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	<title>Latitudeslife &#187; Italia</title>
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		<title>2 &#8211; Gli inglesi e il Grand Tour in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
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Il termine Grand Tour lo si trova adottato, in trascrizione francese, nel Voyage of Italy: or a Compleat Journey Trough Italy di Richard Lassels nel 1670, quando ormai il viaggio era un’ 
 istituzione consolidata. Infatti, alla fine del XVII secolo, un letterato o un artista conosciuto poteva facilmente ottenere dal governo una borsa annuale di 300 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2F2-gli-inglesi-e-il-grand-tour-in-italia%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<div id="attachment_14803" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-14803" title="17D-1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/17D-1-620x465.jpg" alt="17D 1 620x465 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="620" height="465" /><p class="wp-caption-text">Venezia</p></div>
<p style="text-align: left;">Il termine <strong>Grand Tour</strong> lo si trova adottato, in trascrizione francese, nel <strong>Voyage of Italy: or a Compleat Journey Trough Italy </strong>di <strong>Richard Lassels</strong> nel 1670, quando ormai il viaggio era un’ </p>
<div id="attachment_14805" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14805" title="Italy_Pisa_-_Leaning_Tower" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Italy_Pisa_-_Leaning_Tower-300x225.jpg" alt="Italy Pisa   Leaning Tower 300x225 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Pisa</p></div>
<p> istituzione consolidata. Infatti, alla fine del XVII secolo, un letterato o un artista conosciuto poteva facilmente ottenere dal governo una <strong>borsa annuale di 300 sterline per un viaggio di perfezionamento all’estero</strong>. È proprio in Inghilterra che dopo l’università e gli Inns of Court il viaggio per l’Europa è considerato una <strong>meta finale</strong> di chi è destinato a divenire classe dirigente. Il viaggio inteso come completamento dell’educazione di un giovane aristocratico o di un ricco borghese non fu comunque accolto da tutti. <strong>L’Italia in particolare ancora nel Cinquecento “era detestata</strong> perché considerata un grave pericolo per il corpo e per l’anima. Era la patria di <strong>Machiavelli</strong> e quindi degli </p>
<div id="attachment_14804" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14804" title="166_ferrara_1174322902" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/166_ferrara_1174322902-300x214.jpg" alt="166 ferrara 1174322902 300x214 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Ferrara</p></div>
<p><strong>atteggiamenti politici cinici e sovvertitori</strong>; ed era infine una minaccia costante della fermezza religiosa dei protestanti, esposti sempre al pericolo di rimanere abbagliati dagli <strong>splendori artistici della Chiesa controriformistica</strong>, sopraffati dalla magnificenza dei pontefici e dei cardinali. Il <strong>governo inglese cercava anzi, sia pure con scarso successo, di escludere Roma</strong> <strong>dall’itinerario che a un turista era permesso di seguire</strong>”. Fu comunque proprio nel Cinquecento che <strong>William Cecil</strong>, futuro <strong>Lord Burghley</strong>, come tesoriere della regina Elisabetta, intraprese per primo una deliberata <strong>politica di sostegno del viaggio all’estero</strong> per la formazione dei </p>
<div id="attachment_14809" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14809" title="verona-arena" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/verona-arena-300x186.jpg" alt="verona arena 300x186 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="186" /><p class="wp-caption-text">L&#39;Arena di Verona</p></div>
<p> diplomatici e della classe dirigente: ma il viaggio era visto ancora<strong> pericolosa avventura</strong>. Lo stesso Lord Burghley giudicava severamente gli esiti che ebbe lo stage sul figlio Thomas Cecil, che appariva ai suoi occhi “un perdigiorno ubriacone, buono solo a far da raccattapalle”. Il pedagogo Richard Mulcaster riteneva inutile correre i rischi probabili di un viaggio ed era del suo stesso avviso un severo censore come Roger Ascham: erano tempi in cui si andava diffondendo il detto <strong>“inglese italianato, diavolo incarnato</strong>”. Molti altri, al contrario, credevano che il viaggio fosse un’esperienza che conferiva </p>
<div id="attachment_14810" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14810" title="vicenza" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/vicenza1-300x224.jpg" alt="vicenza1 300x224 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Villa palladiana a Vicenza</p></div>
<p> a chi lo intraprendeva coraggio, senso del comando, capacità di decisione, abilità nelle attività sportive e cavalleresche, gusto nelle belle arti. La<strong> disputa sul valore educativo </strong>del viaggio si trascinò per tutto il XVII secolo, quando ormai era divenuta una pratica unanimemente riconosciuta. Richard Hurd nei <strong>Dialogues on the uses of foreign travel</strong> del 1764 sottolineava che il profitto derivante da un viaggio era assai deludente rispetto alle aspettative. Non a caso <strong>Adam Smith</strong> in <strong>The Wealth of Nations</strong> (1776) sosteneva che l’unico vantaggio era dato dall’opportunità offerta dal viaggio di imparare le lingue: “per gli altri aspetti il giovane ritornava in patria più presuntuoso, </p>
<div id="attachment_14807" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14807" title="Palazzo-Della-Ragione-Padova" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Palazzo-Della-Ragione-Padova-300x199.jpg" alt="Palazzo Della Ragione Padova 300x199 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Il Palazzo della Ragione a Padova</p></div>
<p> con meno principi, più dissipato e meno capace di ogni seria applicazione, sia nello studio che negli affari”. Per Oliver Goldsmith “i vantaggi che derivano dal viaggiare sono una maggiore apertura, l’abbandono dei pregiudizi nazionali ma il tempo così impiegato poteva essere meglio utilizzato in patria”. <strong>L’Italia nonostante i pregiudizi esercitò comunque una forte attrazione</strong>. La meta predestinata è <strong>Roma</strong>: la città santa ed i suoi Mirabilia urbis ma nel corso dei due secoli anche località meno frequenti negli itinerari &#8211; <strong>Parma, Ferrara, Ancona</strong> &#8211; saranno raggiunte dai viaggiatori inglesi. Assieme al</p>
<div id="attachment_14808" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14808" title="parma" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/parma-300x227.jpg" alt="parma 300x227 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="227" /><p class="wp-caption-text">Parma</p></div>
<p> fascino esercitato dalla cultura sugli inglesi, ed in generale di quanti provenivano dai paesi del Nord, c’è il <strong>desiderio di luce, di sole</strong>, di natura rigogliosa che diventerà nel Settecento una dominante ricorrente. Il gusto dell’avventura con le montagne o il mare da attraversare, il rischio dei banditi e delle epidemie conferiscono <strong>un’aura di leggenda e d’avventura al viaggio</strong> che si colora di toni vividi. Ogni partenza è un<strong> sasso lanciato nello stagno</strong> della vita corrente, è un’impresa da ricordare tutta la vita di cui scrivere una volta rientrati in patria. In Italia il viaggiatore inglese arriva sul principio di settembre e a seconda del percorso seguito (<strong>via</strong></p>
<div id="attachment_14806" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14806" title="italy-palermo" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/italy-palermo-300x240.jpg" alt="italy palermo 300x240 2   Gli inglesi e il Grand Tour in Italia" width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Palermo</p></div>
<p>mare da Marsiglia o Nizza, via terra da Moncenisio) le prime città che lo accolgono sono rispettivamente <strong>Genova o Torino</strong>. Segue <strong>Firenze</strong> raggiunta attraverso la via costiera Genova-Pisa o quella interna Torino-Milano-Bologna. Da Firenze si passa a <strong>Siena</strong> e a <strong>Viterbo</strong> e si giunge a Roma ai primi di novembre. Il<strong> soggiorno romano è il più lungo perché si assiste alle cerimonie del Natale, dell’anno nuovo e della Pasqua</strong>. A fine giugno si colloca l’escursione a <strong>Napoli</strong>, meta di ogni viaggio che si conclude, ancora nella metà del Settecento, in Campania. Sulla via del ritorno, sosta breve a<strong> Loreto, Ferrara, Padova e Venezia</strong> per la festa del Carnevale di febbraio. <strong>Vicenza e Verona</strong> sono le ultime città prima di tornare in patria che prevede, a seconda del luogo di destinazione, diverse uscite dalla Svizzera o attraverso la Francia.</p>
<p>Testo:<a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanna-scatena/" target="_blank"> Giovanna Scatena </a>      Foto: Archivio</p>
<p><em>Della stessa serie:</em></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour/" target="_self">1  &#8211; Un tuffo nel passato: l&#8217;Italia del Grand Tour</a></p>
<p>3 &#8211; <a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/3-i-francesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">I francesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p>4 -<a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/4-i-tedeschi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self"> I tedeschi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/5-il-viaggio-a-piedi-di-johann-g-seume/" target="_blank">5 &#8211; Il viaggio a piedi di Johann G. Seume</a></p>


