Intervista a Piero Pagani, portavoce per i cani di Francesco Totti

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Sono un manipolo di volontari, “armati” di un cane. Sono uomini e donne, che prendono il loro tempo libero e spesso anche le loro ferie e li dedicano all’attività di protezione civile e all’addestramento dei loro “quattro zampe”, che abbaianti e scodinzolanti, si lanciano in acqua impavidi, come dei veri supereroi, “supercanieroi”, in questo caso. Basta il cenno di un bagnante in mare, un segnale di pericolo, o una semplice telefonata che li richiama al dovere, e loro da subito scattano in piedi, pronti ad entrare in azione. E spesso le loro gesta vengono notate da personaggi famosi, che decidono così di diventare parte attiva di questa grande avventura. Lo abbiamo chiesto a Piero Pagani, che, oltre ad essere il Direttore delle relazioni esterne della Scuola Italiana Cani Salvataggio del Tirreno , per informazioni tel. 329 8004019), è anche il portavoce del calciatore Francesco Totti per i suoi cani impegnati nel servizio di Protezione Civile. Questi presso la Scuola ha ben due cani in costante addestramento, di cui uno ha perfino già salvato delle persone, senza contare una recente e scodinzolante cucciolata. Un vero amore irreversibile.

Come è nata la Scuola Italiana Cani Salvataggio?

E’ nata da un’idea del fondatore Ferruccio Pilenga nel 1989, che è pure nostro Presidente. Fu il primo ad attuare il salvataggio con il cane più per il sociale, prima che venisse fatto solo esclusivamente come sport. La Scuola oggi è molto attiva e sempre in maggiore espansione, grazie anche all’opera di Roberto Gasbarri, il fondatore della Scuola Italiana Cani Salvataggio del Tirreno. Anche lui, come Ferruccio, è una forza inesauribile nel promuovere l’azione del salvataggio nautico

Dove e come sono operativi i vostri cani? E quanti sono?

Sono operativi a livello nazionale in tutte le regioni italiane, anche se il nostro sogno è di espanderci anche all’estero per il futuro. Abbiamo 350 unità operative in Italia e dal 1989 sono stati effettuati oltre 100 salvataggi estremi, cioè di persone tratte in salvo a quasi certa morte per annegamento.

Come lavorano i vostri cani?

Si allenano e vengono preparati da un conduttore, che nella maggior parte dei casi è anche il proprietario del cane, lavorano in posizione di avvistamento su postazioni fisse con l’ausilio di nativi o natanti. Sono pronti a intervenire per il ribaltamento di una qualsiasi imbarcazione, nel caso di bagnanti colti da crampi, in tutte le casistiche possibili e immaginabili in cui è richiesto il salvataggio da parte di uomo e cane.

Quali sono le qualità che distinguono l’uomo dal cane nel salvataggio?

Il cane in acqua ha otto volte la resistenza dell’uomo in acqua. E’ fornito anche di un imbrago particolare, a cui vengono agganciati la persona in pericolo di vita e pure il suo conduttore. A volte i cani lavorano anche sui natanti della Guardia Costiera e sono molto importanti, nel caso la barca si incagli.

Tutti i cani sono in grado di salvare le persone? Ogni cane è un probabile eroe del salvataggio?

Tutti i cani per me sono eroi! Come in fondo le persone, in tutti esiste la capacità di divenire in un momento di necessità e azione degli eroi. Ma non tutti i cani hanno le caratteristiche giuste per lavorare nel salvataggio. Un cane deve essere forte, ma anche non avere paura ed essere pronto a entrare in azione senza esitazione. Non obblighiamo mai i nostri cani a fare qualcosa, quindi deve essere anche una dote, a parte l’allenamento, che hanno innata.

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