…E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Immaginate un breve sunto di ogni bellezza naturale, mare turchino, foreste  da paradiso terrestre, caldere di antichi vulcani, picchi  elevati, parchi naturali e, in cielo, una trapunta di stelle come in nessun luogo al mondo. Non è solo un sogno: questa è La Palma.

 

Da qualsiasi parte la si guardi, La Palma è una terra straordinaria e inconsueta. Galleggia nell’ Atlantico all’altezza delle coste nord occidentali del continente africano, al largo del Sahara, ma non è terra d’Africa. La sua patria è l’Europa anche se non ha nulla che la dica europea. A dire il vero, molti sono gli scorci che fanno pensare ad un paese immaginario, una specie di paradiso cinematografico , selvaggio e un po’ crudele, dove scorazzano animali preistorici. Perché in questa zattera rocciosa allungata nel grande oceano, ci sono spiagge da cartolina dalla bellezza  come estremizzata dall’onda turchese che batte contro la sabbia nera.  E poi c’è  l’interno, lussurioso e scarno insieme, dove le  verdeggianti foreste tropicali si alternano a picchi altissimi e a caldere vulcaniche tanto vaste che l’occhio non le copre.  E’ un’esperienza sensoriale  per molti aspetti sorprendente.

Una capitale in miniatura.

Fin da subito si capisce di essere arrivati in un posto unico, appena sbarcati a Santa Cruz de La Palma, la piccola capitale. Un centro storico deliziosamente coloniale, fatto di vicoli e piazzette dove dominano il bianco, le palme svettanti e il legno pregiato dei tanti loggiati coperti: la colonia richiama la madrepatria spagnola  con un certo gusto esotico. Ma la forza della  natura urge da ogni parte; ovunque l’occhio si spinga non ci sono che mare  e montagne possenti coperte di foreste . A render  tutto più drammatico, le nubi oscure che al pomeriggio si addensano dietro la città, nel grandioso anfiteatro costituito dalla Caldereta, enorme cratere vulcanico che incombe  su Santa Cruz. La capitale conta circa 18.000 fortunati abitanti che godono di un clima temperato per buona parte dell’anno, di spiagge tropicali a un passo dal centro e di qualche monumento squisitamente coloniale  come il Municipio e la Iglesia del Salvador, toccanti edifici del più intenso XVI° secolo.

La fiesta suprema.

Il fascinoso cuore dell’isola  richiama la nostra  attenzione ma  prima occorre omaggiare la patrona dell’isola, la Virgen de La Nieves, colorata  statuina in terracotta  del XIV° secolo cui si riconoscono poteri favolosi. La piccola effige, conservata nel santuario omonimo a pochi  km dal centro cittadino, viene portata in processione verso Santa Cruz con una grandiosa festa che si tiene in estate e solo ogni 5 anni.  La Bajada de la Virgen, la discesa in città della  sacra Vergine, vestita con sontuosi abiti e gioielli che risalgono al 1500, avverrà proprio quest’anno e i devoti pensano già di rivolgersi a lei così che possa intercedere perché il vulcano islandese fermi il suo furore. I precedenti fanno ben sperare: nel 1676, l’immagine della Vergine scese dal santuario per invocare una tregua alla furiosa siccità che stava uccidendo la popolazione e il bestiame; dopo la processione iniziò a piovere. E da allora l’atto di devozione si ripete ogni lustro. La seconda domenica di luglio vi sarà la solenne discesa della statua verso il centro storico fino alla sua entrata nella chiesa di San Salvador, e  il 5 agosto  la processione si terrà a ritroso per riportare la statua al santuario dove riposerà per 5 anni fino alla prossima ‘bajada’. Intanto, come fanno da secoli, i marinai tengono una foto della sacra immagine sulle barche come protezione da tempeste e turbinali.

Con gli occhi al cielo.