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		<title>1 &#8211; Un tuffo nel passato: l&#8217;Italia del Grand Tour</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 13:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Tre mesi fa Giovanna ci ha scritto proponendoci un progetto interessante di turismo storico - culturale. Giovanna sta studiando il Grand Tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza. Abbiamo trovato l&#8217;argomento affascinante e  in linea con la scelta di proporre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F08%2F1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Tre mesi fa Giovanna ci ha scritto proponendoci un progetto interessante di turismo storico - culturale. Giovanna sta studiando il Grand Tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza. Abbiamo trovato l&#8217;argomento affascinante e  in linea con la scelta di proporre ai nostri lettori articoli culturalmente stimolanti, per aiutarci a capire il perchè del viaggio. E da oggi ve lo proponiamo a puntate.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Federico Klausner</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong><em><span style="color: #800000;">Chi è Giovanna? Così si descrive: </span>giornalista professionista. Laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Scienze della Comunicazione. Amante dei viaggi, ha vissuto in diversi paesi tra cui l&#8217;Irlanda, la Cambogia e l&#8217;Ecuador. Ha collaborato alla produzione di programmi radiofonici; collabora, inoltre, con diverse riviste. Attualmente è impegnata nello studio del Grand Tour femminile attraverso l&#8217;Europa del XVII secolo.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14734" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-14734" title="P1010057" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/P1010057-620x600.jpg" alt="P1010057 620x600 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="620" height="600" /><p class="wp-caption-text">Roma - Parco degli Acquedotti</p></div>
<p style="text-align: justify;">“Ma guarda com’è buffo! Penso che abbia comprato il farsetto in Italia, la calzamaglia in Francia, il berretto in Germania e ovunque quel suo modo di comportarsi”. “Poiché sono un giovane di taglia</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14735" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14735" title="P1010063" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/P1010063-300x225.jpg" alt="Rovine di una villa romana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Rovine di una villa romana</p></div>
<p>inglese… Nel modo di vestire ho imitato quattro o cinque paesi diversi allo stesso tempo”. Questi due passi – il primo tratto dal Mercante di Venezia di William Shakespeare, con cui la bella Porzia liquida uno spasimante inglese, e il secondo preso da Unfortunate traveller (Il viaggiatore sfortunato, 1594) di Thomas Nashe che descrive un giovane bellimbusto, simbolo della moda aristocratica del tempo – <strong>testimoniano l’inizio del Grand Tour</strong> e il fatto che <strong>l’Italia ne diventi la meta privilegiata</strong>. Ma che cos’è il Grand Tour? È il viaggio di formazione che i giovani aristocratici, i facoltosi gentiluomini,   gli studenti e gli esponenti</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14752" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14752" title="napoli" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/napoli-300x225.jpg" alt="napoli 300x225 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Panorama di Napoli</p></div>
<p>della borghesia intraprendono, a partire dalla metà del XVI secolo, per conoscere <strong>l’Olanda, la Francia, i paesi di lingua tedesca, la Svizzera</strong> e, soprattutto<strong>, l’Italia.</strong> È con il Grand Tour, infatti, che <strong>l’Italia assume coscienza di sé</strong> e il contributo maggiore è dato dai numerosi viaggiatori stranieri attraverso la loro diretta esperienza come si legge dai diari di viaggio, dalle guide pratiche e dalle loro opere sulla storia del Paese. Parallelamente si afferma un interesse topografico e i disegni, i dipinti e le incisioni dei viaggiatori fissano le immagini stereotipe di ogni città, le loro reliquie, i loro monumenti e, in particolare, i<strong> differenti ambienti paesaggistici.</strong></p>
<div id="attachment_14753" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14753" title="SAMT-2007" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/SAMT-2007-300x225.jpg" alt="SAMT 2007 300x225 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Genova</p></div>
<p>Attraverso tali mezzi di diffusione e con i ritmi propri del tempo, si forma così <strong>un modo di guardare e di pensare all’Italia</strong>: fonti letterarie e documenti iconografici sono agenti essenziali della formazione di una mentalità collettiva. È un puzzle che si viene modellando nel corso di almeno tre secoli – tra il Seicento e l’Ottocento – con una consequenzialità che è sincronica alle vicende storiche non solo della penisola, ma che è funzione soprattutto delle <strong>motivazioni ideali che muovono i viaggiatori stranieri</strong> prima verso alcune regioni e città, e poi a privilegiarne altre, nuove e poco conosciute. <strong>Francis Bacon</strong> nel suo saggio &#8220;Of Travel&#8221; (Del viaggio) del 1612 detta una sorta di catalogo con regole che devono</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14750" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14750 " title="italy-siena" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/italy-siena-300x240.jpg" alt="italy siena 300x240 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Veduta di Siena</p></div>
<p>guidare  il giovane per <strong>trasformare il viaggio in una grande occasione di formazione e di educazione</strong> : “Se volete che il giovane apprenda il più possibile durante il viaggio dovrete comportarvi così. Primo, egli deve conoscere qualcosa della lingua del paese in cui si reca; poi deve avere un servo o tutore come guida del paese. Dategli da portare qualche libro sui paesi che visiterà, fate che tenga un diario. Fate che non rimanga troppo tempo in un paese o in una città, fate in modo che cambi spesso dimora da una parte all’altra della città; ciò contribuirà a renderlo più pratico della città, ma fate che frequenti il migliore ambiente della città dove si trova”. L’età considerata idonea per compiere i viaggi era diciotto anni. Per affrontare il Grand</p>
<div id="attachment_14751" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14751" title="Milano" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Milano-300x206.jpg" alt="Milano 300x206 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="206" /><p class="wp-caption-text">Milano, Piazza del Duomo</p></div>
<p>Tour si provvedeva ad armare il giovane e i servi per la difesa personale contro eventuali banditi e brigantiFacevano parte del bagaglio anche le scorte alimentari, gli indumenti, i libri, i letti avvolgibili, i passaporti, le lettere di credito, le guide, i certificati sanitari e i medicinali.<strong> Questo viaggio per l’Europa richiedeva almeno tre anni</strong>; naturalmente il Grand Tour poteva essere più breve, ma il triennio era considerato la durata giusta perché consentiva anche una <strong>buona acquisizione della lingua.</strong> Il Tour, di norma, comprendeva <strong>l’Italia settentrionale</strong> con un’escursione da <strong>Roma</strong> a<strong> Napoli</strong>, ma pochi viaggiatori si spingevano fino a Sud, anche se</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_14746" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14746" title="18-11-2004-id_8_bologna1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/18-11-2004-id_8_bologna1-300x243.jpg" alt="18 11 2004 id 8 bologna1 300x243 1   Un tuffo nel passato: lItalia del Grand Tour " width="300" height="243" /><p class="wp-caption-text">Bologna</p></div>
<p style="text-align: left;">il loro numero aumentò dopo la metà del XVIII secolo. Nel Seicento sono gli <strong>inglesi i primi a scoprire Venezia</strong> e consolideranno questo rapporto con la città nel corso del XVII secolo. Nelle <strong>capitali del Grand Tour – Roma, Firenze, Venezia e Napoli</strong> – giungono artisti e letterati, ma lentamente viene a formarsi un arcipelago di città e di interessi sempre più estesi: <strong>Genova, Siena e Pisa, Bologna e Parma, Milano e Verona, Palermo e Catania</strong>. Tra i diari di viaggio che avranno maggiore risonanza ricordiamo quello dell’astronomo <strong>Lalande</strong> che parte dalla Francia nell’agosto del 1765 per viaggiare attraverso l’Italia un anno intero. Nel 1769 pubblica il<strong> Voyage en Italie</strong>: l’opera, in otto volumi, è la descrizione più ampia e completa mai apparsa sull’Italia e si impone per queste sue qualità enciclopediche sul mercato internazionale.</p>
<p style="text-align: left;">Testo: <a href="http://www.latitudeslife.com/contributors/giovanna-scatena/" target="_blank">Giovanna Scatena</a> Foto: Giovanna Scatena e archivio.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;"><em>Della stessa serie:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href=" http://www.http://www.latitudeslife.com/2010/08/2-gli-inglesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">2 &#8211; Gli Inglesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/08/3-i-francesi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">3 &#8211; I francesi e il Grand Tour in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/4-i-tedeschi-e-il-grand-tour-in-italia/" target="_self">4 &#8211; I tedeschi e il Grand Tour in Italia</a> </p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/09/5-il-viaggio-a-piedi-di-johann-g-seume/" target="_blank">5 &#8211; Il viaggio a piedi di Johann G. Seume</a></p>
<p style="text-align: left;">


