Montalcino – una vendemmia d’autore

La strada sale verso il grande poggio a 564 metri sul livello del mare tra i mille paesaggi della val d’Orcia. Davanti agli occhi si aprono paesaggi già visti, catturati in mille spot televisivi e campagne  pubblicitarie, eppure sempre nuovi e affascinanti di linee, pendii dolci e colori straordinari.

Sfoglia il magazineVai alla photogalleryVai alle info utili

La strada tortuosa consente  di assaporare lentamente l’incanto di questo pezzo unico di Toscana: il fascino  dei casolari in pietra immersi nelle vigne, le strade sterrate che conducono a piccoli castelli perfettamente restaurati. Da ameni poggi la vista spazia su Montalcino e riporta  alla memoria il fascino della descrizione di un anonimo viaggiatore del XIX secolo “ E’ difficile nella stessa gentile Toscana trovare un luogo così pittoresco, socievole e tranquillo i resti dell’antica fortezza, la sua torre, alta e slanciata, contribuiscono a rendere suggestivo il suo aspetto e a far sì che produca un impressione gradevole a tutti coloro che vi giungono. Il paese si propone come un intatto esempio di architettura senese di sapiente integrazione con lo straordinario paesaggio…” Solitamente si entra a Montalcino dalla Porta al Cassero, una delle porte della cinta muraria. Come antichi viandanti, calpestando antichissime pietre, si scoprono i tesori della città: il Palazzo Comunale e il suo loggiato  del XIII e XIV secolo, la Cattedrale di San Salvatore con la bella fonte battesimale all’interno della Cappella del Battistero, il Palazzo dei Priori e gli affreschi del teatro degli Astrusi. La strada che dalla capitale del Brunello, uno dei più apprezzati vini d’Italia, porta all’abbazia di San Antimo nel periodo della vendemmia è un tripudio di colori, degna anteprima della visita di un autentico gioiello. L’abbazia di sant’Antimo è uno dei più bei monumenti in stile romanico. Secondo un’antica leggenda l’abbazia fu fondata da Carlo Magno che, ritornando da Roma lungo la via francigena, sostò nella val Starcia a causa di un’epidemia di peste e ivi   fece voto perché il flagello cessasse. Per grazia ricevuta fondò l’abbazia. E’ possibile vedere i resti della sua struttura originale, di età carolingia, nella zona absidale del tempio monumentale, oggi sagrestia, affrescata all’interno con scene della vita di San Benedetto e nella cripta divisa in tre navate. L’attuale chiesa risale al 1118 circa: tra i suoi tesori una statua lignea di scuola umbra raffigurante una Madonna con bambino del 1260 circa, sull’altar maggiore un bellissimo crocifisso ligneo policromo del XIII secolo. Splendidi i capitelli che, come avviene spesso nelle chiese romaniche, sono tutti diversi uno dall’altro. Sant’Antimo è anche uno dei pochi luoghi dove le funzioni religiose sono accompagnate da canti gregoriani intonati dei monaci, che le conferiscono una struggente atmosfera di altri tempi. Un paio di tornanti sulla strada per Montalcino ci portano in località Podernovi, alla Fattoria dei Barbi e alle sue antiche cantine,  custodi dell’oro di Montalcino,sua maestà il Brunello. Oggi,in una giornata di fine settembre inizia la vendemmia e chi meglio del Conte Stefano Cinelli Colombini potrebbe raccontarci l’essenza di un rito che mette Montalcino al centro del Mondo…

Montalcino è un minuscolo paese del sud della Toscana, ma è anche una capitale:  la capitale del vino in Italia. Il vino si fa in tanti posti, e forse altrettanto bene, ma nessun luogo del nostro Paese è così intimamente legato al vino come Montalcino. Montalcino vive di vino e la vendemmia ne è la sintesi: qui tutto inizia e finisce. Un’intera stagione si consuma in pochi giorni di tensione e di lavoro frenetico, durante i quali una pioggia di troppo può rovinare le attese di un anno. Quella che un turista crede sia un tripudio dionisiaco si concreta nella cura maniacale del dettaglio, nel controllo ansioso dei parametri dell’uva e nella ricerca del momento perfetto per la raccolta. Poi una corsa affannosa con l’occhio che scappa al cielo nel timore di pioggia per portare l’uva in cantina. E’ una festa, ma è anche una competizione con se stessi e con la natura per portare a casa il meglio. A dispetto di tutto. E’una gara che lascia stremati per la tensione, l’attesa dell’ultimo carico la sera e la mattina che arriva sempre troppo presto. Ma è il travaglio della nascita, poi il nuovo vino emerge dalle fatiche di quei giorni ed è un caleidoscopio di rossi brillanti, di vinaccia profumata nella pressa, di aromi e sentori ogni anno diversi.La vendemmia è eros e thanatos: è l’eterno rito che si ripete ogni anno nella fragranza dell’uva che muore e del vino che nasce. Non a caso i riflessi violacei del lutto, che il brunello veste alla nascita, si tramutano nel rubino dell’età adulta, i profumi evolvono e tutto muta in un eterno divenire. Colta l’uva Montalcino cambia d’abito. In un attimo le vigne di sangiovese passano dal verde ad un giallo brillante, caldo che avvolge tutto il colle in un mare d’oro. Nell’aria limpida d’ottobre la nuova annata si veste di un mantello prezioso, chiazzato qua e là da piccole isole di merlot granato o di cabernet ametista scuro. L’Italia ha mille vini e tante città, ma in nessun luogo la vendemmia ha il fascino,i colori e l’intensità che ha nella piccola capitale del Brunello dove il vino è vita e scorre nelle sue vene come un sangue rosso acceso.”

Ed è con queste magiche atmosfere ,così ben descritte nelle parole del conte Stefano Cinelli Colombini che con la mia macchina fotografica mi sono immerso nel rito della vendemmia, utilizzando l’intensità del bianco e nero per l’essenza del gesto, della fatica e dell’amore per una terra, quella di Montalcino. E di sua maestà il Brunello.

Testo e reportage fotografico di Graziano Perotti

Sfoglia il magazine – Vai alla photogallery – Vai alle info utili

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.