Il Medio Evo si veste di primavera

Il Ricetto di Candelo in fiore. Dal 22 maggio al 2 giugno edifici e “rue” dell’antica struttura fortificata a pochi chilometri da Biella si adornano con tantissime composizioni floreali e vivono momenti di festa, tra musica, teatro di strada, animazione per i più piccoli, tante golosità della produzione biellese e molte iniziative interessanti.

Un’occasione davvero ghiotta per visitare questo originale complesso medioevale, elemento fondamentale del patrimonio storico-artistico piemontese, che colpisce sia per le sue caratteristiche architettoniche sia per lo straordinario stato di conservazione.

Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata sorta per iniziativa e volontà precisa della popolazione locale allo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità: frutti della terra, soprattutto vino e granaglie. Infatti è sempre stato utilizzato come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio temporaneo per la popolazione in tempo di guerra o pericolo; tranne eccezioni, gli edifici non sono mai stati abitati in pianta stabile. Secondo le ipotesi più accreditate risalirebbe ad un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV, contestualmente alla crescita dell’autonomia comunale. Il termine Ricetto deriva dal latino “receptum” (ricovero, rifugio), e  indica essenzialmente un luogo difeso, cinto da fortificazioni. Le stesse cinta murarie che ancora oggi seguono l’intero perimetro del complesso a pianta pseudo-pentagonale,  e le stesse torri  circolari che tuttora  proteggono gli angoli del ricetto. Il complesso occupa una superficie di 13.000 metri quadri, per una larghezza di 110 metri  e una lunghezza di 120. Le cellule,  sono circa 200, tutte diverse e, tranne alcune eccezioni, di proprietà privata. Si tratta di  case prive di fondamenta, costituite da vani unici sovrapposti non comunicanti tra loro.
Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata alla vinificazione. Camminando per le stradine, qui chiamate con il francesismo “rue”, nonostante qualche abbellimento e qualche indispensabile ristrutturazione, si percepisce un’eco di autenticità, quella dei luoghi segnati dalla continuità del lavoro dell’uomo, perpetuata nei secoli e ancora visibile fra le botti e gli arnesi stipati in parecchie delle cellule. Candelo in Fiore è un appuntamento biennale di grande richiamo, in questa edizione arricchito dall’opportunità di scoprire alcune delle molteplici accezioni che il giardino ha assunto nei vari continenti e nella storia: attraverso un percorso sensoriale, lo spettatore farà un viaggio tra i giardini del mondo e i fiori. In più vengono organizzati itinerari fioriti con partenza da Candelo verso il parco della Burcina, l’Oasi Zegna e i santuari del Biellese.

Per informazioni:

 www.candeloinfiore.it

 www.prolococandelo.it

 www.comunecandelo.bi.it

testo di Gianfranco Podestà

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