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		<title>Turisti e viaggiatori non per caso</title>
		<link>http://www.latitudeslife.com/2010/06/turisti-e-viaggiatori-non-per-caso/</link>
		<comments>http://www.latitudeslife.com/2010/06/turisti-e-viaggiatori-non-per-caso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi organizzati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mete per l'estate]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze con i figli]]></category>

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		<description><![CDATA[
La difficile situazione economica che stiamo attraversando, si sostiene da più parti, obbliga a ripensare abitudini e comportamenti, e a utilizzare in moto intelligente e virtuoso le tante o (più spesso) poche risorse disponibili. 

Ma anche alle prese con tagli e drastici ridimensionamenti dei budget familiari, chi se la sente di rinunciare alla vacanza tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F06%2Fturisti-e-viaggiatori-non-per-caso%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #008000;">La difficile situazione economica che stiamo attraversando, si sostiene da più parti, obbliga a ripensare abitudini e comportamenti, e a utilizzare in moto intelligente e virtuoso le tante o (più spesso) poche risorse disponibili. </span></strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-12468" style="border: white 20px solid;" title="Imbassai" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Imbassai-620x465.jpg" alt="Imbassai 620x465 Turisti e viaggiatori non per caso" width="620" height="465" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche alle prese con tagli e drastici ridimensionamenti dei budget familiari, chi se la sente di rinunciare alla vacanza tanto attesa o a un viaggio, seppur breve ma interessante? E allora, calcolatrice alla mano, conviene valutare sempre più con attenzione il famoso rapporto qualità/prezzo, avendo ben presente che, in questa materia, ciò che sta a numeratore, la qualità, dipende da una serie di fattori non sempre individuabili con criteri oggettivi: se io mi sveno per un the nel deserto al campo tendato, tu dai di matto per un drink nel bar più elegante di Soho. I gusti sono gusti, ovvio. Quello che conta è guardare con occhio critico all’offerta e magari cambiare un poco prospettiva, perché ci sono tante proposte valide a prezzi contenuti, ci sono strutture come campeggi e ostelli di ottimo livello, ci sono operatori che offrono viaggi su misura particolari o altrimenti non realizzabili e, last but not least, ci sono mete a portata di mano tutte da scoprire senza spendere una fortuna. E qui è d’obbligo parlare di casa nostra, del panorama turistico italiano, per un settore che, nel giro di pochi anni, è scivolato dal secondo al quinto posto nel mondo. Per un Paese che non ha pari per bellezze artistiche e paesaggistiche si tratta di un risultato molto preoccupante, frutto evidente di errori e miopia nelle politiche e nelle strategie. Fortunatamente non mancano i segnali positivi, come quello evidenziato dal Piemonte, che nel 2009, già in periodo di piena crisi, ha realizzato un incremento dei flussi turistici pari all’11%. Significa che si è agito con saggezza e lungimiranza, puntando sulla valorizzazione di un patrimonio cospicuo, ma anche su un’offerta diversificata di natura, cultura, storia, arte, enogastronomia, sport, con grande attenzione alle dinamiche dei prezzi. Speriamo che l’esempio del Piemonte faccia scuola e intanto andiamo a vedere qualche proposta e alcune idee di viaggio adatte a pubblici differenti, rispetto a esigenze e portafoglio,  e con un buon tasso qualitativo in termini di contenuti, località, servizi.</p>
<p>Nei servizi di questa settimana, sotto al titolo <strong>10 mete per l&#8217;estate</strong>, trovate proposte per vacanze in famiglia, per giovani, easy chic e una selezione di mete da sogno in eco-resort.</p>
<p>Buona navigazione&#8230;.. intanto!</p>
<p>testo di Gianfranco Podestà</p>


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		<title>Design nights allo Straf Hotel &#8211; Milano</title>
		<link>http://www.latitudeslife.com/2010/04/design-nights-allo-straf-hotel-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[design hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[straf hotel]]></category>

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		<description><![CDATA[
Volendo essere assolutamente  organici alla Design Week milanese, sarebbe il caso di coricarsi tra lenzuola di design. Solo così si può essere certi di non distrarre mai pensiero e occhio da quel crogiuolo di proposte, progetti, allestimenti, mostre ed eventi che la settimana dal 14 al 19 aprile prossimo venturo accenderà Milano in nome del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F04%2Fdesign-nights-allo-straf-hotel-milano%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<div id="attachment_6884" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><strong><img class="size-large wp-image-6884 " title="IMG_1701" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_1701-620x413.jpg" alt="Milano - Straf Hotel" width="620" height="413" /></strong><p class="wp-caption-text">Milano - Straf Hotel</p></div>
<p style="text-align: justify;">Volendo essere assolutamente  organici alla Design Week milanese, sarebbe il caso di coricarsi tra lenzuola di design. Solo così si può essere certi di non distrarre mai pensiero e occhio da quel crogiuolo di proposte, progetti, allestimenti, mostre ed eventi che la settimana dal 14 al 19 aprile prossimo venturo accenderà Milano in nome del Design. Il luogo principe per sonni ad alto tasso di Design è l’unico hotel milanese affiliato alla catena dei Design Hotels, lo Straf Hotel, un 4 stelle posizionato a lato del Duomo, regno e palcoscenico di scelte di design che investono ogni spazio, ogni parete, ogni camera, ogni corridoio. Qui si tocca con mano cosa vuol dire design avventuroso, quasi estremo. Pareti in cemento, pavimenti in resine opache, bagni foderati di ardesia oscura o di ottone dorato, vetrate illuminate velate da sottili garzature, grandi pannelli a parete dai colori intensi.e qua e là, qualche pezzo vintage preso chissà dove. Scelta fortissima e totale: design estremo in cui ci si immerge. Inaspettatamente un impatto con materiali così ‘grezzi’ genera una atmosfera di calore e conforto. Da vedere.</p>
<p>Straf  Hotel<br />
Via S.Raffaele 3<br />
Milano, tel. 02805081<br />
<a href="http://www.straf.it/">www.straf.it</a></p>
<p>Testo: Lucia Giglio &#8211; Foto: Eugenio Bersani</p>
<p><strong>Vedi anche:</strong></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/04/triennale-design-museum-quali-cose-siamo?-milano" target="_blank">Triennale Design Museum: quali cose siamo? &#8211; Milano</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/town-house-street-dormire-per-strada-milano">Town House Street, dormire per strada &#8211; Milano</a></p>


