Sardegna rosso fuoco

Molto sentito, il Carnevale in Sardegna assume forme straordinarie: maschere, fuochi, sfilate, balli. Ogni paese è geloso delle sue tradizioni, che spesso vantano origini antichissime. Riti arcaici dietro cui si cela la comune matrice agropastorale della regione.


Sfoglia il magazineVai alla photogalleryVai alle info utili

Il carnevale è la sola ricorrenza non legata a matrici di stampo cattolico e, come recita una frase famosa, semel in anno licet insanire (una volta l’anno è lecito impazzire). Questo motto si riferiva a ciò che accadeva un tempo con il sovvertimento sociale, in cui le gerarchie subivano un capovolgimento. In Sardegna la festa assume contorni arcaici con maschere che sembrano uscite da riti propiziatori persi nel tempo: gli uomini si travestono con fattezze zoomorfe sottolineando la connessione profonda che c’è con la nostra natura istintiva e animale. Oltre ai travestimenti, un’espressione tipica del carnevale isolano è la Sartiglia che consiste in spettacolari esibizioni equestri dove si inscenano combattimenti, o si affrontano prove stile torneo medievale. Ogni paese ha il suo evento tradizionale come Sos Gattos, la Mamoiada, Sos Thurpos e Sos Bundos solo per citarne alcuni. Nei Sos Gattos c’è sa Maschera a Gattu vestita con due gonne al rovescio, una coperta bianca in testa che simboleggia la nascita, un manto nero sul volto emblema della morte e una striscia rossa cinta sul capo a rappresentare il matrimonio. Questa figura personifica la ciclicità dei raccolti e le cerimonie di annullamento e rinascita tipiche dei culti legati alla terra. I protagonisti della Mamoiada sono Mamuthones e Issohadores che si esibiscono in una danza particolare: il ritmo è cadenzato dai campanacci che i primi portano sulle spalle, mentre gli altri ogni tanto catturano le donne tra la folla con il laccio in segno dibuon auspicio per propiziare salute e fertilità. A Orotelli troviamo i Thurpos dal volto nero che drammatizzano scene agresti come la semina e la ferratura dei buoi. Per incontrare i Sos Bundos bisogna spostarsi a Orani, dove si presentano con l’aspetto di un contadino con cappotto largo, camicia, pantaloni in velluto e gambali di cuoio. Il volto è coperto da una maschera lignea, con fattezze a metà tra uomo e bovino. dal colore rosso: la tinta veniva ricavata dal sangue di bue. Questi sono solo alcuni dei molteplici aspetti che il carnevale assume in Sardegna e che la rendono ancora di più una terra dal fascino primordiale.

Testo di Mauro Pinto

Foto di Roberto Moro

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.