TURCHIA. Cappadocia, la terra dei bei cavalli

Gli alti monti incombono sui di lei protettivi ormai da millenni e la luce accecante del sole la rende tanto bella da togliere il fiato ad ogni visita. Si pensa che il nome Cappadocia derivi dalla parola Katpadukya, terra dei bei cavalli. I suoi cavalli, infatti, sono famosi per essere stati offerti in dono

Turchia. Il castello di Uçhisar in Cappadocia.

al Re d’Assiria, Sardanapalo a Dario e Serse di Persia. Questo territorio anatolico offre uno spettacolo unico al mondo: milioni di anni fa l’eruzione dei cinque vulcani circostanti ha riempito di magma le depressioni che si erano formate nella zona creando, con l’andare del tempo, un unico altopiano. Il minerale che componeva il magma non era tuttavia molto resistente e, perciò, la continua erosione dell’acqua e del vento hanno generato questa zona fiabesca. Tornare qui è sempre una festa, dopo tanti anni gli amici sono tanti e non possiamo certo esimerci dal passare a trovarli. Sarà l’altitudine (l’altipiano è tutto intorno ai 1000 mt slm) ma qui l’aria è tersa, il clima sempre piacevole, sole caldo ma costantemente ventilato; mentre la sera l’escursione termica si fa sentire. Le cose da fare e visitare sono molteplici; le città sotterranee i cui stretti cunicoli sprofondano fino a sette piani sottoterra, l’Open Air Museum di Goreme (dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO), Avanos, il piccolo paese dove producono meravigliose terrecotte utilizzando l’argilla del fiume che l’attraversa. Un volo in mongolfiera è un’esperienza entusiasmante: decollare quando il sole ancora non è sorto, sentire solo il rumore del bruciatore a gas che immette aria calda nel pallone, scendere dolcemente nelle valli ed ammirare i colori del tufo che si infiammano con i primi raggi di sole. E’ vero, tante sono le cose da fare qui ma una di quelle che preferisco è rimanere seduta davanti al negozio dell’amico Faruk, nella piazza di Uçhisar, a guardare la gente che passa. Tante persone ho incontrato qui, tante storie ho sentito; esperienze di viaggio, di vita. Con qualcuno sono rimasta in contatto, con altri è nata una forte amicizia, perché in questo luogo magico tutto può accadere. All’ora di pranzo, poi, può capitare che qualcuno prepari il Sa? Tava, un piatto da gustare sempre in compagnia.

Sa? Tava

Ingredienti per 4 persone: 400 gr sottofiletto di manzo, zafferano in pistilli, 2 cipolle, peperoncino, 2 carote, peperoni lunghi verdi, 4 zucchine, 2 pomodori.

Il Tava è una pentola rotonda, piatta in ferro. Simile alla pentola per la paella. Tagliare tutti gli ingredienti il pezzi piuttosto piccoli. Scaldare la pentola con dell’olio di oliva, far soffriggere lo zafferano ed il peperoncino. Aggiungere le cipolla, tutte le verdure e, alla fine, i pezzi di carne. Salare e portare a cottura mescolando frequentemente. Servire caldo con del pane o del riso bollito.

 

Testo e foto di Federica Giuliani

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.