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		<title>Town House Street, dormire per strada &#8211; Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exclusive]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[town house street]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ancora non fruibile ma visitabile dal 14 al 19 aprile prossimi, naturalmente in occasione del Salone del Mobile. Ecco una proposta, battezzata Town@house Street, che farà certo tendenza:  dormire in lussuose suites, affacciate su strada, dove prima c’erano negozi e vetrine. L’idea, geniale,  è venuta all’imprenditore cui si deve il favoloso hotel a sette stelle [...]]]></description>
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<div id="attachment_6956" class="wp-caption alignleft" style="width: 382px"><img class="size-full wp-image-6956 " title="town-house-street-hotel1" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/town-house-street-hotel1.jpg" alt="Town@House Street hotel " width="372" height="248" /><p class="wp-caption-text">Town@House Street Hotel - Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ancora non fruibile ma visitabile dal 14 al 19 aprile prossimi, naturalmente in occasione del Salone del Mobile. Ecco una proposta, battezzata <strong>Town@house Street</strong>, che farà certo tendenza:  dormire in lussuose suites, affacciate su strada, dove prima c’erano negozi e vetrine. L’idea, geniale,  è venuta all’imprenditore cui si deve il favoloso hotel a sette stelle al primo piano della Galleria Vittorio Emanuele. Causa la crisi, il mercato immobiliare cittadino, si trova con  almeno ottomila negozi chiusi. Dietro le vetrine oscurate, si nascondono vani appetibili e utilizzabili. Soprattutto in vista di grandi manifestazioni che richiamano in città folle di stranieri, come la Design Week, appunto, e nell’ormai non tanto lontano 2015, l’Expo. Detto fatto: forte di una organizzazione già superlativa nel Town House, Alessandro Rosso, sostenuto anche dal Comune, ha dato mandato a designers e architetti che stanno recuperando con tocchi ecologici</p>
<div id="attachment_6957" class="wp-caption alignright" style="width: 382px"><img class="size-full wp-image-6957 " title="town-house-street-hotel2" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/town-house-street-hotel2.jpg" alt="Town@House Street Hotel- Milano" width="372" height="248" /><p class="wp-caption-text">Town@House Street Hotel- Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">e innovativi, questi spazi. In via Goldoni sono pronte le prime suites di lusso, aperte al pubblico proprio in occasione del Salone del Mobile. Dentro, tutti i comfort di una suite d’hotel, ma con vetrate oscurate che permettono di godere della vita fuori in strada senza essere visti,  pannelli e pavimenti mangia polveri sottili, grandi immagini di monumenti cittadini che sembrano sgorgare dalle pareti. E i servizi? Con un pulsante si è in contatto con la concierge del Town House che risponde ad ogni necessità.</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Town @ House</span><span style="color: #000000;"> Street<br />
</span>Via Goldoni 33<br />
Il 14 aprile, visite su invito, poi dal 15 al 19, aperte a tutti<br />
<a href="http://www.townhousestreet.com/">www.townhousestreet.com</a></p>
<p>Testo: Lucia Giglio    Foto: Courtesy Town @ House  Hotel</p>
<p><strong>Vedi anche :</strong></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/04/triennale-design-museum-quali-cose-siamo?-milano" target="_blank">Triennale Design Museum: quali cose siamo? &#8211; Milano</a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/04/design-nights-allo-straf-hotel-milano" target="_blank">Design nights allo Straf Hotel &#8211; Milano</a></p>


