INDIA. L’esperienza di Madre Teresa

 

La tomba di Madre Teresa a Calcutta. ©developingreport

 

La vita di madre Teresa

Sono passati cento anni dalla sua nascita, e tredici dalla sua morte, ma Madre Teresa continua a essere una figura importante. Chiamata soltanto “Madre” dai poveri di tutto il mondo a cui ha portato aiuto, la beata e’ nata Agnes Gonxha Bojaxhiu a Skopje, in Macedonia, il 26 agosto 1910, in una famiglia di origini albanesi. Già a dodici anni ha sentito la chiamata di Dio, e a diciotto ha lasciato la casa dei suoi genitori per entrare nelle Sorelle di Loreto, ordine cattolico impegnato con molte missioni in India.

 

Nel 1931 ha preso i voti, e scelto il suo nome da quello di Santa Teresa di Lisieux. Dal 1931 al 1948 è stata un’insegnante a Calcutta, ma ha deciso di dover fare di più per i poveri che incontrava ogni giorno. Ha indossato la sari, abito tradizionale indiano, per essere più simile a loro ed evitare che le chiedessero semplicemente la carità. Nel 1950 la Chiesa di Roma ha riconosciuto ufficialmente le Missionarie della carità, di cui hanno fatto parte dall’inizio, oltre alla beata, suor Agnes e suor Gertrude.

 

Nel 1967 l’ordine è diventato una Famiglia religiosa internazionale per decreto di papa Paolo VI, e col tempo sono nati i Fratelli della carità, due ordini contemplativi e sono state fondate diciannove case nella sola Calcutta. Nel 1971 e’ stato assegnato a Madre Teresa il premio per la pace intitolato a Papa Giovanni XXIII, e l’anno seguente quello Nehru per la promozione della pace in tutto il mondo. Nel 1979 ha vinto il premio Nobel per la pace, e l’allora 69enne ha pregato insieme al pubblico per ringraziare. «Questo regalo ci ricorda che siamo stati creati per vivere la pace, e Gesù è l’uomo che ha portato ai poveri questa novella. Non dimentico mai l’opportunità che ho avuto visitando una casa per anziani i cui figli li avevano messi lì e magari dimenticati.

 

La tomba di Madre Teresa a Calcutta. ©developingreport.

Ho visto che in quella casa avevano tutto, magari anche oggetti molto belli ma tutti guardavano verso la porta. Nessuno sorrideva, e ho chiesto alla superiora come mai. Io sono abituata a vedere il sorriso sui volti delle persone, anche dei moribondi. Mi ha risposto, sperano che un figlio venga a trovarli. Sono infelici perché sono stati dimenticati. Ecco dove entra in gioco l’amore. Noi non siamo assistenti sociali, possiamo sembrarlo negli occhi della gente ma non lo siamo nel cuore, siamo contemplative. 24 ore al giorno tocchiamo il corpo di Cristo». Nel 1991 è tornata per la prima volta in Albania, dove ha aperto una casa dei Fratelli a Tirana.

 

Madre Teresa ha vissuto nella casa madre delle Missionarie della carità su Ajc Bose Road, dove è morta il 5 settembre 1997. Ancora oggi si può vedere la sua cella, ma i pellegrini che arrivano a Calcutta si recano soprattutto a pregare sulla sua tomba, dove ogni giorno fiori freschi vengono messi sulla sua tomba a formare la scritta I am with you always, sono sempre con voi. Nel 2002 papa Giovanni Paolo II l’ha nominata beata, ma serve la documentazione di un secondo miracolo per la santificazione. Circa un anno fa l’Albania ha chiesto indietro le sue spoglie, richiesta rifiutata dal governo indiano vista anche la cittadinanza indiana presa dalla beata nel 1948.

 

Testi e foto di Ilaria Linetti e Vincenzo Bardo

Fine

 

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