Estonia: dalla Russia senza amore

Abbandonata la pesante tutela dell’URSS il piccolo stato baltico è rifiorito. Mostrando la sua vera anima aristocratica e mitteleuropea. E la sua vocazione verde.

C’è una stupenda gioventù in Estonia. I ventenni che vivono a Tallinn, Tartu o Paide non hanno conosciuto le tessere annonarie russe, sono cresciuti bene e hanno il sorriso di chi sa dare un senso alla parola libertà. Questo pezzo di ex URSS, stretto tra Baltico e neve, non ha mai avuto niente che l’accomunasse alla maggior parte dei territori dell’est, fagocitati dal Politburo moscovita nel ’40, in nome di un’idea di un socialismo estremamente teorico. Dal 1991, anno della caduta del muro di Berlino e di riacquisizione della propria indipendenza, l’Estonia si è rifatta un lifting sociale profondo, ha ritrovato la sua anima ugro-finnica, cancellando  tutto quello che era stato impresso in cirillico nelle pagine della sua storia. Chi si aspetta un paese troppo nordico o troppo dell’est, lontano dall’anima mitteleuropea è già in errore. Tallinn, rientra nel fenomeno di una rara globalizzazione positiva. I punti cardinali della bussola della capitale estone sono segnati dalle direzioni magnetiche di ristoranti dove il buon cibo si lega ad ambienti curati ed easy, di bar dove un boccale di birra Palmse è la scusa per respirare l’aria baltica di Tallinn dai tetti rossi che spiovono sulla Raekoja Plats. Sotto le cupole perfette della chiesa  Alexander Nevsky, in una prospettiva di prossimo futuro, Tallinn si prepara a diventare capitale europea della cultura nell’anno che verrà.  Tallinn si muove, vive un presente in fieri fatto di recupero e di sperimentazione architettonica, come nel quartiere Rotermann, un’area industriale trasformata in una modernissima Defence estone dove, tra i chiaro-scuri e le vie di fuga delle nuove costruzioni passano, come dee del nord, le ragazze estoni dalle gambe lunghe e dal volto ammaliante. L’estate di Tallinn ha le nuances dei tulipani che colorano i giardini lungo la Toompuies Tee, la strada che corre sotto le mura medievali della collina di Toompea. Elegante Tallinn, con la sua anima aristocratica chiusa tra le guglie della città vecchia e la torre Pikk del castello che si specchiano nelle acque tremule del canale Snelli Tiik. La natura è ricca in Estonia, è una risorsa su cui è stato investito, con lungimiranza, il futuro di questo piccolo paese. Dal 1971 a oggi sono state create 318 riserve protette e 5 parchi nazionali. Tutto qui è ecosostenibile, rinnovabile, fatto in funzione delle generazioni che verranno e per un turismo garbato e di scoperta. A 100 km da Tallin c’è uno dei  parchi più interessanti del paese: Laheemaa, affacciato sul Mar Baltico, è un microcosmo estone fatto di boschi secolari di abeti, querce, faggi che, con un prelievo oculato, sono la materia prima per l’industria dei manufatti in legno. Il parco ha lasciato intatta la natura delle spiagge che puntano le onde fredde del Mar Baltico: canneti con centinaia di specie di uccelli, lidi costieri di sabbia scura con monoliti granitici, file di abeti piegati dai venti carichi di salsedine che vengono dal Golfo di Finlandia. La punta di scoglio a Juri Otis, sempre nel parco di Laheemaa, è un condensato di questo mondo marino, con le sue lagune silenziose, i boschi di abeti rossi in silhouette illuminati dal sole estivo che crea dissonanze cromatiche, tra le quali i gabbiani reali in volo disegnano traiettorie ardite. Le grandi paludi torbiere sono poco distanti da Juri Ots, sono un universo strano per un turista di terraferma. Boschi e sentieri che galleggiano sulle acque, isole di torba che fluttuano su questo mondo liquido, abeti che spuntano da paludi misteriose e cariche di fascino quieto che Julius Sergius Von Klever, uno dei massimi pittori estoni del secolo scorso, dipinse bene narrando con i colori l’armonia di questi spazi perduti. Tartu è a sud, è l’anima colta dell’Estonia con la più grande e antica università fondata nel 1632. Piazza Raekoja è il cuore della città, con i palazzi settecenteschi affacciati sui bar e sul palazzo rosa e rosso del municipio che fa da contraltare severo alla fontana degli studenti innamorati. Tartu è una luminosa città di studio, piena di vita e di giovani universitari che con libri e dispense sotto braccio attraversano il fiume Emajogi sul grigio ponte Karlsiild, dalla essenziale architettura russa, ultima cicatrice di un passato senza ritorno.

Testo e foto: Nico Tondini

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