, colazione abbondantissima (anche oggi niente pranzo!), ultimi preparativi e ora siamo pronti per lasciare l&#8217;albergo.</p>
<p>E&#8217; stato strano stare soli dopo qualche giorno sempre in compagnia, è strano (come sempre dopo ogni viaggio) dover tornare dopo essersi ambientati e immaginarsi domani a quest&#8217;ora in ufficio&#8230;ma non ci scoraggiamo e siamo già pronti per la prossima Africa!</p>
<p>di Valentina Protti</p>
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