Lugano, il Museo Hermann Hesse: non solo parole

Giallo al giallo, giallo al rosso accostato
e  freddi azzurri velati di rosa!
Luce e colore vibra da mondo a mondo,
s’inarca e sfuma in onde d’amore.

Da “Gioia di pittore” del 1918

   

Nel 1916 in un periodo di profonda crisi, Hermann Hesse, seguendo i consigli di uno psicologo, prova ad usare la pittura a scopo terapeutico. I primi paesaggi, nature morte e autoritratti si dipanano tra tempere e carboncini, pastelli e pitture a olio, ma è solo quando si trasferisce in Ticino tre anni più tardi che sceglie l’acquarello per rappresentare i sentimenti e l’impulso creativo suscitato dai colori del Sud. La stessa magia di paesaggi che gli ispirano il racconto espressionista L’ultima estate di Klingsor e altri capolavori come il Gioco delle Perle di Vetro.

Minuscoli acquarelli ornano quasi tutte le lettere che in quel periodo, Hesse invia a figli ed amici. Per la seconda moglie Ruth Wenger scrive la fiaba sull’amore Le trasformazioni di Pictor, illustrandola con decorazioni ricche e colorate ma vinto dall’entusiasmo, ancor prima di consegnare il regalo,  ne prepara altre versioni come omaggi speciali agli amici. Anche le poesie scritte in quel periodo vengono accompagnate da delicate illustrazioni a colori e i ricavi delle vendite,  Hesse gli usa per sovvenzionare la libreria da lui gestita per i prigionieri di guerra. 

E’ così che lo scrittore Hermann Hesse scopre la gioia di essere anche pittore.

A Lugano, nel Museo di Montagnola,  aperto nel 1977 all’interno della Torre Camuzzi, gli inconfondibili occhiali tondi, la valigetta dei colori, il cappello e il bastone compagni inseparabili nelle lunghe passeggiate,  riproducono l’atmosfera della Casa Rossa (punto focale di molte tele), offertagli dall’amico mecenate Hans Bodmer,  e in cui lo scrittore visse fino alla sua morte. 

In realtà l’artista dal 1919 al 1931 visse in un appartamento fatiscente della Casa Camuzzi che godeva però di una magnifica vista sul lago di Lugano.  Nell’amato giardino esotico di questa casa, Hesse scrisse L’ultima estate di Klingsor, ispirato dalla sensualità del Sud. “Sotto di lui sprofondava a picco, vertiginoso, il vecchio giardino immerso nell’ombra, un groviglio di fitte cime d’alberi, palme, cedri, castagni, alberi di Giuda, faggi sanguigni, eucalipti, avvinghiate da piante rampicanti, liane, glicini. Al di sopra della cupa oscurità degli alberi scintillavano, rifrangendo smorti bagliori, le grandi foglie metalliche delle magnolie e tra il fogliame giganteschi fiori, bianchi come la neve, dischiusi a metà, grandi come teste umane, pallidi come luna e avorio, dai quali si effondeva penetrante ed alato un acuto profumo di limone.”

E’ in questa casa che Hesse diventa il signore di un terreno in cui può coltivare verdure e fiori imparando ad apprezzare l’effetto meditativo del giardinaggio. Il figlio Bruno  ricorda come l’idea per Il Gioco delle perle di vetro sia nata nel padre proprio durante la cura del giardino mentre era immerso nel significato magico del fuoco e della terra. Come Hesse scrisse all’amico Isenberg “divido la mia giornata tra lo studio ed il lavoro in giardino, quest’ultimo serve alla meditazione e alla digestione spirituale, e per questo viene svolto in solitudine”.

Innamorato della natura di questi luoghi lo scrittore pittore faceva lunghe passeggiate che gli ispiravano acquarelli raffiguranti  grotti (cantine scavate nella roccia o nascoste nei boschi), vigneti, cappelle e paesini. Oltre alla permanente in cui agli oggetti personali si mescolano  fotografie,  acquarelli, libri e ricordi dei  viaggi in Oriente, gli appassionati dell’autore possono usufruire del ricco programma annuale di incontri, concerti, filmati e letture. Tra il resto il Museo ha organizzato un percorso “Sulle orme di Hermann Hesse” che si snoda, attraverso undici postazioni, tra i luoghi più amati dall’artista tra i castagni , la vite, mandorli e fichi, montagne rosse e gente buona, educata e gentile, fino al cimitero dove scelse di essere sepolto. Il visitatore può scegliere tra un percorso breve e uno lungo per abbandonarsi , tra panorami splendidi e luoghi di memoria, a  immaginare le parole e i colori dell’uomo.

Nel Museo si possono acquistare alcuni acquarelli originali, opere  molto apprezzate in tutto il mondo, messe a disposizione dalla Famiglia Hesse per finanziare la Fondazione di Montagnola dedicata allo scrittore più letto del ventesimo secolo e tradotto in 60 lingue.  Hesse che nel 1946 ricevette il premio Nobel per la letteratura, Hesse che aveva deciso di essere scrittore all’età di 13 anni e diventò pittore a 40.

 

Testo di Daniela Bozzani      Foto Fondazione Hermann Hesse

 

Informazioni utili

Museo Hermann Hesse: Torre Camuzzi, CH 6926 Montagnola, t +41 91 9933770, www.hessemontagnola.ch. Orari: da marzo a ottobre tutti i giorni 10.00/18.30 – da novembre a febbraio solo sabato e domenica 10.00/17.30. Ingresso: Chf. 7.50

Come arrivare: in auto, Autostrada A9 Milano/Como/Chiasso uscita Lugano Sud, direzione Lugano Paradiso, Collina d’Oro, Montagnola Piazza Brocchi. Se si usa l’autostrada svizzera bisogna acquistare la vetrofania (valida su tutte le autostrade svizzere per un anno) a 40 Chf.  In alternativa si può uscire a Chiasso e prendere la statale. In treno, Milano Lugano, 1 ora, poi bus pubblico da via Sorengo direzione Agra, il percorso è di soli 10 minuti se il bus è diretto (ma non sono molto frequenti).

Dove mangiare: Caffè letterario Boccadoro, t 9933750, a poca distanza dal Museo per una pausa piacevole e veloce tra giornali e libri in diverse lingue e l’internet point gratuito; Principe Leopoldo,  3 forchette Michelin,  prezzo adeguato e vista indimenticabile;  Grotto Morchino, Lugano-Pazzallo, via Carona 1, t  9946044, www.morchino.ch; uno dei grotti cari proprio a Hesse che ne parla nel suo L’ultima estate di Klingsor. Anche il Grotto Cavicc contende l’amore di Hesse per il suo vino in tazza e i tipici piatti ticinesi. In Collina d’Oro prenotazione consigliata al t 9947995, www.grottocavicc.ch.

Dove dormire:  Villa Principe Leopoldo Hotel & Spa, via Montalbano 5 Lugano, t +41 91 9858825, www.leopoldohotel.com, prezzi da 220 a 500 €. Una residenza regale trasformata in un hotel prestigioso dalla vista mozzafiato. Ottimo il ristorante.  Hotel Federale, via Paolo Regazzoni 8, Lugano, t 9100808, www.hotel-federale.ch, vicinissimo alla stazione e al centro e lungo lago, prezzi da 140 a 240 €.

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