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Aleatico, un vitigno antico per un nettare raro

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Aleatico, un vitigno antico per un nettare raro

L’Aleatico è un vitigno di origine millenaria. Pare che risalga all’epoca degli antichi greci ed importato poi dai romani. Napoleone Bonaparte se ne innamorò in maniera tale da farne incrementare i vigneti. Si dice che gli donasse conforto nell’ultimo periodo di esilio all’isola d’Elba, dove il vitigno ha trovato nel clima mite, il sole caldo ed il terreno ferroso, il luogo ideale per ottenere la più alta qualità.

La produzione dell’Aleatico non è certo banale. Le uve vengono lasciate appassire sulla pianta per poi terminare il procedimento su graticci esposti al sole fino a quando gli acini hanno assunto un aspetto avvizzito, che non lascia immaginare quale delizia ne deriverà.

Il suo colore è quello del granato, pietra apparentemente di poco valore ma di bellissimo aspetto e dalle caratteristiche inaspettate. Se lo accosta al naso si viene pervasi dal profumo dei frutti del sottobosco come la mora, amarena e ribes. Al palato risulta dolce ma non nauseante, grazie ai tannini che contrastano l’alta percentuale di zuccheri. Dal 2011 l’Aleatico è ufficialmente diventato l’ottavo vino toscano ad aver ricevuto la prestigiosa etichetta DOCG.

Avendo avuto la fortuna di degustare quello prodotto dalla Cantina Mazzarri nel comune di Capoliveri, ho pensato di creare non una ricetta da abbinare al il vino ma di preparare un dolce che lo contenesse al suo interno.

Zabaione freddo all’Aleatico

Ingredienti: 4 tuorli, 50 gr di zucchero di canna, 50 ml circa di Aleatico, mandorle tritate grossolanamente.

Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia e bianca. A questo punto, incorporare l’Aleatico. Mettere il composto a bagnomaria continuando a mescolare con le fruste elettriche per circa 10 minuti o fino a quando in composto non risulterà spumoso. Attenzione all’acqua del bagnomaria che non deve bollire, lo zabaione cuocerebbe troppo in fretta creando dei grumi.

Versate la crema in bicchieri sul cui fondo avrete sistemato le mandorle e conservate in frigo fino al momento di servire. Naturalmente è ottimo anche degustato caldo ed accompagnato da pasticceria secca.

Testo e foto di Federica Giuliani

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