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		<title>Nel giardino di Sheherazade</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 10:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[giardino botanico]]></category>
		<category><![CDATA[isola madre]]></category>
		<category><![CDATA[isole borromee]]></category>
		<category><![CDATA[lago maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[vb]]></category>
		<category><![CDATA[verbania]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’Isola Madre, nel cuore del lago Maggiore, è un immenso giardino botanico galleggiante, dove migliaia di varietà di piante trovano un habitat ideale. Una tavolozza di audaci accostamenti cromatici che stupirebbero il più ispirato pittore.
Flaubert lo chiamava luogo voluttuoso, anzi, il luogo più voluttuoso visto al mondo. Tale delizia altro non era che il lago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F04%2Fnel-giardino-di-sheherazade%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<h4><strong><em></em><span style="color: #800000;">L’Isola Madre, nel cuore del lago Maggiore, è un immenso giardino botanico galleggiante, dove migliaia di varietà di piante trovano un habitat ideale. Una tavolozza di audaci accostamenti cromatici che stupirebbero il più ispirato pittore.</span></strong></h4>
<div id="attachment_6796" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-6796" title="Franciacorta" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/LR03003-620x415.jpg" alt="Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)" width="620" height="415" /><p class="wp-caption-text">Isole Borromee - Il giardino botanico dell&#39;Isola Madre (VB)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Flaubert lo chiamava <em>luogo voluttuoso</em>, anzi, <em><strong>il luogo più voluttuoso visto al mondo</strong></em>. Tale delizia altro non era che il lago Maggiore, o Verbano. E Flaubert era solo uno dei molti amanti di questa meraviglia lacustre. Da secoli questo specchio d’acqua e le sue sponde, sono meta del più elitario turismo italiano ed europeo. Il bel mondo ha lasciato il suo segno nelle ricche e sontuose dimore che ne ornano le affascinanti rive. Uno dei segreti di tanta piacevolezza è il microclima che caratterizza il Verbano: là nella pianura lombarda è come un piccolo mediterraneo, un’enclave protetta che sfugge alla nebbia e al grande freddo, dove vivono palme e ulivi. Oltre a grandi famiglie, prima fra tutte quella dei <strong>Borromeo</strong>. La loro impronta risale ai secoli viscontei, quando i <strong>Duchi di Milano</strong> delegarono ai fedeli feudatari, il compito di arginare le invasioni da nord. Tutto il lago passò quindi nelle mani dei Borromeo, tranne le isole, che non rientravano nei possedimenti della famiglia. Vennero acquisite in seguito, quando ancora erano semplici scogli quasi disabitati e di poca importanza: prima l&#8217;isola di S.Vittore, l’attuale<strong> Isola Madre</strong>, poi l&#8217;Isola Inferiore, oggi <strong>Isola Bella</strong>.</p>
<div id="attachment_6797" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6797" title="Franciacorta" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/LR02954-300x200.jpg" alt="Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Isole Borromee - Il giardino botanico dell&#39;Isola Madre (VB)</p></div>
<p style="text-align: justify;">E proprio nel cuore del golfo sta l’Isola Madre, la più grande e anche la più affascinante per l&#8217;atmosfera raccolta e incantata che vi regna. <strong>Il suo parco è un campionario di colori</strong> che galleggia sulle acque azzurre del lago, fitto delle più svariate specie vegetali del mondo. Furono i Rovelli, giardinieri di casa Borromeo, i geniali creatori di questa perla vegetale, ideata dopo il palazzo antico, in stile severo, che la famiglia fece erigere sull’isola. Il palazzo Borromeo risale al secolo XVII e fu progettato da <strong>Pellegrino Tibaldi</strong>. Sobrio ed essenziale all’esterno, conserva  al suo interno sale ricchissime di arredi provenienti dalle varie dimore della famiglia e opere d&#8217;arte, quadri, arazzi e mobili pregiati. Spiccano tra tutti il<strong> Salone dei Ricevimenti</strong>, uno spazio delle meraviglie che vanta alle pareti, opere del Procaccini, del Nuvolone, del Costa e del Montaldo, e la <strong>Sala delle Stagioni</strong>, che deve il suo nome ai quattro quadri fiamminghi del XVIII secolo che le raccontano, oltre alla <strong>Sala delle Bambole</strong>, dove si trova in mostra una delicata  collezione di bambole francesi e tedesche del secolo XIX. Terminata la villa, ci si dedicò agli esterni. Lo sviluppo dell’attuale parco si deve al conte Gilberto V Borromeo Arese e a suo figlio Vitaliano IX, che ne fecero il primo giardino di acclimatazione del Lago Maggiore. Un contrasto delizioso tra le linee classicheggianti e asciutte della casa e l’impianto spontaneo del giardino. Con mano felice, si cercò un modello meno rigido di quello all&#8217;italiana imperante nel periodo; si guardò quindi ai giardini inglesi, quasi che ricalcavano maggiormente l’armonia naturale. Il risultato è ancora qui a stupirci: un giardino botanico con piante secolari, <strong>logge di fiori esotici e radure di rose e gelsomini costeggiate da viali eleganti</strong>. Nel piano delle Camelie esplodono almeno 150 specie di questi profumati fiori, ma anche un&#8217;essenza originaria dal Tibet, la Davidia involucrata; nel prato dei Gobbi si rifugia il cipresso di palude, dalle radici aeree e dalla lunga esistenza centenaria. Nel prato del Ginerium fiorisce in settembre l&#8217;erba delle Pampas, mentre nel piazzale dei Pappagalli vive una colonia di pappagalli Monacus, che fanno compagnia ai pavoni bianchi e azzurri e ai fagiani d’oro e d’argento che popolano l’isola. E laggiù, la Loggia del Kashmir è la casa del signore del giardino, il grande cipresso dell’Asia. Nel bel mezzo di questo piccolo meditteraneo lombardo, è spuntata la sorpresa di una terra tropicale, arcana a misteriosa, un <strong>giardino incantato delle <strong>Mille e una<strong> Notte</strong>,</strong></strong></p>
<div id="attachment_6798" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6798" title="Franciacorta" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/LR02984-200x300.jpg" alt="Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Isole Borromee - Il giardino botanico dell&#39;Isola Madre (VB)</p></div>
<p style="text-align: justify;">tra palme, ninfee tropicali, buganvillee ed eucalipti. E poi le superbe camelie, uno dei vanti del giardino, inserite nel 1830 e oggi fiorite in centocinquanta varietà differenti. Il custode supremo è il maestoso esemplare di <strong>cipresso del Kashmir, che si dice il più vecchio d&#8217;Europa</strong>, dalla chioma immensa che ombreggia  una superficie di duecento metri quadrati. Un simbolo. Era il 1862; allora il cipresso era solo un seme. Il seme venne piantato e proliferò oltre ogni aspettativa generando una pianta rigogliosa ed enorme, unica al mondo per dimensione, dal fogliame discendente verde-azzurro, una vera rarità. Ma oggi il gigante è sofferente, mostra solo un terzo del suo volume ed è sostenuto da enormi tiranti. Nel il giugno del 2006 una tromba d’aria ha colpito l’isola e lo ha abbattuto. Ma la pianta è stata rimessa a dimora, curata amorevolmente dagli 8 giardinieri dell’isola, coordinati dal giardiniere capo Gianfranco Giustina, che aspettano al capezzale la ripresa. E non solo il cipresso ebbe a soffrire della furia dei venti: tutto il bosco frangivento su un lato dell’isola, per circa 300 metri di lunghezza, venne abbattuto, ridotto a un ammasso di rami. Uguale sorte toccò ai boschetti di rododendri e a diversi alberi di grande valore. Per asportare il legname sono stati effettuati<strong> 120 voli da parte di elicotteri</strong>, non potendo arrivare sull’isola mezzi meccanici di adeguate dimensioni. Ai primi di gennaio 2007 due squadre di <em>tree climbers</em> hanno potato le piante rimaste in piedi ma compromesse dal tornado, rimodellandole e in alcuni casi ancorandole al terreno con tiranti. Sono state piantate 200 nuove piante di tipo “aggrappante” per ricostruire la barriera frangivento, oltre a bagolari, olmi, querce, ciliegi, sofore. In autunno sono poi stati inseriti lecci e frassini e rifatto il bosco di magnolie. E’ stato anche rianimato il boschetto di rododendri e sistemate altre parti del giardino meno devastate, ma dicono che occorreranno 10 anni perché il giardino ritorni al suo splendore. Intanto, a breve, i giardini dell’Isola Madre torneranno alla fioritura primaverile: un tripudio di azalee, camelie e rododendri, aceri, banani, camelie, eucalipti e palme esploderanno tra mille colori e profumi, a testimoniare la ripresa di uno dei giardini più belli del mondo. E tra il frullio dei pappagalli, lo stormire delle fronde blu del grande cipresso, al richiamo dei pavoni, sembrerà ancora di passeggiare nel giardino di Sheherazade.</p>
<p>Testo e foto di Lucio Rossi</p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/2010/04/nel-giardino-di-sheherazade/2" target="_self"><img title="clikka INFO" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/bar1.jpg" alt="clikka INFO" width="350" height="19" /></a></p>
<p><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/26/magazine.html"><img class="alignleft size-full wp-image-7389" title="Sfoglia la rivista Latitudes" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/lago_pw.jpg" alt="Sfoglia la rivista Latitudes" width="400" height="257" /></a></p>


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		<title>Triennale Design Museum: quali cose siamo? &#8211; Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[triennale]]></category>

