NEIL MACFARQUHAR L’ufficio stampa di Hezbollah ti augura buon compleanno

Neil MacFarquhar  non è solo uno scrittore che parla del Medio Oriente, ma è soprattutto un uomo che  ha speso più di 25 anni della sua vita nella regione, cominciando a viverla in prima persona all’età di tre anni, quando il padre si trasferì in Libia a lavorare per la Esso. E’ quindi perfettamente titolato per scrivere grandi storie e piccoli fatti di vita quotidiana come le serie tv  con in premio il viaggio a Gerusalemme  o  la musica di Fayrouz, libanese ma amata in tutto il mondo arabo, che lui canticchia alla mattina sotto la doccia. Dopo “The Sand Cafè”, la storia in chiave satirica di un gruppo di corrispondenti occidentali in attesa di una guerra che non comincia mai, l’autore tenta di focalizzare quella parte meno conosciuta di un mondo sempre sospeso tra guerre e violenze e perciò apparentemente lontanissimo dalla quotidianità. Il complicato titolo rimanda a uno dei tanti ricordi: i biglietti di auguri che il “Partito di Dio” (il significato di hezbollah) gli ha mandato per alcuni anni dopo aver compilato un modulo per il permesso di lavoro come giornalista. E poi ci sono i ricordi dei primi anni in Libia, del giorno dell’evacuazione durante la guerra arabo-israeliana del 1967, con una valigia a testa e 20 dollari a famiglia dati dalla Esso.  Il successivo ritorno alla tranquilla vita  da “Club Med” sulla spiaggia di Brega, nel “recinto” super protetto della  compagnia petrolifera;  almeno fino al momento del golpe di Gheddafi nel ’69. Lasciato il paese sei anni più tardi in una incolpevole ignoranza della lingua e del luogo  in cui aveva vissuto tanto a lungo, cominciò a sentirsi assorbito dall’implacabile necessità di soddisfare una curiosità profonda. Dopo questa esperienza sceglie di vivere  in Egitto, Israele, Kuwait, Arabia Saudita e Cipro, cercando  di colmare una imperdonabile, a suo dire,  lacuna di conoscenza. ll suo ritorno in Libia coincide con le  inquietanti descrizioni del Gheddafi di fine anni settanta e di oggi, con alcuni ritratti a volte agghiaccianti.

Neil MacFarquhar  è laureato in Economia Politica Internazionale, parla perfettamente, oltre all’inglese, l’arabo e il francese e se gli si chiede del suo lavoro di reporter, risponde che è una “forma di educazione continua e una possibilità di  incontrarsi faccia a faccia con il mondo senza alcuna barriera a frapporsi”.

Testo  Daniela Bozzani

L’ufficio stampa di Hezbollah ti augura buon compleanno – Incontri inaspettati nel Medio Oriente che cambia.  UTET, 2010, pg. 445, € 18,00

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.