Per arrivare alle stelle, la salita è lunga. Bisogna innalzarsi a 2500 metri, sulle alte cime de  La Palma. Si penetrano foreste tropicali, boschi di felci gigantesche, una vegetazione che si è originata nell’Era Terziaria e che si è mantenuta intatta: un mondo fossile ma vivissimo. La cima più elevata, 2426 m. dista 40 km dalla capitale. Qui la sensazione di essere in una biosfera ineguagliabile trova il suo acme. La meta è Roque de Los Muchachos. Siamo subito sotto il cielo e da qui si apprezza ogni angolo dell’isola, mare, piccoli borghi biancheggianti e la spaventosa e affascinante Caldera de Taburiente, un precipizio enorme, 1000 metri di profondità e un perimetro di 27 km. Era la bocca di un grande vulcano ora spento allargatosi infinitamente a causa dell’erosione.  Qui, nel punto più alto de La Palma, si trova l’Osservatorio Astrofisico, uno dei più completi del mondo intero. L’osservazione dei cieli  trova  a Roque de Los Muchachos la sua sublimazione. L’isola gode di una situazione quasi incredibile dal punto di vita astronomico: è vicina all’equatore, ma lontana dall’influenza delle tempeste tropicali.  Così  l’atmosfera è sempre pulita, ci sono scarse turbolenze e le nubi stanno giù in basso con il doppio effetto di lasciare sgombro il cielo e di garantire la  sensazione di essere sulla cima del paradiso mentre il  mondo reale è perso laggiù sotto le nuvole. L’instituto de Astrofisica de Canarias gestisce i telescopi di varie nazioni tra cui l’Italia. Ogni mattina è possibile visitare l’Osservatorio  ma in luglio e agosto si celebra la ‘Jornada de Puertas Abiertas’ uno o due giorni aperti al pubblico anche per la visione notturna in genere preclusa. (per info, te. 922-405 500- mail adminorm@aic.es).

‘Puro’ fumo isolano.

Il tabacco che si produce a La Palma arriva dritto da Cuba. Furono gli emigranti arrivati dal Caribe nel XVIII° secolo a portare sull’isola i preziosi semi che hanno dato il via ad una produzione locale eccellente e dall’aroma riconoscibilissimo. Per arrivare al prodotto finale, il ‘puro’ , il pregiato sigaro assemblato a mano,  si parte dalle colture che hanno trovato a La Palma un microclima perfetto. Nell’isola si incontrano molte aziende sparse nella zona della Caldera di Taburiente, Il Paso,  Breña Baja e attorno a Santa Cruz. Una delle più belle e antiche è la Finca Tabaquera El Sitio a Breña Alta, vicino alla capitale. Qui si iniziò la produzione all’inizio del 1700 e a distanza di 300 anni si continua a produrre tabacco di alta qualita, si procede alla seccatura delle foglie, alla fermentazione e poi al confezionamento dei ‘puros’. In questa fattoria sono coltivati a tabacco tremila mq e sono impiegati 6000 isolani doc per trattare, raccogliere e confezionare i sigari. Risultato: un sigaro unico al mondo, frutto di una selezione rigorosa della materia prima e dell’abilità dei maestri artigiani che tramandano l’arte da secoli. L’azienda merita una visita; il percorso parte dai campi, per passare alle case del tabacco dove le foglie vengono essicate, per arrivare ai tavoli della produzione dove uomini e donne arrotolano , tagliano e rifiniscono i migliori ‘puros’ europei. Fate attenzione, pare che un buon ‘puro’ debba produrre una cenere bianca. Controllate di persona.Finca Tabaquera El Sitio; Camino la Cueva n°19, Finca El Sitio , Breña Alta, La Palma. Tel. 34-922 435227; www.fincatabaqueraelsitio.com.

Nero è bello.

Sono tutte nere: inutile cercare una spiaggia di sabbia bianca a La Palma. Rassegnatevi, rivedete i vostri  riferimenti cromatici e preparatevi a godere un mare di bellezza strana quanto assoluta. Un po’ come tutta l’isola.  Le nostre preferite, si trovano esattamente alla stessa altezza ma su coste opposte. A oriente, subito sotto Santa Cruz, nel Municipio di Breña Baja si trovano le quattro insenature di Playa De los Concajos. Tre di queste baie sono naturali, la quarta è una  spiaggia fatta da mano umana;  di fatto le insenature creano una sorta di piscina naturale tra la spiaggia e il mare aperto dove l’acqua è calda e i fondali bassi per la gioia dei più piccoli.  Alla magnifica vegetazione dell’immediato entroterra e alla bellezza delle spiagge, vanno  aggiunte le comodità  di tutti servizi per i bagnanti, condizione  che unita  alla cura per la conservazione dell’eccellente ambiente naturale,ha fruttato alle 4 spiagge la bandiera azzurra europea.  Tazacorte è uno dei più graziosi villaggi della costa occidentale con una grande spiaggia naturalmente nera che forma una bella insenatura chiusa da un massiccio strapiombo roccioso e con  alle spalle alte cime vulcaniche. L’effetto è decisamente intenso: un panorama molto forte e quasi drammatico, temperato dalla dolcezza dei colori pastello delle vecchie case dei pescatori ora diventate caffè, negozi e ristoranti. . In verità le alture che chiudono gli arenili garantiscono alla Playa del Puerto e alla Playa Grande  un clima gradevolissimo per gran parte dell’anno  e ne fanno il luogo con più ore di sole di tutta la Spagna.

Foto e Testo: Eugenio Bersani

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