ISRAELE (5) Per camminatori indefessi

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Davvero davvero, è l’ultima volta che parlo di passeggiate marine rischiando di risultare monotona, ma il fatto è che il lungomare di Tel Aviv è veramente interminabile e rispetto all’anno scorso l’ho trovato ampliato da entrambi i lati, a sud, come ho scritto nel precedente post Ajami, ma anche a nord, verso Ramat Aviv e Tel Baruch. Non sono una podista formidabile, ma qui c’è veramente l’occasione di diventarlo! Della bellissima passeggiata tutta in doghe di legno semplice e minimalista del porto di Tel Aviv, dei suoi vecchi magazzini abbandonati per anni ed ora riabilitati in una enclave alla moda brulicante di negozi, caffè e ristoranti, ne ho già parlato l’anno scorso; l’area terminava al faro, adesso continua e continua.
DSCN9867 300x225 ISRAELE (5) Per camminatori indefessiCredo che la zona sia stata inaccessibile per anni, un pannello con  una foto d’epoca lungo la strada fa vedere i cammelli, forse erano gli unici a poter percorrere una specie di terrapieno che costeggia il piccolo areoporto di Sdedov (da dove partono i voli per Eilat) e poi continua fra terra e mare. In lontananza si vedono i grattacieli della ricca Herzliya Pituach, così chiamata in onore al moderno fondatore del sionismo Theodor Herzl, polo residenziale di elezione di politici e diplomatici,  ma per ora solo spiaggia, la strada non è ancora asfaltata fino a là, chissà, sarà magari una futura realizzazione.
Interrogando l’amica Miriam ed i cugini ho cercato di saperne di più su questo tratto di costa lasciato all’abbandono per molti anni, ma l’unica informazione ricevuta è che pronunciare Tel Baruch per gli abitanti di Tel Aviv era sinonimo di luogo d’incontro delle lavoratrici del più antico mestiere del mondo, non c’è certo bisogno di spiegare oltre. E’ evidente che le operatrici del settore hanno dovuto migrare altrove, ma non so dire dove. A fine passeggiata, sosta ristoratrice in spiaggia sul mare e poi girando a destra verso l’interno, un lungo viale alberato verso Ramat Aviv, altra periferia chic dell’area urbana. Se nel passato la città si era sviluppata a sud, è l’area a nord, al di là del fiume Hayarkon che vede oggi un grande sviluppo immobiliare per la ricca borghesia che se lo può permettere.

Testo e Foto: Sarah Nathan

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