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Le regine dell’acqua

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Le regine dell’acqua

Weekend nei Paesi Bassi alla scoperta di Amsterdam, L’Aia e Rotterdam, tra battelli che scivolano sul fiume e biciclette a perdifiato lungo canali d’acqua

Olanda: un paese che vive di lingue che si intrecciano, così come etnie e storie provenienti da un passato lontano che qui ha trovato dimora dipanando nei secoli un futuro che oggi parla di multietnicità. Arrivando ad Amsterdam è il porto ad accogliere il visitatore. Non è un aroma, né la presenza immediata di grandi navi: Amsterdam è una sensazione, un’atmosfera che permea strade dove la terraferma vive a ridosso dei canali. Nell’acqua del fiume Amstel, che attraversa Amsterdam, fermenta una vita parallela che si fonde e confonde con la gente che percorre la città sfrecciando in bicicletta: watertaxi, famiglie in pedalo, canal bike acquistate in Italia a Rimini e houseboats che suscitano immancabile curiosità con i vasi di fiori sui davanzali di legno e la vernice sgretolata dall’acqua. Inizialmente soluzione temporanee adibite ad abitazioni dalle comunità hippy, ora le houseboats raggiungono prezzi stellari sul mercato immobiliare. Amsterdam possiede una popolazione giovane, con una media d’età tra i 20 e i 45 anni e la città esplode vitalità in un ritmo inarrestabile che vive di locali, incontri casuali, occasioni culturali. In un fine settimana è possibile scoprire le arterie più vive di Amsterdam a cavallo di una bicicletta o passeggiando. Oudezijds Achterburgwal attende lo straniero con le sue celebri donnine ammiccanti dietro le vetrine: le più belle la sera, mentre il giorno accoglie gli sguardi intraprendenti delle giovanissime che si agitano di fianco ai grandi seni di vecchie conoscenze della strada, volti storici disegnati da bocche rosse più dense di rughe. Di recente è iniziata un’opera di rinnovamento delle strade intorno al quartiere a luci rosse e se gli abitanti della zona plaudono, in molti guardano con perplessità a questa rinascita urbanistica che si ammanta di ricercatezza fashion. Dalla Centraal Station percorrete lo storico quartiere Jordaan, popolato agli inizi del Novecento da lavoratori stranieri tedeschi ed ebrei sefarditi, successivamente riscoperto dalle nuove generazioni di artisti. Appoggiate la bicicletta e tuffatevi alla scoperta del Museo Van Gogh: nella dimora dove l’artista visse dal 1853 al 1890 troverete la più estesa collezione di dipinti dell’artista. Il genio del pittore rivive nei colori senza tempo che si stendono sulla tela in pennellate dense e insieme a fasci di lettere e documenti, vi sommergerà un’Amsterdam antica, fatta di botteghe di mercanti e case inclinate che, ieri come oggi, poggiano su una selva di pali che fondano le radici di questa città la cui vita prende forma sull’acqua. Manifestazione d’arte presso il Rijksmuseum e le molte gallerie del centro, luoghi d’eccezione come la casa dove visse Anna Frank e la dimora di Rembrandt, senza contare i capolavori dell’Hermitage Amsterdam, sede distaccata del noto omonimo di San Pietroburgo in Russia: l’olio di antiche pitture vi sovrasterà e stupirà in un’overdose di capolavori. Passeggiando forse vi coglierà di sorpresa dietro un portone semi chiuso la vista di un cortile: pensate che nel XVII secolo i corridoi che conducevano al retro delle case era quasi mille, realizzati nel Secolo d’Oro e finanziati dai ricchi mercanti come opera di carità. Oggi potrete imbattervi in verdi sorprese dall’aroma gentile come il Begijnhof, appartenente agli inizi del XIV secolo e abitato soltanto da donne. Il cortile si trova a fianco del mercato dei fiori Singel, dove vi perderete tra sfumature e varietà del bulbo simbolo dell’Olanda e se avrete la fortuna di capitare durante weekend del 24 e 25 aprile vi accoglierà l’annuale Amsterdam Tulip Festival in un caleidoscopio di colori tra canali, giardini e nelle corti delle case. Perché non spostarsi verso L’Aja per una passeggiata sulla spiaggia? Den Haag, sede del governo dello Stato e di altre organizzazioni internazionali come la Corte Internazionale di Giustizia, vi attende con la lunga passeggiata nel vicino distretto di Scheveningen: qui il litorale si stende in un ampio respiro a ridosso del mare mentre sono in molti a fuggire dall’ufficio per rifugiarsi sulla passerella di uno dei tanti locali dove vi rilasserete tra cocktail e divani, a piedi nudi nella sabbia. La fama di Scheveningen iniziò nei primi