NORVEGIA Svalbard, estremo nord

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Norvegia. Isole Svalbard: il paese di Longyearbyen sull'isola di Spietsbergen

Spietsbergen è la maggiore delle isole Svalbard, esattamente a metà strada tra l’estremità nord della Norvegia, di cui fanno parte, e il Polo Nord, ed è attualmente l’insediamento abitato più settentrionale al mondo (78°13 N). Con un aereo da Tromso si atterra a Longyearbyen, capoluogo ed unico centro abitato dell’arcipelago. A marzo la temperatura è di molti gradi sotto lo zero, l’aria è

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Norvegia. Panorama delle isole Svalbard

tagliente, di un freddo che “brucia” le mani e fa passare la voglia di tirarle fuori dai guanti per scattare le prime foto. Dal piccolo aeroporto un pullmino porta in paese, fatto di piccole case che quasi affondano nella neve. Spietsbergen, in particolare l’avamposto di Ny Alesund, è stato in passato il luogo da cui partirono le prime epiche esplorazioni di Amundsen e dell’italiano Nobile verso la calotta artica. Alcune fotografie d’epoca e testimonianze di vario genere sono custodite nel museo di Longyearbyen. Il paesino si estende per circa trecento metri in lunghezza ed è stretto tra due valli basse e bianche per quasi tutto l’anno. Su uno dei due versanti ci sono un piccolo cimitero, poche croci piantate nella neve, e una chiesetta, che oltre ad essere un luogo di culto è anche un ritrovo dove bere un tè, fare due chiacchiere e assistere a qualche raro evento culturale, come concerti di musica classica. E’ raccomandato di togliersi le scarpe prima di entrare in chiesa e in casa di qualcuno dato che sono puntualmente ammantate di neve! Sull’altro versante ci sono le abitazioni, un supermercato, un ufficio postale, insomma il minimo indispensabile. Ci sono anche diverse strutture ricettive tra cui

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Norvegia. Isole Svalbard: Global Seed Vault, deposito universale dei semi

 una guesthouse, fra tutte la più spartana. Tra l’altro è frequentata spesso da esploratori di passaggio in attesa di raggiungere il Polo Nord. Durante il giorno si possono fare diverse attività esplorative dell’isola, a cominciare dalla visita della grotta di ghiaccio: la guida scava con una grossa pala la neve che ricopre la buca e uno alla volta si entra in cunicolo scivolando a pancia sotto e con le braccia protese in avanti. L’interno della grotta è pieno di stalattiti e grumi di neve che sembrano cristalli. Poi sul finire dell’escursione, piuttosto breve, viene servita una bevanda calda da bere insieme. In questo strano angolo del mondo si ha spesso la percezione di essere in un posto inospitale, ricco di fascino si ma che non trasmette certo senso di libertà. In tutta l’area ad esempio è vietato intraprendere escursioni solitarie senza prima avvertire le autorità locali ed affittare un fucile per difendersi da un eventuale attacco degli orsi polari. Proprio così perché oltre duemila esemplari popolano i ghiacci dell’arcipelago quasi ad accerchiare gli altrettanti abitanti del capoluogo. La convivenza armoniosa tra loro è intaccata solo raramente dallo smarrimento di un orso che finisce nell’abitato causando un po’ di apprensione. I

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Norvegia. Isole Svalbard: orso polare

cittadini di Longyearbyen sono prevalentemente norvegesi e russi, principalmente legati ad attività di studio nel centro di ricerca, al turismo che da dieci anni a questa parte sembra aver preso piede ormai stabilmente e all’estrazione del carbone dalla miniera, che costituisce la più grossa fonte di ricchezza. E’ anche possibile visitarla con una guida e l’esperienza è davvero particolare, se non altro per modo in cui avviene, e cioè una sorta di carriola sulla quale si avanza sdraiati. Infatti la miniera molto bassa in ogni suo punto e ciò costringe tutti, lavoratori per primi a muoversi con questo strano mezzo. A Longyearbyen è inoltre presente una piccola comunità di thailandesi, oggi dopo molti anni ben integrati con la popolazione locale: quale la causa della loro presenza? La proliferazione! Ebbene si, si dice infatti che data la scarsa quantità di donne, negli anni ’70 i norvegesi siano andati a cercare moglie nel sud est asiatico per poi fare ritorno a Longyearbyen.

Testo di Alessandro Micozzi www.amicoinviaggio.it   Foto archivio

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