Filiera corta come elisir di lunga vita

Quando si tratta di alimentazione non è bene parlare di lunghi viaggi. La filiera corta alimentare è quella che ci permetterà di vivere più a lungo, se i nostri acquisti saranno più consapevoli.

Ricordo che molti anni fa, quando ero una ragazzina, in periferia di Torino c’era un grande campo di fragole. Chiunque poteva recarsi lì e, fornito di un capiente cestino in vimini, si dedicava a raccogliere il profumato frutto per poi pagarlo a peso all’uscita. Nonostante questa bella iniziativa sia durata solo un paio d’anni io la ricordo sempre con piacere perché, secondo me, è una via che bisognerebbe pensare di ripercorrere.

Chissà quanti di noi saprebbero distinguere ad occhi chiusi il profumo delle foglie di pomodoro e quanti bambini saprebbero descrivere l’aspetto che ha in natura la verdura. I frutti della terra sono molteplici ma è bene sapere che non nascono sugli scaffali del supermercato. Ci si lamenta di disturbi cronici e di malattie, utilizzando cure che spesso si rivelano peggio del male stesso senza pensare che sarebbe meglio prevenire facendo attenzione a ciò che mangiamo, fonte di benessere o malessere. Le vitamine sono presenti principalmente nella frutta e nella verdura e i sali minerali hanno una fondamentale importanza per la costituzione delle nostre ossa perché catalizzano tutte le funzioni del nostro organismo. Più un ortaggio ha un colore acceso e intenso più sarà ricco di minerali. Dal punto di vista nutrizionale la parte migliore dell’insalata, ad esempio, sta nelle foglie esterne dal verde più scuro.

Il viaggio che gli alimenti, soprattutto frutta e verdura, compiono è a volte troppo lungo. Questo non solo ne compromette la freschezza ma comporta la perdita di vitamine e proprietà nutritive. Un altro aspetto da non trascurare è l’impatto che la distribuzione di questi alimenti provenienti da lontano ha sull’ambiente, tra imballaggi e trasporti. La soluzione a tutto questo è la filiera corta o Km zero, come la Coldiretti ha chiamato il fatto che gli alimenti devono percorrere solo una breve distanza prima di raggiungere la nostra tavola e, come in ogni settore, ci sono i fautori ed i detrattori di questo sistema di acquisto consapevole.

I sostenitori affermano che la distribuzione commerciale dei prodotti alimentari, con relativi lunghi trasporti e le inefficienze di natura logistica, sia tra le principali responsabili dell’emissione di gas ad effetto serra a livello globale. Scegliendo invece alimenti prodotti sul proprio territorio si contribuirebbe a ridurre l’inquinamento. Secondo un’analisi della Coldiretti, una famiglia può arrivare a risparmiare fino a una tonnellata di anidride carbonica all’anno oltre che incrementare sensibilmente la qualità della propria alimentazione e rivalutare i prodotti del proprio territorio, offrendo ai produttori la possibilità di guadagli più consoni al grande lavoro svolto. D’altro canto, i detrattori definiscono il sistema a Km zero come pura utopia, non attuabile nella gestione quotidiana dell’alimentazione di tutta la famiglia.

La filiera corta può concretizzarsi attraverso la vendita diretta aziendale, punti vendita collettivi in cui si riuniscono i diversi produttori, organizzazioni di consumatori che formano gruppi di acquisto (GAS) recandosi direttamente nelle aziende, consegne a domicilio.

La Regione Umbria è la prima in Italia ad aver fatto una legge ad hoc atta a promuovere questo tipo di filiera. Oltre ai contributi annui previsti per i gruppi d’acquisto attivi sul territorio da almeno sei mesi, la Regione ha stabilito che gli Enti pubblici, in caso di appalti nell’ambito della ristorazione, debbano dare priorità a chi utilizza prodotti a Km zero.

Personalmente sono una sostenitrice della filiera corta ed acquisto carne, formaggi e vegetali direttamente dal produttore. Per questo motivo mi permetto di dire, a chi adduce come scusa la scarsità di tempo a disposizione tra casa e lavoro, che si tratta solo di mancanza di organizzazione e che, in primis, è necessario pensare alla propria salute ed al proprio portafoglio perché in effetti è conveniente acquistare direttamente dal produttore, oltre che più buono.

Alcuni link utili:

Mercatodelcontadino: per trovare, Regione per Regione, i mercati dei contadini
Campagna Amica: per trovare le Aziende agricole in Italia

Testo di Federica Giuliani, foto archivio

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