La piramide di luce

Ai piedi del Cervino stanno rinascendo i sentieri del ” Trekking autour du Cervin” la cui sezione italiana, La Gran Balconata, rievoca un’epopea di leggende e accompagna attraverso paesaggi di splendore incontaminato.

Per alcuni è il Cervino, per altri il Matterhorn. Per tutti un monumento della natura e una fulgida perla delle Alpi. Sulla sua piramide scintillante come un cristallo, con la testa appoggiata di lato, come si ammira dal versante svizzero, o sdoppiata, se vista dall’Italia, è stata scritta buona parte della storia dell’alpinismo tra l’800 e il ‘900. Imprese epiche, compiute con materiali il più delle volte inadatti, sopperendo con il coraggio alla carenze tecnologiche. Coraggio che sfiorava la temerarietà. Pareti conquistate palmo a palmo, lasciando sulle rocce firme graffiate a testimonianza della propria presenza. Grandi successi, come la conquista della cima da parte di Edward Whymper nel 1865, pagata con la morte di 4 suoi compagni di cordata durante la discesa. Le valli che circondano la montagna hanno visto la saga di personaggi epici, che ancora vivono nei ricordi dei valligiani e le cui storie vengono tramandate da nonno a nipote. Come Jean Antoine Carrel pastore, cacciatore, contadino e artigiano, ma soprattutto grande arrampicatore, nato nel 1829, che aveva fatto della conquista del Cervino la ragione della sua vita e che si vide anticipato per pochi giorni da Whymper. Di lui si raccontano molti aneddoti: impegnato insieme all’inglese nella conquista del Chimborazo e del Cotopaxi, cime andine intorno ai 6.000 metri, fu colpito dal mal di montagna per carenza di ossigeno. Soccorso, ai farmaci che i medici gli prescrissero per attenuarne gli effetti, preferì un rustico e nostrano vin brulé. Il più famoso personaggio di cui si narra nelle valli è però “l’Orso della Montagna” al secolo l’abate Amé Gorret. Nato nel 1836, riuniva in sé tutte le caratteristiche della gente di queste montagne. Da contadino con un carattere duro e sanguigno, imparò a scrivere con un inchiostro di bacche su una pietra calcarea liscia, per risparmiare sul costo della carta. Fino a diventare un colto e intelligente scrittore, impegnato a coniugare la passione della montagna con un turismo più etico. Ordinato sacerdote, visse a cavallo del confine di Italia e Francia, continuando nei suoi studi e diventando un famoso alpinista. Il suo carattere anticonformista e la sua irruenza ne fecero un personaggio molto ammirato ma scomodo, tanto da indurre i suoi superiori a confinarlo in un eremo per 21 anni, con la sola compagnia di una marmotta addomesticata e un corvo, poi ucciso dalle sue parrocchiane. Il mito dell’Orso, del sepolto vivo, delle sue colossali bevute e del suo personaggio ieratico e misterioso attrassero la curiosità di molti, tra cui la regina Margherita, che lo incontrò più volte regalandogli l’alpenstock (bastone da montagna) che conservò con cura fino alla morte. Oggi in queste stesse zone procede il progetto di cooperazione territoriale Italia – Svizzera 2007-2013. I comuni italiani della Valtournenche e quello svizzero di Zermatt stanno lavorando a un programma comune per sostenere l’escursionismo estivo, chiamato “Trekking autour du Cervin”, che consentirà di ripercorrere i luoghi e i miti di queste valli, di inebriarsi degli stessi panorami, di immergersi negli stessi silenzi straripanti di bellezza, che sono stati la ragione di vita dei leggendari personaggi del secolo passato. Il primo atto consiste in una promozione congiunta, con una cartografia estesa a tutta la rete di sentieri che abbraccia questo territorio alpino, per la prima volta senza segnalazione della presenza della frontiera. Un secondo ambito di intervento congiunto prevede la realizzazione di eventi all’insegna della randonnée, dell’alpinismo, dell’enogastronomia e della cultura locale. Una ulteriore serie di