ANTIGUA Caraibi sottovento

E’ tanto bella da sembrare l’Isola Che Non C’è, proprio quella di Peter Pan con le sirene e i pirati. Il sospetto è forte:  Walt Disney si sarà ispirato ad Antigua per disegnare l’isola da sogno del suo cartone più celebre?   

English Harbour visto da Shirley Heigths

 Verde profondo e azzurro intenso, ecco i colori di Antigua. Il verde che copre come un mantello ricciuto le brevi curve delle basse colline, il turchese assoluto virato verso il blu e  il celeste che tinge le acque di trasparenza impressionante. Siamo ai Caraibi del resto, ma che Caraibi. In primo luogo Antigua fa parte  delle Isole Sottovento, nome molto avventuroso e piratesco, in secondo luogo questo era territorio Britannico e la flotta di sua maestà era comandata da Horatio Nelson

Nelson Dockyard

Per gran parte del XVIII° secolo Antigua fu il porto principale della Royal Navy di cui restano ben visibili le tracce, un ruvido contrafforte, le fortificazioni di Shirley Heigths, ma anche i magazzini, l’arsenale e la veleria. Testimonianze sempre affollate di visitatori specie dopo i restauri del 1960 che riportarono tutto il complesso ad un rinnovato splendore.  

Half Moon Bay

Unica tra le Sottovento, Antigua offre un panorama tutto diverso dalle altre sorelle dell’arcipelago. Come Saint Kitts e Nevis, anche Antigua è di origine vulcanica ma il suo cratere si è collassato su se stesso precipitando in mare e spezzandosi. Da qui il suo profilo basso con dolci colline e un’infinità  di calette, spiagge, insenature.   

 

St. John's la capitale di Antigua

Del dominio inglese oltre ai contrafforti e alle fortificazioni, resta la lingua e l’architettura ordinata e ben tenuta da sobborgo londinese ai Caraibi. Le case di St. John’s, la capitale sono un  trionfo di toni pastello e di terrazze in legno, lo stile coloniale per eccellenza, ma qui c’è anche un tocco di raffinatezza, di chic tutto britannico che emana da ogni angolo.   

Busto di V.C. Bird il primo Premier a St. John

Gli Inglesi dominarono per 300 anni fino a che nel 1967 l’isola conquistò lo status di stato indipendente nell’ambito del Commonwealth. Oggi Antigua è completamente indipendente ma la completa integrazione tra i discendenti dei coloni britannici e quelli degli schiavi africani mostra ancora qualche crepa. Basta spingersi alla periferia di St. John’s per trovare una bidonville zeppa di gente di colore la cui esistenza è molto lontana dagli standard dorati dei resort per turisti .   

Una spiaggia di English Harbour

Il profilo originario di Antigua fu decisamente stravolto dai colonizzatori che dalla metà del 1600 iniziarono a disboscare per coltivare la canna da zucchero. Risultato, la  scomparsa della foresta pluviale. Ma il mare e le spiagge sono arrivati fino a noi nella loro intatta e paradisiaca meraviglia. E’ famosa la leggenda delle 365 spiagge di questa piccola isola. Nessuno ne ha verificato nel dettaglio il numero, ma certo ognuna delle moltissime insenature, calette, spiagge è al di là di ogni immaginazione.   

Antigua
Antigua

Dall’alto la meraviglia di Antigua si coglie in tutta la sua complessità. Mare celeste bordato di rena chiara, baie disegnate da mano divina e punteggiate da barche favolose. E a perdita d’occhio una teoria di colline fitte di vegetazione che scendono verso altri e ancor più incantevoli bracci di mare .   

Antigua Sailing Week

Nelson Dockyard  era il porto più sicuro dei Carabi, il più riparato dagli uragani, il meglio difeso dai filibustieri. I marinai di oggi hanno meno preoccupazioni di quelli dei tempi dell’Ammiraglio e scelgono Antigua per motivi più goderecci e mondani. Le imbarcazioni in rada segnalano la presenza di ricchi e famosi e la celebre regata che si tiene in aprile, l’Antigua Sailing Week, richiama i più bei nomi del jet set.   

 

 

Se ci si lascia andare ad un sogno ad occhi aperti pensando di farsi cullare dall’ombra di una palma, ai bordi di  acque cristalline, con il soffio costante degli alisei gentili e alle spalle un panorama verdeggiante che si perde fino a dove l’occhio può arrivare, forse senza saperlo si immagina Antigua.   

La frantumazione del vulcano e il bradisismo che ne è seguito hanno determinato una costa eccezionalmente frastagliata dai fondali bassi  contornati da  un reef assai esteso. Condizioni che hanno donato ad Antigua un mare eccezionale e spiagge fatte di detriti corallini che vanno dal talco impalpabile alla rena granulata. Ognuno può scegliere secondo il suo personale gusto, non solo la spiaggia, ma pure la consistenza dei granelli che calpesta: forse questo è il paradiso.   

Testo e foto di Eugenio Bersani 

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