Il carnevale dei belli e brutti

3304120912_cd23df67afSe siete in Lombardia, o se avete intenzione di andarci, in provincia di Como a Schignano, c’è uno tra i carnevali più caratteristici d’Italia.

Le maschere che lo animano si distinguono in “belli” e “brutti”, metafore rispettivamente dell’umanità ricca, vanitosa e di quella povera, semplice, dedita quotidianamente al lavoro.

Il carnevale si svolge secondo il rito romano , il sabato ed il martedì grasso, ed è sicuramente uno dei carnevali più famosi della provincia di Como, data la sua unicità.

Ciò che richiama l’attenzione sono le maschere in legno, scolpite a mano dalla radice di noce, che vengono gelosamente custodite da chi le ha realizzate e concesse esclusivamente per il Carnevale di Schignano.

Il palco di questa vera e propria rappresentazione teatrale è la piazza principale del paese, che si snoda tra strade secondarie e vicoli.

I “belli” o “mascarun” hanno una pancia molto rigonfia, segno evidente di benessere, ed indossano abiti sgargianti, impreziositi da collane. Sopra la bella e preziosa maschera di legno (opera degli artigiani locali), portano un cappello sfarzoso, ricco di fiori, piume. La maschera del bello presenta lineamenti eleganti mentre la maschera del Brutto ha un aspetto decisamente più grottesco. Alcune maschere risalgono quasi a duecento anni fa.

I “brutti”, invece, hanno un corpo deformato (l’imbottitura è realizzata con paglia e foglie) ed indossano laceri vestiti da lavoro, pelli di pecora e sacchi di iuta. Sopra la loro maschera di legno, dal profilo iregolare, portano cappellacci e corna di bue. La maschera che indossano rappresenta il povero sottomesso al signorotto. Anche i suoi movimenti sono sgraziati e burleschi.

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