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		<description><![CDATA[

 Nella &#8220;casa in movimento&#8221; del design italiano

Sulla parete vetrata che si apre silenziosa per far entrare il visitatore al nuovissimo allestimento del Triennale Design Museum, compare l’enigmatica scritta a lettere colorate : ‘Quali Cose Siamo’. L’enigma, domanda o affermazione, non è chiaro, è lanciato al pubblico da Alessandro Mendini, nuovo curatore scientifico della terza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F04%2Ftriennale-design-museum-quali-cose-siamo-milano%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<div>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> Nella &#8220;casa in movimento&#8221; del design italiano</em></strong></span></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_7043" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-7043" title="IMG_3710" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3710-620x413.jpg" alt="Triennale Design Museum - Milano" width="620" height="413" /><p class="wp-caption-text">Triennale Design Museum - Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sulla parete vetrata che si apre silenziosa per far entrare il visitatore al nuovissimo allestimento del Triennale Design Museum, compare l’enigmatica scritta a lettere colorate : ‘<strong>Quali Cose Siamo’</strong>. L’enigma, domanda o affermazione, non è chiaro, è lanciato al pubblico da Alessandro Mendini, nuovo curatore scientifico della terza edizione di quell’esperimento rivoluzionario e sorprendente che è  il Triennale Design Museum, a tutti gli effetti un museo in movimento. Inaugurato nel 2007,</p>
<div id="attachment_6845" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6845" title="IMG_1779" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_1779-300x200.jpg" alt="Triennale Design Museum - Milano" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Triennale Design Museum - Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">è già cambiato con la secondaedizione del 2009 e sta evolvendo splendidamente in quella attuale, la terza. Siamo davanti a nuovi scenari  che testimoniano l’enorme vitalità del design italiano. Già, ecco il grande protagonista, il design italico. E a ben vedere, questo è il solo filo conduttore di questa terza esposizione. Nessuna altra logica, non temporale, non di provenienza, non stilistica. Lo stesso curatore avverte di non cercare una logica perché non c’è. Ma si tratta, in fondo, di un vezzo. O di una necessità. Il settore è saturo, tutto è già stato visto, di tutti si è già parlato. E forse l’unica novità è questa allegra babele di cose accostate, (apparentemente) senza senso. Certo se l’intento era di creare un linguaggio nuovo e di spiazzare chi guarda, il risultato è stato eccellente. Appena entrati ci si trova nella sala principale, grande spazio circolare dove troneggiano pezzi enormi, fuori scala, un gigantesco David in gesso, la bottiglia del Campari disegnata da Depero, il sandalo creato da Ferragamo per Judy Garland,</p>
<div id="attachment_6846" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6846" title="IMG_3680" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_3680-200x300.jpg" alt="Triennale Design Museum - Milano" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Triennale Design Museum - Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">ricreato  in dimensioni ciclopiche, e subito appare evidente che stavolta il design è esposto  in forma nuova, uno stimolo per il pensiero. E’ un ordinamento assolutamente lontano dall’idea classica delmuseo, una visione ‘antropologica’, avverte Mendini, dove le cose sono disposte secondo quello che ci dicono, quello che rappresentano per ognuno di noi. Un allargamento spropositato di orizzonti: oggetti colti, oggetti banali, oggetti provocatori o usuali. 811 pezzi, allineati con garbo, allegri e strambi: i pelati Cirio accostati ad una lattina completamente arrugginita ritrovata sul Carso, i modellini dei Gormiti, un olio delicato di Casorati, la leziosità struggente delle statuine Lenci. E poi, vecchi fotoromanzi, un abito di Caraceni confezionato per Totò, sedie anni ’30,  la  Lettera 22 appartenuta a Montanelli. Ci si diverte e ci si perde e ci si chiede, nonostante gli avvisi a non cercarne, dov’è la logica? Ma forse la domanda più giusta è ‘<strong>cos’è il design?</strong>’ La risposta che qui si guarda è quella che sta  dentro la testa di Mendini: un viaggio surreale nel mondo del design attraverso la chiave di lettura del  cervello di un maestro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Triennale Design Museum<br />
Da sabato 27 marzo 2010 al 28 febbraio 2011<br />
In occasione del salone del Mobile, la Triennale resta aperta con un orario continuato dalle 10.30 alle 22, dal 14 al 19 aprile.<br />
Info: tel. 02724341<br />
<a href="http://www.triennaledesignmuseum.it/">www.triennaledesignmuseum.it</a></p>
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		<title>Sardegna, mare e jet set</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[caprera]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Smeralda]]></category>
		<category><![CDATA[Gallura]]></category>
		<category><![CDATA[maddalena]]></category>
		<category><![CDATA[porto cervo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una volta erano solo pietre di granito rosa scoscese verso un mare selvaggio e sconosciuto al turismo. Oggi è terra di adozione di vip di ogni tipo attratti dal glamour e da spiagge tra le più belle del mondo. Mentre nell&#8217;entroterra resiste la Gallura, terra di misteri non ancora risolti. 
Una volta qui c’erano solo pietre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 7px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.latitudeslife.com%2F2010%2F04%2Fsardegna-mare-e-jet-set%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:25px"></iframe></div>
<h3><strong><span style="color: #800000;">Una volta erano solo pietre di granito rosa scoscese verso un mare selvaggio e sconosciuto al turismo. Oggi è terra di adozione di vip di ogni tipo attratti dal glamour e da spiagge tra le più belle del mondo. Mentre nell&#8217;entroterra resiste la Gallura, terra di misteri non ancora risolti. </span></strong></h3>
<div id="attachment_6915" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-6915" title="IMG079" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG079-620x420.jpg" alt="Capo Testa di S.Teresa di Gallura (OT) - Sardegna" width="620" height="420" /><p class="wp-caption-text">Capo Testa di S.Teresa di Gallura (OT) - Sardegna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una volta qui c’erano solo pietre di granito rosa scoscese verso un mare selvaggio e sconosciuto al turismo. Poi arrivò Karim Aga Khan, principe saudita dalle grandi fortune che all’inizio degli anni ’60, cambiò per sempre il profilo e il destino delle selvatiche coste orientali della Sardegna. Era il 1962,</p>
<div id="attachment_6916" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6916" title="IMG017" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG017-300x203.jpg" alt="POrto della Maddalena" width="300" height="203" /><p class="wp-caption-text">Porto della Maddalena (OT) - Sardegna</p></div>
<p style="text-align: justify;">l’anno della svolta in cui nacque il <strong>Consorzio Costa Smeralda</strong>, che avrebbe trasformato un territorio bellissimo quanto incolto e disabitato, nel paradiso dei vip che tutti conosciamo. I pascoli pietrosi, le spiagge silenziose, il mare deserto, vennero ‘civilizzati’ divenendo in breve uno dei ritrovi più ricercati dal jet-set di tutto il mondo. La nuova <strong>Costa Smeralda</strong>, così battezzata dal principe e dal manipolo di finanzieri e industriali che parteciparono all’operazione, era ed è un tratto costiero lungo 55 km ed esteso per 5000 ettari di terreno. Il team di architetti incaricati della ‘civilizzazione’ studiarono un’edilizia cosiddetta organica nel senso che la nuova architettura riuniva due intenti: non violare il paesaggio e insieme costruire agglomerati funzionali. Il progetto è in gran parte riuscito e gli <strong>edifici si mimetizzano con le rocce</strong>, le<strong> piscine a sfioro sembrano bracci di mare</strong> e la <strong>macchia mediterranea camuffa l’intervento umano</strong>. Il funzionalismo naturalmente si coniuga con la ricchezza e la raffinatezza estreme. Non a caso in questi lidi si concentrano hotel esclusivi, ville patrizie, residenze miliardarie. Così l’obiettivo dell’Aga Khan si è materializzato creando uno stuolo di ricchi e famosi che in estate non possono</p>
<div id="attachment_6918" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6918" title="IMG061" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG061-300x203.jpg" alt="La tomba dei giganti ad Arzachena (OT) - Sardegna" width="300" height="203" /><p class="wp-caption-text">La tomba dei giganti ad Arzachena (OT) - Sardegna</p></div>
<p style="text-align: justify;">stare che qui in Gallura. Il lignaggio si è un po’ diluito nei tempi passando dall’aristocrazia finanziaria degli anni ’60 ai calciatori e ai nuovi ricchi dei nostri tempi. Ma sempre di vips si tratta. E tra i vip in carne e ossa, ci sono anche i vips geografici, che al primo posto vedono sempre e solo quel gioiello che è <strong>Porto Cervo</strong>. Il piccolo borgo è un <em>pout pourri</em> di architettura mediterranea, dai carrugi liguri, alla calce delle case cicladiche ai vicoli dell’Africa del Nord, senza dimenticare i giardini andalusi e le linee pietrose delle case còrse. Un insieme stranamente riuscito e armonico da cogliere in tutta la sua complessità dalle banchine del Porto Vecchio da cui risalire verso il covo della notorietà: la famosa Piazzetta. Luogo quasi mitico ad altissima concentrazione di volti famosi. L’esposizione mediatica che tocca il suo top in Piazzetta e nei locali notturni, non manca di frequentare anche il grande palcoscenico rappresentato dalle spiagge.</p>
<div id="attachment_6917" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><img class="size-medium wp-image-6917" title="IMG_9534" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9534-198x300.jpg" alt="palazzo dei Congressi - Maddalenma" width="198" height="300" /><p class="wp-caption-text">Palazzo dei Congressi alla Maddalena (OT)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questi 55 km hanno avuto in dono alcune tra le <strong>spiagge più belle del mondo</strong>, in qualche punto addirittura più soavi di molti lidi esotici. Razza Jancu, piccola e pietrosa, Pedra Bianca e Pedra Niedda, due tra le più belle, Liscia Ruja, dalla sabbia candida. Ma le più battute e conosciute sono quelle di Capriccioli, prima tra tutte la spiaggia dell’Elefante, dalle cui acque spicca la roccia granitica a forma di dalle antiche popolazioni del luogo come pietre sacre e terapeutiche. Rocce a forma di barca, con tacche misteriose incise, rocce a gradini come accessi ad un mondo sconosciuto. Da qui si arriva al bosco di La Pedra Niedda, un lecceto che pare la casa di elfi e gnomi.  Attorno a Palau si trovano anche i templi preistorici di ‘Funtana  di La Iddda’; si tratta di un santuario nuragico che risale al XII-X secoloa.C. Qui si apprezzano piccoli tempietti in pietra e una fonte dalle acque oligominerali: un sito da cui affiora una <strong>strana e misteriosa energia</strong>. Il mistero permea tutta la Gallura, terra fitta di sinnos, segni di un passato ancora non completamente svelato. Come quei coni di sassi con l’apice tagliato, sparsi qua e là per la Gallura, i nuraghi, misteriose costruzioni preistoriche, almeno 7000 in tutta la Sardegna, nascosti tra gli arbusti e il muschio sulla cui funzione ancora c’è fitto mistero. Ancora più misteriose sono le pachiderma. Il principe aveva poi la sua preferita, <strong>Poltu Li Cogghj</strong>, detta infatti ‘spiaggia del principe’ un paradiso  di sabbia bianca bordata di macchia mediterranea. A nord, sulla cima dell’isola, nel braccio di mare che separa la Sardegna dalla Corsica, si distende come un merletto di granito spazzato dai venti, l’Arcipelago della Maddalena. Sono 62 pezzi di ‘sasso’ gettati come per capriccio nel mare celeste, piccolissimi o più estesi, si allargano come una corte di pietra attorno all’isola madre, la Maddalena. Il vento è</p>
<div id="attachment_6921" class="wp-caption alignright" style="width: 213px"><img class="size-medium wp-image-6921" title="IMG096" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG096-203x300.jpg" alt="la panadas" width="203" height="300" /><p class="wp-caption-text">la panadas</p></div>
<p style="text-align: justify;">la cifra stilistica da queste parti, il protagonista assoluto in mille variazioni, dal maestrale possente al gentile ponentino, non lascia mai l’arcipelago. L’isola più grande è un piccolo eden perfetto con la cittadina omonima di sapore ottocentesco, il porto turistico  di<strong> cala Gavetta</strong>, i caffè dagli arredi lignei e il bel palazzotto del Municipio, a cui si aggiungono spiagge di grande bellezza e le fortificazioni erette dai Savoia. L’altra grande star di queste acque è Caprera, l’isolagaribaldina dove si conserva la casa museo di Garibaldi che qui visse e morì nel  1882. Se il museo garibaldino è una delle maggiori attrazioni di <strong>Caprera</strong>, altrettanto  attraenti sono il suo mare e le spiagge come cala Andreana, cala Napoletana e cala Coticcio, litorali splendidi circondati da acque trasparenti. Ormai inaccessibili per tutelarne la meraviglia sono le straordinarie Budelli e Spargiotto, dalle sabbie rosate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Gallura: Sardegna misteriosa</h3>
<p style="text-align: justify;">Ecco l’altra faccia della Sardegna, quella vera e antica, legata alla terra e alle sue radici. Questo e molto altro è la Gallura dell’<strong>entroterra roccioso e granitico</strong>, campagna coltivata a vite e querce da sughero, lecci, ginepri e una storia antichissima che risale a 350 milioni di anni or sono. Da Palau si dipana un itinerario magico, fitto di energie misteriose che si avvertono in luoghi topici e strani. Come nella zona della chiesetta di san Giorgio e nella valletta vicina. Un mondo di vegetazione fitta e intricata, silenzioso e</p>
<div id="attachment_6923" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6923" title="IMG_9807" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/IMG_9807-300x200.jpg" alt="Foresta in Gallura (OT) - Sardegna" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foresta in Gallura (OT) - Sardegna</p></div>
<p style="text-align: justify;">disseminato di <strong>rocce arcaiche lavorate</strong> dalle antiche popolazioni del luogo come pietre sacre e terapeutiche. Rocce a forma di barca, con tacche misteriose incise, rocce a gradini come accessi ad un mondo sconosciuto. Da qui si arriva al bosco di <strong>La Pedra Niedda</strong>, un lecceto che pare la casa di elfi e gnomi.  Attorno a Palau si trovano anche i templi preistorici di ‘Funtana  di La Iddda’; si tratta di un santuario nuragico che risale al XII-X secoloa.C. Qui si apprezzano piccoli tempietti in pietra e una fonte dalle acque oligominerali: un sito da cui affiora una strana e misteriosa energia. Il mistero permea tutta la Gallura, terra fitta di sinnos, segni di un passato ancora non completamente svelato. Come quei<strong> coni di sassi con l’apice</strong> tagliato, sparsi qua e là per la Gallura, i nuraghi, misteriose costruzioni preistoriche, almeno 7000 in tutta la Sardegna, nascosti tra gli arbusti e il muschio sulla cui funzione ancora c’è fitto mistero. Ancora più misteriose sono le tombe e le necropoli nuragiche la cui maggiore concentrazione si trova nei dintorni di Arzachena, dove il meraviglioso <strong>Nuraghe Albicciu</strong> e le <strong>Tombe dei Giganti</strong>, rappresentano alcuni tra i siti nuragici più interessanti e meglio conservati. Le grandiosi costruzioni dette Tombe dei Giganti, sono la più alta espressione dell’arte funeraria megalitica. Si pensava in passato che accogliessero defunti di dimensioni eccezionali, mentre si è poi scoperto trattarsi di sepolture collettive.</p>
<p style="text-align: justify;">Testo: Lucia Giglio        Foto: Eugenio Bersani</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.latitudeslife.com/magazine/26/magazine.html"><img class="alignleft size-full wp-image-7380" title="Sfoglia la rivista Latitudes" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/sardegna_pw.jpg" alt="Sfoglia la rivista Latitudes" width="400" height="257" /></a></p>
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		<title>Alla ricerca… dei cetacei</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Acquario di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Crocieracquario]]></category>
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		<description><![CDATA[
In alcuni periodi dell’anno è più facile incontrare i cetacei nel mare tra Genova e Monaco, che in un’escursione nei mari del nord! Nel 2001 è stato istituito il “Pelagos“, il santuario dei cetacei, un’area protetta nelle acque territoriali tra Francia, Corsica e Liguria. 

