INDIA. L’esperienza di Madre Teresa

 

Suor Gertrude, l’apostolo di Madre Teresa. ©developingreport.

 

I ricordi di Suor Gertrude, l’apostolo di Madre Teresa

«Quando era vestita da suora non riusciva ad avvicinarsi davvero ai poveri, appena la vedevano le chiedevano l’elemosina. Per questo ha iniziato a indossare la sari, come tutte le donne indiane, e ha detto a noi di fare lo stesso. “Sono una straniera bianca, come faccio?” mi aveva chiesto all’inizio. Ha scelto me come apostolo». Suor Gertrude ha ottantuno anni ma ricorda ancora tutti i dettagli della sua vita con la Madre, come chiama quella che è stata un’amica oltre che una guida per

Suor Gertrude, l’apostolo di Madre Teresa. ©developingreport.

cinquant’anni. «Tutta la gente di Calcutta la chiama semplicemente così. La conoscevano tutti, e in tanti hanno deciso di aiutarla».

 

I suoi ricordi sono raccontati in italiano, lingua che ha imparato negli anni in cui ha seguito Madre Teresa a Roma e che parla ancora con poche imperfezioni. Per incontrare suor Gertrude, che cammina solo con l’aiuto di un tutore, bisogna salire al secondo piano della casa madre, dove resistono molte testimonianze della vita della beata: oltre alla sua tomba si può ancora vedere, attraverso un cancelletto, la camera in cui è vissuta, al primo piano. «Mi sembra strano stare più in alto di lei» ha spiegato suor Gertrude. Suor Gertrude è stata la seconda, dopo suor Agnes, a entrare nell’ordine delle Missionarie della carità, fondato proprio da Madre Teresa, e ha seguito i suoi consigli in ogni campo: «Quando mi ha incontrata mi ha detto “Vieni con me, loro non conoscono Gesù”.

 

Quando mi ha detto di studiare medicina per poter aiutare i malati, l’ho fatto. Siamo state due anni a Patna per vivere come i poveri, ho imparato il pronto soccorso: ancora oggi ho con me il libro su cui ho studiato e preso appunti». Non sbaglia una data: «Nel 1948 è tornata a Calcutta da Patna, nel ’49 sono andata a stare con lei, nel ’50 la Chiesa ha approvato ufficialmente la congregazione. All’inizio con noi c’erano 400 suore, dal 1971 sono meno di cento». Ogni viaggio e intervento è

Suor Gertrude, l’apostolo di Madre Teresa. ©developingreport.

registrato nella sua memoria: «Io sempre cammino con Madre. Andavamo ovunque ci fosse bisogno, dove c’era la guerra, dove c’era un disastro dovuto alla pioggia.

 

Era una persona di fede, semplice, votata al sacrificio. Io all’inizio avevo vergogna, vedevo questa gente buttata come “monnezza” e ho imparato col tempo ad aiutarla e a chiudere aiuto per loro. Chiedevamo ai medici di non buttare le medicine quasi scadute, tanto noi le finivamo in un mese al massimo. Raccoglievamo anche gli scarti del pollo, tutto quello che trovavamo per poterlo dare ai poveri. Una donna ci ha insegnato a fare la pizza con quello che avevamo a disposizione». È stata vicina a Madre Teresa anche poco prima della sua morte: «Voleva ancora tornare a Roma. Che fosse in Italia o altrove, dove è andata ha sempre fatto del bene».

 

Testo e foto di  Ilaria Linetti e Vincenzo Bardo 

Segue a pagina 5

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