interventi riguarderà il versante italiano del Cervino per la riqualificazione del vecchio sentiero detto “La Gran Balconata” (ora sentiero 107). Interventi che presenteranno aspetti poco conosciuti alla gran parte dei visitatori: si passera’ da luoghi tipici della cultura locale a percorsi dedicati ai bambini, alla didattica, fino a veri e propri centri culturali dove rivivere le tradizioni del passato e le avventure storiche dell’alpinismo. Un importante progetto riguarderà la “securizzazione” dei percorsi nei quali, cioè, l’escursionista sappia di potere chiamare in ogni momento i soccorsi in quanto coperto da un adeguato campo telefonico. Anche se i lavori verranno ultimati nei prossimi due anni, già da questo gli appassionati potranno seguire gran parte del percorso, avvicinarsi e allenarsi per affrontare il grande anello transfrontaliero “Tour du Cervin”, transitando anche in territorio elvetico. Nei pacchetti turistici diversificati per ogni tipo di pubblico, dai pigri e golosi frequentatori di rifugi alpini ai trekker provetti, sono incluse Guide di Alta Montagna e Accompagnatori della Natura per godere appieno di uno dei percorsi piu’ belli delle Alpi. Senza difficoltà di rilievo – e’ sufficiente conoscere le regole base della sicurezza in montagna – il sentiero si snoda per una lunghezza di 73 km a una quota media di 1.800 metri (min 1.070 m – max 2440) al cospetto di quelle montagne che alla fine dell’800 furono testimoni della vita dei personaggi in precedenza ricordati. Il Cervino, certo, i cui 4.478 metri si possono ammirare da ogni angolazione, ma anche il Monte Bianco (4.810 m) visibile in lontananza nella parte bassa del trekking. Per percorrerlo tutto sono necessarie 25 ore, che si consiglia di suddividere in 4 tappe, pernottando nei rifugi e alberghi lungo il sentiero. Alla Gran Balconata si può accedere da 12 diversi punti e seguirla in senso orario o antiorario attraverso le località piu’ suggestive della Valtournenche: Breuil Cervinia, Cheneil, Chamois, Torgnon, ecc. Punti particolarmente rilevanti per il loro interesse storico o naturalistico sono: il villaggio della Breuil posto ai piedi del Cervino, la Finestra di Gignana, da dove si puo’ raggiungere la vetta del Monte Pancherot da cui si gode una vista di tutta la Valtournenche e del Monte Rosa. Poi l’antico villaggio di Cheneil, il fiabesco Chamois, raggiungibile solo a piedi o in funivia e il Col di Joux che offre un panorama spettacolare della Val d’Ayas e del massiccio del Monte Bianco. E’ stato attivato un sito web www.trekkingcervino.com (o www.granbalconatacervino.it) che presenta in modo esauriente l’eccezionale territorio ai piedi della Gran Becca e che si configura come strumento operativo, dove il turista trova tutte le informazioni necessarie per organizzare la propria vacanza. Una mappa interattiva, collegata a Google Earth, consente agli appassionati di visualizzare in anteprima il sentiero e le zone di maggiore interesse, con finestre descrittive e link utili. Tra le espansioni future sono previsti link al meteo, una sezione di photo gallery e videogallery, collegamenti a web cam dislocate lungo il percorso, un forum, l’apertura di canali tematici sui social network e una sezione di download dedicata alla Stampa e agli addetti ai lavori. E per finire una chicca: la scuola Holden, Scuola di Scrittura e Storytelling fondata da Alessandro Baricco, ha attivato dal 26 al 29 agosto un “Trekking letterario” per una full immersion tra natura e letteratura. Lo scrittore Davide Longo accompagnerà gli escursionisti per 4 giorni, leggendo e scrivendo insieme, ciascuno sul proprio quadernetto, per cercare di appropriarsi del segreto di tanta bellezza (www.scuolaholden.it t.0116632812. Chiusura iscrizioni 27/7 costo €290).

Testo: Federico Klausner  Foto: Andrea Foschi e archivio

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