Salire su un battello a largo della costa con Crocieracquario, l&#8217;evento [...]]]></description>
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<h3><span style="color: #3366ff;">In alcuni periodi dell’anno è più facile incontrare i cetacei nel mare tra Genova e Monaco, che in un’escursione nei mari del nord! </span><span style="color: #3366ff;">Nel 2001 è stato istituito il “Pelagos“, il santuario dei cetacei, un’area protetta nelle acque territoriali tra Francia, Corsica e Liguria. </span></h3>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-6365" title="CrocierAcquario" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/CrocierAcquario-620x465.jpg" alt="CrocierAcquario 620x465 Alla ricerca… dei cetacei" width="620" height="465" /></p>
<p>Salire su un battello a largo della costa con Crocieracquario, l&#8217;evento organizzato dall&#8217; Acquario di Genova. Immancabile è la visita alle vasche del più grande acquario d’Italia, vedere i delfini, i punguini, le meduse e tutti gli altri abitanti. Poi partire per una minicrociera in battello per avvistare i mammiferi marini tra Genova e Portofino.</p>
<p>Le crociere riprendonoil 13 marzo grazie alla collaborazione tra l&#8217;Acquario di Genova e il WWF. Le escursioni in battello nascono dall’impegno comune nella divulgazione e sensibilizzazione del pubblico alla conservazione e alla tutela ambientale.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6366" title="CrocierAcquario - bluWest" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/CrocierAcquario-bluWest-300x200.jpg" alt="CrocierAcquario - bluWest" width="300" height="200" /></p>
<p>Ad accompagnare il pubblico in ogni escursione, un biologo marino dell’Acquario di Genova e del WWF che sveleranno tutti i segreti degli animali che si incontrano e illustreranno il codice di comportamento corretto per l’avvistamento  dei cetacei; i visitatori potranno imparare a riconoscerli e, più importante, a rispettare loro e il loro ambiente.</p>
<p>Il percorso CrocierAcquario (Acquario di Genova + escursione in battello sulle rotte dei cetacei) ha un costo di 42 Euro per gli adulti e 21 Euro per i ragazzi (4-12 anni). L’escursione in battello sulle rotte dei cetacei è acquistabile anche singolarmente, al prezzo di 33 Euro per gli adulti e 18 Euro per i ragazzi (4-12 anni) contattando Incoming Liguria.</p>
<p><strong>Informazioni e prenotazioni</strong>:Incoming Liguria, tel. 010/2345.666</p>
<p>Il percorso CrocierAcquario è acquistabile sul sito <a href="http://www.acquariodigenova.it">www.acquariodigenova.it</a> e <a href="http://www.incomingliguria.it" target="_blank">www.incomingliguria.it</a></p>


