ALTO ADIGE Autunno dorato sul lago di Caldaro (BZ)

E’ un trionfo di tonalità calde quello che invade in autunno la piana intorno al Lago di Caldaro, in provincia di Bolzano: i pendii dolci e soleggiati ne fanno il luogo ideale per lunghe passeggiate, a piedi o a cavallo, alla scoperta dei vini e dei sapori autunnali di questa terra.

Lungo la Strada del Vino, un itinerario denso di vigneti e cantine secolari, sulle rive del Lago di Caldaro (o Kalterer See in tedesco) sorge l’omonimo paese. E’ proprio lungo le sponde di questo specchio d’acqua (il più grande dell’Alto Adige) che l’autunno svela i suoi colori più belli, e trasforma una terra già deliziosa in un vero e proprio incanto per i viaggiatori che sognano un po’ di relax o si avventurano alla ricerca di piccole delizie enogastronomiche. E allora niente di meglio di una rilassante passeggiata lungo i moli, ora deserti, e i rimessaggi delle barche che d’estate affollano il lago, che per la sua posizione è perfetto per praticare la vela e il windsurf. Complici le numerose passeggiate tra i vigneti dorati che occupano il fondovalle e i fianchi delle colline circostanti, è questione di pochi attimi scoprire le tipiche case rurali della zona, dai balconi in legno, gli steccati dipinti a mano e i gerani colorati alle finestre. Altrettanto facile è anche fermarsi dopo una lunga passeggiata a gustare un apfelsaft e una fetta di strudel (la bevanda e il tipico dolce entrambi ricavati dalle mele che, insieme al vino, costituiscono uno dei vanti della zona) proprio a un passo dall’acqua, in uno degli imbiss lungo la riva. Oppure ci si può allontanare dal lago, e scoprirne dall’alto il panorama mozzafiato inerpicandosi lungo i sentieri che portano, attraverso la stretta gola Rastenbachklamm e le sue cascate, ai ruderi della Basilica di San Pietro, la chiesa più antica del Tirolo meridionale, risalente al sesto secolo; un altro percorso porta alle pendici del Monte di Mezzo, che chiude la conca del lago sul versante est, e da lì alle rovine di Castelchiaro (in tedesco Leuchtenburg), la cui imponente struttura, risalente al 1200 circa, è sempre visibile in cima al monte, sia dai canneti che crescono sulle rive del lago sia dal versante della Val d’Adige. A Castelchiaro è legata una delle leggende più suggestive circa la nascita del Lago di Caldaro, che narra come il signore del maniero venisse punito per la sua avarizia dopo aver scacciato un orfanello affamato: nei tre giorni successivi, una enorme tempesta sradicò tutti i suoi possedimenti nella valle e riempì la conca con il grande lago, sommergendo l’antico paese. Oggi, anche se non è possibile ritrovare i resti delle case sommerse insieme alla chiesetta (ma la leggenda dice che durante i temporali se ne odono ancora i rintocchi), è però possibile andare alla scoperta degli altri castelli che ornano la vallata. Tra questi, proprio sotto le rovine di Castelchiaro, si può visitare Castel Varco (in tedesco Laimburg), il rudere di un borgo fortificato risalente al tredicesimo secolo, che oggi, dopo aver ospitato per un certo tempo il Tribunale di Caldaro, è divenuto sede di una delle più rinomate cantine della provincia. Un’occasione davvero ottima per gustare i vini che solo le pendici soleggiate dei colli della bassa atesina sanno offrire. Ma il lago di Caldaro non è solo passeggiate, colori e resti di un passato imponente: l’autunno è la stagione migliore anche per vivere l’antichissima tradizione dei Törggelen, le piccole sagre contadine che colorano le settimane tra Ottobre e Novembre di sapori e profumi altrove scomparsi. Letteralmente, la parola Törggelen deriva dal latino torquere, che indica l’azione dello spremere, del torchiare: per questo motivo viene usata per indicare le feste al termine della vendemmia, in cui i contadini “offrono” gustose cene a base di prodotti locali – speck, canederli e salsicce alla brace, ma anche polenta e i tipici würstel – naturalmente annaffiate dal vino novello (che qui chiamano “Nuie”, dal tedesco Neue, nuovo) o dal Süßer, il mosto d’uva, e accompagnate dalle immancabili castagne arrosto col burro o dai deliziosi Krapfen al papavero. Non è difficile, passeggiando a sera sulle pendici del lago di Caldaro, incontrare una di queste feste in un’antica casa padronale, o nei buschenschänke, osterie contadine nella cui corte viene allestita una tavolata sulla quale turisti e paesani si ritrovano a festeggiare come in famiglia. Al tutto, naturalmente, fa da sottofondo l’allegro accompagnamento musicale offerto dalle numerose bande folkloristiche locali.

 

Testo e foto di Eugenio Zaffagnini

 

    

 

 

 

 

 

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