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Bologna. La Dotta, la Rossa e la Grassa

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Bologna. La Dotta, la Rossa e la Grassa

Perfetto connubio tra modernità e tradizione, Bologna è una città in continuo fermento. Aperta, tollerante e sempre pronta ad accogliere nuovi spunti artistici e culturali.

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La Dotta perché ospita una delle più antiche Università d’Italia frequentata ancora oggi da sempre più numerosi studenti italiani e stranieri che contribuiscono a mantenere il suo ruolo di attivissimo centro culturale. La Rossa per il colore dei tetti e delle case, che mantengono vivi i colori tipici dell’epoca medievale. La Grassa per la tipica gastronomia conosciuta in tutto il mondo e che ha conquistato anche i palati più esigenti.

La città è una meraviglia inattesa che però si presenta sfacciata dall’alto della consapevolezza di avere una storia antica, raccontata lungo i suoi canali che risalgono al XII secolo e che sono in buona parte visitabili anche nei percorsi sotterranei.

Simbolo di Bologna è la fontana di Nettuno, talmente monumentale da essere chiamata ‘Il gigante’ dai bolognesi. Fu Carlo Borromeo a volerla per simboleggiare il fortunato governo del neo eletto papa Pio IV. Per costruire la fontana, terminata nel 1565, venne abbattuto un intero isolato e la spesa fu ripartita tra le case e le botteghe adiacenti. La statua del dio Nettuno venne posta esattamente nel punto di intersezione tra il cardo e il decumano, le antiche vie romane, che definivano il centro dell’area urbana.

Secondo una leggenda, lo studente che deve superare un importante esame è bene che giri due volte in senso antiorario attorno alla fontana per attirare la fortuna a sé. Così fece anche il Giambologna, autore della statua, che girò attorno al piedistallo meditando su come realizzare il Nettuno, dando così inizio alla sua fortuna.

Le strade di Bologna vengono utilizzate come corridoi di comunicazione tra i vari luoghi d’interesse storico, culturale ed artistico attraverso un percorso museale urbano, il Genus Bononiae, che ne racconta la vita ed i sogni. Si articola all’interno dei palazzi storici restaurati ed adibiti all’uso pubblico, un collegamento diretto tra pinacoteche, biblioteche, musei e realtà culturali che animano la comunità locale.

La Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale è uno dei fiori all’occhiello dell’itinerario. Lo spazio che occupa è quello di una chiesa di antiche origini longobarde, sconsacrata dalla metà del 1900 e dal 2009 sede, dopo un accurato restauro, della ricca biblioteca che ad oggi ospita importanti volumi di storia locale, un emeroteca con titoli di quotidiani e periodici a partire dal XVIII secolo ed un archivio fotografico, a testimonianza dei cambiamenti urbanistici del territorio bolognese.

Prova del desiderio di promuovere e mantenere l’aspetto giovane e vitale della città è il MAMbo, il Museo d’Arte Moderna. Lo scopo è quello di sostenere le forme artistiche più innovative proponendo un’attività espositiva focalizzata sulla ricerca e la sperimentazione.

Il MAMbo, tra gli altri centri culturali, comprende la Cineteca, un luogo dove anche il passato ha un futuro. Con questo intento è nata la Commissione Cinema che ha la volontà di recuperare il patrimonio cinematografico e di mantenere un dialogo con il presente.

Archivi, biblioteche, mostre, laboratori, sale cinematografiche e uffici che formano una vera e propria cittadella dell’audiovisivo. Un punto di riferimento situato nel centro più innovativo della città che si arricchisce ogni giorno grazie alla stretta collaborazione con gli spazi universitari del DMS e di Scienze della Comunicazione.
La sala cinematografica all’interno della cittadella è nel suo genere una struttura unica in Italia. La sua funzione è quella di diffondere la conoscenza della storia del cinema in tutte le sue declinazioni, recuperando opere non più distribuite o ignorate dal mercato.

Anche la storica sede del Comune, Palazzo d’Accursio, è stata trasformata in uno spazio interculturale e multimediale per i giovani. Sotto il cristallo che copre la splendida piazza dell’ex Borsa Valori si possono ammirare gli scavi e la sedimentazione delle diverse civiltà in uno scenario armonico. Il percorso, che conduce indietro nel tempo, si articola lungo la passerella appesa alla struttura guidando il visitatore attraverso un viaggio nella storia piuttosto suggestivo. Si possono ammirare il perimetro murario della cisterna rinascimentale del Terribilia, scavalcare i basolati e le fondazioni della basilica romana, costeggiare il muro di cinta della casa a torre medioevale. Si intravede, inoltre, la vasca a stella che si trovava al centro del giardino, testimonianza della centralità del luogo nella sua nuova destinazione di biblioteca.

Molti sono i servizi messi a disposizione dalla struttura ma uno in particolare mi ha colpita. Percorsi di lettura, ascolto e visione suggeriti dai bibliotecari per sfruttare al meglio le risorse disponibili. Proposte tematiche di approfondimento e, tra le tante, ce n’è una dedicata alla passione per il cibo. C’è sempre stato un legame tra il cibo e la scrittura, ed io ne sono la prova evidente, la musica ed il cinema. Alcune volte è l’argomento principe di un racconto mentre altre ne viene accennato solo qualche dettaglio. La biblioteca Sala Borsa consiglia citazioni tratte da poesie, canzoni e film che descrivono questo stretto legame. Un modo per scoprire la buona tavola, i luoghi votati al cibo, i ricordi in cucina dei grandi nomi della letteratura o le inquadrature più golose nei film. Il cibo visto come metafora del bien vivre e come approfondimento cinematografico e letterario. Un progetto particolarmente adatto ad una città come Bologna che della buona cucina ha fatto un vessillo riconosciuto a livello mondiale.

Testo di Federica Giuliani. Foto di Giovanni Tagini

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