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		<title>I vini del castello</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Latitudeslife</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[capriva del friuli]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Spessa]]></category>
		<category><![CDATA[Collio Goriziano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[grandi vini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Wine Store]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fra i grandi vini d’Italia i friulani occupano un posto di primo piano. In un’epoca di scarse certezze, almeno questa ci rimane. Quelli del Collio Goriziano ne sono esempio d’eccellenza.
Il terreno che da scosceso, a ridosso delle Prealpi Giulie, si va man mano addolcendo verso la piana dell’Isonzo, possiede qualità ideali, alternando marne e strati [...]]]></description>
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<h4><span style="color: #800000;">Fra i grandi vini d’Italia i friulani occupano un posto di primo piano. In un’epoca di scarse certezze, almeno questa ci rimane. Quelli del Collio Goriziano ne sono esempio d’eccellenza.</span></h4>
<div id="attachment_6201" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><img class="size-large wp-image-6201" title="Castello di Spessa - Wine Store Casanova 01" src="http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Castello-di-Spessa-Wine-Store-Casanova-01-620x413.jpg" alt="Castello di Spessa - Wine Store Casanova " width="620" height="413" /><p class="wp-caption-text">Castello di Spessa - Wine Store Casanova </p></div>
<p>Il terreno che da scosceso, a ridosso delle Prealpi Giulie, si va man mano addolcendo verso la piana dell’Isonzo, possiede qualità ideali, alternando marne e strati di arenarie emersi dall’affioramento di fondali marini, e il clima beneficia della protezione dei monti così come della funzione di regolazione termica dell’Adriatico.</p>
<p>Il <strong>castello di Spessa</strong>, in Capriva del Friuli, può essere considerato il simbolo di una produzione vinicola antica e ricca di storia, che affonda le radici in epoca romana e si afferma in Europa già a partire dal Settecento. Il castello non è infatti soltanto una splendida vetrina per presentare ai visitatori la produzione Pali Wines, ma nelle sue auguste cantine pulsa costantemente nelle barriques il ciclo vitale dei grandi rossi da invecchiamento. E’ proprio qui infatti che si affina una rarità come il Pinot Nero Casanova, frutto di cura e dedizione per un uvaggio tanto ricco quanto delicato, affinché sviluppi al meglio tutto il suo potenziale seduttivo. Gli fanno degna compagnia il Merlot Torriani, nella sua versione più complessa e strutturata, un classico Rassauer Cabernet Sauvignon, e un sorprendente Conte di Spessa Collio Rosso, gentile e potente nei toni speziati, a completare la sfida contro lo stereotipo “Friuli terra di vini bianchi”.</p>
<p>Però la tradizione riemerge appena ci si accosta ad uno dei<strong> must del Collio</strong>, quella ribolla gialla che nella vicinissima Slovenia chiamano rébula, dalle fragranze fiorite e il tono leggero come una brezza di primavera. E si continua con un altro principe dell’enologia friulana, il pinot bianco, nella versione classica e nella variante Santarosa in Barrique, per esaltare la sua capacità di modificare nel tempo profumi ed aromi. Così come aprendo ogni stanza del castello appare un ambiente diverso e ricco di suggestioni storiche, in ogni vino prodotto si rinviene l’eco di tecniche, abilità, esperienze di generazioni. La migrazione in Francia del pinot nero ad opera dei romani ha restituito oltre al bianco, il <strong>pinot grigio</strong>, altra perla del Castello, affiancata dal Sauvignon, presente anche nella selezione <strong>Segrè Sauvignon</strong>, un grande stabilmente accreditato dei tre bicchieri di Slow Food e Gambero Rosso. Non poteva mancare a queste latitudini il bianco sultano d’oriente: il Friulano, <strong>tocai </strong>dalle note intense con sentori di mandorla e fiori.</p>
<p>Nel <strong>Wine Store</strong> ricavato dalle antiche scuderie, oltre ai DOC Collio del Castello di Spessa, sono presenti tutti i prodotti del gruppo <strong>Pali Wines</strong>, dal marchio Boatina, in particolare Isonzo DOC, a I Roncati, nuova linea giovane dedicata soprattutto al mercato internazionale, e gli spiriti delle Distillerie De Mezzo, una selezione di grappe frutto di esperienza ultracentenaria.</p>
<p> </p>
<p> Informazioni: <a href="http://www.paliwines.com">www.paliwines.com</a></p>
<p> </p>
<pre> di Gianfranco Podestà</pre>


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