Pianosa, splendidamente biodiversa

Una linea sottile all’orizzonte, uno scoglio ammantato di mistero, quasi un miraggio marino. Lontana dalle coste sudoccidentali dell’Elba appena sette miglia, Pianosa ha un perimetro di 26 km, una superficie di poco più di 10 kmq e si eleva al massimo per 29 metri sul livello del mare: un pianoro ricco di conchiglie fossili, riconquistato dalla gariga e dalla macchia mediterranea che danno vita ad uno straordinario polmone verde, monitorato dal Centro Nazionale Ricerche nell’ambito del progetto Pianosa Lab.

 

 

Off-limits per quasi un secolo e mezzo, a causa della presenza di una colonia penale agricola e fino al 1997 di un penitenziario di massima sicurezza, Pianosa è riemersa solo in tempi recenti dalla sua forzata invisibilità e si è finalmente riappropriata di un destino che appariva segnato. Grazie all’istituzione del Parco Nazionale Arcipelago Toscano  che ne tutela l’intero territorio fino a un miglio dalla costa, l’isola ha schiuso i suoi cancelli al turismo attento e consapevole, che può fruire di una natura splendidamente selvatica, cristallizzata agli inizi del Novecento.

Lo scarsissimo disturbo antropico ha preservato l’integrità dell’ambiente, testimoniata dai flussi di avifauna migratoria e dalle specie nidificanti. Cale incantevoli e fondali vergini fanno di Pianosa una delle più preziose riserve di vita marina dell’intero arcipelago. Un bene naturalistico d’eccezionale importanza, dichiarato Zona di Protezione Speciale e Sito d’Interesse Comunitario. Non esistono strutture ricettive, è vietato campeggiare e le visite, a numero chiuso, sono possibili percorrendo itinerari scelti dal Parco, con l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica.

Pianosa è inserita nel territorio del Comune di Campo nell’Elba  che lo scorso 26 maggio ha presentato una delibera, indirizzata ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente e del Turismo, con l’invito a “prendere in considerazione, per quanto di competenza, l’emissione di un Decreto Ministeriale atto ad interdire nell’intero canale di Pianosa e per un raggio di cinque miglia attorno alla stessa isola, il traffico marittimo di petroliere, navi da carico o da trasporto passeggeri aventi stazza lorda superiore alle 10mila tonnellate”.

Il documento, elaborato dal Consigliere comunale Yuri Tiberto, evidenzia la pericolosità ambientale, economica e sociale delle dispersioni, volute o accidentali, di idrocarburi, tornata drammaticamente d’attualità in seguito al recente disastro provocato nel Golfo del Messico e lungo le coste della Louisiana dall’incidente occorso ad una piattaforma di estrazione della British Petroleum.

“Nell’Anno Internazionale della Biodiversità – sottolinea Tiberto -, la difesa dei delicati equilibri biologici che contraddistinguono il Mediterraneo, tanto ricco di significativi endemismi quanto vulnerabile, data la sua natura di mare sostanzialmente “chiuso”, è di primaria importanza. Negli anni passati le coste dell’Elba hanno visto, con frequenza purtroppo ripetuta, fenomeni di inquinamento da petrolio e derivati. La distanza dalla costa di un eventuale sversamento, data la necessità di tempi tecnici adeguati per predisporre efficaci interventi di contenimento e ripristino ambientale, rappresenta dunque un fattore fondamentale di sicurezza”.

Per informazioni:

www.islepark.it 

www.comune.camponellelba.li.it

testo  di Marco Tenucci