ETIOPIA Epifania di pietra

L’Epifania segna la parola fine. Di una fiaba sacra e solenne che si ripete ogni anno a gennaio in terra Etiope. E’ il sacro Timkat, l’Epifania dei cristiani copti, che chiude con un festa immensa e intrisa di sacralità, il Natale dei Cristiani Ortodossi
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icona.mag 37 ETIOPIA Epifania di pietra INFO237 ETIOPIA Epifania di pietra

Il sacro Timkat è come un fiume che si gonfia nei villaggi e nelle città etiopi. Dalle pianure lontane alle metropoli, milioni di fedeli giungono a Lalibela, piccolo villaggio perduto tra montagne, che i copti considerano la Gerusalemme Etiope. La civiltà è lontana, i riti ancestrali vivissimi. Lalibela 090131 etiopia  0694 300x199 ETIOPIA Epifania di pietraprende il nome da un antico monarca che nell’alto medioevo costruì chiese monolitiche scavate nelle rocce delle montagne e collegate tra loro da una teoria di cunicoli, catacombe e gallerie. L’Epifania, il Timkat, dura tre lunghi giorni durante i quali si venerano le ‘Tavole della Legge’ quelle che Dio affidò a Mose’ e che, la leggenda narra, si trovano in terra etiope. Il racconto sacro dice che Menelik I°, figlio della Regina di Saba e di re Salomone, colui che iniziò la dinastia dei salomonici, trafugò le sacre tavole da Gerusalemme per nasconderle090131 etiopia  1260 300x199 ETIOPIA Epifania di pietra ad Axum, capitale dell’antico regno d’Etiopia. Le tavole, le sacre ‘Tabot’ devono essere condotte con processioni e canti verso un punto in cui vi sia un fiume o una sorgente a rappresentare il fonte battesimale in cui il Battista battezzò Cristo. E così ogni anno a gennaio, il rituale si ripete. Il primo giorno di Timkat, il Tabot che simboleggia l’Arca dell’Alleanza, viene condotto fuori dai monasteri e venerato tutta la notte con canti e preghiere. Tamburi, danze liturgiche, monaci, diaconi e preti avvolti in lunghe vesti 090131 etiopia  0146 199x300 ETIOPIA Epifania di pietradamascate, turbanti solenni, protetti da grandi ombrelli colorati, guidano fuori dai templi i fedeli ammantati nei bianchi teli , le ‘shamme’. Il secondo giorno le migliaia di pellegrini seguono il Tabot verso l’acqua. Qui il sacerdote battezza la folla che canta e danza incessantemente. Poi all’alba del terzo giorno, la processione riporta nei luoghi più segreti del tempio, le sacre tavole che resteranno nascoste e venerate fino all’Epifania dell’anno che verrà. Quando tutto termina e i pellegrini prostrati rientrano alle loro case, Lalibela ritorna un piccolo, remoto villaggio con 11 chiese di pietra nascosto nelle montagne d’Etiopia.

Testo di Lucia Giglio   Foto di Emanuela Colombo

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