Se i Sassi non sono semplici pietre

Il Bianco assolato e accecante contrasta con la semioscurità delle viscere dei Sassi. Matera è un’intricata ragnatela di vicoli e scale dove le strade sono i tetti stessi delle abitazioni

Matera
Matera

 

“Arrivai a Matera verso le 11 del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche. Ma quando uscii dalla stazione, un edificio moderno e piuttosto lussuoso, e mi guardai attorno, cercai invano con gli occhi la città. La città non c’era. Allontanatami ancora un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”.

Matera
Matera

La descrizione di Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli” racconta perfettamente la prima impressione di Matera, insediamento antichissimo e centro di un territorio abitato fin dall’età paleolitica. Prima importante città della Magna Grecia e poi romana, nel IX e X secolo si trovò coinvolta nelle lotte tra Longobardi, Saraceni, Bizantini e Franchi. Conobbe un periodo di relativa pace sotto il dominio normanno, prima di cadere sotto gli Aragonesi e gli Spagnoli. A partire dall’VIII secolo fu meta di immigrazione di molti monaci benedettini e bizantini che si stabilirono nelle grotte lungo la Gravina, trasformate in Chiese Rupestri. Dal 1993 nell’elenco dei Monumenti Patrimonio Mondiale protetti dall’UNESCO, Matera è unica al mondo per la sua configurazione e i suoi paesaggi così contrastanti: caverne e villaggi trincerati, case contadine scavate nella roccia e importanti palazzi nobiliari, chiese rupestri affrescate e grandi chiese romanico-pugliesi e barocche. Da un punto di vista geologico ricorda l’antica Gerusalemme e la Cappadocia. Per queste sue peculiarità è stata scelta da famosi registi come set di grandi film, uno per tutti “Passion” di Mel Gibson. Il tufo marino in cui Matera e’ scavata e’ un materiale tenero che ben si presta a essere lavorato in rosoni, archi,

La chiesa del Purgatorio
La chiesa del Purgatorio

colonne e scale che abbellisconola città. Grazie a questa pietra e all‘orientamento delle finestre, che bloccano i raggi del sole in estate, le sue case si conservano fresche tutto l’anno. Verticale e accecante, aggrappata ai Sassi Barisano e Caveoso, le due rocce che dividono il centro storico, Matera è un’intricata ragnatela bianca di vicoli scuri, perché stretti al punto da non vedere mai il sole. Il Sasso Barisano è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso è disposto ad anfiteatro, con le case-grotte che scendono a gradoni. Un paesaggio in parte invisibile che si perde in dedali di gallerie e viottoli dai nomi che profumano di storia. Di fronte, al di là della Gravina, il torrente che determina il confine della città, si stende l’arido altipiano delle Murge. Sotto terra, nelle sue viscere e nel ventre dei Sassi, si aprono antiche abitazioni ora in parte recuperate e chiese stupendamente affrescate che risalgono IX-XII secolo. Le case sono tanto addossate una all’altra da sembrare un unico muro, in cui scompaiono le stradine e le scale: solo una folla di tetti e facciate tra cui, come fiori, sbocciano piazzette incantevoli chiamate “vicinati” dove un tempo si trovava la cisterna d’acqua a uso delle abitazioni che vi si affacciavano. Le scale imbiancate che

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