dell’800 quando Jacob Pronk, che proveniva da una famiglia di pescatori, decise di aprire uno stabilimento balneare sulla spiaggia: oggi il molo, che si estende per 400 metri nel mare, è un lungo susseguirsi di bar e giochi sulla spiaggia tra sculture di sabbia e esposizioni fotografiche. Dal 1831 L’Aia è residenza de lla casa reale neerlandese e la città respira un’aria cosmopolita gentilmente elegante: spazi a misura d’uomo e vasi di fiori sui tavoli che dall’interno dei bar dilagano nelle strade di calma per un luogo dove si respira un’allegria pacata. Dedicatevi a una corsa in bici alla scoperta dei climi sottili che compongono questa città popolata da oltre 26.000 stranieri, in maggioranza impiegati presso organizzazioni internazionali, multinazionali ed enti giuridici e diplomatici. Camminando attorno al piccolo lago di Hofvijver, incontrerete il Binnehof: nell’ampia spazialità di questo cortile ha sede il cuore pulsante della politica, dove si riunisce il Parlamento olandese ed è nella gotica Ridderzaal, Sala dei Cavalieri del XIII secolo, che il terzo martedì di settembre la regina Beatrix pronuncia il tradizionale discorso per inaugurare l’anno parlamentare. Potreste gettarvi tra le scintillanti vetrine del centro tra fasti del passato e sguardo avveniristico della Galleria De Haagsche passage, che sotto la cupola di vetro ospita negozi da ben cento anni, ma non prima di esservi rifugiati nelle splendide sale del Mauritshuis. Costruito nel XVII secolo come palazzo per il nobile vagabondo Conte Johan Maurits van Nassau, oggi in questi ambienti di broccato è il Secolo d’Oro olandese a dipanarsi davanti ai vostri occhi: celebri fiamminghi e maestri eccelsi di una storia dell’arte eterna, da Rembrandt a Vermeer insieme a Rubens, Van Dijck. Poco più in là lungo il viale alberato di Lange Voorhout , dove si affacciano molte ambasciate, trovate l’architettura rinascimentale del Paleis Noordeinde, sede di lavoro della regina Beatrice d’Olanda. Grazioso ufficio, vero? Una piccola curiosità: a L’Aia potrete ammirare il Panorama Mesdag, un’immensa pittura circolare che lascerà un sorriso divertito anche sulle labbra dei più adulti. Con 14 metri d’altezza e 120 metri di circonferenza per 1680 metri di colore, il dipinto vi catapulterà nella vecchia Scheveningen del 1881 all’epoca in cui il villaggio di pescatori si stagliava tra dune di sabbia, il vento e i relitti lasciati dal mare in un’illusione ottica dal sapore onirico. Invece non sono un gioco ottico le celebri case cubiche di Rotterdam : le Kubuswoningen vicino al vecchio porto Oude Haven furono progettate tra il 1978 e il 1984 dall’architetto olandese Piet Blom e costituiscono uno dei più curiosi edifici della città. Rotterdam, il cui nome riecheggia la diga, dam, che la vede sede del più grande porto d’Europa e terzo al mondo, possiede un’anima industriale che si riveste di stile progettuale, specialmente in luoghi come il Kunsthal o il NAI, Netherlands Architecture Institute, dove troverete una delle collezioni più grandi al mondo in fatto di architettura. Dai cento metri di altezza dell’Euromast, progettato nel 1960 dall’architetto Maaskant, agli 800 metri del Erasmusbrug, il ponte che collega il nord e il sud della città o lo scintillante edificio progettato da Piano, Rotterdam vi stupirà nelle forme ardite di un design che prende in giro se stesso, giocando con il reale. Capitale europea della cultura nel 2001, oggi questa città vive una rinascita urbanistica, i cui slanci la rendono eterno cantiere aperto suscitando crescente perplessità da parte di molti. Tuttavia, se Rotterdam vive la formulazione continua di un gioco di stile che si rinnova, proprio nella sua modalità in costruzione sembra trovarsi la chiave di un segreto che riposa nel tessuto culturale di un porto, crocevia di merci e persone, che attualmente è patria composita e mescolata di etnie, desideri giovani che qui trovano soluzioni ardite e possibilità creative. Laboratori collettivi, sharing di spazi e affitti facilitati per i trentenni, festival di grafica e design: l’immenso occhio dell’Olanda, territorio di sogno che ha visto generazioni di migranti attendere con ansia il profilarsi di navi a lungo attese verso un Nuovo Mondo di possibilità, oggi è medium creativo di soluzioni esplosive che a partire da queste radici riescono a immaginare e creare orizzonti virtuali inesplorati.

Testo:  Maddalena De Bernardi     Foto: Archivio  Ente per il Turismo Olandese

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