BARCELLONA – Memorie catalane

Di Barcellona ho ricordi lontani. Il viaggio era stato deciso per il periodo di Capodanno e i lunghi chilometri erano stati percorsi  con un vecchio pulmino Wolksvagen che chiamavamo lo scuolabù, proprio perché sembravamo una scolaresca in gita. Lasciato il freddo del nord Italia e dei Pirenei siamo approdati nella Capitale catalana dove, certo, il clima era più mite e piacevole. Tutti poco più che studenti avevamo deciso di soggiornare a casa della sorella di un amico: in pratica eravamo dieci adulti a dormire in camera e cucina con un bagno talmente piccolo che bisognava farsi la doccia sopra il water. La sera e la mattina le manovre si svolgevano così: più si era vicini alla porta prima ci si alzava la mattina mentre per ultimi si andava a letto, in maniera che di mattina ci si vestiva e si aspettavano gli altri al bar sotto casa, mentre di sera bisognava attendere il proprio turno sul pianerottolo. Riunito il gruppo, la colazione consisteva in churros (tipiche frittelle allungate con zucchero o cioccolato) e una bevanda di cui andavamo golosissimi che chiamavano Pipo: latte condensato, caffè e….rhum. Lo so, di mattina non era certo molto salutare ma, a nostra discolpa, posso dire che andando a letto sempre molto tardi ci alzavamo di conseguenza presto. Alla fine con tutto questo traffico non ci rimanevano molte ore per visitare la città! Comunque, avendo come appoggio la nostra ospite che da anni viveva a Barcellona, abbiamo avuto la possibilità di visitare le zone meno turistiche senza tralasciare però le attività canoniche come una passeggiata sulla Ramblas, la strada pedonale lunga più di un chilometro che conduce da Piazza Catalunya fino al Porto. Numerose sono le attrazioni in questa zona, ma non molti forse sanno che vicino al Teatro Liceu è possibile camminare su di un’opera di Mirò. Qui, infatti, c’è un grande mosaico circolare realizzato a terra e, se guardate con attenzione, troverete anche la piastrella firmata dall’artista. I più visitano Barcellona per vedere le opere di Gaudì, architetto spagnolo massimo esponente dell’architettura modernista in questa zona, noto per il suo stile d’avanguardia. Personalmente lo considero un folle visionario. Le case realizzate con balconi a forma di sinistri teschi che guardano le via con atteggiamento malvagio e con i pilastri di supporto che paiono ossa proprio non riesco ad apprezzarle. Più piacevole e divertente trovo, invece, il Parc Guell; il giardino realizzato per l’aristocrazia barcellonese contiene edifici che assomigliano a castelli di sabbia, sculture che sembrano esser state prese da un libro di favole, grandi panchine dalle linee morbide e colorati mosaici. Infine, cos’altro posso ricordare di quella vacanza se non i litri di Sangria accompagnata da ottima Paella?? Essendo i sapori e i profumi efficaci veicoli di ricordi passati, mi è tornato alla memoria questo lontano viaggio proprio perché qualche giorno fa ho preparato una grande Paella per una festa tra amici, diversi da quelli della bellissima vacanza che ho raccontato, ma che hanno comunque apprezzato il piatto. 

Paella

Ingredienti per 6 persone. 450 gr riso parbolied, 700 gr petto di pollo, zafferano in pistilli, 3 pomodori maturi grattugiati, 3 spicchi d’aglio, 2 peperoni a cubetti, 200 gr salsiccia a pezzi piccoli, 200 gr piselli o fagiolini verdi.

 

Mettere la pentola di ferro (la paellera) sul fuoco con dell’olio d’oliva. Far rosolare l’aglio, lo zafferano ed il pollo. Successivamente aggiungere le verdure, la salsiccia, i pomodori grattugiati ed infine il riso. Portare a cottura aggiungendo dell’acqua calda. Ricordate che la vera Paella dovrebbe attaccarsi un pochino sul fondo senza però bruciare.

 

Testo di Federica Giuliani    Foto di Federica Giuliani e archivio

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